“Guerra e propaganda” di Vilfredo Pareto: piccolo manuale di controinformazione
«Il punto di vista etico è d’accordo con il punto di vista realistico? No, l’etica condanna il male, anche se ne risulta il bene; soltanto il realismo può assolverlo…» (p. 103), dichiara Vilfredo Pareto (1848-1923) in “Mon Journal”, il diario pubblicato oggi in Italia con il titolo “Guerra e propaganda”, che qui mi appresto a recensire. Questa affermazione mi sembra riassumere efficacemente il nucleo del pensiero del sociologo italo-svizzero (benché nato a Parigi), fondato sull’incontro fra il metodo logico-sperimentale e una forma di scetticismo che, secondo Alberto Mingardi, curatore del volume, si richiama a Bernard de Mandeville (1670-1733), ma che io rintraccerei soprattutto in Niccolò Machiavelli (1469-1527).

Pareto condivide diversi assunti con il segretario fiorentino: una visione disincantata della natura umana; l’idea che gli uomini siano mossi più dalle passioni che dalla ragione; la convinzione che le motivazioni dichiarate siano spesso un velo dietro cui si celano gli interessi reali; il rifiuto di ogni interpretazione moralistica della politica. Non sorprende, dunque, che Pareto venga spesso considerato uno degli eredi del realismo politico inaugurato dal pensatore fiorentino.
È il 1918. La guerra sta per concludersi e il libro, come già accennato, è un diario che copre soltanto poche settimane della vita di Pareto, trascorse nella sua villa di Céligny nel Canton di Ginevra, in Svizzera.
Vi sono raccolte le riflessioni che il sociologo sviluppa a partire dalle notizie apprese attraverso la stampa italiana e francese che riesce a raggiungerlo. Pareto legge avidamente quei giornali e vi cerca continue conferme alle tesi da lui formulate nel “Trattato di sociologia generale”, completato e pubblicato appena due anni prima.
L’idea di fondo dell’opera è che noi uomini ci inganniamo sulla nostra pretesa razionalità e che la morale non sia altro che una messinscena destinata a coprire le nostre autentiche motivazioni, quasi sempre egoistiche.
“Guerra e propaganda” è, in fondo, il resoconto non tanto della guerra combattuta sui campi di battaglia, governata dalla logica della forza, quanto della guerra raccontata dalla stampa e dai politici: una guerra fatta di retorica e propaganda sapientemente camuffate.
Pareto trova una modalità assai singolare per sviluppare queste riflessioni: dialoga con i suoi due amati gatti d’Angora, Mirrina e Timoteo, i quali, beninteso, non possono che approvare.
Il sociologo inizia il suo testo con la seguente nota: «Questo diario non ho nessuna intenzione di pubblicarlo; lo scrivo solo per fissare delle idee, per passatempo, e per parlarne – ma non è certo che poi lo faccia – con qualche amico. Cerco di individuare i legami che collegano fra loro gli avvenimenti, e i sentimenti li lascio da parte. A tal punto che potrà anche capitarmi di affermare – è tutto dire – che i gatti non sono eminenti tra le bestie, e che la razza dei felini non è superiore alla razza umana» (p. 11).
Chiude il volume un breve saggio del curatore, Alberto Mingardi, che interpreta in modo approfondito il pensiero e la scrittura di Vilfredo Pareto. Particolarmente interessante è l’ultimo capitolo, intitolato: 1918-2026, nel quale Mingardi mostra come i meccanismi che regolano oggi la comunicazione in tempo di guerra siano, pur mutando i mezzi, sorprendentemente simili a quelli di un secolo fa.
Pareto continua a essere un autore controverso. Molti sociologi, già ai suoi tempi, ne contestarono l’impianto teorico; persino Raymond Aron, pur riconoscendone lo straordinario rigore analitico, ne sottolineò i limiti. Proprio questa irriducibilità alle categorie morali e ideologiche rende però ancora oggi stimolante la lettura del grande sociologo.
“Guerra e propaganda” offre così un accesso privilegiato al laboratorio intellettuale di uno dei più originali pensatori del Novecento, consentendo di avvicinarsi al suo universo teorico senza affrontare immediatamente i due monumentali volumi del “Trattato di sociologia generale”.
Written by Algo Ferrari
Bibliografia
Vilfredo Pareto, Guerra e propaganda, a cura di Alberto Mingardi, Edizioni Settecolori, 2026
