Intervista di Filomena Gagliardi a Luigi Quarta: l’aspetto compositivo e l’emozione interpretativa

Innanzitutto, poiché per giudicare si deve aver pratica, per questo, quando sono giovani devono praticare l’arte e astenersene quando saranno diventati più anziani, sapendo ormai giudicare le musiche belle e potendo goderne rettamente in base alle conoscenze acquisite in gioventù.” Aristotele, Politica VIII

Luigi Quarta
Luigi Quarta

Oggi voglio far conoscere ai lettori di Oubliette un musicista che ho avuto modo di conoscere via Twitter dove si firma Luigi Fourth.

La sua musica mi ha aiutato molto in questi mesi difficili della pandemia perché è piena di vitalità, energia, bellezza, colore.

E ringrazio molto Luigi perché costantemente condivide i suoi pezzi su Twitter, rendendoli di tutti!

 

F.G.: Innanzitutto, se non sono indiscreta, Luigi Fourth è un nome d’arte?

Luigi Quarta: No, non è un nome d’arte; “Fourth” è un gioco semantico nato dalla traduzione del mio vero cognome, “Quarta”; per lo più, essendomi affacciato nel mondo dei social da poco tempo, mi sembrava carino trovare un cognome che potesse essere identificato a livello globale.

 

F.G.: Quando hai capito che volevi fare musica? Dove e con chi ti sei formato?

Luigi Quarta: La passione per la musica mi è nata ascoltando i vari complessi musicali che si esibivano nel mio paese; ho cominciato a studiare pianoforte fin dalla giovane età, per poi diplomarmi nel 1979, presso il Conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce, con il maestro Gennaro Sannino; negli stessi anni ho intrapreso anche gli studi di Composizione. Inoltre, ho conseguito il diploma di Musica corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio di musica “N. Piccinni” di Bari, e di Strumentazione per Banda, presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli.

Attualmente sono docente di Armonia, Analisi e tecniche di composizione presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

 

F.G.: Per l’esattezza sei un compositore e anche un musicista?

Luigi Quarta: Sì, sono sia pianista che compositore; tuttavia, gran parte del mio lavoro è concentrato sull’aspetto compositivo, per il quale mi sono affermato nei vari concorsi nazionali e internazionali.

 

F.G.: Quali sono le difficoltà che si incontrano in Italia se si vuole studiare musica? Ci sono anche aspetti positivi?

Luigi Quarta: Sicuramente le difficoltà risiedono nelle prospettive di lavoro; se ad esempio pensiamo che negli ultimi anni abbiamo assistito alla chiusura di diverse orchestre, ciò non aiuta i giovani ad intraprendere questo percorso. Tuttavia, ci sono degli aspetti positivi sullo studio della musica, in quanto essa aiuta a sensibilizzare maggiormente l’animo umano.

 

F.G.: Con i social, secondo te, i musicisti e gli artisti in genere hanno più visibilità? Ed è positivo o negativo?

Luigi Quarta: Sì, indubbiamente con i social i musicisti e gli artisti hanno più visibilità… che poi, se questo aspetto sia da considerarsi positivo o negativo, dipende sicuramente da come viene sfruttata l’opportunità e dal messaggio che si vuole lanciare.

 

F.G.: Ci racconti qualche evento a cui hai partecipato e che ti è rimasto di più nel cuore?

Luigi Quarta: L’evento che mi ha segnato profondamente è stato un progetto da me ideato, che prevedeva la realizzazione di un cd di musica lirica su temi attuali, intitolato “Angeli della musica”. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, con il coinvolgimento di docenti e allievi. In questa esperienza è emerso un grande affiatamento tra tutti i partecipanti, e così ho potuto capire che l’energia buona è il motore della vita.

 

F.G.: Una vexata questio: la musica è razionalità o irrazionalità? O è una domanda mal posta?

Luigi Quarta
Luigi Quarta

Luigi Quarta: La musica, a mio parere, è entrambe le cose; la razionalità è dettata dalle regole che il musicista deve rispettare nel leggere uno spartito musicale o nel comporre brani di vario genere; l’irrazionalità è guidata dalle varie emozioni e dalla libertà interpretativa che ciascun musicista esprime soggettivamente a livello universale.

 

F.G.: So che hai un canale Youtube dove riversi i tuoi testi: vuoi indicarlo ai lettori?

Luigi Quarta: Il mio canale Youtube è Luigi Quarta.

 

F.G.: Nel mondo greco alla “buona” musica veniva riconosciuto un grande valore pedagogico, fondamentale per futuro cittadino. Perché oggi non è più così? Come secondo te i legislatori dovrebbero incentivare lo studio e la creazione della musica e soprattutto della “buona” musica?

Luigi Quarta: Pur non essendo nato nell’antica Grecia, sono d’accordo con questo pensiero. Oggi non è più così, perché fondamentalmente la vita è diventata troppo frenetica e non abbiamo tempo per sentire i problemi del nostro prossimo. A mio avviso i bambini dovrebbero essere indirizzati allo studio della musica, perché con essa imparerebbero il valore dell’ascolto e del rispetto delle regole.

 

F.G.: Consideri fondamentale la distinzione fra i generi musicali, o davvero tutto si riconduce a musica di qualità e musica mediocre?

Luigi Quarta: La musica, come tutte le arti, è libertà di espressione; pertanto non esiste un genere musicale migliore di un altro. La musica è musica sempre: de gustibus non est disputandum.

 

F.G.: Grazie Luigi, Ad maiora!

 

Written by Filomena Gagliardi

 

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