“Cime tempestose” di Emily Brontë: un romanzo perverso, brutale e cupo?
Come Charlotte e Anne, anche Emily Brontë ricorre a uno pseudonimo; nel dare alle stampe il suo unico romanzo, si firma Ellis Bell.

Scritto tra ottobre 1845 e giugno 1846, Cime tempestose (Newton Compton editori, 2025, pp. 314, trad. di Mariagrazia Bianchi Oddera), viene pubblicato nel 1847; giudicato “perverso, brutale e cupo”, non riceve una benevola accoglienza da parte della critica. Dopo la morte di Emily, nel 1850 Charlotte cura un’edizione postuma; nella prefazione, cerca di difenderla dagli strali dei benpensanti scandalizzati.
“Mia sorella non ebbe per natura un’indole socievole […]. Eppure conosceva la gente […] ma con le persone raramente scambiava qualche parola. Ne derivava che quanto la sua mente raccoglieva della realtà che le toccava, si riduceva troppo esclusivamente a quei tragici e terribili caratteri di cui la memoria […] è costretta a recare l’impronta. La sua fantasia, che era più tenebrosa che solare, più vigorosa che giocosa, trovò in quei caratteri il materiale da cui trasse creature come Heathcliff, come Earnshaw, come Catherine. E, quando le ebbe create, non sapeva quel che aveva fatto.”
La vicenda di Cime tempestose prende avvio dal 1801, per procedere secondo un intreccio di analessi e prolessi; è ambientata nello Yorkshire, dove si consuma la rovinosa passione di Heathcliff e Catherine.
Mr Lockwood è il nuovo inquilino di Thrushcross Grange; appena arrivato, si reca in visita al padrone di casa. Mr Heathcliff vive a Cime tempestose, un’antica dimora esposta alle intemperie; carnagione scura di uno zingaro, ha l’aspetto e le maniere da signorotto di campagna.
Fuori si sta facendo buio; un violento turbinare di raffiche di neve confonde il cielo e le alture. La bufera costringe Lockwood a pernottare a Cime tempestose; una volta in camera, si dà a curiosare. L’intero davanzale è coperto da scritte; si tratta di un nome di donna. Durante la notte, lo sveglia il rumore di un ramo che graffia contro il vetro; mentre tenta di allontanarlo, sente sulla mano il tocco di dita gelide. Da fuori arriva una voce lamentosa; un volto si affaccia alla finestra. La ragazza lo implora di farla entrare; è tornata a casa, dopo essersi smarrita nella brughiera. Richiamato dall’urlo dell’ospite, Heathcliff accorre; tra i singhiozzi, invoca il nome di una donna.
Da diciotto anni, Nelly Dean è la governante di Thrushcross Grange; esortata da Lockwood, prende a raccontare la storia di Heathcliff.
Cime tempestose torna a un lontano mattino d’estate; salutati i figlioletti Hindley e Catherine, Mr Earnshaw si mette in viaggio. Al ritorno, stringe tra le braccia un bambino dalla pelle scura; sudicio, lacero, con i capelli neri, è abbastanza grande da poter camminare e parlare. L’uomo lo ha incontrato per le vie di Liverpool; ha provato pietà per il piccolo, affamato, senza tetto e quasi muto. Nessuno ha saputo dirgli di chi fosse figlio, né a chi appartenesse; deciso a non abbandonarlo, ha ritenuto giusto portarlo a casa con sé. Il trovatello entra a far parte della famiglia; gli Earnshaw lo chiamano Heathcliff. Mentre Cathy va molto d’accordo con lui, Hindley e Nelly lo odiano; lo tormentano, si comportano in modo vergognoso. Heathcliff sembra un bambino malinconico e paziente, forse avvezzo ai maltrattamenti; sopporta le angherie senza battere ciglio, né versare una lacrima. La sua pazienza manda Earnshaw su tutte le furie; è intollerabile che Hindley perseguiti quella povera creatura senza padre.
