Diritti d’autore e opere create con l’AI: la guida SIAE sull’apporto umano
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non esclude automaticamente la tutela dei diritti d’autore. Secondo SIAE, un’opera realizzata con il supporto dell’AI può essere protetta quando il risultato finale deriva da un apporto creativo umano effettivo, personale e riconoscibile. L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento a supporto del processo creativo, ma non può essere considerata autrice, coautrice o titolare dei diritti. La valutazione dipende sempre dal ruolo svolto dalla persona nella creazione dell’opera e dal contributo creativo apportato.

Con la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, sempre più autori, compositori, editori e professionisti della creatività si chiedono come cambino le regole del diritto d’autore. È ancora possibile proteggere un’opera realizzata con l’aiuto della GenAI? Qual è il confine tra il contributo della tecnologia e quello dell’autore? Per rispondere a queste domande, SIAE ha pubblicato la guida Intelligenza Artificiale e Diritto d’Autore, un documento che aiuta a comprendere il rapporto tra innovazione tecnologica e tutela delle opere dell’ingegno.
Perché il rapporto tra AI e diritti d’autore è diventato centrale
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità di milioni di persone. Oggi è possibile utilizzare strumenti di GenAI per scrivere testi, generare immagini, comporre musica, creare video, sviluppare idee o realizzare prime bozze di progetti creativi in pochi secondi. Questa evoluzione rappresenta una straordinaria opportunità per chi crea contenuti, ma allo stesso tempo apre interrogativi che riguardano il valore della creatività umana e la tutela dei diritti d’autore.
Il tema non riguarda soltanto la tecnologia. L’intelligenza artificiale interviene infatti in una delle attività più strettamente legate all’espressione umana: il processo creativo. Per questo motivo il dibattito non si limita agli aspetti tecnici del funzionamento dei modelli di AI, ma coinvolge anche autori, editori, istituzioni e organismi di gestione collettiva chiamati a individuare un equilibrio tra innovazione e tutela delle opere.
Come ricorda SIAE, il diritto d’autore continua a svolgere una funzione essenziale anche nell’era dell’intelligenza artificiale: riconoscere e proteggere il lavoro creativo delle persone. Dietro ogni libro, composizione musicale, fotografia, sceneggiatura o opera audiovisiva esistono infatti competenze, esperienza, sensibilità e capacità espressive che costituiscono il valore dell’opera stessa. La tecnologia può supportare questo percorso, ma non sostituire il contributo creativo dell’autore.
Quando un’opera realizzata con l’AI può essere protetta dai diritti d’autore
Una delle domande più frequenti riguarda proprio la possibilità di ottenere la tutela del diritto d’autore per un’opera realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale.
La risposta fornita dalla guida SIAE non è un semplice “sì” o “no”. L’utilizzo dell’AI, infatti, non esclude automaticamente la possibilità che un’opera sia protetta. Il criterio decisivo è rappresentato dall’apporto creativo umano.
L’opera finale deve essere il risultato del lavoro intellettuale dell’autore, della sua visione creativa e della sua capacità di elaborare, modificare e dare forma originale ai contenuti prodotti con l’aiuto della tecnologia. L’intelligenza artificiale può essere impiegata per generare spunti, costruire una prima bozza, suggerire varianti o produrre materiali di lavoro, ma il risultato finale deve riflettere un contributo personale effettivo e riconoscibile.
Questo principio rappresenta oggi uno dei punti fondamentali della disciplina sul diritto d’autore applicata all’intelligenza artificiale. Non è la presenza della tecnologia a determinare la tutela, bensì il modo in cui viene utilizzata durante il processo creativo.
Opera generata automaticamente e opera creata con il supporto dell’AI: qual è la differenza?
Comprendere questa distinzione è fondamentale.
Esiste infatti una differenza sostanziale tra un’opera generata automaticamente da un sistema di intelligenza artificiale e un’opera realizzata da un autore che utilizza l’AI come strumento di supporto.
