“Donne e fede in età moderna” di Merry Wiesner-Hanks: mettere le donne al centro della storia

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“La grande influenza delle sovrane regnanti sulla religione nel periodo delle riforme ebbe inizio ancor prima della nascita di Martin Lutero…”

Donne e fede in età moderna di Merry Wiesner-Hanks
Donne e fede in età moderna di Merry Wiesner-Hanks

Pubblicato in Italia da Carocci editore nel 2026, il saggio storico Donne e fede in età moderna. Una storia globale di Merry Wiesner-Hanks, smonta la tradizionale narrazione delle Riforme religiose raccontata da un punto di vista maschile.

L’autrice, tra le massime esperte mondiali di storia di genere, avvalora la tesi che le donne non sono state spettatrici passive dei cambiamenti confessionali avvenuti tra il XVI e il XVIII secolo, ma a livello globale hanno avuto un ruolo attivo non di poco conto.

“Le donne protestanti potevano sposare dei pastori ma, come nel cattolicesimo, non potevano ricevere l’ordinazione sacerdotale: la loro esclusione si basava solo su idee ampiamente diffuse e radicate sugli appropriati ruoli sociali maschili e femminili.”

Per secoli, la storia delle Riforme, sia protestanti che cattoliche, è stata raccontata come si trattasse di una vicenda che riguarda soltanto gli uomini. Infatti, il focus narrativo del testo evidenzia l’emarginazione del genere femminile, escludendo le donne da posizioni decisionali di rilievo.

Da ricordare, infatti, che la Riforma protestante e la Controriforma cattolica sono state raccontate attraverso lo sguardo di figure maschili quali Martin Lutero, Giovanni Calvino, i Papi oltre che dai grandi sovrani.

Ma per respingere questo dato di fatto, l’autrice ribalta tale prospettiva, mettendo al centro del racconto le esperienze femminili. Soffermandosi non soltanto sullo scenario europeo, ma ponendo l’attenzione verso una dimensione più ampia, che mette in relazione i cambiamenti religiosi del Vecchio Continente con le missioni, le conversioni e la fusione di elementi religiosi e culturali in altri continenti.

Come sottolineato dall’autrice del saggio, alcune donne hanno ricoperto un ruolo storico e politico importante, a differenza di altre, anonime, ma ugualmente coinvolte in cambiamenti religiosi epocali. Che hanno visto non solo donne cristiane coinvolte o influenzate dalle trasformazioni religiose del periodo in cui hanno operato, ma anche donne ebree e musulmane.

La configurazione narrativa del testo è, infatti, quella di “mettere le donne al centro della storia e non ai margini”, con il risultato di una narrazione al di fuori dei soliti schemi.

Una narrazione che trasforma radicalmente il modo di comprendere un’epoca cruciale, dal 1450 al 1800, in cui il mondo occidentale è stato scosso da profonde trasformazioni religiose.

Struttura questa, che ha permesso all’autrice di portare alla luce un’ampia gamma di esperienze, da quelle delle regine che governavano nazioni a quelle delle madri che gestivano la famiglia e le proprie comunità spirituali. Fino ad arrivare alle donne costrette a migrare per professare la loro fede come a quelle che sceglievano il martirio o la vita mistica: ne sono esempio le missionarie che portavano il messaggio cristiano in terre lontane.

Il testo si sviluppa con un approccio tematico e geografico dinamico, con un’esplorazione della fede attraverso una fitta rete di biografie ed esperienze vissute dalle diverse protagoniste, raggruppate in diverse categorie sociali e spirituali.

Fra le regnanti e leader politiche figura per esempio Elisabetta I d’Inghilterra: sovrana che ha fatto uso della religione per dare stabilità geopolitica al proprio regno.

Fra le figure di mistiche e di sante l’autrice posa l’attenzione su personalità dirompenti quale Teresa d’Ávila, che ha riformato ordini religiosi dall’interno, esercitando un’enorme influenza teologica e letteraria nonostante i rigidi controlli dell’Inquisizione.

Fra le “dissenzienti ed eretiche” c’è Anna Hutchinson, che nel New England ha sfidato l’autorità puritana maschile rivendicando una propria comunicazione spirituale con il divino.

Uno degli aspetti più innovativi del libro è la sua prospettiva veramente globale. Merry Wiesner-Hanks non si limita all’Europa, ma estende lo sguardo alle Americhe, all’Asia e all’Africa, esaminando come le donne delle diverse culture e religioni, protagoniste di storie straordinarie che hanno sfidato gli stereotipi, siano state coinvolte nei processi di riforme religiose.

