Viaggiare nei Paesi Bassi: Amsterdam, capitale dal fascino discreto
“L’acqua dei canali che ti segue ovunque, lo scampanellio delle biciclette, l’odore del proibito e la sensazione di trovare, intorno a te, qualcosa che ti completa.” – Fabrizio Caramagna, dal web
A contraddistinguere Amsterdam da altre città è la fitta rete di canali che la attraversano. Che si sviluppa attorno alla capitale in un intreccio ampio e suggestivo, in un’estensione di oltre 100 km.
Dichiarati Patrimonio dell’Umanità, i canali di Amsterdam rappresentano un’attrattiva unica e quanto mai seducente, che poco o nulla hanno a che vedere con quelli nostrani della città di Venezia, nonostante sia spesso definita la ‘Venezia del nord’ e alcuni parallelismi fra le due siano inevitabili. I canali di Amsterdam, a differenza di quelli della città lagunare, hanno una struttura semicircolare.
Nella capitale olandese inoltre si fa uso della bicicletta, e non ci si muove a piedi come invece è per Venezia. È dunque perfettamente calzante la definizione, con cui spesso si etichetta Amsterdam, di ‘capitale della bicicletta’, mezzo di cui possiede il record.
Inserita nel 2010 fra i siti dell’Unesco, Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi, trova la fonte del suo nome dal connubio fra la parola Amstel, nome del fiume che la attraversa, e dam (diga).
Situata nella zona dell’Olanda settentrionale in prossimità del Mare del Nord, a cui è collegata attraverso un lungo canale, la città gode di un clima influenzato dallo stesso, contrassegnato da venti freddi e frequenti gelate invernali, mentre le estati sono piuttosto miti e non troppo afose.
Città cosmopolita, considerata fra le più moderne e dinamiche d’Europa, Amsterdam ha mantenuto e mantiene intatta nel tempo la propria identità, nonostante sia stata oggetto nel passato di ingerenze e interventi di altri paesi. Ne è esempio la colonizzazione subita dall’Olanda fino alla metà del XVI secolo da parte della Spagna.
È intorno al XIII secolo che Amsterdam trova la sua origine in un villaggio di pescatori in prossimità del fiume Amstel, alla cui foce viene realizzato un porto naturale, diventato poi fulcro di importanti attività commerciali. A testimoniare la fondazione della città è un documento del 1204 che attesta la presenza di un insediamento chiamato Aemstelledamme (diga sull’Amstel). Anche se l’attribuzione di città, da parte del vescovo di Utrecht, è del 1300 circa.
Entrata in seguito a far parte della Lega Anseatica, ne esce dopo scontri turbolenti che vedono Amsterdam rivendicare il proprio diritto di pesca sul mar Baltico.
La prima metà del XVI secolo vede gli olandesi ribellarsi al potere spagnolo nella figura di Filippo II, re di Spagna, con un’insurrezione originata da molteplici cause. La mancata partecipazione politica della nobiltà locale, un’eccessiva tassazione, ma più di altro è l’intolleranza spagnola in fatto di religione che suscita malcontento. Non a caso, è questo un periodo che vede l’Europa impegnata in guerre di religione.
Anche Amsterdam è scenario di lotte per l’affermazione del protestantesimo, culto praticato soprattutto dal ceto borghese e in antitesi al cattolicesimo spagnolo. La cui conseguenza è, all’indomani della conquista dell’indipendenza della capitale, una libertà di culto che vede Amsterdam quale rifugio di molti perseguitati per motivi religiosi: ebrei di provenienza spagnola e portoghese, o mercanti di Anversa, i quali fuggono in seguito ai soprusi messi in atto dagli spagnoli.
È il XVII secolo il periodo d’oro di Amsterdam. Anni in cui, grazie al finanziamento di spedizioni oltremare di mercanti olandesi, vengono acquisiti possedimenti, in seguito diventate colonie olandesi, che daranno il via a un vasto impero coloniale. Nel frattempo, la città estende sensibilmente i suoi confini intorno ai suoi canali.
