“La casa dei Krull” di Georges Simenon: il capro espiatorio perfetto?
“La casa dei Krull” è un libro duro, forse ancora più di altri di Georges Simenon. Solo apparentemente un giallo, perché in realtà è un romanzo che mette a nudo il disagio che vivono gli stranieri, anche dopo anni, in una terra a loro straniera.

“La casa dei Krull” è stato pubblicato per la prima volta nel 1940.
La famiglia Krull, di origine tedesca, sì è installata nel Nord della Francia, dove, nella stessa casa, vive e gestisce un emporio che si affaccia su un canale, vicino alla sua foce.
I Krull, di fede protestante, pur essendo da tempo naturalizzati francesi, sono attentamente evitati dai vicini, che preferiscono servirsi presso altri negozi. L’emporio dei Krull, infatti, viene frequentato solamente da marinai di passaggio e dalle loro mogli oltre a qualche barbone e alcolista, tra cui Pipi, la madre della ragazza il cui cadavere sarà ritrovato nel canale. Prima di essere uccisa risulta essere stata violentata e uccisa.
Questo libro rappresenta un esempio paradigmatico della narrativa simenoniana, caratterizzata da un’indagine psicologica profonda e da un’atmosfera cupa e inquietante. Le descrizioni dell’ambiente, ostile, asfittico e meschino, sono scritte da Simenon in modo sempre magistrale, fino al punto di trasmettere un senso di disagio vero al lettore.
Viene da pensare che per descrivere così bene questa situazione, lo stesso Simenon l’abbia provata, almeno in parte, in quanto, a suo tempo, anche lui straniero in terra di Francia. Il romanzo riveste anche un carattere profetico, poiché scritto appena prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, che, tra gli altri, vedrà scontrarsi tra loro anche tedeschi e francesi.
Simenon mostra con chiarezza come l’intolleranza possa crescere rapidamente, anche in una comunità “tranquilla”. Basta un delitto per accendere le paure latenti di un’intera comunità.
Nella grande famiglia dei Krull, dietro la facciata di normalità, si nascondono segreti e tensioni che emergono quando una delle figlie, la bella Colette, intreccia una relazione con un lontano cugino tedesco di nome Hans, giunto recentemente in famiglia.
L’improvviso arrivo di Hans, che pur essendo tedesco, non pare essere un seguace della morale calvinista, crea non pochi problemi entro la famiglia stessa oltre che all’esterno. Si scatena una serie di eventi che porteranno alla luce le crepe e le menzogne che ognuno dei membri si racconta. Attraverso la figura di Hans, Simenon esplora temi come la solitudine, la ricerca di identità e il desiderio di evasione da una realtà soffocante.
I Krull diventano oggetto di sospetto e odio, anche se non ci sono prove certe, fino ad essere ufficialmente accusati dell’uccisione della giovane ragazza. D’altra parte, i Krull rappresentano il perfetto capro espiatorio.
Sarà proprio la famiglia, sottoposta alla crudele persecuzione dei vicini, che arriverà a proporre ad Hans di immolarsi, metaforicamente parlando, quale vittima sacrificale, allo scopo di salvare il resto della famiglia.

D’altra parte, l’indagine del commissario porterà alla luce varie magagne nei comportamenti dei diversi membri della famiglia, tali da creare forti sospetti su di loro.
“La casa dei Krull” avvalora ancora una volta quanto Simenon si possa considerare uno dei più importanti scrittori del XX secolo e uno dei maggiori interpreti dello spirito di un’epoca purtroppo segnata dalle peggiori guerre nelle quali è incappata l’umanità.
Il romanzo è stato scritto alla vigilia della Seconda guerra mondiale e appare come una sorta di avvertimento contro l’odio razziale, il fanatismo, il rifiuto dello straniero. A dimostrazione che le debolezze umane sono sempre attuali.
Written by Algo Ferrari
Bibliografia
Georges Simenon, La casa dei Krull, Adelphi, 2017
