“La portalettere” di Francesca Giannone: segreti di famiglia e pensieri trattenuti
“Non ti prenderanno mai.” Gli avrebbe dimostrato che si sbagliava. E di grosso.

Ci sono romanzi che leggi, piacevoli, belli, con tante caratteristiche che ti hanno piacevolmente fatto compagnia. Li termini e chiudi l’ultima pagina soddisfatto.
E poi ci sono romanzi, come questo “La portalettere” di Francesca Giannone, che ti spiace lasciare. Che raccontano qualcosa di così vero e lo fanno in modo così autentico, che non riesci semplicemente a chiuderli senza pensarci più.
Tutto nasce da un biglietto da visita che l’autrice ritrova in un cassetto: Anna Allavena-portalettere.
Un biglietto che risale a un centinaio di anni prima e che porta il nome della sua bisnonna.
Da questo è scaturito tutto il romanzo storico della Giannone che, ci dice, è assolutamente di invenzione.
Ma francamente a me poco è importato se fosse vero o inventato, perché l’autrice ha avuto l’abilità di ricostruire uno spaccato d’Italia dagli anni ’30 fino agli anni ’50, di un paesino del sud, in maniera impeccabile.
Il romanzo “La portalettere” inizia con la notizia, nel ’61, della morta della portalettere.
Da lì si torna all’inizio della storia, negli anni ’30 con una sorta di emigrazione al contrario: Anna, ligure, ha sposato Carlo e, con lui, torna al paesello meridionale del marito.
Lei è una bella donna, emancipata, che sa il francese, che ha insegnato; per la gente del luogo rimarrà sempre la forestiera. Nonostante ciò molte persone incroceranno la loro esistenza con quella di Anna.
Prima su tutti Giovanna, sottomessa all’amante sacerdote che la sfrutta e la maltratta: “Non poteva sapere che quella strada l’avrebbe percorsa così tante volte da consumare più di un paio di scarpe”.
Infatti Anna, quando muore il postino del luogo, si presenta e vince il concorso diventando la portalettere del paese. Ovviamente col disappunto della popolazione, sconcertata perché non è un lavoro da donna. Anche il marito di Anna avrà da ridire, anche se alla fine finirà per assecondarla. Colui che invece, sempre sarà dalla sua parte, sarà il cognato Antonio. Si innamorerà di lei fin dal loro primo incontro: quando la vedrà scendere dalla corriera assieme al fratello.
“Tuttavia gli era bastato guardare di nuovo dentro il verde degli occhi di Anna per capire che non ci sarebbe stato mai nessun luogo abbastanza lontano verso cui fuggire.” ‒ “La portalettere”
All’inizio Giovanna soffre per il suo amore che le è lontano e Anna, la portalettere, le insegnerà un piccolo trucco per corrispondere con lui senza essere scoperti: scrivendo le loro intenzioni più segrete sotto ai francobolli.
Ma quando scoprirà cosa sta accadendo a quella che, di fatto, sarà l’unica amica, Anna la porterà via da quell’amore malato.

Tramite la posta consegnata la Giannone ci narra di un tempo e di eventi lontani della nostra storia. Accennando alla guerra, dando chiaramente contro al fascismo.
I personaggi sono così reali che il lettore si affeziona a questo o quello; arriva ad avere in antipatia Carmela così sfacciata. Oppure sorride alla nipote di Anna, Lorenza, che dice sempre “bellissimissimo”! Seguendone la crescita e tutte le sue disavventure amorose.
Fra segreti di famiglia, cose dette e pensieri trattenuti; donne che mentre dicono il rosario sparlano. Oppure i dettagli come la chiesa dove le donne stavano sedute da una parte e gli uomini dall’altra… tutto ciò dà colore e sostanza alla trama, riempiendola della vita di questi personaggi di carta, ma che sembrano assolutamente reali.
La saga dei fratelli Greco ha sopra a tutto la figura di Anna: la sua forza, il suo carattere di donna che non permette a nessuno di schiacciarla o di metterla in un angolo.
Dopo la morte del marito ne seguirà il consiglio e, sempre con l’aiuto di Antonio, farà della casa di Giovanna un rifugio per donne bisognose. Antesignana delle case famiglia di oggi.
Un romanzo che ha tante sfaccettature: tutte preziose, tutte bene incastonate nella storia.
Alla fine troviamo le parole, quelle della vera Anna: “Infine, il mio grazie più grande va ad Anna, per essere venuta a cercarmi. Le ultime parole che ha pronunciato, affidate anch’esse a mia madre, sono state: «Non voglio essere dimenticata ». Non lo sarai. Te lo prometto”.
© 2023 Casa Editrice Nord
ISBN 978-88-429-3484-4
Pag. 414
€ 19,00
Written by Miriam Ballerini
