“Furore” di John Ford: film del 1940 sul disagio sociale, tratto dal libro di John Steinbeck

“Siamo vivi. Siamo il popolo, la gente che sopravvive a tutti. Nessuno può fermarci. Noi andiamo sempre avanti”

Furore di John Ford
Furore di John Ford

Pietra miliare della cinematografia, Furore (The Grapes of Wrath) è indubbiamente pellicola datata, sebbene dal contenuto importante, grazie alla completa attualità di cui gode. Tratto dal libro di John Steinbeck, romanzo dichiaratamente di denuncia, come il contenuto del film, altrettanto di denuncia sociale.

Realizzato nel 1940 dal regista John Ford, nel momento in cui uscì nelle sale cinematografiche, da ricordare che in Italia fu possibile visionarlo soltanto nel 1951 per il suo contenuto ‘troppo forte’, la critica lo guardò con un certo stupore.

Il regista aveva infatti la fama di essere figura del cinema di stampo conservatore, fama che appariva in contraddizione con un film che proponeva uno spaccato dell’America dei primi anni ‘30 e del suo disagio sociale. È quindi un contesto estremamente pesante quello offerto dal film, il quale si sviluppa con una trama ugualmente problematica.

“Non ci vuole coraggio a far qualcosa che si deve fare per forza…”

Il protagonista, Tom Joad, in una eccellente interpretazione dell’attore Henry Fonda, è appena uscito dal carcere in quanto condannato per aver ucciso un uomo durante una rissa, e scopre che la sua famiglia è costretta in condizioni prossime all’indigenza. L’America di quegli anni è ancora vittima della gravissima crisi cha ha visto il crollo di Wall Street del 1929, e il paese vive con enorme malessere la sua condizione seguita alla cosiddetta Grande Depressione.

La mancanza di lavoro porta una disoccupazione dilagante, la cui inevitabile conseguenza è per la popolazione non poter soddisfare i propri bisogni, anche quelli più elementari e necessari alla sopravvivenza.

La fame e la miseria sono onnipresenti in quasi tutte le famiglie, almeno in quelle della gente comune, che non può far conto su di un minimo appezzamento di terra: da fertile che era, è adesso talmente arida da non poter essere coltivata. Ed è proprio di quel misero fazzoletto di terra, una volta di proprietà dei Joad, che la famiglia non può più usufruire, perché espropriato dalle banche.

Impotente a sollevare le sorti dei suoi famigliari, Tom non ha nulla a cui aggrapparsi, e si sente perciò in dovere di fare una scelta dolorosa ma risolutiva.

Abbandonare il proprio luogo d’origine e partire alla ricerca di un altrove diventa un imperativo a cui non può sottrarsi. Un luogo dove trovare un lavoro e provvedere alle necessità più urgenti dei suoi, per superare la crisi che attanaglia la maggior parte della popolazione americana.

Dall’Oklahoma verso l’ovest, là dove la California è ancora una terra dalle mille promesse. Muniti solo di un vecchio camion sul quale caricano le poche cose in loro possesso, e armati di tanto coraggio Tom e i suoi parenti vanno alla ricerca di un posto dove poter ricominciare a vivere dignitosamente.

Furore di John Ford - Route 66
Furore di John Ford – Route 66

Percorrendo la mitica Route 66 intraprendono un viaggio lungo e irto di ostacoli, che sono pronti a intralciare la loro voglia di darsi un futuro alternativo al presente che si lasciano alle spalle. Dopo la morte dei vecchi Joad, la famiglia raggiunge un villaggio, ma per loro le peripezie sembrano non avere fine: non possono sopportare la dura realtà che devono affrontare. Vittime di sfruttamento, sopravvivere diventa per loro un’impresa ardua, così costretti a lavorare in cambio di una paga misera e insufficiente.

Ad aggravare la situazione è un episodio, che più di altri tocca Tom nel profondo e che lo scoraggia, facendogli avvertire una profonda iniquità. Accade quando il suo amico viene ucciso da un poliziotto, a sua volta aggredito e ucciso, anche se involontariamente, dallo stesso Tom.

A quel punto, al giovane non resta che scappare; darsi alla latitanza è l’unico modo per sfuggire a un destino che gli appare sempre più maligno. Anche se nutre ancora la speranza che il futuro gli riservi un po’ di benevolenza.

“Dovunque si lotterà per sfamare gente, io ci sarò”

Parole profetiche che Tom recita alla madre nel momento in cui si deve dare alla fuga.

“La vita rende cattivi, mamma…”

Infine, una sottolineatura a evidenziare il contenuto umano e sociale di una pellicola considerata un must della cinematografia.

Furore è un racconto di pezzi di vita condensati in dettagli dall’apparenza poco significativi, ma fondamentali ai fini della narrazione cinematografica, in quanto danno spazio alle grandi problematiche sociali di quel periodo. E, che fanno di Furore un film documentario, il quale si fa testimone di un frammento di storia americana che sarebbe da dimenticare.

Un documentario che gode dei grandi spazi impiegati in altri film realizzati da John Ford, e realizzato in bianco e nero per dare maggior incisività alle vicende portate sullo schermo.

Realizzato con un linguaggio cinematografico essenziale e duro, il quale mette in evidenza le condizioni tristi e misere dell’America dei primi anni ‘30, tale da farne un manifesto populista ante litteram.

Come il libro, anche il film racconta le vicende in maniera esatta e severa, mostrando le difficoltà che i Joad devono affrontare, e come loro altra gente non appartenente a un ceto sociale benestante. Seppur nel complesso la trama non sia diversa dal romanzo, il film si avvale però di un finale alternativo: quello originale, forse, sarebbe stato censurato.

Furore di John Ford
Furore di John Ford

Nell’epilogo del libro la sorella di Tom, che aveva dato alla luce un bimbo morto, allatta al seno un uomo in sofferenza per mancanza di cibo, nel film, invece, la conclusione è un’altra.

Particolarmente suggestiva è la scena finale, significativa, la quale rappresenta il focus su cui si concentra l’intera narrazione. Ovvero, il viaggio, inteso come fuga dagli affetti e da un’esistenza ostile, quale ultima risorsa di chi non ha altre scelte. Ed è quella in cui Tom si allontana dal suo nucleo familiare mentre un nuovo giorno sta nascendo. Ancora alla ricerca di un altrove, di un posto dove non sentirsi una persona inutile e inadeguata, costretto a difendersi, anche brutalmente, per non essere a sua volta aggredito dagli eventi di una vita tutt’altro che semplice.

“Io non saprò più niente di te Tommy: tu potresti morire e io non lo saprei… e se ti arrestano, chi me lo verrà a dire?”

E, mentre sullo schermo scorrono immagini volutamente in bianco e nero, quasi lo spettatore assistesse alla visione di cartoline d’epoca, non si può far altro che ammirare la realizzazione di un film che ha contribuito a fare la storia del cinema. Seppur racconto drammatico, Furore è pellicola che all’epoca è stato recepito come l’annuncio del New Deal di roosveltiana memoria. E che ha fatto sì che Ford conquistasse l’Oscar e venisse considerato come un regista di primissimo piano.

“Uno non ha un’anima per sé solo ma ha un pezzetto di una grande anima, che è la grande anima di tutta l’umanità…”

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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