Poetry Trailer di “Icaro” di Franco Carta: poesia tratta dalla silloge “Il poeta ibrido”

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“[…] La città guardava in basso,/ con le sue torri di gesso,/ mentre lui cercava malfermo/ un cielo, non uno schermo.// […]” ‒ “Icaro”

Icaro poesia Franco Carta
Icaro poesia Franco Carta

Realizzata da Aldo Turnu ed Alessandro Gabriele Tuveri, la Poetry Trailer di “Icaro” presenta al pubblico la poesia omonima dell’autore Franco Carta tratta dalla silloge poetica “Il poeta ibrido”.

Recitata in modo toccante dallo stesso autore, la Poetry Trailer che “Dal sole voleva il bacio,/ dal vento voleva l’abbraccio” s’innalza sulle note della colonna sonora realizzata appositamente ed avente come titolo An Icarus Dystopia” (incluso nel progetto “Music for Soundtrack” di prossima pubblicazione).

La silloge “Il poeta ibrido”, edita da Tomarchio Editore a dicembre 2025, è strutturata in quattro capitoli (La Pace da insegnare, Con i piedi per terra, Seu naschidu in Sardigna e Poesie vincitrici Premio “Poeta Ibrido”) preceduti dalla Prefazione redatta da Alessia Mocci e seguiti dalla Nota dell’autore e dalla sezione biografica. La copertina del libro presenta un quadro della pittrice ed illustratrice Carla Correddu avente come titolo “Franziscu e Francu Carta”.

Le riprese della Poetry Trailer “Icaro” sono state realizzate dal videomaker Alessandro Gabriele Tuveri nel caratteristico scenario di Villa Verde sito sul versante orientale del massiccio vulcanico Monte Arci e nella città di Cagliari. Il soggetto porta la firma di Aldo Turnu in stretta collaborazione con Alessandro Gabriele Tuveri che ha inoltre curato il montaggio del video.

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“Icaro”

Dal sole voleva il bacio,
dal vento voleva l’abbraccio.
Volò nell’alba dal blog,
cadde vicino allo smog.

Aveva ali di rete,
non di cera ma concrete,
e un sogno in parallelo
che tremava nei pixel del cielo.

Non conosceva l’aggiornabile,
solo la connessione instabile,
e ogni “errore di sistema”
volava sulla nube del teorema.

La città guardava in basso,
con le sue torri di gesso,
mentre lui cercava malfermo
un cielo, non uno schermo.

E quando il sole lo prese,
non fu fuoco ma luce blu:
crollò nel traffico delle imprese,
lasciando un post «Io volo di più».

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Dalla Prefazione de “Il poeta ibrido”

La Poesia costruisce “case di immaginazione dove poter vivere con mura che, restando erette, sovrastano l’incedere dei secoli; le finestre di questi edifici mutano a seconda dell’abitante, ora la struttura è lirica, ora è il verso libero che apre il suo uscio, ora è la rima baciata che si affaccia a mirare il panorama sconfinato del mondo dell’imago.

Imago che, nella sua accezione, comprende una vasta gamma di significati quali “immagine” “ritratto” “ombra”, “ricordo”, “visione”, “schema inconscio”, “sogno” e “spettro” ma è bensì interessante sottolineare la sua composizione etimologica che racchiude la parola “mago”, infatti, esiste una espressione latina usata spesso per il verbo “immaginare” ‒ “in me mago agere” ‒ la cui traduzione ‒ in me agisce un mago ‒ conduce ai tempi primigeni della coscienza verso i quali, ancora oggi, si guarda con la dovuta riverenza.

Ed è proprio questo il modus operandi del poeta: la forza creativa interpreta la realtà e la trasforma ‒ la trasfigura ‒ come se ci si trovasse dinnanzi ad un mago che compie una magia, lemma che, anche in questo, racchiude in sé un significato più ampio essendo la parola di origine greca ‒ μαγεία” (magheía) ‒ e che riportava alla misterica dottrina dei Magi persiani.

