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“Non è mai troppo presto” di Stefano Lanuzza: antimanuale di scrittura e lettura

Il manuale “Non è mai troppo presto”, anzi: l’antimanuale, appartiene alla collana “Saggi sconfinati” de LeStradeBianche, Stampa Alternativa.

Non è mai troppo presto di Stefano Lanuzza
Non è mai troppo presto di Stefano Lanuzza

Autore ne è Stefano Lanuzza, scrittore, saggista e traduttore italiano di eccezionale prolificità.

Rivendicando il diritto alla lettura (“che non può essere un obbligo, come l’amore”) e alla scrittura, ripercorre le tappe memorabili della letteratura d’ogni tempo, dispensando non gli usuali consigli di composizione (pur esaminando lo strumentario essenziale di colui che voglia cimentarsi nell’impresa dello scrivere, come viatico ineludibile di chi poi voglia deporne dei pezzi a mo’ di protesta lungo il cammino), ma cercando di instillare l’attrazione per la magia della parola, della sua musicalità, del suo potenziale evocativo.

«Soprattutto non essere dello “sterminato esercito di coloro che” – scrive un severissimo Giovanni Papini in Le disgrazie del libro in Italia –“non comprano libri”: analfabeti costituzionali e stolti ignorantoni, “mentecatti e dissennati”, talvolta scrocconidi vocazione e di professione, che pretendono di avere i libri gratis et amore Dei”: borghesi e proletari chetrovano sempre il modo di spendere […] per vedere un film o per assistere a una partita di calcio ma che, a sentir loro, non hanno in tasca una lira quando si tratta di comprare un bel libro che darebbe un po’ di luce e di riposo alle loro povere anime.”»

Consiglio agli aspiranti scrittori:

«Ovviamente, non è che puoi leggere per imparare a scrivere (anche se non è detto): comunque leggi per il gusto di leggere e scrivi per il piacere di scrivere… “Leggete per vivere” dice Flaubert. Per una particolare, augurabile alchimia, può accadere che una buona lettura ti stimoli la voglia di scrivere e, questa, quella di leggere (hai presente il cane che si diverte a mordersi la coda?). Fra le due azioni c’è un’intimità produttrice di pensieri e idee sempre nuove, che s’incrociano e compenetrano potenziandosi vicendevolmente. All’amicizia con le persone Proust asserisce di preferire quella coi libri: perché con questi non c’è bisogno di convenevoli. E poi non sei tu che devi piacere ad essi, ma essi a te… Sceglili bene, dunque. Più d’un bel mobilio, è la loro presenza che rende la casa dell’uomo degna d’essere abitata. Una casa ‘vuota’, cioè senza libri? Come una ‘capa’ – una testa – vuota.»

Segue un’aspra critica alle scelte editoriali commerciali della “grosse” Case editrici, con le quali pure gli è capitato di collaborare, che hanno eletto la mortificazione della qualità nel nome del profitto a propria logica opzionale.

Di molta maggiore considerazione investe i piccoli e piccolissimi editori, col loro rapporto privilegiato con l’autore, ancora capaci di riconoscere e valorizzare un talento.

Stefano Lanuzza
Stefano Lanuzza

E poi c’è il progetto Stampa Alternativa, cui Lanuzza aderisce in accordo col suo fondatore  Marcello Baraghini, che auspica un’abolizione dei codici “a sbarre”: quelli che imprigionano i libri, nell’antitetica proposta di proporre alla libera lettura multimediale i propri scritti “regalandoli” al mondo, per poi ricevere un corrispettivo a titolo di donazione da parte del lettore-sostenitore a copertura delle spese del cartaceo e della distribuzione libraria, esperimento peraltro condotto con successo per un quarantennio dallo stesso Baraghini.

Insomma: nel mondo della letteratura-spazzatura c’è ancora spazio per una creatività che abbia qualcosa di rilevante da dire.

E i suoi baluardi sono gli amanti della parola e di ogni suo possibile senso.

 

Written by Barbara Orlacchio

 

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