L’uomo si è affezionato a Heathcliff, alle cui parole crede incondizionatamente; lo coccola molto più di Cathy, troppo maligna e testarda per essere la prediletta. Fin dal principio, il nuovo venuto porta la discordia in casa; Hindley lo considera un usurpatore dell’affetto dei genitori, nonché dei privilegi. Per qualche tempo, Nelly si schiera dalla sua parte; dopo una malattia di Heathcliff cambia idea, cosicché Hindley perde l’alleata. La salute di Mr Earnshaw comincia a declinare; se basta poco per farlo adirare, i soprusi ai danni del prediletto gli causano accessi di vero furore. Su consiglio del curato, manda quel buono a nulla di Hindley in collegio; la casa potrebbe godere una discreta tranquillità, se non fosse per Cathy. Irrequieta e ciarliera, è una monella scatenata; ma ha gli occhi più belli, il sorriso più soave di tutte le bambine della parrocchia. È affezionata a Heathcliff; il peggior castigo che le si possa infliggere è tenerla lontana da lui. Nei giochi, ama comportarsi da padroncina; audace e sfrontata, risponde ai rimproveri con aria di sfida.

Cime tempestose racconta che una sera di ottobre le sofferenze di Mr Earnshaw hanno fine; se ne va in silenzio, quasi di nascosto. Il ritorno di Hindley suscita meraviglia e pettegolezzi; aveva taciuto a tutti il matrimonio, forse per le origini incerte della moglie. La donna esprime antipatia verso Heathcliff; solo poche parole, sufficienti a riaccendere l’odio di Earnshaw. Ormai padrone, questi lo relega tra i domestici; lo priva delle lezioni del curato, lo costringe a un duro lavoro all’aperto. Il ragazzo sopporta l’umiliazione, forte dell’affetto di Cathy; i due sembrano destinati a crescere come selvaggi, visto che Hindley non si cura di loro purché stiano alla larga. Amano trascorrere le giornate sulla brughiera; quanto alle punizioni, si limitano a riderne. Una sera vengono cacciati dal salone; all’ora di cena, Nelly non li trova da nessuna parte. Heathcliff ritorna durante la notte, da solo; Cathy è rimasta presso i Linton a Thrushcross Grange, in seguito a un incidente. La ragazza vi trascorre cinque settimane, fino a Natale; al ritorno, la selvaggia è diventata una signorina elegante e composta. Per contro, Heathcliff è più sudicio e trasandato del solito; ferito da Cathy, si abbandona a un’esplosione di rabbia.
Gli Earnshaw hanno invitato Edgar e Isabella Linton per Natale; la madre ha accettato, purché quel ragazzo “perfido e bestemmiatore” sia tenuto lontano. Colpevole di una intemperanza, Heathcliff subisce il castigo di Hindley; giura che si vendicherà, anche se dovesse aspettare a lungo.
Cime tempestose narra i fatti dell’estate del 1778; una mattina di giugno, viene al mondo l’ultimo rampollo della stirpe degli Earnshaw. La gioia di Hindley ha breve durata; dopo aver cullato un’irragionevole speranza, deve arrendersi all’inevitabile epilogo. Il piccolo Hareton è affidato alle cure di Nelly; precipitato nella disperazione, il padre si dà alla dissolutezza. Heathcliff pare posseduto da qualcosa di diabolico; gioisce nel vedere Hindley affondare nel vizio, senza possibilità di redenzione. Tutte le persone perbene smettono di frequentare la casa; solo Edgar continua a fare visita a Cathy. A quindici anni, è la regina dell’intera regione; bellezza impareggiabile, diventa altezzosa e ostinata. Turbata, domanda a Nelly se saprà mantenere un segreto; ha accettato di diventare la signora Linton. Nonostante sia convinta della decisione, qualcosa la rende infelice; per colpa di Hindley, Heathcliff è caduto in disgrazia. Se lo sposasse, si sentirebbe umiliata; perciò non saprà mai quanto lo ama.
