Terza edizione del Contest nazionale di poesia “Free Poetry” – partecipazione gratuita

“Voce, Musica, Pittura, Poesia…/ con loro, le emozioni rivivono,/ con vigore risvegliano/ il bel ricordo di ogni passato/ che avvolgeva l’anima./ Ogni Talento rappresenta/ un poderoso ritorno/ ai tumulti del cuore/ rimasto inalterato nel tempo/ che, a dispetto degli eventi bui,/ si regala all’Eternità” – “Talenti immortali” tratta da “Pensieri” di Teresa Stringa

Terza edizione Contest Free Poetry 2022
Terza edizione Contest Free Poetry 2022

Regolamento:

1.La terza edizione del Contest nazionale di poesia “Free Poetry” è promossa dalla casa editrice Tomarchio Editore in collaborazione con il portale web Oubliette Magazine La partecipazione al contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

La partecipazione al Contest è gratuita.

Il tema è libero.

 

2. Articolato in una sezione:

A. Poesia (limite 100 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando (a fine pagina web su “Lascia un commento”) indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via e-mail ma nel modo sopra indicato.

Importante: cliccare su Non sono un robot, è un sistema Captcha che ci protegge dallo spam. Per convalidare la partecipazione dovrete anche voi cliccare sulla casella.

Ogni concorrente può partecipare con una sola poesia.

 

4. Premio:

“Free Poetry” vedrà un solo vincitore.

Il premio consiste nella pubblicazione di una raccolta poetica di circa 100 pagine, in modo interamente gratuito per l’autore risultato vincitore.

L’autore vincitore riceverà un contratto regolare di pubblicazione.

L’annuncio del vincitore avverrà a fine agosto 2022.

“Free Poetry” avrà cadenza annuale.

Nel 2020, la prima edizione del Contest ha visto come vincitore il poeta Francesco Paolo Catanzaro con la pubblicazione della silloge “Dal profondo dei nostri sospiri”. Nel 2021 la seconda edizione ha visto come vincitrice la poetessa Antonietta Fragnito con la pubblicazione della raccolta “La rosa, la cosa, l’anarchia del verso”.

 

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando alla voce “Lascia un commento”, è fissata per il 2 agosto 2022 a mezzanotte.

 

Tomarchio Editore
Tomarchio Editore

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta dall’editore Rosario Tomarchio e dallo staff della casa editrice Tomarchio Editore.

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per e-mail: segreteria@tomarchioeditore.it indicando nell’oggetto “Info Contest Free Poetry” (NON si partecipa via e-mail ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la Pagina di Facebook: https://www.facebook.com/Tomarchio-Editore-103044724670916/

 

10. È possibile seguire l’andamento del Contest ricevendo via e-mail tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvertimi via e-mail”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (Gdpr 679/2016). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

Buona partecipazione!

 

39 pensieri su “Terza edizione del Contest nazionale di poesia “Free Poetry” – partecipazione gratuita

  1. Johanna Finocchiaro
    Dicharo di accettare il regolamento

    Ispirata a Claude Monet – Le ninfee (1907)
    DITA

    Cos’è che sento?
    Osservo le dolci ninfee:
    ci vedo dita.
    Le dita divine di Dio.
    Le dita umane e affascinate dell’artista, conquistate.

    Questi colori fatti d’acido e memoria, veloci.
    Nessun tempo e nessun luogo.
    Il fotogramma di un cuore puro.
    Ecco ciò che sento.

    E la vita, a guizzi,
    che collega le dolci ninfee danzanti tutte,
    gentilmente.
    E la gioia.
    E il giallo che amo e rincorro.

    Ci trovo ciò di cui ho bisogno.
    La confusione nell’ordine naturale.
    Mi chino; troppa luce.
    Ne ammiro di gusto tanta sapienza. Muta.

    Il genio ch’esplode negl’occhi.
    Che dipinge le acque, i laghi, i monti e i loro fiori

    poi,
    tra frenetiche mani e nuvole viaggiatrici.
    Che veste infine noi,
    di quiete.
    In eterno.

    Il genio, il capolavoro che si materializza, Dio.