Nel primo caso, l’utente si limita a inserire una richiesta nel sistema e pubblica l’output ottenuto senza intervenire in modo significativo sul contenuto. In una situazione di questo tipo potrebbe mancare quell’apporto creativo umano necessario perché l’opera sia considerata tutelabile.
Nel secondo caso, invece, l’intelligenza artificiale rappresenta soltanto uno degli strumenti utilizzati durante il processo creativo. L’autore può partire da una bozza generata dalla GenAI, riscriverla, modificarne la struttura, aggiungere nuovi contenuti, eliminare parti, cambiare stile, reinterpretare il materiale prodotto oppure integrarlo con il proprio lavoro creativo. In queste situazioni il contributo umano assume un ruolo centrale e diventa l’elemento sul quale si fonda la possibile tutela dell’opera.
Perché il semplice prompt non basta per ottenere la tutela del diritto d’autore
Tra le convinzioni più diffuse sull’intelligenza artificiale c’è quella secondo cui la semplice scrittura di un prompt sarebbe sufficiente per rivendicare la paternità dell’opera generata. In realtà, la questione è molto più complessa.
Il prompt è l’istruzione che l’utente fornisce al sistema di AI per ottenere un determinato risultato. Può essere una richiesta testuale, una descrizione dettagliata o una serie di indicazioni finalizzate alla generazione di un’immagine, di un testo, di una composizione musicale o di altri contenuti creativi. Tuttavia, il prompt rappresenta soltanto il punto di partenza del processo.
Come chiarisce la guida SIAE, il fatto di aver scritto un prompt non significa automaticamente aver realizzato un’opera tutelabile. Il vero elemento da valutare resta sempre il contributo creativo della persona e il ruolo che essa ha svolto nella costruzione dell’opera finale.
In altre parole, la tutela dei diritti d’autore non nasce dall’utilizzo della tecnologia, ma dall’attività intellettuale dell’autore. Se il risultato coincide sostanzialmente con l’output prodotto automaticamente dal sistema, potrebbe non essere presente quel livello di creatività richiesto dalla normativa. Diversamente, quando l’autore interviene in modo significativo attraverso modifiche, integrazioni, rielaborazioni e scelte artistiche personali, il ruolo dell’intelligenza artificiale rimane quello di uno strumento al servizio della creatività umana.
Attenzione ai prompt e agli output: come utilizzare l’AI senza compromettere i diritti d’autore
L’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale non riguarda soltanto la possibilità di ottenere la tutela del diritto d’autore per le opere create con il supporto della GenAI. Secondo SIAE, è altrettanto importante prestare attenzione ai contenuti che vengono inseriti nei sistemi di intelligenza artificiale e al modo in cui vengono utilizzati gli output generati.
Quando un autore inserisce in un prompt testi, immagini, composizioni musicali o altri materiali protetti dal diritto d’autore, è infatti necessario verificare con attenzione le condizioni d’uso della piattaforma scelta. Alcuni sistemi di GenAI possono prevedere che i contenuti inseriti dagli utenti vengano utilizzati per l’addestramento o il miglioramento dei modelli, oppure impiegati per generare risposte destinate ad altri utenti. In questi casi, l’autore potrebbe perdere parte del controllo sulle proprie opere, soprattutto se si tratta di materiali inediti o riservati. Allo stesso tempo, l’inserimento di opere appartenenti a terzi potrebbe determinare utilizzi non autorizzati e generare potenziali violazioni del diritto d’autore.
Per questo motivo SIAE invita gli autori a verificare sempre le impostazioni di privacy e le funzionalità offerte dagli strumenti di intelligenza artificiale. Molti modelli consentono infatti di disattivare l’utilizzo dei contenuti per finalità di addestramento, limitare la condivisione delle informazioni inserite oppure utilizzare modalità dedicate che escludono il training del sistema. Conoscere queste opzioni permette di ridurre i rischi e mantenere un maggiore controllo sulle proprie opere.
