“I fratelli Rico” di Georges Simenon: la famiglia è un destino da cui non ci si libera?
“I fratelli Rico”, del 1952, è un romanzo di Georges Simenon, scritto nel suo periodo americano. È ambientato in vari stati degli USA e in diverse città, dalla Florida alla California e da New York a Miami.

“I fratelli Rico” è un romanzo amarissimo.
È una storia di famiglia, di illusioni, di inganni e di destino fatale, che trasmette al lettore un senso di inquietudine crescente e che, come tutti i “romans durs” non è certamente a lieto fine.
La trama ruota attorno a tre fratelli oriundi siciliani che dal loro misero periodo dell’infanzia vissuta a Brooklyn, sono riusciti attraverso attività illegali a raggiungere un relativo stato di benessere.
L’equilibrio costruito con cura è però fragile. L’arrivo di un dispaccio dalla vecchia “organizzazione” è l’innesco: Eddie, il protagonista del romanzo, deve collaborare per rintracciare il minore dei suoi fratelli, Tony, coinvolto nell’uccisione di un testimone chiave.
Da quel momento il romanzo assume progressivamente il ritmo di una discesa inesorabile, scandita da tensione crescente e da una sensazione di fatalità che avvolge ogni scelta dei personaggi. Il libro è particolarmente efficace nella rappresentazione dell’ambiguità morale. Il lettore viene trascinato nella mente del protagonista, condividendone le paure e i pensieri più meschini.
È un romanzo che esplora in modo chirurgico i legami familiari, il peso della lealtà e il lento disgregarsi di una vita costruita sull’illusione di stabilità.
Al centro del romanzo c’è Eddie Rico, ex membro della malavita newyorchese che si è rifatto un’esistenza in Florida, gestendo con successo un’agenzia di recupero crediti e vivendo in modo tranquillo con la moglie Alice.
Anche se oggi la rappresentazione degli oriundi italoamericani come gangster pare un po’ stereotipata, per l’epoca regge.
Il conflitto morale che nasce tra fratelli è un motivo ricorrente nei romanzi di Simenon in questo periodo. Ciò non può che rinviare all’esperienza personale vissuta dall’autore in relazione a Christian, suo fratello minore, il quale precipita nella violenza e nella rovina, mentre Georges guarda impotente.
Ne “I fratelli Rico”, Tony, il più giovane, è fragile, manipolabile, trascinato in un mondo criminale più grande di lui. Eddie, il protagonista, vive tra la volontà di salvarlo e la paura di essere coinvolto nella sua caduta. È un riflesso chiaro della posizione di Simenon rispetto a Christian.
Le due situazioni, quella reale vissuta da Simenon, e quella del romanzo, condividono tanti aspetti, tra cui il legame affettivo tra fratelli, la frustrazione per le scelte sbagliate del fratello minore e la sensazione di essere moralmente legati e al tempo stesso trascinati.
Simenon si sentiva responsabile per non aver potuto salvare Christian; nei “I fratelli Rico”, Eddie vive un tormento simile. Anche lui vede crollare la propria vita a causa del fratello, ed è divorato da colpa e impotenza.

In Simenon la famiglia è spesso un destino da cui non ci si libera. Ne I fratelli Rico, l’origine comune segna irrimediabilmente tutti i fratelli, come se portassero sulle spalle la stessa condanna.
Come in altri romanzi americani, infatti, i temi della colpa, dell’espiazione e dell’identità emergono con estrema asprezza.
Ne “I fratelli Rico”, che considero un capolavoro, il racconto è costruito con una prosa scarna, rapida e chirurgica, ma efficace, come già ampiamente sperimentato da Simenon. Il risultato è un realismo essenziale, quasi un’istantanea continua, che dà al romanzo la sua tipica qualità cinematografica. Non a caso, da questo romanzo, nel 1956, venne tratto l’omonimo film.
Written by Algo Ferrari
Bibliografia
Georges Simenon, I fratelli Rico, Adelphi
