“Qualunque fiore tu sia sboccerai” di Daisaku Ikeda e Lou Marinoff: scopri il tuo filosofo interiore e trasforma la tua vita

“Non è certamente esagerato affermare che la mancanza di una filosofia che funga da guida sia la causa fondamentale dell’impasse nella quale si trova il mondo oggi. Una società senza filosofia è come un edificio privo di una struttura solida: anche se splendidamente e riccamente decorato all’esterno, è destinato inevitabilmente a crollare quando viene colpito da tempeste e terremoti.”[1] .

Qualunque fiore tu sia sboccerai di Daisaku Ikeda e Lou Marinoff
Qualunque fiore tu sia sboccerai di Daisaku Ikeda e Lou Marinoff

Già dalle primissime battute de “Qualunque fiore tu sia sboccerai“, il filosofo giapponese Daisaku Ikeda (fondatore e presidente della Soka Gakkai International) enuncia quello che sarà alla base dialogo tra lui e il filosofo Lou Marinoff (uno dei maggiori consulenti filosofici al mondo, fondatore dell’Associazione Americana dei Terapisti Filosofici), dialogo che si articolerà in sedici conversazioni, che saranno di fatto i capitoli del libro.

Tutto parte, dunque, da una mancanza, un po’ come vediamo nel Simposio platonico, parlando di Eros: manca uno stimolo non soltanto per far fronte agli ostacoli personali, ma soprattutto per fa sì che ognuno (ri)trovi la propria forza interiore; del resto, questa mancanza si riflette non soltanto nel singolo ma, amplificata ed interconnessa, nell’intera società.

Ikeda e Marinoff concordano su un punto fondamentale: il significato e la realizzazione di sé e della propria esistenza non si trovano fuori di sé e ciò, puntualizza Marinoff, è possibile trovarlo attraverso il dialogo, attraverso una filosofia che si fa pratica.

Ma affinché il dialogo schiuda le sue potenzialità è necessario che si promuova una cultura dell’apprendimento sin dalla scuola: “Il desiderio naturale di apprendimento dello studente non potrà mai essere esaudito, se l’insegnante insisterà nell’usare un metodo di insegnamento unilaterale, mirato a inculcargli delle nozioni. […] Il ruolo dell’insegnante è quello di offrire stimoli e incoraggiamento, infondendo negli studenti fiducia in se stessi, così da poter diventare indipendenti nella continua ricerca del sapere”[2], ricerca che, naturalmente, mai perde di vista la verità, qualunque difficoltà si possa incontrare.

Ritrovare le proprie potenzialità innate e svilupparle è importante anzitutto per affrontare i problemi e le sfide del mondo di oggi, “quali la povertà, la carenza di cibo, i danni ambientali e i conflitti internazionali”[3], oltre che l’impatto che ha la tecnologia sulle nostre vite. La tecnologiaè essenzialmente una dimostrazione del valore intellettuale umano. Il problema cruciale è se sia accompagnato dalla saggezza di utilizzare la tecnologia per la felicità degli esseri umani[4] . La tecnologia, tuttavia, ha avuto come effetto più evidente la perdita di connessione non soltanto tra gli esseri umani, ma anche dell’uomo con la natura. Riguardo alla vita umana considerata in se stessa, la tecnologia (o forse sarebbe più giusto usare il termine “tecnocrazia”, come fa Marinoff) “ha istituzionalizzato sia la nascita che la morte, sottraendo alle famiglie il privilegio di vivere in modo naturale il prezioso inizio e la preziosa fine[5] : si è gradualmente perso il confronto con la nascita e con la morte, quindi con la vita stessa nei suoi aspetti fondamentali.

Senza nulla togliere ai progressi scientifici, che hanno salvato e salvano sempre più vite umane, la tecnologia ci pone dinanzi l’interrogativo riguardo al vero significato della vita e della morte.

Dal punto di vista etico, non si può non rilevare che il nostro sviluppo etico-spirituale non si è evoluto di pari passo con lo sviluppo tecnico-scientifico: l’avidità e l’aggressività, in particolare, avvelenano la società.

Come fare per affrontarli?

Il buddismo insegna che il superamento dell’ignoranza è la via per risolvere, al suo livello più fondamentale, le sofferenze della vita e della morte. In altre parole, abbiamo bisogno di deviare l’energia manifestata in avidità egoistica e in collera verso la prosperità universale e la felicità, e di trasformare l’energia della stupidità in una vita al servizio degli altri[6]. Questa società, infatti, pur nella sua ricchezza di beni materiali, impoverisce sempre più lo spirito, con tutto ciò che ne deriva soprattutto per le giovani generazioni: una delle conseguenze sotto i nostri occhi è il bullismo. Alla base di quest’ultimo “vi è l’assenza di sani valori morali, etici e di carattere, l’assenza di ‘virtù’ oppure del “bene” nella società adulta”[7].

A fronte di tutte queste problematiche, centrale è il concetto di “guarigione”: quest’ultimo termine sta ad indicare il ristabilirsi di uno stato di salute. Ma cosa è la salute? “L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come uno ‘stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattie oppure di infermità’”[8]. Tuttavia, anche se si possiede il benessere fisico, siamo quotidianamente esposti a tutta una serie di afflizioni interiori e all’infelicità: come liberarcene e poter così vivere appieno?

Daisaku Ikeda e Lou Marinoff
Daisaku Ikeda e Lou Marinoff

Tutti possediamo una potenzialità interiore illimitata. – Secondo me, condurre una vita veramente sana consiste nello sviluppare al massimo le proprie potenzialità individuali, creando allo stesso tempo valore per gli altri e per la società[9], queste le parole di Daisaku Ikeda.