    1. angela rosauro
      dichiaro di accettare il regolamento

      Senza rumore

      Di zefiro profumata
      tenera foglia
      ondeggia i suoi verdi
      fin su le chiome più ardite
      per poi lumeggiare lungo gli argini ciottolosi
      di fiumane ancora gonfie
      appena nata e già raminga
      troppo esile che la sua corsa si plachi
      mugghia gagliardo vigore
      il ruggito del maestrale
      presagio d’inverno vicino
      enfia
      ombrosi marosi
      risale indomito oltre la battigia
      serpeggia mulinelli dorati
      striscia trascina sbatacchia
      ritroso granello
      appena bagnato
      s’impenna grandeggia
      sbanda poi fugge lontano
      dove il rimbombo del mare
      è solo ricordo
      pure
      il candido fiocco
      volteggia leggiadro
      le fragili trine tenute dal niente
      sembra galleggi
      al ritmo ansante del gelo di bora
      breve un istante
      fino a svanire di opaco lontano
      così
      le nostre vite
      dentro questi svogliati giorni
      rotolano
      senza far rumore

  2. Thea Matera
    Dichiaro di accettare il regolamento
    WINDSWEPT TREES(Alberi spazzati dal vento)

    Non guardi la bellezza
    che affolta svernate pólle,
    la postilla scritta in ombra
    della “Fantasia di Munari”,
    l’alchimia di silenzi
    in giri di filari,
    l’ottimismo del Balla futurista?
    In te non sussulta la vertigine
    che spezza il solco di catrame,
    nella benedizione di cieli tersi,
    di binari siderali della mente.
    Non riconosci il merito
    di estrosi ritrattisti e saltimbanchi nelle febbrili luci di Montmartre, nelle sfumature oblique
    del faubourg,
    nell’armonia Blu Dodger
    della Metafora,
    dove tremano iridi nei lampioni, dove incontro il senso
    della resa, ai piedi della Croce.

  3. IL TRENO DELLA VITA CON MIO FIGLIO
    —————————————————————-

    La tua mano, piccolissima,
    si perde nella mia

    Ti devo portare nelle strade del mondo

    Mi volto
    Un treno passa veloce, e non si ferma

    Ritorno a guardarti

    La mia mano, tornata piccola, si perde nella tua

    Mi volto
    Il treno ritorna lento, e si ferma

    È ora di andare
    Il treno non puo aspettare le nostre lacrime

    1. INCANTO ETERNO

      Ch’io fui ora non so
      s’è perso
      nella notte dei tempi

      sbocciavano le primule
      nell’abbraccio del sole

      le stelle si tuffavano
      nel mare argenteo
      baciato dalla luna

      un altro colore
      negli occhi solcati
      il tempo non concede

      lo stesso amore
      lo stesso odio
      gli stessi gemiti

      come petali nel vento
      si radunano in pensieri
      e si fermano

      dove si scioglie il nodo
      e la pioggia straripa

      nella sponda dell’anima
      seppellita da ciottoli di rena

      in un nebuloso volo
      che ha ingabbiato un arcobaleno
      nel pozzo dell’eternità.

      Antonella Vara – accetto il regolamento

  4. SINFONIA DEL GIORNO NUOVO
    ( Alla Poesia )

    Vederti uscire al mio desiderio
    da un lampo di turchese
    per mescolarti alla linea
    luminosa del mattino.

    Di smisurata meraviglia
    trovarti in questi versi
    che mi fanno chiudere le palpebre
    dischiudere le labbra

    in una sinfonia quasi d’ estate
    che dopo inverni caduti
    è così leggera nei giri della luce
    fra i campi di lavanda e le nuvole.

    Aspettarti dove il giorno raddensa in giorno
    sulle finestre già aperte,
    attraverso e sopra di me
    il futuro scolpito per l’eterno
    sui profili delle pietre al sole

    sopra il chiaro delle stelle
    del medesimo chiarore
    di questo mio sorridere bagnato
    di brina tra un refolo e il silenzio.

    Saperti ovunque e altrove
    come le voci del mondo
    che vanno e poi tornano
    nel respiro calmo dell’ alba

    come a quest’ ora un amore
    nel sonno lasciato
    ad un velo di foschia
    e al tempo dietro il tempo.

    Di là dai muri, di là dalle guerre,
    saperti qui come la vita attorno
    che rinasce in uno sguardo.
    Inatteso come il profumo dolce dell’aria.

  5. Francesca Santucci

    COME FRA I ROVI IL GIGLIO DELLA VALLE

    Da tempo, ormai, dea del mistero
    ancòra nel mio cielo oscuro orbiti, madre,
    luce e respiro nelle mie notti insonni,
    vento per l’aria nei giorni della nebbia.

