“L’enigma della camera 622” di Joël Dicker: un triangolo amoroso in un misterioso omicidio
La serata della banca volse in catastrofe.

“L’enigma della camera 622” non è il primo romanzo che leggo di Joël Dicker, tutti i suoi libri precedenti mi sono piaciuti molto, perché efficaci. Tutti seguivano uno schema preciso, ognuno con una storia diversa, che si seguiva con attenzione fino alla fine.
Se fate caso al numero di pagine vi renderete conto che, a parte il suo primo libro, tutti gli altri sono dei veri e propri mattoni; ma lo sono solo se intendiamo il peso in sé. Infatti si leggono con agilità, anzi, spesso non si vede l’ora di proseguire nella lettura per vedere come finirà.
Insomma, diciamocelo: Joël Dicker è uno scrittore, o meglio, come viene descritto all’interno del suo stesso libro: lo Scrittore, con la maiuscola.
I suoi sono gialli, ma in realtà potremmo definirli: romanzi dove accade qualche delitto o mistero da risolvere.
E anche in “L’enigma della camera 622” il delitto c’è: “Un cadavere giaceva sulla moquette della camera 622”.
Ma qui l’autore va davvero oltre, arrivando a entrare nel suo romanzo come un personaggio.
Infatti il libro è dedicato al suo vero editore scomparso da poco, un uomo che Dicker ammira e che lo ha aiutato a diventare lo Scrittore.
“Sai chi è un grande scrittore? Un pittore. Nel museo dei grandi scrittori, di cui tutte le librerie posseggono la chiave, ci aspettano migliaia di tele.”
Perciò troviamo Joël che per scrivere un nuovo libro va a stare in un hotel e qui incontra Scarlett, una donna affascinante. Quanto di tutto ciò sia reale e quanto inventato non ci è dato sapere.
Fatto sta che i due si accorgono che l’hotel ha una camera 621 e una camera 621 bis, ma non la 622. Ovviamente la faccenda incuriosisce e, i due, cominciano a fare indagini.
Ma il lettore ‒ cioè noi ‒ viene informato tramite il racconto che s’impone sulle loro ricerche, spesse volte lasciandoli in disparte, cosa è accaduto.
Possiamo così conoscere il protagonista della storia Macaire Ebezner, figlio di un noto banchiere e prossimo presidente della omonima banca.
La moglie, Anastasia, è l’amante di questa, Levovitch. Le storie di ognuno di loro che si interseca con quella degli altri.
A un certo punto scopriamo che Macaire, quando scompare e fa dei viaggi strani, in realtà sta lavorando per una sorta di CIA svizzera, ai comandi di tal Wagner. E si pensa assurdamente che tutto il mistero possa riguardare questa parte della sua vita.
Poveri illusi! Dicker ha creato una trama perfetta e assolutamente misteriosa che ci porterà solo alla fine a comprendere cosa ci sia dietro.
E, posso assicurarvi, i colpi di scena saranno numerosi e, in particolare, dopo essere rimasti storditi e impreparati al primo, al secondo lo sarete ancora di più!
Tutto pare girare attorno alla banca, ai suoi componenti, come il cugino di Macaire e Tarnogol, un azionista.
Oppure riguarda Anastasia e la sua intenzione di lasciare Macaire, per il quale prova un profondo affetto, e andare a vivere con il suo vecchio amore ritrovato, Levovitch?
“Che strana invenzione la coppia, che finisce immancabilmente per farci sentire soli in due.”

Quello che riusciamo a comprendere è che un tal giorno di qualche tempo prima, nell’hotel che ospita lo Scrittore, c’è stata l’annuale festa della banca Ebezner e che qualcuno è stato ucciso nella famosa camera 622.
Intanto Joël scrive il suo romanzo e il suo romanzo è anche quello che si va scrivendo e che noi leggiamo.
A tratti ripercorre la sua carriera, parlando, come promesso, del suo editore, perché, ricordiamocelo, questo romanzo è stato scritto in suo onore.
Così si arriva alla fine, dispiacendoci un poco di dover chiudere un libro così piacevole.
“Cosa siamo capaci di fare per difendere le persone che amiamo? È da questo che si misura il senso della nostra vita.”
© 2025 La nave di Teseo
ISBN 978-88-346-0877-7
Pag. 632
€ 18,00
Written by Miriam Ballerini