La stessa attenzione deve essere riservata agli output prodotti dalla GenAI. Anche quando il contenuto è stato generato automaticamente, non è possibile escludere che esso contenga elementi riconducibili a opere protette da diritto d’autore utilizzate durante l’addestramento del modello. Per questo motivo SIAE suggerisce di non utilizzare mai gli output in modo automatico o acritico, ma di rielaborarli sempre attraverso un intervento creativo personale e, nei casi dubbi, di verificarne l’originalità prima della pubblicazione o della diffusione. Un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale consente così di valorizzare le opportunità offerte dalla tecnologia, riducendo al tempo stesso il rischio di violare i diritti di altri autori.
L’importanza dell’apporto creativo umano
È proprio il concetto di apporto creativo umano a rappresentare il criterio centrale individuato da SIAE per comprendere quando un’opera possa essere protetta dal diritto d’autore.
La creatività non coincide semplicemente con l’idea iniziale, ma si manifesta lungo tutto il processo di realizzazione dell’opera. Ogni scelta relativa alla struttura, al linguaggio, allo stile, alla composizione, al ritmo, all’arrangiamento o alla selezione dei contenuti contribuisce infatti a definire l’originalità del risultato finale.
Per questo motivo, utilizzare uno strumento di GenAI non è diverso, sotto molti aspetti, dall’utilizzare altri strumenti tecnologici già presenti da anni nel settore creativo. Software di editing, programmi di grafica, strumenti di registrazione o di post-produzione rappresentano supporti tecnici che non sostituiscono il lavoro dell’autore. Allo stesso modo, anche l’intelligenza artificiale può entrare nel processo creativo senza eliminare il valore dell’intervento umano.
Ciò che conta è che l’opera finale rappresenti la sintesi delle scelte creative dell’autore e non il semplice prodotto automatico di un algoritmo.
Cinque esempi pratici per comprendere quando l’opera può essere tutelata
Per capire meglio come si applicano questi principi è utile confrontare alcune situazioni concrete.
- L’autore utilizza l’AI per trovare idee
Uno scrittore utilizza un sistema di intelligenza artificiale per raccogliere spunti narrativi, sviluppare possibili personaggi o immaginare differenti ambientazioni. Successivamente scrive autonomamente il romanzo.
In questo caso l’AI svolge una funzione assimilabile a quella di uno strumento di ricerca o di brainstorming. L’opera nasce dal lavoro creativo dell’autore e il contributo umano rimane centrale.
- L’AI produce una prima bozza che viene profondamente riscritta
Un professionista utilizza la GenAI per ottenere una prima versione di un articolo. Successivamente modifica completamente struttura, linguaggio, argomentazioni, esempi e conclusioni, trasformando la bozza iniziale in un contenuto originale.
Anche in questa situazione il risultato finale deriva dal lavoro intellettuale dell’autore. La prima bozza costituisce soltanto un punto di partenza del processo creativo.
- Un musicista modifica un arrangiamento generato dall’intelligenza artificiale
Un compositore utilizza un software di AI per generare una proposta di arrangiamento. Successivamente interviene modificando armonie, ritmo, struttura, orchestrazione e interpretazione musicale.
L’apporto creativo personale diventa determinante nella definizione dell’opera e può rappresentare il presupposto per la tutela dei diritti d’autore.
- L’utente sceglie semplicemente uno degli output prodotti dal sistema
Una persona inserisce un prompt, riceve dieci immagini generate automaticamente e decide di pubblicarne una senza apportare alcuna modifica.
In questo caso il semplice atto di selezione dell’output potrebbe non essere sufficiente a dimostrare un contributo creativo rilevante. Come evidenzia SIAE, la sola scelta del contenuto generato automaticamente potrebbe non integrare i requisiti richiesti dalla normativa.
- Un testo completamente generato dall’AI viene pubblicato senza modifiche
Un utente chiede alla GenAI di scrivere un articolo e lo pubblica integralmente, senza alcun intervento personale.
Una situazione di questo tipo rappresenta il caso più distante dal concetto di opera creativa tutelabile, poiché manca un contributo umano riconoscibile nella realizzazione del contenuto.
