Isola di Guernsey: viaggio tra menhir, invasioni e Victor Hugo
“Dedico questo libro a quello scoglio di ospitalità e libertà, in un angolo dell’antica terra di Normandia dove vive la piccola gente del mare, all’aspra e dolce isola di Guernsey, mio attuale rifugio, mia probabile tomba.” ‒ Victor Hugo

Principale isola dell’arcipelago delle isole del Canale, situate nella Manica, l’isola di Guernsey si distingue per essere legata alla Corona britannica senza però fare parte del Regno Unito.
Distante 50 chilometri dalle coste della Normandia, è un’entità con uno status giuridico e politico atipico, il quale prevede una sua autonomia interna ed un parlamento.
Situata tra Francia e Inghilterra, sebbene sia più vicina alla costa francese che non a quella inglese, è favorita da scogliere e villaggi pittoreschi che si affacciano sul mare.
Isola di straordinaria bellezza, uno dei suoi fiori all’occhiello è l’ambiente naturale, il quale comprende piante le cui biodiversità accrescono il suo suggestivo paesaggio.
Con elementi rari di flora e fauna, salvaguardati con un attento controllo del territorio tanto da farne un habitat protetto, onde preservare l’integrità naturalistica della regione. Per gli amanti delle escursioni sono le scogliere a sud dell’isola ad essere un vero e proprio paradiso, mentre a nord, grazie alla presenza di coste basse e sabbiose, l’isola fruisce di baie e di porti tranquilli.
Luogo idilliaco favorito da un clima temperato, il quale gode di inverni freschi ed estati miti, è grazie alla Corrente del Golfo se le temperature di Guernsey sono più calde rispetto a località collocate alla stessa latitudine.
“Non aveva mai immaginato di potersi annoiare tanto, non a Londra. Di Saint Peter Port conosceva le giornate grigie e prive di avvenimenti, in cui le mattinate si trascinavano lente e interminabili…” ‒ da “La donna delle rose” di Charlotte Link
Attraversata da vicende storiche complesse, con presenze celtiche, normanne, romane e inglesi che hanno popolato e invaso per millenni il suo territorio, la storia di Guernsey è stata piuttosto turbolenta. Perché in balia di conquiste, guerre e influenze culturali varie, che ne hanno fatto un crocevia di storia e tradizioni tracciandone il suo sviluppo.
La sua origine prende il via grazie a ritrovamenti di epoca preistorica rinvenuti in diverse località dell’isola; testimonianze atte a confermare la presenza di coltivatori del Neolitico stanziati lungo le coste sul finire dell’ultima glaciazione, durante il quale l’isola è stata separata dalla Normandia. Ad attestarlo sono menhir di ampio interesse archeologico nonché dolmen sparsi sul territorio.
Con la conquista romana della Gallia, in virtù della sua posizione strategica in quanto punto di avvistamento e di sosta per le rotte marittime, Guernsey, unitamente alle altre isole del Canale diventa parte dell’Impero Romano. Invasione che ha portato l’isola, anche successivamente, a essere un’importante rotta geografica per il commercio marittimo. A testimoniarlo sono resti di ville e di un fortilizio dell’epoca.
Periodo di fondamentale importanza nella storia di Guernsey è rappresentato dalla conquista normanna, anno 1066, quando Guglielmo il Conquistatore invade l’Inghilterra e le isole del Canale che, pur rimanendo sotto il controllo dei locali signori normanni, entrano a far parte del regno di Inghilterra.
È intorno al 968 che una comunità di monaci benedettini, provenienti dal monastero di Le Mont-Saint-Michel si stabilisce a Guernsey. I quali, in occasione di un saccheggio dell’isola da parte di un gruppo di pirati, 1061, si rivolgono a Guglielmo il Conquistatore per avere aiuto, il quale spedisce un suo referente liberando l’isola dalla presenza dei pirati. E ottenendo in cambio parte del territorio di Guernsey.
Il Medioevo vede l’isola teatro di battaglie fra inglesi e francesi, sempre a causa della sua posizione strategica, con conflitti che culminano nella guerra dei Cent’anni, che si è consumata dal 1337 al 1453.
È il 1617 quando sull’isola ha inizio la cosiddetta ‘caccia alle streghe’, durante la quale tre donne incolpate di aver lanciato incantesimi e aver inflitto malattie misteriose a molte persone e al bestiame, vengono accusate di stregoneria. Giudicate colpevoli dopo essere state duramente torturate viene loro applicata la condanna a morte.
Grazie al commercio e all’attività marittima legata alla pesca nel 17° secolo l’isola gode di un periodo di relativa prosperità, dovuto anche a un notevole aumento demografico e alla costruzione di fortificazioni di difesa fra i quali Castel Cornet, ancora oggi assunto a simbolo di Guernsey. A cui segue, a partire dai primi anni del XVIII secolo, per sfuggire alla depressione economica, una massiccia migrazione verso l’America del nord.
Per arrivare infine alla Prima guerra mondiale, tragico momento storico durante il quale circa 3000 isolani prestano servizio in nome dell’Inghilterra.