    Pensiero palpitante oltre la morte,
    nel cuore inevitabile risiedi,
    placido come si giace la rugiada
    cristallina nel ventre del suo fiore.

    Viva bellezza nella mia solitudine
    fiorisci come il candido mughetto,
    araldo di primavera fra le erbe nascosto,
    alle farfalle ignoto, ma non al chiar di luna,
    che il suo profumo suscita e diffonde.

    Ombra sulla mia anima la tua assenza grava,
    stupore di sogno s’invola il tuo ricordo
    che non cancella il tempo né l’oblio
    e sfolgorante nel silenzio irrompe,
    come fra i rovi il giglio della valle.

    (accetto il regolamento)

  6. Basta armamenti !

    Vorrei sentire qualcuno (finalmente)
    a gridare forte : “basta armamenti” !
    Vorrei vedere i capi di stato
    a fare qualcosa di giusto una volta tanto …
    a ribellarsi … ad arrabbiarsi …
    a incavolarsi come si deve
    contro coloro che creano certe porcherie …
    contro chi ammazza la gente …
    anche (e quasi sempre) quella che non c’entra niente !
    Sentir dire ancora nel duemilaventidue
    che si stanno ammazzando tra fratelli …
    gente sicuramente creata nemica senza ragione
    da un qualcuno senza cuore …
    con in testa solo interessi …
    solo denaro e solo colpi di cannone !
    Qualcuno che addirittura si diverte
    a far demolizioni !
    Poveri noi che concia …
    poveri noi in che mondo viviamo …
    e poveri i nostri giovani … che sono si il nostro “futuro”
    ma che si ritroveranno tra le mani
    un mondo rovinato da un’altra inutile guerra
    voluta da gentaglia che nella testa
    sicuramente non hanno il cervello …
    hanno dentro solamente
    (molto … ma molto sporca)
    cattiveria mischiata con solo ghiaia e terra !

    Accetto il regolamento

  7. L’ASSEDIO

    Lascia che te lo dica
    questo chiasso ostile
    è un ostacolo alla luce
    l’assedio preme ogni pietra

    Ti conviene
    incamminarti nella bruma
    racimolando raggi al crepuscolo
    che sfiora la fresca notte

    Continuare a sperare
    e lasciare scalfitture di unghie
    sulla parete
    non serve ormai
    verremo espugnati prima dell’alba

    Dopo non resterà
    altro che vegliare
    accanto ai solchi
    di un autunno dai semi insonni
    verso un’inutile estate
    di terra orfana di spighe

  8. Rosamaria Manca
    Accetto io regolamento.
    Nemica è la menzogna.

    Arrivi tu, che nel mio petto rimbombi come se si alternassero passi d’uomo, e forte ed incalzante mi spezzi il fiato. Paura, abbandonami, permettimi di alleviare ogni singolo turbamento tramite la scrittura e di deliziare tramite questa dell’autenticità. Come posso adesso trovar pace se non attraverso lei? E come posso trovare verità se ogni ipocrita menzogna mi ammalia? La poesia è l’arte di rivelare preziose verità con le parole, ed io non posso più trovare salvezza se tu mi sottrai da essa.

  9. Diego Civita. Sezione A( Accetto il regolamento)

    “Dell’Amore”
    Non è bastato un nome,
    per sedermi accanto a te,
    Venere e traiettoria dei pensieri,
    son salito sul monte
    e ho ritrovato di te:
    ogni segno,
    ogni gesto,
    degno,…
    d’una natura madre,compagna e amica.
    Hai fermato il tempo
    e congelato il mio sangue
    e insieme siamo andati a dipingere la storia.
    Un epigrafe ti ho giá scritto,
    per sempre…
    sul letto dell’ amore!.

  10. Pastore di sillabe
    Quando le giornate si fanno buio
    l’ombra diserta i confini
    fa voce d’eguale
    mette i raggi al cielo
    perché pedali più in fretta

    Così tu dici
    quante parole restano sospese
    a lacrimare di solitudine
    come nuvole da ultimo si dissolvono
    se non fanno gregge

    Mi spingi
    a diventare pastore
    a riunire le sillabe disperse
    a farne corpo
    per assecondare la luce
    salvare con la bellezza il mondo

    (Accetto il regolamento)

  11. Francucci Sara
    Accetto il regolamento

    COS’E’ UNA MAMMA?

    È la mano che culla il mio lettino adorno di balocchi
    e aspetta lì finché si chiudessero i miei occhi
    cantando sino all’imbrunire nenie d’amore
    avvolgendomi col suo calore.

