“Le vie degli ebrei” di Anna Foa: una lunga diaspora
“Nel nostro percorso attraverso i luoghi e i tempi della presenza ebraica in Europa prendiamo le mosse da due luoghi che non appartengono al vecchio continente, ma da cui si dipartono, in spazi e tempi diversi, da una parte le vie degli ebrei, dall’altra i percorsi dei loro libri e della loro cultura: Gerusalemme, capitale del Regno di Giudea, e Babilonia, capitale della prima diaspora.”

Opera che esplora la lunga diaspora ebraica, Le vie degli ebrei di Anna Foa pubblicato da Il Mulino nel 2024, è un saggio focalizzato sui luoghi e sugli eventi che hanno caratterizzato la presenza ebraica in Europa, a partire dall’antichità fino ai giorni nostri.
Secondo l’autrice, gli accadimenti vissuti dagli ebrei rappresentano una lente d’ingrandimento attraverso cui interpretare la storia d’Europa, in quanto la loro presenza, seppur discriminati e perseguitati, ha contribuito a plasmare le identità di molti paesi da un punto di vista culturale e sociale. Ed è con sguardo attento e dettagliato che l’autrice approfondisce diversi aspetti della cultura ebraica, intesa come parte integrante e fondamentale della storia europea.
È dunque un viaggio storico e culturale quello intrapreso da Anna Foa, che non si limita a narrare soltanto la storia delle comunità ebraiche, ma offre un punto di vista globale sul loro universo.
“L’intero meridione italiano era in questi secoli del primo millennio popolato di ebrei. Sappiamo che in Sicilia i primi insediamenti ebraici precedettero di alcuni secoli le più antiche tracce archeologiche che abbiamo, risalenti all’inizio del IV secolo.”
Il libro ha inizio raccontando di Gerusalemme, luogo geografico sì, ma soprattutto simbolo della diaspora ebraica. A seguire, si racconta poi dell’evoluzione delle comunità ebraiche nel continente europeo con una narrazione che vede coinvolte città come Roma, Toledo, Venezia, Amsterdam, Berlino, Parigi e Odessa. Luoghi, che corrispondono al momento in cui la presenza ebraica è stata più importante e significativa, assumendo anche un valore simbolico, in quanto per gli ebrei hanno rappresentato importanti punti di riferimento culturali e religiosi.
L’autrice ne Le vie degli ebrei pone poi l’attenzione sul ruolo ricoperto dai ghetti, sia come forme di segregazione che come luoghi di vita comune, oltreché spazi dove poter acquisire cultura sotto varie forme.
“Importanti erano anche gli insediamenti in Calabria, con due grandi comunità presenti in età bizantina, Rossano e Bisignano, e successivamente con un gran numero di giudecche.”
Nel suo saggio, Anna Foa si concentra inoltre sul processo attraverso cui gli ebrei si sono integrati nelle società europee, fino a diventare cittadini degli stati nazionali, affrancandosi da vincoli antichi che li volevano ancorati eccessivamente alla tradizione. Rivolgendo, invece, il loro interesse verso la modernizzazione.
Un esempio a tale proposito è l’illuminismo ebraico (Haskalah) con la città di Berlino, presentata come il centro di un’importante rinascita culturale, che nell’Ottocento è stata investita da un fenomeno evolutivo di ampia portata. Indagando infine sulle modalità che hanno visto le comunità ebraiche sopravvivere e poi trasformarsi, per contribuire in modo determinante alla crescita culturale e sociale nei contesti in cui si sono evolute.
Non poteva mancare, ovviamente, che l’autrice ponesse l’attenzione sul drammatico fenomeno della Shoah, male di molti mali, e tragedia fra le più eclatanti del Novecento, che ha segnato un punto di non ritorno nella storia ebraica. Finanche ad influenzare la storia non solo dell’Europa ma a condizionare, a livello planetario, gli eventi futuri della storia.
“Alla metà del Duecento Lincoln è una città a oltre 200 chilometri a nord di Londra, sede di una piccola comunità ebraica. Gli ebrei non erano mai stati numerosi in Inghilterra, al massimo 5000 in tutto.”
L’intento dell’autrice, come sottolineato nell’introduzione, non è stato quello di raccontare i luoghi del pensiero ebraico, semmai i luoghi della storia degli ebrei, che si intreccia con quella del mondo entro cui si consumavano le loro esistenze. Dunque, la storia degli ebrei è anche quella dell’intera Europa, come viene riferito dall’autrice nel suo saggio.
Ma soprattutto è la storia di una diaspora, vissuta dalle comunità ebraiche come un esilio. Momento storico durante il quale si sono dispersi per l’Europa, creando insediamenti per influenzare il mondo intorno a loro, oppure, a loro volta esserne influenzati. Con vicissitudini affrontate con caparbietà, che hanno fatto sì che la diaspora non morisse, ma restasse viva; come viva è stata la presenza degli ebrei in Europa, di cui sono stati parte integrante.

“A Trieste, città che dal 1470 faceva parte dell’Impero asburgico, gli ebrei erano presenti saldando le spinte riformatrici degli Asburgo d’Austria alla specificità culturali e religiose del mondo ebraico italiano.”
Per stendere il suo saggio Le vie degli ebrei, l’autrice ha fatto ricorso a un approccio interdisciplinare fra vari settori della cultura, storia e sociologia, per esempio, i quali si intrecciano fra loro in un unicum davvero esplicativo in merito all’argomentazione. E lo ha realizzato guidando il lettore attraverso un itinerario che non è solo geografico, ma anche mentale e oltremodo spirituale, con riflessioni che abbracciano temi universali: l’identità, l’integrazione e la resistenza culturale fra questi. Tutte questioni fondamentali per la sopravvivenza del popolo ebraico.
“Quando nel 1870 le truppe del Regno d’Italia abbatterono a cannonate Porta Pia ed entrarono a Roma, ponendo fine al potere temporale dei papi e proclamandola capitale del nuovo Stato italiano, Roma era una città in forte decadenza, chiusa alla modernità.”
Con Le vie degli ebrei, Anna Foa ha dato alle stampe un’opera la cui proposta editoriale è accessibile a ogni tipo di lettore, grazie alla scorrevolezza e all’abile ampiezza narrativa adottata, di estremo interesse. In quanto saggio molto ben documentato, che non solo racconta la storia di una minoranza etnica, ma ne sottolinea il ruolo decisivo occupato nel tessuto storico e culturale europeo. Invitando il lettore a riflettere sulla complessità delle relazioni interculturali e sull’importanza della memoria storica condivisa.
“La Francia dell’Ottocento, la Francia che con la Rivoluzione ha dato l’emancipazione a tutti i suoi ebrei, è stata anche nella seconda metà del secolo, nel conflitto tra i liberali della Terza Repubblica e le forze reazionarie che le si opponevano, la culla dell’antisemitismo moderno, il luogo dove gli aneliti antiebraici del cattolicesimo più retrivo si sono saldati con il nazionalismo crescente.”
Written by Carolina Colombi