Altro momento particolarmente buio nella storia dell’isola è rappresentato dagli anni che vanno dal 1940 al 1945, durante i quali è soggetta al controllo delle truppe naziste che occupano tutte le isole del Canale. Occupazione, che si protrae per gran parte della Seconda guerra mondiale.
Massicciamente fortificata dalle truppe tedesche durante la Seconda guerra mondiale, le cui tracce tuttora visibili, la presenza tedesca ha avuto un devastante impatto sulla popolazione a cui sono state poste condizioni di vita durissime con razionamenti e perdita della libertà. Assistendo, inoltre, alla deportazione di abitanti ebrei nel campo di Auschwitz da cui non hanno fatto più ritorno. Poco prima dell’arrivo dei nazisti sull’isola sono stati molti i bambini evacuati in Inghilterra, presso parenti o estranei, di cui in alcuni casi si è persa traccia. Eventi, di cui la popolazione ha tuttora memoria, che si sono poi conclusi il 16 maggio 1945 quando le forze alleate hanno raggiunto l’isola.
“La polizia segreta, che proveniva in gran parte dai ranghi della Gestapo, svolse perquisizioni casa per casa in tutte le cittadine e i villaggi dell’isola…”
Lo stretto legame culturale dell’isola con lo scrittore Victor Hugo è a tutt’oggi molto vivo. Costretto all’esilio, Victor Hugo è vissuto a Guernsey dal 1855 al 1870, periodo durante il quale ha scritto I miserabili, oltre che fare dell’isola l’ambientazione di altri due romanzi: I lavoratori del mare e L’uomo che ride.
Gli aspetti culturali che contrassegnano Guernsey sono un mix di influenze francesi e britanniche, mentre il suo patrimonio linguistico, che si declina in un dialetto normanno parlato da una minoranza di residenti, è soprattutto inglese.
Fra le tradizioni locali un evento da non perdere è il Libération Day, creato per celebrare la fine dell’occupazione tedesca. Che insieme a festival stagionali, unitamente a mostre di artigianato locale e arte, onora il patrimonio agricolo e marittimo dell’isola, motivi di ampio richiamo per i visitatori.
L’economia di Guernsey, diversificata e piuttosto prospera, è concentrata più che altro sui servizi finanziari con una fiorente industria bancaria. L’isola è infatti un centro finanziario offshore, che attira investimenti da varie zone del mondo. Ciononostante non manca l’attenzione per settori quali l’agricoltura, la pesca e non ultimo il turismo, sostenuto dal paesaggio spettacolare di cui l’isola è dotata.
Simbolo iconico è la mucca di Guernsey, razza bovina nota per la sua produzione di latte di alta qualità da cui si ricava burro e formaggio molto apprezzati.
La sua storia e le sue tradizioni, unito al suo territorio, strettamente legate alla sua posizione geografica, fanno di Guernsey una destinazione affascinante e frequentata da un cospicuo numero di visitatori, a cui è in grado di offrire attrazioni turistiche oltre che paesaggi naturali seducenti. Fra cui il Castello di Cornet, castello storico situato su di un isolotto collegato a Saint Peter Port, una delle maggiori attrazioni dell’isola. Costruito intorno al XIII secolo ospita musei e una collezione di cannoni davvero interessante. Saint Peter Port è una cittadina portuale con negozi eleganti e boutique alla moda, che si affiancano alla presenza di ristoranti rinomati per l’offerta di pesce fresco.
La casa di Victor Hugo, inoltre, rimane un punto di forte richiamo. Come pure ciò che resta delle fortificazioni tedesche e dei bunker costruiti durante la Seconda guerra mondiale, testimoni di un disgraziato periodo che ha visto l’isola soggiacere all’invasione nazista.
Little Chapel è una delle più piccole cappelle al mondo, decorata con mosaici di conchiglie e frammenti di porcellana si distingue per la sua originalità.
Il Sentiero delle scogliere è tappa obbligata per gli escursionisti e luogo di grande interesse naturalistico che offre la possibilità di fare camminate e di godere di straordinari scenari marini.
La cucina di Guernsey, influenzata dalla sua posizione insulare, prevede il consumo di frutti di mare freschi, ostriche e granchi e pesce locale. Un piatto tipico del posto è il bean jar, un tradizionale stufato a base di fagioli.
Oggi, Guernsey deve affrontare sfide quali l’invecchiamento dei residenti, come la necessità di proteggere il suo ambiente dal punto di vista ecologico, nonché il suo ruolo di paradiso fiscale, messo in discussione da controlli e serrati e pressioni. Il suo punto di forza è comunque la combinazione della sua natura selvaggia, che insieme alla sua storia e alle tradizioni ne fanno un luogo che lascia un segno in coloro che la visitano.
“Presero posto sulla veranda dell’Hotel Chalet, che sorgeva a mezza costa nella baia di Fermain. Gli splendidi giardini in fiore dell’albergo scendevano verso il mare. Il muro era caldo, ed era già necessario ricorrere alla protezione degli ombrelloni…” ‒ da “La donna delle rose” di Charlotte Link
Written by Carolina Colombi
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