E ciò, grazie anche all’affermarsi della compagnia delle Indie Orientali legata al commercio delle spezie, la quale contribuisce a dare un notevole impulso allo sviluppo di Amsterdam, protagonista di un’elevata prosperità. Anche se nei secoli successivi vedrà il suo declino. Vittima di un tracollo senza precedenti, la causa principale è da cercarsi anche nelle guerre contro Francia e Gran Bretagna che mettono a dura prova il commercio olandese.
Ruolo commerciale sottratto da Londra, la quale va ad occupare la posizione appartenuta da Amsterdam. Anche se intorno alla fine dell’Ottocento, pur non riconquistando gli splendori del passato, la città olandese riprende vitalità.
Negli anni che vanno dal 1663 al 1666 Amsterdam viene duramente colpita da un’epidemia di peste, causata dell’approdo di navi provenienti da paesi lontani, durante la quale la popolazione viene decimata. A perire in tale contesto pandemico sarà anche la compagna di Rembrandt, figlia di un ricco mercante di stoffe, anch’esso vittima dell’epidemia terminata poi nel 1666. Ma che ha lasciato una città stremata, spopolata e avviata verso il degrado. Cui seguirà un altro drammatico momento storico: l’era napoleonica, in cui i Paesi Bassi sono assoggettati al potere napoleonico.
Seppur nel 1815, con la costituzione del Regno dei Paesi Bassi, la situazione si avvia verso un lento miglioramento. Quando il secolo XIX vede prendere piede la rivoluzione industriale, l’obiettivo dei Paesi Bassi sono nuove rotte commerciali con l’estero che portano a una nuova rifioritura cittadina.
Durante la Prima guerra mondiale i Paesi Bassi restano estranei al conflitto, anche se il paese ne subisce l’influsso negativo a causa di una grave scarsità alimentare, che mette in ginocchio la popolazione. Nel 1940 le truppe tedesche di Adolf Hitler occupano la città deportando circa 100.000 ebrei, cancellando quasi completamente la comunità ebraica di Amsterdam. Deportazione che provoca anche la quasi totale scomparsa del commercio dei diamanti, di cui era un centro commerciale importante per lo più in mano a uomini d’affari ebrei.
Sul finire del XIX secolo si parla di una seconda età dell’oro di Amsterdam, la cui immagine innovativa rappresenta la città come luogo di totale tolleranza. Periodo durante il quale viene favorita l’edificazione di musei, la costruzione della Stazione Centrale, e la Stelling van Amsterdam, un anello di 42 forti e di mura difensive per proteggere la città da un eventuale attacco nemico.
A cavallo degli anni intorno al 1960 e al 1970 si assiste a una rivoluzione culturale per cui Amsterdam viene definita il centro magico d’Europa. E ciò, grazie al permissivismo proprio della città di far uso di droghe leggere. Aspetto questo, che destina ad Amsterdam un profilo di assoluta tolleranza, diventando al contempo una meta privilegiata di molti hippie. A proposito dell’immigrazione, nel corso degli anni ‘70 cresce il numero di immigrati stranieri, soprattutto provenienti dal Suriname, dalla Turchia e dal Marocco.
“Amsterdam è fatta come gli anelli di un albero: è più antica via via che ci si avvicina al centro”. – James Green, dal web
Testimone di uno dei centri più ricchi e interessanti d’Europa, la caratteristica più manifesta di Amsterdam, come già detto, sono i suoi canali, sviluppati in un intreccio artificiale costruito ad hoc per regolarne il cospicuo flusso d’acqua, evitando così che venisse invasa dal mare.
La rete dei canali che attraversano la città è stata realizzata tra il XVI e il XVII secolo per volontà dell’aristocrazia locale, nel timore che l’innalzamento del livello del mare intralciasse il commercio allora molto florido. Da non dimenticare la presenza dei polder, terreni strappati al mare tramite la costruzione di dighe artificiali, canali e mulini, superfici poi prosciugate e bonificate.
