Vincitrice e finalisti della Terza edizione del Contest di poesia “Free Poetry”

“Ho steso un fazzoletto di te sull’erba/ Ti ho perduto in una tazza di terra/ Ora le margherite ti allacciano le scarpe” – “A mio padre” di Antonietta Fragnito

Terza edizione Contest Free Poetry 2022
Terza edizione Contest Free Poetry 2022

Si è conclusa il 10 agosto 2022, a mezzanotte, la possibilità di partecipare alla Terza edizione del Contest nazionale di poesia Free Poetry promossa dalla casa editrice Tomarchio Editore in collaborazione con il portale web Oubliette Magazine.

La casa editrice Tomarchio Editore, dopo attenta lettura, ha decretato dieci opere finaliste dalle quali è stata tratta la vincitrice.

Vi presentiamo, dunque, le meritevoli poesie dei finalisti ed a chiudere la vincitrice che riceverà, come premio dichiarato nel bando di concorso, la possibilità di pubblicare gratuitamente una raccolta poetica con un regolare contratto editoriale.

Nel 2020, la prima edizione del Contest ha visto come vincitore il poeta Francesco Paolo Catanzaro con la pubblicazione della silloge “Dal profondo dei nostri sospiri”. Nel 2021 la seconda edizione ha visto come vincitrice la poetessa Antonietta Fragnito con la pubblicazione della raccolta “La rosa, la cosa, l’anarchia del verso”.

Tutte le opere partecipanti alla seconda edizione possono essere lette cliccando QUI.

FINALISTI “FREE POETRY”

Angelo Bonanno con “Mare e Cielo”

Emanuela Tolomeo con “Incanto”

Franco Carta con “Calma apparente”

Patrizia Stefanelli con “Ti scrivo nell’Alto il mio nome”

Nadia Turriziani con “L’Amore”

Roberto Marzano con “Porto insicuro”

Rosita Matera con “L’uomo che sei”

Sara Francucci con “Cos’è una mamma?”

Beatrice Di Paola con “Immagini di strada”

Luciano Gentiletti con “Er busilli de l’incontrario”

 

OPERE FINALISTE

Angelo Bonanno con “Mare e Cielo”

Mare e cielo
così è
che si schiudono gli sguardi
dopo tanta nebbia
dopo tanto oblio.
Ci riconosciamo
fresche stelle
d’un chiaro respiro
d’agave succulenta
nel giardino del mondo.

 

Emanuela Tolomeo con “Incanto”

“Era pane un pesce
c’era di tutto
senza un prezzo
su di sé”. Alza il volume
di questa radio
Vibrante radio
Della tua voce. Prendi
la perla
Piccola e nascosta nell’angolo
della tenda
della donna nera
Shhhh
“non sai come prenderla.” Sono le macchine, Sopruso
alle nostre mani
ai piedi, agli orecchi
agli occhi. Le macchine non hanno odore.
È un fiore
sul fondo di una tazzina di caffè
la Previsione. Prevedere
tictac
prima fase
tictac
verso la consapevolezza del
vivere quotidiano, Tictac
Sintomo
Tic
dell’esistenza
Toctoc
della connessione
Corpo
Mente
mondo. shhhh
(“Previsione uguale pensiero tendente all’infinito e azione tendente a
zero”.)
E manca il fiato.
È un fiore
sul fondo di una tazzina di caffè
una coincidenza
una possibilità
sintomo
dell’esistenza. La circolarità è un fiore
Un accadimento, un filo d’erba che si muove al vento. Osserva il riflesso
della luna d’argento in un pozzo, quello vicino alla tenda della donna nera che scorga
dalla ferita
della Terra. La circolarità è un fiore
Un accadimento, un filo d’erba che si muove al vento. E Cervelli fioriti
Gelsomini in fiore
Azzurri e bianchi
Piccoli e veloci le idee
Nel marasma
Delle telenovelas
Dei giornali
Delle conferenze
Buie e spente. Stang!
Cervelli luce
Cervelli odore. Il sogno è la mente
che si diverte
quando non c’è alcun processo
di
Elaborazione
Alberi parlate tra voi!
è l’aroma
Il profumo
informazione
E la Telepatia vegetale
Permea
L’aria. Levati, Uomo interferenza
spostati, Usa uomo
Il nervo olfattivo
Shhhhhhh
Annusa
I pensieri globali
Nel tuo piccolo angolo craniale
E Lo scontro
è dramma
Del nuovo che
Scoperchia
Il vecchio
Mentre a est
Cospirazionisti illuminati
Gruppi rivoluzionari
Talebani
Bambini annegati tra la terra e il pianto
Fiori sepolti nell’asfalto
Silenzi spezzati da singhiozzi
Politici corrotti
Ora tutto a tutto questo metto un punto
E a chi seduto sul divano guarda annoiato
Sputo un urlo in faccia
Cammino
poi corro
Verso madri
e padri
Torturati
In quell’angolo di mondo
Dimenticato
Ad est. E le parole
Diventan fiori
Pianti
Come semi piantati
And there will be a time
in cui non ci saranno più guerre, l’allodola abbraccerà il leone
la manta come
un ombrellino da sole
alla bambina
vestita
da primavera
che passeggia per le strade del nuovo mondo:
Incanto

