“La via dell’ignoto” di Haria: alcune citazioni tratte dal libro edito da Rupe Mutevole Edizioni

La via dell’ignoto” è stato pubblicato da Rupe Mutevole Edizioni nel 2004 nella collana Oltre il confine, la seconda ristampa è del 2009.

La via dell'ignoto di Haria
La via dell’ignoto di Haria

Haria, l’autrice del libro, scelse di vivere sulle montagne ed iniziò a scrivere per poter divulgare una conoscenza antica che, dapprima, si volgeva oralmente ma ora con le nuove tecnologie può essere divulgata con maggiore risonanza.

“La via dell’ignoto” racconta propriamente dell’ignoto, una parola che deriva dal latino “gnotus” e che racchiudeva al suo interno “il conosciuto, ciò che l’uomo sapeva”. L’ignoto, dunque, è ciò che l’essere umano ancora non conosce, qualcosa su cui non si è ancora cimentato, un luogo non luogo nel quale tutto avviene senza tempo.

Haria ci trasporta negli incavi dei castagni per i labirinti dell’ignoto lungo la via per la libertà oltre l’estensità e prima dell’intensità. Un cammino di conoscenza trasversale che diverse donne hanno compiuto e di cui Haria ci racconta le gesta.

Haria cominciò a scrivere del suo cammino di conoscenza per donare la possibilità a coloro che necessitano di accedere alla meraviglia. In pochi anni pubblicò con Rupe Mutevole: “Donne di conoscenza”, “La luce negli occhi”, “Il respiro della bellezza”, “Piante di energia”, “Estensità”, “Anzol”, “La via dell’ignoto”, La mappa delle antiche donne di conoscenza”, “Restare sospese”, “Eventi di bellezza”, “L’altra estensità”, “Castagni e Trasmutazioni”, “Il magico cammino”.

La scelta della casa editrice non è assolutamente casuale, infatti, Rupe Mutevole – fondata lo stesso anno delle prime pubblicazioni di Haria – scelse un villaggio sui monti dell’Appennino ligure-emiliano come sede e luogo dell’attività editoriale.

Si presentano alcune citazioni tratte dal libro “La via dell’ignoto” così da presentare ai lettori la particolarità di prosa e di intenti della nostra autrice, donna di conoscenza.

 

Citazioni tratte da “La via dell’ignoto”

“Ho deciso per l’ignoto un istante prima che l’intensità si aprisse al mio balzo, che non ho spiccato; mi ha trattenuta la spavalda oscurità che definisce la forma dell’incavo che ora mi contiene.”

“Ho fermato il mio tempo, ho percepito l’impeto che pulsa nel legno, ho intuito la solidità di un altro tempo dilatarsi lungo labirinti di forme, e sul mio viso riflesso da successioni di trasparenze che velano il varco sull’incavo leggo i segni della mutazione: sarò corteccia, spessore, rugosità, forma, segno, vuoto.”

“Nell’estensità, luogo di sfide per l’intento, affinai la mia consapevolezza silenziosa; nella luminescenza, luce ed energia dell’incanto, la diressi fino al quadro magico, il varco sull’intensità oltre il quale da tempo Emya era balzata.”

“Se non lasci ciò che ami non lasci nulla, ma se lasci tutto lasci solo un ricordo. In un’èra futura una giovane donna di conoscenza scriverà queste parole, che renderanno giustizia alla sua fuga da un mondo vuoto. Le ho sognate, e le ho fatte mie.”

La via dell'ignoto
La via dell’ignoto

“Quando la bellezza mi accolse dimenticai il mio vecchio tempo; quando scelsi l’ignoto dimenticai la via per la libertà delle donne di conoscenza. Ma non ho rimpianti, e sulla via dell’ignoto ho trovato la libertà di trasmutazione: condividere l’intento del castagno conservando il mio intento umano.”

“L’ignoto assorbe la mia trasformazione e non la riflette, ma so che qualcosa del mio antico aspetto sopravvive impresso nelle forme del castagno.”

“Ora il mio corpo è una forma incastonata nel varco sulla limpidezza, la cristallina realtà che si estende oltre lo strato alle mie spalle, l’ultimo significatore della profondità, il più complesso.”

“Per ère, attraverso i multiformi strati nell’incavo, il mio respiro è stato compagno del mio intento; ora è pura energia della profondità e guida della mia consapevolezza silenziosa.”

“Non barattai l’intensità con l’ignoto, fu l’ignoto ad attirarmi; la mia unica scelta fu abbandonarmi ai lemmi della profondità, poiché raggiungere la limpidezza non era il mio fine.”

“L’ignoto rivela trame imprevedibili, lemmi paralleli che concepiscono altri accessi, altri possibili percorsi. Perché l’ignoto, come la via per la libertà, ammette l’alternativa della scelta.”

“Poi compresi: l’ignoto era l’energia incondizionata dell’infinito, libera nella sua illimitata complessità; la sua sintesi era il suo stesso intento circolare, cui affidai la mia consapevolezza silenziosa. E così il mio vagare divenne impulso e alternativa.”

“Se in un’èra dell’ignoto anche solo una scintilla della mia futura essenza energetica persisterà, allora il mio destino si sarà compiuto.”

 

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