    È la mano che regge il mondo
    in quest’assurdo girotondo
    se cado mi rialza con quella forza ardita
    e con un bacio portentoso cura la mia ferita.

    È un mirabile esempio di benevolenza e d’umiltà
    perché mi ha insegnato che il saper pregare è la via della felicità
    soprattutto nei momenti di sfiducia
    perché infonde nel cuore la pace infusa.

    È un’ombra che si nasconde nella stanza accanto
    e io le continuo a parlare senza nessun rimpianto
    perché una mamma anche se non la vedi
    è ancora lì ai tuoi piedi.

    Una mamma è colei che vivrà sempre nel cuore di ogni figlio
    con l’eleganza e profumo di un giglio.

    Il sorriso di un figlio è la pace di una madre.

  12. POESIA

    Poesia
    magica parola antica
    agognata
    nelle varie Odissee umane

    Poesia
    parola inedita della Storia
    quando i vagiti
    apparivano lontani

    Poesia
    incanto futuro
    dell’eventuale possibile

    Intanto Poesia
    mi è guida

    Filomena Gagliardi
    (accetto il regolamento)

  13. FUOCHI D’ARTIFICIO

    Un bagliore di luce,
    il rombo di tuono,
    un bianco raggio
    irradia il suo colore,
    e come corolla
    nel cielo si apre,
    rapido passaggio.
    Se non trovi la parola
    nella notte serena,
    cerca un bagliore,
    un fragore di tuono
    un raggio verde,
    lungo, abbagliante
    che il buio disperde,
    e uno rosso a seguire
    in fuga improvvisa,
    cascata brillante,
    meteora nel cielo,
    regnante.

    Paola Cuneo
    Accetto il regolamento

  14. DOLCI RICORDI

    Oggi m’illumino di dolci ricordi,
    ricordi meravigliosi del mio Paese:
    Vizzini, bellissima cittadina
    dove è nato Giovanni Verga,
    anche il mio bisnonno si chiamava
    Giovanni Verga e una volta si sono incontrati
    a Vizzini e sono rimasti amici.
    Vizzini, con la mia stupenda famiglia.
    Mio papà, bravissimo musicista d’Opera,
    faceva concerti in tutta la Sicilia,
    anche con la banda in tutte le belle feste
    del nostro amatissimo Paese!
    Mia mamma, sempre elegantissima e bellissima,
    mi comprava sempre tanti bei vestiti,
    scarpe, borse ecc. ecc.
    Mio papà mi riempiva di libri, riviste,
    occhiali da sole, profumi e creme per il viso.
    Eravamo felicissimi,
    mio papà era il capo del pastificio,
    che forniva pasta buonissima
    in tutta la Sicilia e parte dell’Italia.
    Io per amore ho lasciato tutto,
    la scuola, i miei genitori,
    due fratelli, uno di sedici anni
    e uno di quattro anni.
    Siamo partiti per l’Australia
    in viaggio di nozze nel 1964
    e siamo ancora qui.
    Siamo ritornati tante volte,
    dopo un anno ci siamo comprati la casa
    e ormai la nostra vita era a Melbourne.
    I miei bambini non volevano tornare a casa,
    amavano tantissimo i miei genitori
    che gli compravano tutto
    e li portavano sempre a farli divertire,
    ma siamo ritornati sempre qui,
    nonostante il pianto dei nostri bambini
    che non volevano lasciare
    i carissimi nonni e gli zii!
    Ho sempre pianto per i miei tesori lontani!
    La lontananza è un dolore incredibile!

    (Accetto il regolamento)

    1. POLO ANDREA
      ACCETTO IL REGOLAMENTO

      MI CADONO DENTRO LE FOGLIE
      Mi cadono dentro le foglie
      e quando fiorisco
      Non se ne accorge nessuno
      in questo autunno del cuore
      piove così tanto adesso
      il dolore delle madri
      su entrambe le sponde
      salici in ginocchio lungo i fiumi
      con le mani nell’acqua
      per sentire l’ultima volta
      il sangue dei loro figli
      morti in battaglia che scorre.
      ANDREA POLO

