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Emmanuela Zavattaro: la pittura che invita lo spettatore a riflettere sull’essere umano

Nata nel 1974 a Cuneo e successivamente trasferitasi a Biella con la famiglia, Emmanuela Zavattaro è arrivata alla pittura quasi per caso, o sarebbe più esatto affermare per destino, meno di dieci anni fa, spinta dal bisogno interiore di non trascorrere in un’annoiata e dolorosa passività il lungo periodo di immobilità a cui l’aveva costretta un grave incidente.

(s) Confini in mostra - Photo di Marco Salvario + Emmanuela Zavattaro
(s) Confini in mostra – Photo di Marco Salvario + Emmanuela Zavattaro

Probabilmente proprio questa reazione orgogliosa e determinata, che le ha permesso di realizzare un bisogno maturato nel tempo, spiega l’uso violento e pirotecnico che l’artista fa dei colori, e ancora più l’energia dei corpi dipinti in movimento, che si cercano, si abbracciano, si avvolgono in composizioni che diventano una danza sincronizzata e acrobatica, precisa e attenta.

Il contatto fisico è inseguito con forza, eppure dopo un solo instante si spezza, come se la furia della passione fosse di colpo insostenibile e si trasformasse in repulsione, come se la volontà si scontrasse con ostacoli impossibili da superare, come se la dinamica iniziale si esaurisse nel brivido in un’inattesa vertigine.

Sulle tele si scatena tutta una sequenza di contrasti, tra il desiderio e la paura, tra la ricerca di abbandono e il timore di scoprirsi indifesi.

Emozioni e turbamenti, amore e odio; tutto è in divenire, ricerca del momento futuro.

Siamo spettatori di figure luminose che cercano in ogni modo di staccarsi da terra, di rifiutare la gravità ineluttabile come un peso più spirituale che fisico. Corpi in coppia, maschile e femminile, yang e yin, ma la sessualità è vaga, meccanica, appena accennata o illusoria.

Movimento, ho scritto, ma è un movimento colto in un attimo di instabile equilibrio, quando la tensione è massima e il pubblico trattiene il fiato.

Il saltatore che, dopo essere salito in alto di slancio fino a raggiungere l’altezza dell’asticella, sembra restare sospeso in aria un istante, prima di cominciare a ricadere, o siamo nell’attimo che precede un’acrobazia difficile e pericolosa, eppure questa prodezza circense non è reale, ma solo l’allegoria di emozioni personali e interiori, che trascendono i singoli individui per sublimarsi nell’universalità delle percezioni.

L’attenzione, infatti, abbandona le figure per perdersi in un’irrequietezza di sentimenti, sofferenza e ribellione, amore e sensualità, aggressività e meditazione.

(s) Confini di Emmanuela Zavattaro - Photo by Marco Salvario
(s) Confini di Emmanuela Zavattaro – Photo by Marco Salvario

Molti critici attribuiscono il potere espressivo di Emmanuela Zavattaro all’uso estremo dei contrasti cromatici, in un virtuosismo capace di creare personaggi che ricordano arlecchini danzanti, ma sono piuttosto nervi e carne viva, esaminata con raggi infrarossi per cercare di cogliere ed esprimere il calore diversamente localizzato che essi stessi emanano.

Dotata di un talento istintivo, vincitrice di numerosi premi in questi pochi e densi anni di carriera, la pittrice ha potuto esporre le proprie opere in mostre e gallerie sia in Europa che in America, suscitando col suo stile personale, attenzione e interesse.

La sua passione per un’arte scoperta in un’età ormai matura, la spinge con insaziabile curiosità a sperimentare tecniche e materiali diversi, con ottimi risultati.

Siamo davanti a un’artista che sa comunicare con la sua pittura emozioni profonde.

Ulteriori informazioni e aggiornamenti possono essere trovate sul sito personale dell’artista EmmanuelaZavattaro.

 

Nove opere in acrilico su tela di Emmanuela Zavattaro, tutte realizzate nel 2022 e facenti parte della serie “(s)CONFINI”, sono state presentate alla manifestazione Paratissima Circus che si è svolta a Torino, nel quasi completamente recuperato complesso della Cavallerizza Reale, dal 3 al 9 novembre 2022. L’evento si è chiuso con più di ventimila visitatori, a dimostrazione che, pur con non poche fatiche e incertezze, il mondo dell’arte si sta riprendendo dopo il duro periodo della pandemia.

 

Written by Marco Salvario

 

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