Oggi, il sistema viario è controllato dalla tecnologia, ma i primi interventi in merito sono testimoniati dalle costruzioni signorili dell’epoca lungo situate lungo le sponde dei canali e affiancate lungo l’argine da battelli trasformati in bed & breakfast o in locali alla moda.
Inevitabile per il visitatore, è dunque una breve crociera sui canali, la quale permette di conoscere la capitale attraverso gli stessi, prospettiva diversa, ma dal fascino indiscusso.
Punto d’incontro di residenti e di visitatori occasionali è Piazza Dam, luogo simbolo e cuore pulsante della città. Situata in prossimità della stazione centrale da cui si dirama un crocevia di strade dove poter fare acquisti presso i numerosi negozi che affollano il centro. Costruita nel XIII secolo per ospitare il mercato, Piazza Dam è sede di alcuni monumenti cittadini.
Il Municipio, per esempio, edificio neoclassico, e la Chiesa Nuova (Niewue Kerk), basilica in stile gotico datata intorno al 1408, luogo in cui un tempo venivano incoronati i sovrani.
Uno dei quartieri oggi più frequentati è il Jordaan; nel passato abitato da immigrati nonché luogo d’incontro all’epoca di artisti quali Van Gogh e Rembrandt, oltre che da intellettuali del loro tempo. Oggi è un labirinto di pub, caffè e gallerie d’arte.
Sede di molte realtà museali, tutte di notevole valore artistico, non è cosa semplice decidere quali musei visitare ad Amsterdam.
Tappa obbligata è il Rijksmuseum (museo nazionale), in quanto vera e propria icona culturale della città e galleria d’arte fra le più prestigiose. Situato in un palazzo in stile neogotico è custode di oltre 400 opere d’arte realizzate da artisti del calibro di Vermeer, Frans Hals e Rembrandt, fra cui ‘La ronda di notte’ dipinto di Rembrandt del 1642, e il dipinto ‘Cameriera’ di Jan Vermeer del 1658.
Da ammirare sono inoltre la collezione di ceramiche, così come la presenza di sculture e reperti archeologici, nonché esempi di arte asiatica, e oggetti della storia marittima olandese, il tutto per raccontare della storia olandese.
Di assoluto interesse sono anche altre realtà museali presenti nella capitale olandese. Che non ci si può esimere da visitare, soprattutto perché espressioni di eccellenti artisti a cui la città ha dato i natali. Van Gogh, Rembrandt e Vermeer, per esempio, che pur appartenendo a momenti storici e artistici diversi offrono della città la peculiarità di capitale dell’arte.
Il Van Gogh Museum, dedicato al celebre esponente dell’impressionismo, ha visto la luce nel 1973 per essere poi ampliato in seguito; in un’esposizione permanente ospita la più grande collezione al mondo del pittore, che consta in ampia misura di quadri, bozze e disegni in ampia misura. Esposti in ordine cronologico, attraversano la vita dell’artista in un viaggio davvero appassionante. Che racconta del contesto temporale, storico e artistico in cui è vissuto, oltre che il suo mondo emotivo, e non ultima l’influenza esercitata dalla sua arte. I ‘Mangiatori di patate’, i ‘Girasoli’ e il ‘Campo di grano coi corvi’, celebri capolavori esposti al Museo Van Gogh sono affiancati da altre opere di altissimo pregio di artisti quali Monet e Gauguin.
Lo Stedelijk Museum, considerato fra i più prestigiosi di Amsterdam, è museo dedicato all’arte moderna e contemporanea di livello internazionale. Custode di oltre 90 mila manufatti di diverse correnti artistiche come Pop Art, Bauhaus e Scuola di Amsterdam. Ne sono esempio dipinti di artisti come Cézanne, Chagall, Matisse, Picasso, Pollock, Andy Warhol e altre celebrità del mondo dell’arte.