  15. PRIMAVERA NELL’ ARIA
    Primavera nell’aria
    sulle ali del vento
    arriva mite e bonaria
    e il mondo, contento,
    le spalanca i suoi regni
    mentre sui rami degli alberi
    lei traccia disegni
    di fiori candidi e teneri
    come pensieri fatati
    da ammirare incantati
    Primavera nell’ aria
    ha passi timidi, esitanti
    ma una bellezza straordinaria
    e profumi e colori, tanti
    che riempiono gli occhi
    come nitidi e abbaglianti
    raggi di sole su mille specchi.

    accetto il regolamento

  16. Luciano Tarasco. accetto il regolamento

    ALLORA

    Allora non posso scordare
    quando sei stata qui
    ho visto gli oggetti spostati
    i miei occhi guardavano altrove
    disciolti nel letto del fiume
    mi hai mostrato il bagliore
    di pietre trasparenti nell’acqua
    ed ho allungato la mano
    come la pinna di un pesce
    a cercare il tuo sorriso
    sopra i filari del sole
    dove sembravi fuggire
    forse sulle ali di un cigno
    forse sulla dorsale di un satellite
    con quelle grandi antenne d’insetto
    come pertiche sulle quali m’arrampico
    invano

  17. SERENATA
    per il 79° di mia moglie

    Tremolante moccolo ormai di candela,
    se fossi Paride, solo a te darei la mela.
    Berlusconi? Uno sull’altro, cento milioni.
    Massimo Bottura? Una cena al chiaro di luna.
    Un giullare medievale? A più voci, un madrigale.
    Atropo, fra le Moire assassine? Una vita senza fine.
    Se poi fossi Renzo Piano e avessi potere,
    contro tutte le norme da osservare,
    una casa ti costruirei, sulla scogliera,
    a meno di un metro dalla riva del mare,
    con una grande veranda scoperta, dalla quale
    lanciare l’amo innescato per pescare,
    e la sera guardare affacciati le lampare
    lontane luccicare,
    accanto a un vecchio grammofono
    pieno di vecchie tue canzoni,
    da ascoltare secondo le emozioni:
    …un gusto un po’ amaro di cose perdute,
    di cose lasciate lontano da noi.
    E se infine fossi Argo, con l’aiuto di Atena
    ti costruirei una grande barca a vela,
    con la quale entrare nei porti che sognavi, e approdare
    a Corinto, a Epidauro, a Rodi, a Mitilene …
    e qui domandare dei posti dove si mangia bene,
    servita da Apollo in persona come cameriere.
    E dopo cena via a ballare su una rotonda
    del litorale del mare Egeo, tra i lampioni
    del lungomare, insieme alle figlie di Nereo.
    Ma non sono che un barbone, un miserabile
    straccione, vedo bene che ti accontenti
    di una serenata senza strumenti, sconclusionata,
    non suonata e non cantata sotto la finestra
    come si conviene,
    come fa un degno amante all’innamorata,
    lo so che ti basta il semplice saluto
    della mia anima maldestra,
    tanto tanto tanto spaventata.

    1. “Quarantena”

      Caffè bollente
      e solo una tazzina
      “ guarda che si fredda”
      così
      m’abbracci
      ti mando un bacio
      “lascia un poco aperto”
      che senta i passi
      il gatto
      il pane appena sfornato.

      – accetto il regolamento

  18. Vincenzo e Mara
    (Monia Minnucci- Dichiaro di accettare il regolamento)

    E mi si ferma l’anima,
    non più tu a battermi nel cuore,
    io, il tuo alito,
    tu, la mia pelle,
    noi, l’amore dentro la carne,
    la bellezza dentro,
    dal momento in cui il cielo m’ha trafitta.

    Quella speranza, che io non sono,
    con morbide lettere ha costruito un nome,
    e tu, in me, ma lontano,
    così nascosto da poterti solo sfiorare.

    Il primo gioco segreto,
    con le mani mi carezzavo aspettando l’attesa,
    così certa di vita,
    così sottile luce,
    ma tu,
    difficile da trattenere,
    del paradiso ti sei fatto raggio
    nel distacco impossibile del sangue.
    E vorrei tenerti in grembo come un fiore.

  19. NADIA TURRIZIANI

    L’Amore

    Una piccola finestra
    sul cortile del nostro amore
    cattura immagini d’altri tempi
    e sensazioni di antichi sapori.
    Gorgheggiano i nostri cuori
    all’unisono
    e zampillano i nostri occhi
    colmi d’amore.
    Detesto la cattiveria altrui
    propensa a giudicare
    a titolo gratuito
    l’unione indistruttibile
    che incatena i nostri cuori.
    Gli anni di differenza
    per loro un abisso insormontabile
    sono per noi
    amanti e complici
    solo il completamento
    al nostro essere
    di uomini e amanti.
    Possa il nostro amore
    essere d’esempio
    affinché
    i cuori gelidi e insensibili
    degli uomini
    possano finalmente intiepidirsi.

