“Piano Sequenza la Mole” progetto di Riccardo Ghilardi: quando la fotografia racconta il cinema

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“Piano Sequenza la Mole” è un ambizioso progetto fotografico iniziato nel 2021 e concluso nel 2025.

Piano Sequenza la Mole fotografie di Riccardo Ghilardi
Piano Sequenza la Mole fotografie di Riccardo Ghilardi

“Piano Sequenza la Mole” è un’iniziativa pensata per valorizzare in un’unica, elegante narrazione visiva la straordinaria architettura della Mole Antonelliana di Torino, il suo affascinante Museo Nazionale del Cinema ‒ impreziosito dallo scenografico allestimento firmato dallo svizzero François Confino ‒ e la storia stessa della settima arte, con i suoi volti e protagonisti.

Un progetto che nasce con un obiettivo ben preciso: rompere i confini di un patrimonio percepito spesso come ‘troppo torinese’, custodito gelosamente dalla città, forse anche per la paura ‒ ben giustificata da precedenti storici ‒ di vederselo sottrarre da palcoscenici più dinamici e aggressivi. L’intento è quello di proiettare questa bellezza verso un pubblico nazionale e internazionale, come sicuramente merita.

La Mole, maestoso contenitore di storia e memoria, si trasforma così in una sequenza di set e palcoscenici in cui momenti iconici del cinema vengono reinterpretati da attori e registi contemporanei, capaci di calarsi nei panni del passato ma anche di affermare, con personalità, una propria visione del presente.

Il progetto è stato curato da Domenico De Gaetano, torinese, per anni direttore del Museo Nazionale del Cinema, mentre le fotografie sono firmate da Riccardo Ghilardi, romano, fotografo di fama internazionale che, fin dalla sua partecipazione alla Festa del Cinema di Roma nel 2008, ha saputo catturare nella frazione di un secondo la forza narrativa di un intero film.

I quattro anni di lavorazione non sono stati semplici: la pandemia, la chiusura e poi il rilancio del Museo che nel 2025 ha superato le 760.000 presenze, le difficoltà logistiche nel coinvolgere i grandi nomi del cinema, spesso presenti a Torino in occasione del TFF – il Torino Film Festival. Ma la determinazione ha prevalso.

Il primo scatto immortala l’attrice Barbara Bouchet, vestita in abiti d’epoca che evocano Il Gattopardo, in un omaggio a Claudia Cardinale. Un’immagine sobria, delicata, il passo iniziale di un lungo viaggio nella memoria cinematografica.

Tra gli ultimi scatti, uno dei più attesi: quello con Martin Scorsese, maestro del cinema mondiale e grande appassionato del cinema italiano, ritratto mentre sfoglia con sguardo assorto preziosi documenti dell’archivio del Museo, tra cui la corrispondenza tra Gabriele D’Annunzio e Giovanni Pastrone, regista del celebre Cabiria (1914). Con Scorsese, il suo inseparabile cagnolino Oscar, simpaticamente simile al padrone.

Curioso lo scatto che ritrae Giancarlo Giannini mentre dona al Museo la “Giacca Parlante”, un oggetto di scena usato da Robin Williams in Toys. In questo caso, è stato concesso un piccolo ritocco digitale per inserire un gatto che osserva incuriosito l’attore, aggiungendo un tocco di ironia alla scena.

Suggestiva la performance di Rosa Diletta Rossi, attrice di cinema e teatro, immortalata mentre si arrampica agilmente sulle funi dell’ascensore panoramico della Mole dopo aver simbolicamente ‘rubato’ la Stella del TFF.

Unica foto ambientata all’esterno del Museo è quella che ritrae Matilda De Angelis nei Giardini Reali, comunque con la Mole Antonelliana sullo sfondo. L’attrice, impegnata in una ripresa televisiva, non poteva allontanarsi dal set: ecco perché è ritratta con un abito di scena della serie La legge di Lidia Poët.

Di grande impatto anche lo scatto che vede Giovanna Mezzogiorno nei panni di Maria Adriana Prolo, pioniera nel 1941 dell’idea di un Museo Nazionale del Cinema.

Commovente e meritata la presenza di Tonino De Bernardi, regista piemontese a cui il Museo ha già in passato dedicato una mostra.

Piano Sequenza la Mole progetto di Riccardo Ghilardi
Piano Sequenza la Mole progetto di Riccardo Ghilardi

L’immagine simbolo dell’intero progetto è la danza sulla cupola della Mole di Kasia Smutniak e Domenico Procacci. Una scena forte, coraggiosa, realizzata nonostante il maltempo e il pericolo: le superfici bagnate rendevano l’impresa rischiosa, ma le funi di sicurezza hanno permesso comunque la realizzazione di scatti memorabili.

Un altro omaggio iconico è quello di Barbara Ronchi su una scalinata della Mole, in uno scatto che richiama con forza drammatica l’Anna Magnani di Roma città aperta.

E potremmo continuare. Ogni immagine è un frammento di racconto, un invito al ricordo, un dialogo tra fotografia, cinema e memoria.

Il mio consiglio è convinto: seguite il percorso della mostra e visitatela se ne avete occasione. Merita. Certo, non sarà facile trovare spazi espositivi: molti fotografi ‘puri’ ne hanno criticato l’anima troppo cinematografica. Ma è un pregiudizio da superare: la fotografia qui è visione, è testimonianza di un attimo che diventa eterno.

“Piano Sequenza la Mole” è un vero e proprio biglietto da visita per il Museo Nazionale del Cinema. Un progetto che ne sintetizza lo spirito, ma che rappresenta solo un frammento di una realtà dinamica, complessa, in continua evoluzione. Un’istituzione che, anche con mostre temporanee e iniziative culturali, si conferma uno dei poli culturali e turistici più importanti di Torino e dell’Italia intera.

 

Written by Marco Salvario

 

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