“L’Atlante delle donne” di Joni Seager: la situazione femminile nel mondo

“Amo il mio corpo, e non ne cambierei nessuna parte. Non sto chiedendo anche a voi di apprezzarlo. Vi sto solo chiedendo di lasciarmi essere me stessa. Perché il mio aspetto potrà influenzare un’altra ragazza, e voglio che si senta bene con se stessa.” – Serena Williams

L’Atlante delle donne di Joni Seager
L’Atlante delle donne di Joni Seager

Non è vero, come canta la Mannoia, che noi donne siamo “dolcemente complicate” e “sempre più emozionate”. O almeno non solo. Noi donne siamo persone innanzitutto e, in quanto tali, detentrici di diritti.

Che siano dai più banali, come quello “di fare pipì”, a quelli più sofisticati, come il ricoprire ruoli di potere, tali diritti ci appartengono. Almeno in linea di principio.

Poiché però, de facto e de iure, le cose cambiano da realtà a realtà e da latitudine a latitudine, è bene assumere una consapevolezza in materia, in quanto senza conoscenza non può esistere possibilità di cambiamento.

A questo giovano anche le buone letture, in particolare quelle firmate dalle belle case editrici, come la Add editore, sempre attenta alla trattazione di tematiche di ampio respiro.

Nella fattispecie vorrei segnalare il saggio L’Atlante delle donne scritto da Joni Seager, professoressa nonché geografa della Bentley University, nel 2018 e tradotto in italiano dalla casa editrice torinese nel 2020.

Il saggio costituisce, inoltre, un’ulteriore conferma del fatto che la geografia, ormai da tempo considerata la Cenerentola nella scuola italiana, è invece una disciplina fortemente formativa, nonché una chiave di volta fondamentale per chi voglia studiare e interpretare l’attualità.

Il manuale, corposo ma di agevole consultazione, si propone di essere, come si legge nel sottotitolo, “la più aggiornata e accurata analisi di come vivono le donne nel mondo”.

Dopo un’introduzione, la docente affronta il femminile in nove capitoli tenendo conto come nel mondo le donne vengano considerate in base a questioni più generali (discriminazione, rapporto tra sesso e genere, matrimoni e divorzi etc…etc…) e più specifiche (il controllo sulle donne da parte della società, il tema della maternità e quello della prole, la cura del corpo e della salute femminili, le questioni del lavoro e dell’istruzione, nonché quelle del potere economico e politico ricoperto dalle donne). Seguono una notevole bibliografia delle fonti e un indice analitico.

La studiosa ammette un complessivo miglioramento della situazione femminile nel mondo: “Dalla prima edizione di questo atlante, pubblicato nel 1968, ci sono stati miglioramenti significativi per le donne”. E tuttavia rimane ancora molto da fare, poiché “nello scorso decennio molte donne in tutto il mondo hanno visto peggiorare la qualità della propria vita”.

L’Atlante delle donne di Joni Seager
L’Atlante delle donne di Joni Seager

E così, ad esempio, parlando di sport, negli USA il calcio femminile ha una forte crescita a partire dagli anni Settanta: “nel 1977 le squadre di calcio femminili erano meno di 3 per 10 scuole. Nel 2014, 9 scuole su 10 hanno la propria squadra di calcio femminile”. E ancora: “Nel 1972, quando il Titolo IX diventa legge, il 90% delle squadre universitarie femminili è allenato da donne; ma con più denaro, più attenzione, e nuove opportunità di lavoro e prestigio, ecco che arrivano i maschi: nel 2017 il numero di allenatrici crolla del 40% circa”.

Alla luce degli attuali fatti relativi all’Afghanistan, fa certamente specie notare quanto scrive l’autrice in merito al 2016, anno in cui “la squadra femminile afgana di ciclismo viene nominata per il Premio Nobel per la Pace per il coraggio e la tenacia nello sfidare le normative di genere”.

Spesso anche nei Paesi considerati tra più evoluti, al mondo, inoltre, fanno capolino mentalità conservatrici e reazionarie: “Nonostante gli Stati Uniti siano costituzionalmente laici, il peso di una visione religiosa conservatrice sta prendendo sempre più spazio nelle politiche relative all’aborto, spesso in modo esplicito, cosa che, sommata all’indifferenza di molti legislatori uomini sul diritto delle donne di controllare il proprio corpo, dà come risultato un costante attacco ai diritti riproduttivi. Poiché l’aborto è ancora legale a livello federale, la battaglia si è spostata nei singoli Stati dove l’aborto non può essere vietato, ma è tuttavia in corso uno sforzo coordinato con l’obiettivo di ostacolarne l’accesso alle donne. Ora anche l’uso dei contraccettivi è sotto attacco”. Altro, ma non meno importante tassello di questo quadro poco rassicurante è “la preferenza culturale per i figli maschi”, ormai o meglio ancora “quasi universale”.

Joni Seager
Joni Seager

Ho provato a dar conto solo di alcune delle fondamentali questioni affrontate dalla Seager in questo suo manuale, che si presenta davvero molto leggibile anche e soprattutto in virtù della sua grafica: scrittura a caratteri grandi, in grassetto e in maiuscolo all’occorrenza, cartine geografiche, mappe, schemi, diagrammi, aerogrammi, legende e didascalie di vario tipo.

Un libro che, secondo me, potrebbe meritatamente essere proposto nelle scuole secondarie quale libro di testo di geografia, intesa come disciplina utile, concreta e altamente educativa.

Ad maiora semper

 

Written by Filomena Gagliardi

 

Bibliografia

Joni Seager, L’Atlante delle donne, tr. it. Add editore, Torino 2020, 208 pagine 20 euro

 

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