Painting Words #15: intervista ad Irene Penazzi, autrice ed illustratrice
La rubrica “Painting Words” vuole tracciare l’arte contemporanea con una serie di domande rivolte alle personalità più interessanti del panorama odierno. Nella prima puntata abbiamo incontrato Iena Cruz, nella seconda Lorenzo Babboni, nella terza Eugenio Sicomoro, nella quarta Gabriele Artusio, nella quinta Kimi, nella sesta Antonio Bonanno, nella settima Silvia Crocicchi, nell’ottava Giovanni Lopez, nella nona Alessandro Coppola, nella decima Maria Pappalardo, nell’undicesima Sergio Olivotti, nella dodicesima Bruna Iacopino, nella tredicesima Valentina Merzi, nella quattordicesima Erika Belfanti, ed in questa quindicesima Irene Penazzi.

Irene Penazzi nasce a Lugo di Romagna nel 1989 e si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Autrice e illustratrice, il suo albo di esordio “Nel mio giardino il mondo” (Terre di mezzo Editore) è selezionato nella International Ibby Honour List 2020 e riceve una menzione speciale della giuria al “Premio Rodari 2019”.
Nel 2024 vince “Premio Rodari” nella sezione Fiabe e Filastrocche con l’albo “Poesie della casetta” (R. Gamberini, Topipittori), selezionato tra i White Ravens 2024 dalla Internationale Jugendbibliothek (Monaco, Germania).
Collabora con case editrici italiane e straniere ottenendo riconoscimenti internazionali: finalista 2024 alla Golden Pinwheel Young Illustrators Competition promossa da China Shanghai International Children’s Book Fair – CCBF, è selezionata per Sharjah Children’s Book Illustration Exhibition 2022 e per l’International Illustration and Book Design Competition “Image of the Book” di Mosca nel 2021 e 2020; è inoltre finalista per BIBF Ananas International Illustration Exhibition 2021, concorso promosso dalla Beijing International Book Fair, Cina. Le sue opere sono esposte nella mostra “Eccellenze italiane. La nuova generazione degli illustratori italiani per ragazzi” nell’ambito di Bologna Children’s Book Fair 2021.
S.T.: Qual è il momento di svolta nel tuo percorso professionale di illustratrice?
Irene Penazzi: Il momento di svolta è stato la pubblicazione della mia tesi di laura biennale, realizzata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove nel 2015 mi sono laureata in Illustrazione per l’editoria. Il progetto era un albo illustrato sul tema del giardino in relazione alla mia infanzia. Con l’aiuto di Davide Calì e la mediazione dell’agenzia Book on a Tree di cui faceva parte, sono entrata in contatto con la casa editrice francese Maison Eliza, che mi ha colpito per l’attenzione verso la qualità, la sostenibilità e la cura dei particolari. Grazie a questo incontro, ho consolidato il progetto iniziale del libro in una forma grafica più matura, in particolare nello studio dei personaggi, e il risultato finale mi ha dato una grandissima soddisfazione. Un anno dopo la sua pubblicazione in Francia, nel 2019 “Dans le jardin” esce in Italia per Terre di mezzo Editore con il titolo “Nel mio giardino il mondo”.
S.T.: “I giorni del mare”. Sfogliando il libro si ritorna bambini e catapultati tra castelli di sabbia e giochi in riva al mare. Come nasce l’idea di questo progetto?
Irene Penazzi: “I giorni del mare” è nato dalla voglia di raccontare un pezzetto della mia infanzia, legata in modo particolare alle vacanze estive sulla riviera romagnola, che ho frequentato con la mia famiglia per tanti anni. Luogo di giochi, esplorazioni, teatro di tante attività, dai castelli di sabbia alle piste per le biglie, alla raccolta delle conchiglie, il mare suscita in me ricordi indelebili e felici, che ho provato a raccogliere e raccontare in un albo di grande formato, senza parole, che si apre all’inizio dell’estate e si chiude alla fine dell’inverno. Per disegnarlo, ho usato matite colorate e acquerelli ed è stato un processo perlopiù silenzioso: i disegni hanno suoni, sciabordii, richiami, fruscii, schiamazzi che non necessitano di ulteriori parole. Ognuno, osservando, può inventare i nomi che preferisce, riprodurre i suoni che vuole, aggiungere le proprie parole.
S.T.: Insolito anche il descrivere il mare nelle diverse stagioni. Un progetto educativo oltre che divertente. È nata prima l’idea di illustrare il mare o il progetto di esprimere la natura in rapporto con l’uomo e la sua ciclicità?
Irene Penazzi: L’idea di illustrare il mare e quella di raccontare la natura in rapporto con l’uomo e la sua ciclicità è un tutt’uno direi inscindibile che fa parte del mio lavoro. Dal mio primo albo, “Nel mio giardino il mondo”, passando per “Su e giù per le montagne”, fino a “I giorni del mare”, sia l’impostazione che i personaggi protagonisti sono gli stessi. È importante per me mantenere uniti questi aspetti di esperienza e relazione che fanno parte della nostra vita.
S.T.: Irene e la natura, e poi l’illustrazione. Cosa ci puoi raccontare nel dettaglio e quale il filo conduttore tra ambiente e illustratrice?
Irene Penazzi: Conoscere la natura è anche un modo per conoscere sé stessi e il mio modo per imparare a conoscerla è quello di disegnarla, tradurla con le immagini e il segno, inoltre è une delle mie fonti di ispirazione privilegiata per i miei disegni. Infatti, quando sono in cerca di un’idea o appunto di ispirazione, guardo gli alberi fuori dalla mia finestra, o faccio una passeggiata in campagna. E catturo dei paesaggi, degli elementi e dei colori o anche solo degli spunti che prima o poi finiscono nelle mie illustrazioni.

S.T.: Premio Rodari 2024: racconta un aneddoto particolare di questa tua avventura.
Irene Penazzi: Non ci aspettavamo proprio questo premio e siamo rimaste molto stupite e soprese!
S.T.: Puoi anticiparci qualcosa riguardo i tuoi prossimi progetti?
Irene Penazzi: In primavera usciranno delle nuove storie che ho illustrato su un giardino popolato da tanti animali improbabili e su una caccia ai mostri tra le stanze della casa dai risvolti divertenti.
S.T.: Scegli 3 aggettivi con cui definirti.
Irene Penazzi: Precisina, perché sono un po’ maniaca che le cose siano fatte bene. Paziente, per riuscire a stare tanto tempo su disegni molto dettagliati. Osservatrice, verso la natura e quello che mi circonda, per cercare di catturare dettagli invisibili.
Written by Simona Trunzo
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