“Weekend di terrore” di Hubert Corbin: mostrare il lato primitivo dell’umano
Sia gentile, entri, vedrà, sarà un’esperienza interessante!

“Weekend di terrore” di Hubert Corbin racconta di Dos Rios in cui è stato aperto un parco faunistico particolare, dove i felini che vi vivono, sono tenuti sì in cattività, ma cercando il più possibile di mantenere integro il loro istinto naturale. Vengono nutriti con prede vive, lasciati liberi in ampi spazi che conservino le caratteristiche del luogo d’origine.
La riserva ospita delle tigri bianche, dei leoni, delle pantere e, in un recinto a parte, dei cervi, le loro prede.
“Le confermo che alimentiamo i nostri felini con animali vivi.”
Il dottor Kurnitz è l’addetto al mantenimento del parco. Ma il dottore ha un’ossessione che piano piano si è fatta strada nella sua mente malata.
Si apposta a osservare i suoi felini mentre predano, mentre uccidono. Affonda le lenti del suo binocolo negli occhi delle prede morenti, per sapere, per capire se soffrono fino alla fine o se la natura abbia dotato questo terribile atto finale di una sorta di caritatevole attimo indolore.
Il sindaco di Dos Rios, coi suoi bambini, la stampa e pochi altri ospiti, vengono invitati il giorno che precede l’inaugurazione della riserva, per visitarla e girare alcune scene da presentare al pubblico televisivo.
“Il sentiero che Milland, Betty e i bambini avevano imboccato saliva leggermente su un’altra collina e conduceva a un altro punto di osservazione.”
Kurnitz li accompagna all’interno della riserva, presenta loro le caratteristiche, mostra gli animali e, in seguito… li abbandona all’interno di essa con le gabbie aperte.
Ci vuole un attimo, agli ospiti, per comprendere in quale trappola siano finiti. Gli animali sono stati tenuti per lungo tempo a digiuno, sono affamati, inquieti e, loro, saranno le prede che li sfameranno!
Fra vittime e sopravvissuti il libro “Weekend di terrore” prosegue pagina dopo pagina, fra attimi di pura tensione, fino alla sua conclusione.
“Il viso pallido le dava l’espressione incredula di una ragazza appena svegliata da un brutto sogno e non ancora del tutto convinta che l’incubo sia finito.”
“Weekend di terrore” è scritto in modo abile e accattivante, seguendo e mostrando un modo primordiale di essere, sia quello animale che quello umano. Quando all’uomo non resta altro che lottare per la sua sopravvivenza, mostra tutto il suo lato primitivo.
Corbin mostra la lotta fra uomo e animale, una lotta spesso impari.
Per me, che amo la natura, spiace vedere gli animali “usati”, fatti apparire quasi come mostri sanguinari, modo di essere ben lontano dalla realtà. Ma Corbin mostra anche come l’uomo spesso li manipoli, li usi per i propri comodi e piaceri.
Al di là dei sentimenti che suscita, è comunque un thriller ben congegnato e che fa provare più di un brivido.
Ecco alcuni autorevoli pareri.
“Hubert Corbin: un maestro del noir.” ‒ Le Matin
“Un thriller per chi ama le sensazioni forti.” ‒ Il Piccolo
“Corbin scrive come se stesse girando un film: il risultato è incredibile. La paura non lascia scampo.” ‒ Le Figaro
“Un thriller che non concede tregua. Agghiacciante.” ‒ Oggi
Queste, più che le mie parole, possono far intendere che tipo di romanzo sia, sicuramente da leggere per gli appassionati del genere.
© 2002 Edizioni Piemme S.p.a.
ISSN 1824-5447
Pag. 333
€ 5,90
Written by Miriam Ballerini