Tra le figure che popolano il libro viene citata Katharina von Bora, la monaca fuggita dal convento diventata moglie di Martin Lutero, che ha gestito la sua casa e ha contribuito in modo determinante al successo della Riforma. Mary Fisher, inoltre, una quacchera che ha viaggiato dall’Inghilterra a Istanbul con l’intenzione di convertire il Sultano.

Antoinette Bourignon, una mistica franco-fiamminga, condannata sia dai cattolici che dai protestanti per le sue critiche alla religione organizzata, difendendo le sue convinzioni fino allo stremo, e sfidando le strutture patriarcali che tentavano di metterla a tacere.

Anne Marguerite Pete du Noyer, che travestita da uomo e interrogata da un cattolico, ha risposto con arguzia, con parole rimaste scolpite, a coloro che le ponevano interrogativi sulla sua fede.

Sono tanto cattolica quanto sono un ragazzo.”

Il testo segue poi le tracce di suore spagnole trasferite nelle Filippine, di mistiche che hanno operato in Etiopia e di donne giapponesi convertite al cattolicesimo, mostrando come il loro messaggio religioso venisse riadattato e reinterpretato a seconda del contesto locale.

Non a caso, Donne e fede in età moderna. Una storia globale è un libro per ricordare che la storia religiosa dell’Occidente non è stata solo una vicenda di teologi e principi, ma anche di monache, madri, mistiche, migranti e martiri che hanno vissuto, interpretato e trasformato la loro fede con coraggio e determinazione.

“La politica matrimoniale di Isabella e Ferdinando promosse, come abbiamo detto, i loro obiettivi religiosi in Portogallo e, inizialmente, anche oltre Manica.”

Quello compiuto dall’autrice, per la realizzazione di una narrazione profonda ed esaustiva su di una questione piuttosto spinosa, è stato un eccellente lavoro di scavo documentaristico.

Merry Wiesner-Hanks citazioni Donne e fede in età moderna
Merry Wiesner-Hanks citazioni Donne e fede in età moderna

Infatti, accanto a nomi celebri, Merry Wiesne-Hanks ha dato voce a figure dimenticate, e non soltanto   a donne leader, restituendo valore storico a lettere, diari, verbali processuali e testimonianze. L’autrice riconosce che molte di queste donne, pur avendo esercitato un’influenza notevole, hanno contribuito talvolta a infiammare persecuzioni religiose e razziali; e in certi casi, purtroppo, senza mettere in discussione le strutture patriarcali che le opprimevano.

A proposito del principio fideistico, l’autrice lo analizza in relazione alla classe sociale, all’etnia e alle restrizioni del tempo delle protagoniste, mostrando come la religione fosse contemporaneamente uno strumento di oppressione, mentre in altri casi uno spazio di insperata libertà o di emancipazione.

Nonostante la densità accademica e la vastità bibliografica, la scrittura di Merry Wiesner-Hanks è fluida, scorrevole, e soprattutto focalizzata sull’aspetto umano e tangibile della storia, rendendo il saggio fruibile sia dagli specialisti che da coloro che sono interessati alla storia di genere.

Perché Donne e fede in età moderna non è un’agiografia o il frutto di una interpretazione celebrativa, e neppure un’opera soltanto accademica. Ma è un testo che si rivolge anche a un pubblico ampio, grazie al suo approccio “empatico piuttosto che celebrativo”, la cui scrittura, chiara e accessibile, pur affrontando questioni cruciali come i ruoli di genere evita speculazioni teoriche.

Donne e fede in età moderna è dunque un’opera preziosa che cambia radicalmente il modo in cui si guarda all’età delle Riforme. Il merito principale del saggio, e ovviamente di Merry Wiesner-Hanks, è aver dimostrato che senza l’apporto, la resistenza e la creatività spirituale delle donne, il disegno religioso del mondo moderno, per come lo conosciamo oggi, non sarebbe esistito.

“Le donne che scelsero di trasferirsi, o vi furono costrette, per motivi religiosi includevano ebree, musulmane e protestanti, ma anche laiche cattoliche che, divennero rifugiate religiose, tra cui delle ricusanti inglesi e irlandesi.”

 

Written by Carolina Colombi

 

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