    – accetto il regolamento

  20. COSA RESTA
    Si disperde tra le dita la vita
    come sabbia sulla battigia
    raggiunta dal vento.
    Si eclissa tra gli anfratti
    levigati dall’acqua sulla costa.
    Si infrange come spuma
    sulle rocce e si dissolve.
    Dentro la terra ogni
    cellula del corpo svanisce.
    Si converte in polvere sottile
    in cibo che nutre
    lo stormire di foglie caduche
    che accolgono passeri più effimeri
    delle nostre membra evanescenti.
    Tutto ci sopravvive.
    Il cielo resta immutato
    al nostro scomparire.
    La terra ci accarezza e
    torna a farsi grembo
    per le nostre ceneri impalpabili.
    Si dissipa in un batter d’ali
    l’involucro di questo spirito
    indomito
    e resta un flebile fruscio
    che migra in un filo d’erba nuovo.
    Incurante dei nostri spasmi
    di visibilità
    il cammino- schivo -ricomincia
    senza il nostro consenso.
    (G.Mastromarco)
    poesia di Grazia Mastromarco
    Accetto il regolamento

  21. A TE

    Sei il mio tramonto in riva al mare.
    Sei l’aria di primavera.
    Sei il mio buongiorno.

    Sei il mio sentiero tra gli alberi,
    il mio rifugio,
    la mia sorgente.

    Sei la carezza del vento.
    Sei neve silenziosa.

    Sei sogno e canto,
    notte stellata
    e rugiada delicata.

    Sei la mimosa in fiore.
    Sei il melograno attraente
    e il primo grappolo d’uva.

    Sei il tempo
    che mi si poggia addosso
    modellandomi.

    Sei tutte le emozioni che vorrei vivere.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

    1. La nuova voce

      Settemila anni fa
      non c’era la scrittura
      ma esisteva la parola
      nessuno poteva rubare all’amante
      i versi che fluivano
      fuggendo come turchesi
      dal filo che li univa

      I primi segni contarono
      e compilarono
      diversamente dalle pietre scheggiate
      che disegnarono subito
      i fianchi delle donne.
      Ma ora la parola udita
      era anche vista

      Come un attore
      La linea cambiò nuovamente ruolo
      Fece diventare la mano voce

      Dopo un po’ di tempo
      l’amante capì la voce visibile
      ora c’era, lo aspettava
      pronta a portare i suoi versi a tutti
      non solo all’amata

      -Accetto il regolamento

  22. Spostamenti consentiti
    per “attività motoria all’aperto”

    Oltre una sbarra di ferro
    Arrugginita,
    Tra due quartieri
    diresti pasoliniani,
    un sentiero ti porta
    verso un luogo che non
    è un luogo,
    in un parco che non è
    un parco,
    dove c’è un bosco
    che non è un bosco,
    un rovo che non è
    un rovo.
    Tra il fango in un canneto
    ridono gialle ginestre
    s’insinuano bianche
    le pratoline
    e il lockdown dice:
    “non ti scordar di me”.
    (Roma, primo giorno di primavera 2021)

    Accetto il regolamento

  23. Il diversismo poetico

    Quella che narrare voglio stasera
    è la favola di un sogno antico
    nella speranza che divenga vera
    e ci riconsegni un mondo amico.

    A nulla serve sennò poi il sognare
    in notti uguali ma sempre magiche
    ove s’annulla il lento divagare
    nel rimembrar di storie fantastiche.

    Come un cantastorie compongo rime
    per calmare il mio demone inquieto
    spiccando voli fin sull’alte cime
    sfiorando nubi timoroso e lieto.

    Come fiori esili e profumati
    ci doniamo docili alle farfalle
    per esser qual fragranze trasportati
    incontr’ogni collina monte e valle.

    Il nettare nell’aria si dissolve
    mentre l’amore potrebbe spiegare
    come un vetusto scritto che risolve
    il significato della parola amare.

    Sarà forse tutta pura fantasia
    che con tenerezza va oltre la realtà
    oppur mera illusione o utopia
    che allontana dalla quotidianità.