Legata al ricordo di Anna Frank, celebre eroina e vittima dell’invasione nazista ad Amsterdam, è la casa dove ha vissuto in clandestinità con i suoi genitori e altri inquilini, consumando lì i suoi ultimi giorni di vita. Deportata poi dai nazisti in un campo di sterminio dove ha chiuso la sua giovane vita. Oggi, oggetto di culto, la visita all’abitazione è molto toccante; da ricordare inoltre, che proprio in una di quelle anguste stanzette ha elaborato struggenti pagine del suo diario. Diventato in seguito un best seller grazie alla pubblicazione da parte di Otto Frank, sopravvissuto al lager nazista.
Il Voldelpark è un parco pubblico considerato il polmone verde di Amsterdam. Frequentato da turisti e residenti è il posto ideale per trascorrere momenti in cui praticare sport all’aria aperta, sia in inverno che in estate. Ed è uno spazio che ospita performance di diverso genere, dagli eventi musicali a spettacoli teatrali.
Il mercato dei fiori di Amsterdam è un simbolo, soprattutto all’estero, che caratterizza la città dai molti canali. Situato in prossimità del più antico canale di Amsterdam, il Singel, fu realizzato nel 1862 su di una serie di chiatte galleggianti, diventando fin da subito il centro di una prospera attività commerciale di fiori e tulipani.
Un interessante modello ecologico è il museo Artis, giardino zoologico e area verde di ampie dimensioni che ha visto la luce nel 1838 e ospita un gran numero di visitatori l’anno. Suddiviso in vari settori, accoglie un museo entomologico e tre serre esotiche, oltre ad acquari di notevole interesse biologico sia di acqua marina come di acqua dolce.
Un itinerario singolare è il De Wallen, o zona a luci rosse, situata non lontano dal centro. Anch’esso è simbolo di modernità ed emancipazione, caratteristiche da sempre manifestate dalla città olandese. Che insieme ai coffee shop, fanno di Amsterdam una città che va oltre le convenzioni imposte da un certo perbenismo proprio di altre capitali. Nei coffee shop è possibile far uso di marijuana, senza essere accusati di atti illeciti. Luoghi di trasgressione, i coffee shop, ospitano in certi casi una clientela selezionata che esige ordine ed eleganza. Altri coffee shop, invece, sono più dozzinali e frequentati da turisti europei in cerca di esperienze stravaganti.
Una visita dal sapore folcloristico è rappresentata da un’escursione alla Heineken Experience, al fine di scoprire il birrificio storico della Heineken. Situato anch’esso nel cuore di Amsterdam racconta la storia della birra Heineken e la sua evoluzione, fino a raggiungere i luoghi più remoti del pianeta
Che dire infine della cucina olandese?
Di cui i turisti, soprattutto italiani, il cui palato da buongustai è noto, non esprimono un giudizio troppo positivo. Tuttavia, la comparsa sulla tavola dei formaggi tipici olandesi è indice di qualità culinaria da non trascurare, soprattutto per accompagnare pasti a base di carne, patate e verdure. Comunque, a farla da padrona nella cucina olandese è l’aringa, prodotto molto apprezzato dai residenti e anche dai turisti.
Allontanandosi appena un po’ dalla capitale ci si può imbattere in luoghi dove il tempo pare essersi fermato. È il caso della località di Zaanse dove i mulini sono una particolarità davvero attraente. Distante appena 30 minuti da Amsterdam è raggiungibile sia in treno che in bicicletta.
Anche Haarlem, distante poco più di 10 Km dalla capitale, è luogo dal fascino indiscusso anche per la presenza di una chiesa barocca tutta da apprezzare.
Il visitatore inoltre può godere della vista di località suggestive. Alcune delle quali si possono raggiungere anche con i mezzi pubblici.
La cittadina di Marken, per esempio, situata nella campagna olandese è abitata da una quiete d’altri tempi. Ancora, il borgo marinaro di Volendam, raggiungibile anche con la barca.
È questo un excursus davvero ricco per il visitatore che si trova catapultato in una realtà pregna di un’antica atmosfera, ricca di suggestione in quanto luogo oltre il presente, la cui identità è intatta grazie al suo clima idilliaco.
“Amsterdam è il posto in cui è consentito vedere senza essere visti ed essere visti senza vedere.” – Anonimo, dal web
Written by Carolina Colombi