L’intelligenza artificiale non può essere autrice di un’opera
Tra i principi più importanti richiamati dalla guida SIAE vi è quello relativo alla titolarità dei diritti.
L’intelligenza artificiale non può essere considerata autrice, coautrice o titolare dei diritti economici di sfruttamento dell’opera. La normativa italiana continua, infatti, a collegare il diritto d’autore esclusivamente alla persona fisica che ha contribuito alla realizzazione dell’opera attraverso il proprio lavoro intellettuale.
Questo significa che un sistema di AI non può essere indicato tra gli autori durante il deposito di un’opera né ricevere quote di ripartizione dei diritti. Anche quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata durante il processo creativo, la responsabilità e la titolarità dell’opera rimangono in capo all’autore, purché il suo contributo creativo sia effettivo e riconoscibile.
Come capire se un’opera realizzata con l’AI può essere protetta dai diritti d’autore
Non esiste una regola valida per ogni situazione. La tutela dipende dal ruolo che l’autore ha avuto nel processo creativo e dall’effettivo contributo umano all’opera finale. Per orientarsi, può essere utile porsi alcune domande.
Può essere utile verificare se:
- l’intelligenza artificiale è stata utilizzata come strumento di supporto e non come unica artefice dell’opera;
- l’autore ha compiuto scelte creative personali, riconoscibili e determinanti;
- l’output generato è stato modificato, sviluppato o rielaborato in modo significativo;
- il risultato finale riflette l’apporto creativo dell’autore e non la semplice selezione di un contenuto generato automaticamente.
Se questi elementi sono presenti, l’opera può rientrare tra quelle per cui è possibile valutare la tutela del diritto d’autore. Ogni situazione, tuttavia, richiede un’analisi caso per caso, perché non esiste una soglia automatica di intervento umano valida in ogni circostanza.
Come funziona il deposito delle opere create con l’aiuto dell’AI in SIAE
Per gli autori che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale durante il proprio processo creativo, una delle domande più frequenti riguarda il deposito delle opere e la possibilità di ottenere la tutela del diritto d’autore.
La guida SIAE chiarisce che un’opera realizzata con il supporto della GenAI può essere depositata, purché rappresenti il risultato del lavoro intellettuale dell’autore. In altre parole, non è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a impedire il deposito, ma l’eventuale assenza di un contributo creativo umano riconoscibile.
Un aspetto particolarmente importante riguarda la responsabilità del depositante.
Nel momento in cui un autore deposita un’opera presso SIAE, dichiara che essa costituisce il risultato del proprio lavoro intellettuale e che possiede i requisiti di originalità e creatività previsti dalla normativa. SIAE non effettua una valutazione preventiva dell’opera né verifica sistematicamente l’eventuale utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale: il deposito viene accettato sulla base delle dichiarazioni rese dall’autore, che se ne assume la piena responsabilità.
Ciò significa che è fondamentale valutare con attenzione il proprio contributo creativo prima del deposito. Se un contenuto fosse interamente generato dall’AI senza un intervento creativo rilevante oppure contenesse opere di terzi utilizzate senza autorizzazione, potrebbero emergere contestazioni o responsabilità successive.
La guida ricorda inoltre che dichiarazioni non veritiere possono comportare conseguenze disciplinari previste dal Regolamento Generale SIAE, fino all’esclusione dalla Società, oltre ad eventuali responsabilità civili nei confronti di altri titolari di diritti.
Il ruolo di SIAE nell’era dell’intelligenza artificiale
L’arrivo della GenAI non rappresenta soltanto una sfida tecnologica, ma anche un cambiamento che coinvolge l’intero ecosistema della creatività. Per questo motivo SIAE si propone come punto di riferimento per aiutare autori, editori e creativi a comprendere come utilizzare questi strumenti nel rispetto del diritto d’autore.