“Non lo amo perché è bello, Nelly, ma perché è ancora di più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche, mentre quella di Linton è diversa come è diverso il raggio di luna dal fulmine o la brina dal fuoco.”
Heathcliff è introvabile; Nelly è sicura che abbia udito buona parte della conversazione. Quella notte, un violento temporale si abbatte su Cime tempestose; sotto la pioggia, Cathy attende il ritorno del fuggiasco. Uno stato delirante annuncia una grave malattia; superata la crisi, trascorre la convalescenza a Thrushcross Grange. Nessuno ha più avuto notizie di Heathcliff; offesa da Nelly, Cathy le nega le proprie confidenze.
Cime tempestose compie un salto temporale; tre anni dopo, l’uomo più felice del mondo conduce all’altare la propria sposa. A malincuore, Nelly lascia il piccolo Hareton; al seguito di Catherine Linton, si trasferisce a Thrushcross Grange.
Una voce profonda, dall’accento forestiero; la governante vi percepisce qualcosa di familiare. Lo riconosce dagli occhi; l’uomo chiede di essere annunciato alla padrona. I Linton siedono in salotto; avvertita da Nelly, Cathy gli va incontro. Rientra ansimante e sconvolta; il ritorno di Heathcliff l’ha resa euforica. Il marito la invita a frenare l’entusiasmo; è Nelly a condurre l’ospite in salotto. Il volto di Cathy si illumina; afferrate le mani dell’amico, le stringe tra quelle di Edgar.
Il cambiamento di Heathcliff stupisce la governante; sul viso intelligente non c’è traccia della degradazione di un tempo, solo gli occhi tradiscono una certa ferocia. Cathy tiene lo sguardo fisso su di lui; Heathcliff solleva il suo di tanto in tanto, senza nascondere la felicità. Privi di imbarazzo, gioiscono l’uno dell’altra; dal canto suo, Edgar è in preda a un’irritazione che si va esacerbando. L’ospite è diretto a Cime tempestose; a suo dire, Hindley lo ha invitato a fermarsi. Nelly è angosciata; forse Heathcliff si finge ravveduto, per nascondere le cattive intenzioni. Un nuovo grattacapo viene a turbare Edgar; è una circostanza imprevista e deplorevole. A diciotto anni, Isabella è una ragazza deliziosa; capace di sentimenti appassionati, possiede un’indole piena di ardore. Linton apprende la sua irresistibile attrazione per l’ospite; sgomento, rifugge dalla possibilità di affidare la sorella alle sue cure. Da tempo, tutti hanno notato che Isabella si strugge per qualche motivo; è diventata insopportabile e irascibile, soprattutto con Cathy. Davanti a una minaccia, confessa la causa del tormento; incredula, la cognata chiede aiuto a Nelly. Entrambe cercano di dissuaderla da quella pazzia; nel ricordarle la natura perversa di Heathcliff, la esortano a dimenticarlo.