Tuttavia, aggiunge Lou Marinoff, non si può iniziare il processo di guarigione se manca la consapevolezza delle proprie potenzialità interiori, dalle quali dipende la loro salute; sorge però la domanda su come si possa acquisire una comprensione profonda della propria condizione attuale: “L’Io non può veramente conoscere se stesso, eppure può illudersi. I vincoli alla malattia egoistici si autoingannano e si autocreano, mentre il Non Io emana generosamente sollievo. La vera trasformazione vitale è perciò dall’Io al Non Io[10]. Dunque, non alimentare l’Io, anzi.

Fondamentale, in questo processo di guarigione, è il dialogo:Il dialogo svolge un ruolo importante nella guarigione, sia nelle sessioni di counseling che negli incontri di gruppo.

In primo luogo, incoraggia le persone a esprimersi permettendo loro di esternare il proprio malcontento emotivo e di concettualizzare le circostanze. In secondo luogo, il dialogo consente interpretazioni alternative e riformulazioni costruttive di tale malcontento e delle circostanze che lo hanno provocato. […] In terzo luogo, il dialogo apre uno spazio riflettente e libera le persone dai fardelli emotivi e concettuali che solitamente devono sostenere: tutto ciò porta alla guarigione[11]. Tuttavia il dialogo, perché sia realmente efficace e costruttivo “deve essere uno scambio tra pari che si fonda sul riconoscimento dell’umanità condivisa”[12], secondo Daisaku Ikeda.

Non si creda, nondimeno, che non possa esservi complementarietà e confronto tra filosofia greca e le filosofie orientali: “Sia le filosofie orientali che quelle occidentali lottano per articolare verità fondamentali sugli esseri umani, sul nostro posto nel mondo e sul nostro posto nel cosmo[13], come sostiene Lou Marinoff, il quale però avverte che, da solo, il pensiero non è sufficiente se ad esso non si unisce la pratica delle virtù.

A proposito di quest’ultimo punto, tutte le riflessioni sulla virtù, sia in Occidente che in Oriente, sono nate in periodi di crisi e tutti i più grandi filosofi hanno sempre messo in pratica ciò che insegnavano, anche sacrificando la propria vita, come ad esempio Socrate. Ora, ciò che tutte le virtù hanno in comune, sostiene Marinoff, “è l’idea guida che la natura umana sia malleabile. Poiché la natura umana è essenzialmente e universalmente la stessa – diverse lingue, credenze, usanze e culture che denotano solo diversità esteriori – tutte le virtù devono essere comuni all’intero genere umano”[14].

La mancanza di una solida filosofia di vita, per tornare al tema di apertura di questa recensione, ha come altra conseguenza il fatto che le persone temano la morte e quindi questa paura impedirà loro di vivere serenamente e in maniera fruttuosa la vita: “Solo attraverso una buona vita, vissuta confrontando direttamente la realtà della morte, noi possiamo rendere soddisfacente e fruttuoso il nostro tempo qui sulla Terra. Questo dovrebbe essere l’obiettivo della fede e della pratica religiosa”[15]. Nondimeno, una filosofia che metta al centro il valore della vita è la chiave che permetterà di costruire una società in cui gli uomini e le donne sono bilanciati e in armonia.

Ma come potrebbe la filosofia porre al centro il valore della vita se non riconoscesse la visione del mondo di ogni singola cultura? Del resto, avere rispetto delle varie culture e delle varie tradizioni aiuta enormemente a compiere il primo passo verso una società nuova, una società in cui il dialogo e il rispetto siano ai primi posti.

Un testo autenticamente e squisitamente filosofico, poiché è un dialogo tra due importanti filosofi della nostra epoca, Daisaku Ikeda e Lou Marinoff.

Che cosa c’è, infatti, di più filosofico del dialogo? La filosofia, infatti, dalle sue origini si è evoluta nella forma dialogica e non soltanto in Occidente: pensiamo ad esempio ai Dialoghi di Confucio.

Il dialogo è uno scambio vivo (e sottolineo “vivo”) di idee e visioni del mondo: un laboratorio in costante crescita, una fucina sempre viva di idee. La filosofia è lo stesso: non un sapere già dato in precedenza, confezionato e immutabile, ma un sapere che si costruisce istante dopo istante e ogni passo del suo farsi ha il suo significato in se stesso e per se stesso, nell’ottica presente e nell’ottica futura.

Un dialogo tra Oriente e Occidente con, sullo sfondo, l’umanità e una società che ha bisogno di senso, per il presente e per il futuro. Un testo che non smette mai di ispirare nei momenti di dubbio, quando la vita ci appare senza un senso, senza uno scopo, senza un domani.

Noi siamo il domani, se scopriremo le migliori e più fruttuose potenzialità insite in noi stessi.

 

Written by Alberto Rossignoli

 

Bibliografia

Daisaku Ikeda – Lou Marinoff, “Qualunque fiore tu sia sboccerai. Scopri il tuo filosofo interiore e trasforma la tua vita”, Edizioni Piemme, Milano 2014

 

Note

[1]    Daisaku Ikeda – Lou Marinoff, “Qualunque fiore tu sia sboccerai. Scopri il tuo filosofo interiore e trasforma la tua vita”, Piemme, Milano 2014, p. 6.
[2]    Ibidem, p. 35.
[3]    Ibidem, p. 56.
[4]    Ibidem, p. 58.
[5]    Ibidem, p. 63.
[6]    Ibidem, p. 69.
[7]    Ibidem, p.81.
[8]    Ibidem, p. 88.
[9]    Ibidem, p. 95.
[10]  Ibidem, p. 108.
[11]  Ibidem, pp. 120-121.
[12]  Ibidem, p. 140.
[13]  Ibidem, p. 151.
[14]  Ibidem, pp. 164-165.
[15]  Ibidem, p. 200.

 

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