L’obiettivo non è contrapporre innovazione e tutela delle opere, ma favorire un equilibrio tra sviluppo tecnologico e riconoscimento del valore della creatività umana. La guida pubblicata da SIAE nasce proprio con questa finalità: spiegare il funzionamento dell’intelligenza artificiale generativa, chiarire il significato di termini come prompt, output, training, Text and Data Mining e opt-out, offrire indicazioni pratiche per utilizzare la GenAI in modo più consapevole e aiutare gli autori a comprendere i propri diritti e le proprie responsabilità.
Tra le iniziative più significative rientra anche l’esercizio del diritto di opt-out sul repertorio tutelato da SIAE. Nel 2024 la Società si è infatti opposta all’utilizzo delle opere degli autori ed editori iscritti alla Società per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, stabilendo che gli operatori interessati debbano negoziare preventivamente una licenza con SIAE. L’obiettivo è garantire una remunerazione adeguata agli aventi diritto e assicurare maggiore trasparenza nell’utilizzo delle opere durante le attività di training dei modelli di AI.
Questa posizione conferma come il diritto d’autore continui a rappresentare uno strumento fondamentale per accompagnare l’evoluzione della tecnologia senza rinunciare alla tutela degli autori e del loro lavoro.
Innovazione e creatività possono crescere insieme
L’intelligenza artificiale continuerà a trasformare il modo in cui vengono ideati, prodotti e condivisi testi, immagini, musica e opere audiovisive. Tuttavia, come evidenzia la guida SIAE, il valore della creatività rimane strettamente legato alla persona e alla sua capacità di interpretare la realtà, compiere scelte originali e dare forma a contenuti nuovi.
Per questo motivo utilizzare strumenti di GenAI non significa rinunciare alla tutela dei diritti d’autore. Ciò che continua a fare la differenza è il contributo creativo umano. Quando l’intelligenza artificiale viene impiegata come supporto e l’opera finale rappresenta il risultato del lavoro intellettuale dell’autore, innovazione tecnologica e diritto d’autore possono convivere, favorendo uno sviluppo della creatività che valorizzi sia le nuove opportunità offerte dall’AI sia il ruolo centrale dell’ingegno umano.
Domande frequenti sui diritti d’autore, l’AI e SIAE
Un’opera realizzata con l’intelligenza artificiale può essere protetta dai diritti d’autore secondo SIAE?
Sì. Secondo la guida SIAE, un’opera realizzata con il supporto della GenAI può essere protetta quando il risultato finale deriva dal lavoro intellettuale dell’autore e presenta un apporto creativo umano effettivo e riconoscibile.
Quando è possibile depositare in SIAE un’opera creata con l’aiuto dell’AI?
È possibile depositare un’opera quando rappresenta il risultato del lavoro creativo dell’autore. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non impedisce il deposito, purché il contributo umano sia determinante nella realizzazione dell’opera.
La semplice scrittura di un prompt è sufficiente per ottenere la tutela del diritto d’autore?
No. La sola formulazione di un prompt non dimostra automaticamente un apporto creativo sufficiente. La tutela dipende dall’insieme delle scelte creative, delle modifiche e delle rielaborazioni effettuate dall’autore durante il processo di creazione.
Un’opera realizzata con l’intelligenza artificiale può essere protetta dai diritti d’autore?
Per orientarsi può essere utile verificare quattro elementi: il ruolo dell’AI nel processo creativo, le scelte creative dell’autore, la rielaborazione dell’output e il contributo personale riconoscibile.
L’intelligenza artificiale può essere indicata come autrice di un’opera depositata in SIAE?
No. L’AI non può essere considerata autrice, coautrice o titolare dei diritti d’autore. La titolarità dei diritti rimane attribuita esclusivamente alla persona fisica che ha realizzato l’opera attraverso il proprio lavoro intellettuale.
Qual è il ruolo di SIAE nel rapporto tra intelligenza artificiale e diritto d’autore?
SIAE supporta autori ed editori attraverso guide, strumenti informativi e iniziative dedicate, promuovendo un utilizzo consapevole della GenAI. Inoltre, tutela il repertorio dei propri iscritti, anche attraverso l’esercizio del diritto di opt-out per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di garantire il rispetto dei diritti d’autore e un’equa remunerazione degli aventi diritto.