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Dalla Nota dell’autore de “Il poeta ibrido”

Ho chiuso questo libro come si chiude una porta socchiusa sul vento: con la sensazione che nulla sia davvero concluso, che qualcosa continui a muoversi dentro, a chiamare, a chiedere ancora ascolto.

Il Poeta Ibrido non è soltanto una raccolta di testi: è un attraversamento, un cammino accidentato e luminoso tra lingue, memorie, ferite, identità, paesaggi interiori e orizzonti che non si lasciano afferrare del tutto.

È, in fondo, una geografia emotiva che si allarga dalla Sardegna al mondo, dai paesi minuscoli alle città brulicanti, dai villaggi dell’infanzia alle contraddizioni del presente globale, dalla carne al mito, dal silenzio alla parola.

Scrivendo queste pagine ho avvertito di compiere un gesto insieme antico e nuovo: prendere la parola come si prende una pietra, o un seme, e portarla in viaggio.

Affidarla al vento, alle storie di chi non può più parlare, ai nomi cancellati dalla guerra, alle vite sospese che la storia travolge.

L’ho immersa nei conflitti del presente, nei fischi dei droni, nelle macerie di Gaza, ma anche nei silenzi della notte di Cagliari, negli ulivi che resistono, nel mare che torna sempre a insegnare la sua pazienza.

Ho lasciato che attraversasse i volti amati, gli incontri mancati, le città della mia isola, che diventano nel tempo sempre più casa e sempre più lontananza.

 

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Franco Carta poesia Nel tuo sguardo infinito
Franco Carta poesia Nel tuo sguardo infinito

Franco Carta è nato a Cagliari nel 1961, pratica la professione medica odontoiatrica dal 1986, collabora come volontario con l’Onlus “Operazione Africa” dei Padri Gesuiti dal 2011. È conosciuto con lo pseudonimo Poeta Ibrido. Vincitore di premi e menzioni nazionali e locali. Ha pubblicato: “Girasoli in solitudine”, Vitale edizioni, 2021; “Liriche dalle isole”, Edizioni Billeci, 2021; “Verso la luce tra identità e radici”, LFA Publisher, 2022; “Dea madre terra verso il cambiamento”, LFA Publisher, 2023 (di cui è stato curatore); “Tutto il mondo è paese”, GIA Edizioni, 2024; “L’Atropo e i falsi idoli”, CTL Casaeditrice (2024); “Cortocircuito poetico”, DrawUp, 2024 (Premio della critica ai concorsi internazionali La biglia verde e La perla del Tirreno, menzione d’onore nei premi internazionali “Fuscaldo incontri diVersi 2025” e “Le pietre di Anuaria 2025”); “Il poeta ibrido”, Tomarchio Editore (2025).

Presente nelle Antologie: prima e seconda edizione de “Versi di Sardegna”, Tomarchio Editore, 2021, 2023; prima edizione de “Racconti di Sardegna”, Tomarchio Editore, 2022; terza edizione de “Versi di Sardegna” per la quale ha curato la postfazione, ed altre pubblicazioni di Poesie e Racconti in vernacolo e in italiano. Nel 2024 pubblica le raccolte “Vita” e “Scacco matto” ne “Poeti e Scrittori d’Italia” (Tomarchio Editore).

Nel 2025 ha pubblicato la silloge in vernacolo sardo logudorese “Su papéri de s’ammentu” (La carta del ricordo) con traduzione poetica in italiano con Noiqui edizioni (Menzione d’onore per la sezione vernacolo a La biglia verde); la silloge “25 novembre” nella terza edizione de “Conversazioni poetiche” (Tomarchio Editore) e la silloge Sa bòghe nóstra ed uno speciale omaggio a Giacomo Leopardi nell’antologia “Versi di Sardegna ‒ Quarta Edizione” (Tomarchio Editore); le due raccolte Appunti sui nostri versi ed Il Guardiano della Realtà nella seconda edizione de “Poeti e Scrittori d’Italia” e la menzionata silloge “Il poeta ibrido”. Menzione d’onore per il racconto inedito “One word” (di prossima pubblicazione) nel concorso letterario “Le pietre di Anuaria 2025”.

 

Info

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Guarda “Icaro” poetry trailer su Youtube

 

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