 

Franco Carta con “Calma apparente”

Il cielo è un cerchio stellato
in preghiera
e canta la luna, sul pentagramma
che mi strappo nel petto.
E sotto
il mondo è un giaciglio distratto
fresco spensierato,
il rombo d’un tuono
non scuote la terra
che gira insolente,
sul buio dove
le lucciole
con un refolo di freschezza guidano criceti
nel cerchio d’una scommessa.
Poi lenta,
sommessa, la gioventù
è l’alba sconnessa
diadema d’un giorno qualunque. La calma apparente.

 

Nadia Turriziani con “L’Amore”

Una piccola finestra
sul cortile del nostro amore
cattura immagini d’altri tempi
e sensazioni di antichi sapori.
Gorgheggiano i nostri cuori
all’unisono
e zampillano i nostri occhi
colmi d’amore.
Detesto la cattiveria altrui
propensa a giudicare
a titolo gratuito
l’unione indistruttibile
che incatena i nostri cuori.
Gli anni di differenza
per loro un abisso insormontabile
sono per noi
amanti e complici
solo il completamento
al nostro essere
di uomini e amanti.
Possa il nostro amore
essere d’esempio
affinché
i cuori gelidi e insensibili
degli uomini
possano finalmente intiepidirsi.

 

Roberto Marzano con “Porto insicuro”

Son l’uomo del caffè macchiato freddo
l’impulso che tracanna a tutto fiato
un cocktail poco alcolico amaranto
dischiuso sotto il cielo a gocciolare.

 
Impronte di bicchieri zuccherosi
volano via col soffio della sera
dal mio Porto insicuro sotto vento
dall’angostura che langue e non dilaga
a formidabili amori a crepapelle
tra i tavoli di briciole e diamanti
io, come tanti, spazzato dal maestrale
mi avvio poi verso casa pancia a terra.

 

Rosita Matera con “L’uomo che sei”

C’erano semi da seminare.
“Ci penserà il vento” pensò il contadino.
Ma il vento, quel giorno, non giunse puntuale
e i semi caddero nell’indifferenza.
C’erano braccia da afferrare nella stazione dei dimenticati.
“Ci penserà il prossimo che passa per caso” pensò il viandante.
Ma il prossimo, quel giorno, non giunse puntuale
e le braccia caddero nella miseria.
C’era un cuore di donna da riempire,
di gioia, d’amore, di vita vera.
“Ci penserà un altro, non io” pensò il vigliacco.
Ma l’altro uomo, quel giorno, non giunse puntuale
e la donna cadde in una lacrima immensa.
C’erano un bambino da educare,
da forgiare bene come vaso d’argilla.
“Ci penserà il maestro che incontra” pensò l’egoista che aveva da fare.
Ma il maestro non giunse puntuale e il bambino divenne un uomo brutale.
Ma un giorno un uomo vide i semi da seminare.
“Ci penserò io” disse a se stesso,
alzando subito la manica al cuore.
E quel giorno giunse puntuale
e i semi crebbero all’infinito.
Poi quell’uomo, soddisfatto di questo,
afferrò le braccia dei dimenticati.
“Ci penserò io che passo per caso” pensò aprendo la propria mano.
E quel giorno giunse puntuale,
e quelle braccia crebbero
e costruirono il mondo.
Poi quell’uomo incontrò la donna
caduta sola nella sua lacrima.
“Ci penserò io che amo senza chiedere nulla”.
E quel giorno giunse puntuale,
e la donna fiorì nel suo sogno d’amore.
Quell’uomo incontrò il bambino
da forgiare come vaso d’argilla.
“Ci penserò io”, affermò sorridendo,
e il bambino diventò un uomo vero.
Quell’uomo ora non è lontano
ed è a un passo tra il cielo e il cuore,
si muove in silenzio senza farsi notare,
è in ognuno di noi quando decide di amare.