    Forse son’io che sento il bisogno
    di qualcosa di nuovo nell’esporre
    al continuo mutare dell’ingegno
    che in mio soccorso talor’accorre.

    Potrà sembrare una fiaba strana
    che di tutto parla e non dice niente
    ma è questo il mistero che dipana
    ciò che proviene dall’astrusa mente.

    (Accetto il Regolamento)

  24. Miriam Bruni
    Accetto il regolamento

    “Dodecasillabi sotto-chemio”

    Una poesia per intero? Sono giorni
    che non la scrivo. La stanchezza mi vive
    aggrappata – più di un nugolo di figli
    alla coniglia. E a breve avrò un seno
    in scatola, e capelli finti, di fibra
    sintetica. Ma la luce e l’amicizia
    mi distendono la fronte – facendomi
    beata. Alle vene già chiedo di essere
    brave nelle prossime settimane. Ma
    le recisioni più lunghe da guarire, 
    le asportazioni più dure da accettare,
    non riguardano ciò che stava sopra,
    bensì dentro il cuore.

  25. Mariupol (Ukraine)- marzo 2022

    Soffro con te
    insieme ai tuoi logaritmi mentali,
    sul cuscino di cotone a fiori
    dove appoggi le ciglia finte
    di un recentissimo passato.

    E’ l’ora della guerra.

    Le bombe esplodono
    a distanze sempre più vicine,
    il sibilo assassino mi contorce le budella.

    Vorrei scappare nella notte fredda
    col mio colbacco d’aviatore
    e l’uniforme lisa accartocciata sotto il letto.

    Non c’è più ragione per vivere o morire,
    il mio domani si perde fra le stelle,
    annientato da futili pretesti e falsi arrivederci.

    Il pensiero sorvola ormai le nostre teste
    per cadere poi sconfitto
    nelle trincee delle nostre atrocità.

    Accetto il regolamento

  26. Simone Turri
    dichiaro di accettare il regolamento
    AMORE AD ALTA QUOTA

    Il viaggio più bello è l’amore
    Assapori ogni attimo di questo straordinario sentimento
    Vivi ogni istante come fosse unico, come fosse l’ultimo
    Vorresti toccare il cielo con un dito, se potessi
    Vorresti correre come la luce, se potessi
    Vorresti fermare il tempo, se potessi

    Il viaggio più bello è l’amore
    Sali ad alta quota per le vie infinite del sentimento
    Vedi ogni aspetto come fosse idilliaco, perfetto
    Vorresti invecchiare mai, se potessi
    Vorresti gridarlo all’universo, se potessi
    Vorresti esplodere di felicità, se potessi

    Il viaggio più bello, lo so, è l’amore

  27. Nicola Matteucci
    Dichiaro di accettare il regolamento

    SCHEMI

    Cosa mi sta sbaragliando?
    Il brontolio di mille stomaci,
    ruminando e ruminando?
    Il vezzeggiare delle pagine vuote?
    Sta arrivando il solito tsunami:
    son bimbi o gabbiani a gridarlo?
    M’impalano sensi di colpa antichi,
    la crudeltà dello spremiagrumi.
    Rifuggo circolare
    in questi miei noiosi universi
    dove i pianeti
    son sassolini nella scarpa fradicia.
    Lineare passo da questo a quello,
    al da fare e non fare
    in nome di gogne e pomodoricidi.
    Volo via con quest’odore di limonene e carvone:
    non si vede, che peccato!
    Ma è ancora notte:
    il preciso cosmo dei vestiti sulla sedia
    mi suggerisce
    quanto sia pericoloso pensare ora.

    1. Giovanna Fracassi

      Accetto il regolamento

      Ci sono amori

      Ci sono amori
      che nascono per una sola stagione
      giacciono poi dimenticati
      oppure sembrano sopiti
      dormono nelle illusioni
      e s’inerpicano con coraggio
      sui sentieri più sconnessi della vita
      senza neppure una meta.

      Ci sono amori
      che si cercano senza saperlo
      si vogliono scordare
      e invece restano
      nei viaggi immensi e profondi
      sulle onde intermittenti dell’anima

      e s’odono appena
      come un’eco lieve
      proprio quando il cuore
      trema di sgomento
      e di solitudine
      o palpita d’emozione.

      Ci sono amori
      che improvvisi ritornano
      si riconoscono
      e di nuovo si scelgono
      per quel per sempre
      finalmente pronunciato
      a fior di labbra
      sul ciglio dell’eternità.