Sotto lo sguardo disgustato dell’uomo, Cathy si prende gioco di lei con pungenti allusioni; con le lacrime agli occhi, la ragazza si schermisce. La cognata ha voluto punirne l’impertinenza; la ama troppo, per permettere all’amico di divorarla. Questi non ne sente affatto la tentazione; dopo una domanda sospetta, la questione pare chiusa. I modi di Heathcliff verso Isabella si fanno gentili; un gesto audace, un altro impudente. Per amore, Edgar ha permesso alla moglie di coltivare quell’amicizia; accontentarla è stato sciocco. La presenza di Heathcliff è un veleno mortale; per evitare il peggio, non lo accoglierà più in casa sua. In seguito a una lite furibonda, Cathy ha una crisi nervosa; per tre giorni resta chiusa in camera, a digiuno. Con certe parole avventate, Nelly provoca un violento attacco; richiamato dal rumore, Edgar si presenta al capezzale della moglie delirante. Il dottore ipotizza che la crisi vada ascritta a una causa esterna; da Thrushcross Grange sono arrivate strane voci. Pare che Isabella si sia lasciata sfuggire una promessa; il signor Linton deve tenere gli occhi aperti. I sospetti di Nelly trovano conferma; per il momento, meglio tacere. Il dottore si dice fiducioso; perché la malattia abbia esito favorevole, Catherine ha bisogno di assoluta tranquillità. È una cameriera a informare il padrone; lungo la strada, un ragazzo le ha riferito la notizia. Per due mesi, Edgar accudisce la moglie con dedizione; nel vederla ritrovare salute fisica, si illude che anche la mente possa ristabilirsi. Nelly riceve una lettera di Isabella; la giovane signora è angosciata. La donna si reca a Cime tempestose, per riferirle un messaggio del fratello; scarne, fredde, quelle parole recidono la speranza. Heathcliff pone domande su Catherine; dopo aver riferito le circostanze della malattia, Nelly lo avvisa. Se davvero ha a cuore la sua sorte, le starà lontano; la signora Linton è una donna diversa dall’amica di un tempo. Heathcliff è deciso a rivederla; dopo aver opposto vari rifiuti, Nelly è costretta a cedere.
Cime tempestose descrive l’incontro; Heathcliff stringe Cathy, in silenzio. Straziato, quasi non sopporta di guardarla in viso; appena l’ha presa tra le braccia, ha capito. Uno struggente scambio di accuse; vittima e carnefice, carnefice e vittima.
Quella stessa sera, una vita comincia; l’altra finisce, nell’infinita calma al di là e al di sopra delle cose. Ancora prima di ricevere la notizia, Heathcliff lo sa; nessuna lacrima dai suoi occhi, dalle labbra una sola preghiera.
“Credo… so che altri fantasmi hanno vagato su questa terra. Sii con me sempre… assumi qualsiasi forma… fammi impazzire! Ma non lasciarmi, ti prego, in questo abisso, dove non posso trovarti!”
Catherine e Hareton, il nuovo sangue dei Linton e degli Earnshaw; come un oscuro nume, Heathcliff intreccerà vite e destini per cercare di compiere la vendetta.
Risuona l’eco di quella lontana supplica; è lei, è venuta a prenderlo per mano.
Si dice che vaghino per la brughiera; camminano insieme, per sempre, nel loro tempo senza tempo.

Cime tempestose non è una storia che accarezza; graffia, fino a far sanguinare. In molti si sono chiesti come Emily abbia potuto concepire una vicenda così cruda; varie le ipotesi formulate, tra cui una circostanza morbosa. Nel titolo originale figura l’aggettivo wuthering, variante regionale di una parola dialettale scozzese; il sostantivo e verbo whither indica il tumulto atmosferico. Le intemperie flagellano la dimora, teatro della vicenda; ben più feroce è l’accanimento delle passioni umane, sospinte verso il dis-umano. L’amore e l’odio; la sete di vendetta.
L’amore tra Catherine e Heathcliff è quanto di più totalizzante si possa immaginare; più che anime gemelle, sono la stessa carne e la stessa mente. “Io sono Heathcliff”, dice Cathy; vivono l’una nell’altro, patiscono l’uno nell’altra. Il suo amore per Linton è mutevole, come il fogliame nei boschi; quello per Heathcliff è roccia sotterranea, invisibile ma necessaria fonte di felicità.
Heath, cliff; selvaggio come la brughiera, solido come una rupe. La sua natura è nel nome stesso; ama e odia, con pari irruenza e tenacia. L’amore per Cathy è dannazione; Heathcliff ne vede le fattezze in ogni volto, perfino in una nuvola o in un albero o nell’aria della notte. Non c’è pace per Heathcliff, su questa terra; per lui, il paradiso non è in cielo. Il suo paradiso è sotto verdi zolle, dove fiorisce l’erica; dove Cathy lo aspetta, da vent’anni.
Written by Tiziana Topa