 

Sara Francucci con “Cos’è una mamma?”

È la mano che culla il mio lettino adorno di balocchi
e aspetta lì finché si chiudessero i miei occhi
cantando sino all’imbrunire nenie d’amore
avvolgendomi col suo calore.

È la mano che regge il mondo
in quest’assurdo girotondo
se cado mi rialza con quella forza ardita
e con un bacio portentoso cura la mia ferita.

È un mirabile esempio di benevolenza e d’umiltà
perché mi ha insegnato che il saper pregare è la via della felicità
soprattutto nei momenti di sfiducia
perché infonde nel cuore la pace infusa.

È un’ombra che si nasconde nella stanza accanto
e io le continuo a parlare senza nessun rimpianto
perché una mamma anche se non la vedi
è ancora lì ai tuoi piedi.

Una mamma è colei che vivrà sempre nel cuore di ogni figlio
con l’eleganza e profumo di un giglio.

Il sorriso di un figlio è la pace di una madre.

 

Beatrice Di Paola con “Immagini di strada”

Un uomo corre alla stazione.
Due sguardi tristi si abbracciano per l’ultima volta prima dell’addio.
Un bimbo piange.
Un vecchio, dimenticato dal mondo, tende la mano per qualche centesimo.
Una folla di rumorosi turisti, rubano con una foto, la bellezza della città.
Venditori ambulanti fermano passanti di fretta.
Troppa gente, troppo rumore intorno a me.
Forse non esisto neanche io.
I tuoi occhi mi stanno cercando.
Non mi importa di questo mondo.
Continua a rincorrermi.
È l’unica cosa che conta!

 

Luciano Gentiletti con “Er busilli de l’incontrario”

Come Giano, du’ facce e ‘na capoccia,
ciavemo drento er Bene e puro er Male,
‘sta legge ch’è pe tutti… univerzale,
ce fa cresce er busilli ne la boccia.

L’incontrario te scopre quer che vale:
nun godi er frutto si nun c’è la coccia,
nun cerchi pace si nun c’è chi scoccia,
la notte more quanno er giorno sale.

Così a ‘sto monno p’apprezzà l’Amore,
che governa ‘sta favola infinita,
l’omo nun pò fà a meno der dolore.

Senza er pianto che scenne su la pelle
nun t’accorgi der dono ch’è ‘sta vita:
ce vò lo scuro pe vedé le stelle.

 

OPERA VINCITRICE

Patrizia Stefanelli con “Ti scrivo nell’Alto il mio nome”

(A Marina Cvetaeva)

Era altro destino l’incontro d’amore.

 

La vita ha il suo canto

di strada nel buio

– lì dove il nemico si annida

e fende improvviso –

o l’aria, ch’è fuori di noi.

 

Sull’argine d’anima

ci prese Pietà

e avversa fu l’Arte: degli occhi

non volle memoria d’eterno

– sperai la tua mano alla mia

nell’ultimo fiato – e tacemmo

nei versi il “per sempre”.

 

Chissà se mai Rilke sturbò

la sua Poesia che sovente

ci venne magnanima

o cruda sentenza dal sangue.

Chissà.

 

La vincitrice Patrizia Stefanelli sarà contattata via e-mail.

Complimenti alla vincitrice, finalisti e partecipanti!

I nuovi Contest sono online nella Categoria Attualità/Concorsi del Magazine.

 

4 pensieri su “Vincitrice e finalisti della Terza edizione del Contest di poesia “Free Poetry”

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