  28. Sorvolo
    In cerca delle parole
    che mi facciano volare
    io e te in mezzo al mare
    come due gabbiani che
    sorvolano dall’alto.
    Silenzi assordanti e
    rumori silenziosi
    si incrociano come le onde
    che confondono i nostri pensieri.
    Ahimè io povero in questo mondo
    mi giro intorno
    ho paura di trovarmi solo con il vento.
    Quelle pietre che hanno segnato il mio cammino
    In cui sono inciampato
    siano pietre miliari per il prossimo
    per indicare quanto dista la pace,
    quell’oasi d’amore
    che in questo deserto di sabbia
    si desidera come il sonno
    dopo lunghe fatiche,
    come si desidera l’arcobaleno
    dopo la tempesta
    e la pioggia dopo l’aridità.

    Accetto il regolamento
    Alessio Asuni

  29. Accetto il regolamento
    Ti scrivo nell’Alto il mio nome
    (A Marina Cvetaeva)

    Era altro destino l’incontro d’amore.

    La vita ha il suo canto
    di strada nel buio
    – lì dove il nemico si annida
    e fende improvviso –
    o l’aria, ch’è fuori di noi.

    Sull’argine d’anima
    ci prese Pietà
    e avversa fu l’Arte: degli occhi
    non volle memoria d’eterno
    – sperai la tua mano alla mia
    nell’ultimo fiato – e tacemmo
    nei versi il “per sempre”.

    Chissà se mai Rilke sturbò
    la sua Poesia che sovente
    ci venne magnanima
    o cruda sentenza dal sangue.
    Chissà.

  30. Mantovani Gabriella
    Accetto il Regolamento

    LA FIAMMA DELLA TUA ANIMA
    Dedicata a Edgar Allan Poe

    Non ti conoscevo ,
    Matthew m’ha parlato di te
    in un mattino di primavera
    ho incontrato il tuo fantasma,
    ha preso forma e vita
    ed io t’ho veduto:
    il tuo viso scarno e pallido,
    lo sguardo vivo,
    i capelli scompigliati,
    ingessato in un abito
    vecchio ma non logoro
    come un’ombra
    uscito dalle pagine d’un libro.
    T’ho riconosciuto
    ho visto il candore machiavellico
    dei tuoi pensieri
    macchiarsi d’ardore
    e nel guizzo dei tuoi occhi
    ho visto ardere
    la fiamma della tua anima.
    Voglio provare ad immaginarti
    nell’ultimo frammento della tua vita
    dove hai lasciato ai posteri
    misteri e quesiti irrisolti
    riconciliato nei tuoi pensieri
    con l’universo.

  31. Immagini di strada.

    Un uomo corre alla stazione.
    Due sguardi tristi si abbracciano per l’ultima volta prima dell’addio.
    Un bimbo piange.
    Un vecchio, dimenticato dal mondo, tende la mano per qualche centesimo.
    Una folla di rumorosi turisti, rubano con una foto, la bellezza della città.
    Venditori ambulanti fermano passanti di fretta.
    Troppa gente, troppo rumore intorno a me.
    Forse non esisto neanche io.
    I tuoi occhi mi stanno cercando.
    Non mi importa di questo mondo.
    Continua a rincorrermi.
    È l’unica cosa che conta!

    – accetto il regolamento

  32. Porto insicuro

    Son l’uomo del caffè macchiato freddo
    l’impulso che tracanna a tutto fiato
    un cocktail poco alcolico amaranto
    dischiuso sotto il cielo a gocciolare.

    Impronte di bicchieri zuccherosi
    volano via col soffio della sera
    dal mio Porto insicuro sotto vento
    dall’angostura che langue e non dilaga
    a formidabili amori a crepapelle
    tra i tavoli di briciole e diamanti
    io, come tanti, spazzato dal maestrale
    mi avvio poi verso casa pancia a terra.

    Roberto Marzano (accetto il regolamento)

  33. “NEL METRO SMARRITO”

    Nell’ indifesa perdita
    nella ripresa di respiro
    in questo affondo vita
    dal giro occhi allo scolpito
    essere nudo marchia
    sangue.
    Questo senso immediato
    nel limite del lontano
    apprendo nostalgia.
    In questa pura verità
    affondo pelle.
    Approva la mia inquietudine
    dallo stelo che non cammina.
    Nel primo dove
    Sotto fa da base a sopra.
    Nella prima corsa al profumo
    sentirò passi di germoglio.

    – accetto il regolamento

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