Il mito del Doppelgänger: il doppio viandante come presagio di morte

Doppelgänger” (letteralmente “doppio viandante”, assimilabile a “bilocato”) è un termine mutuato dal tedesco, composto da doppel, “doppio”, e Gänger, “che va”, “che passa” (da gehen, “andare”). Si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno o alla bilocazione; descrive anche il fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell’occhio. In leggende e romanzi è un duplicato spettrale o reale di una persona vivente; nel folklore è inoltre descritto come uno spirito incapace di scomparire. In alcune mitologie vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte, mentre visto da amici o da parenti di una persona può anche portare sfortuna o annunciare il sopraggiungere di una malattia.” (Fonte Wikipedia).

Doppelgänger – by Yaroslav Gerzhedovich

Come reagireste difronte alla copia esatta di voi stessi o di qualcuno che conoscete perfettamente? Sareste capaci di riconoscere il sosia? Esiste una vostra copia esatta da qualche parte del mondo?

La storia è piena di racconti affascinanti che narrano di persone che hanno affermato di aver visto la propria copia, un fenomeno conosciuto con il nome di “Doppelgänger”, un termine tedesco che significa “Il doppio che cammina”. Questa teoria potrebbe apparire assurda, ma è affermata da moltissimi secoli.

Vi sono molte teorie a riguardo, alcuni sostengono che possono essere visti solo dalla persona che verrà soppiantata dagli stessi, secondo altri, invece, sono visibili a tutti. Questo fenomeno può cambiare la vita della persona che lo verifica per sempre. Vi sono inoltre molti film che hanno tratto ispirazione da questo fenomeno come: “Alter ego”, “Doppelgänger” oppure il più famoso “Il corvo” con Brandon Lee. Oggi addirittura ho scoperto che vi è anche una applicazione di Google Play dal nome: “Find My Doppelgänger”.

Il termine Doppelgänger fu utilizzato per la prima volta nel romanzo “Siebenkas” di Jean Paul scritto nel 1796. Il romanzo è una sorta di viaggio onirico che descrive molto bene la vita reale e il sogno ed il mescolarsi delle due cose. Nel romanzo, il personaggio principale si sente infelice a causa del suo matrimonio, quindi, il suo alter ego gli suggerisce di fingere la propria morte, alla fine il protagonista si innamora di un’altra persona e finge di essere morto per scappare da una vita piena di insoddisfazioni.

Oltre al romanzo le storie del “doppio che cammina” sono moltissime e in alcuni casi sono stati scambiati per la persona che stavano soppiantando e in altri casi sono stati incontrati direttamente dall’originale. Anche alcuni grandi personaggi storici sarebbero stati protagonisti in prima persona.

Abraham Lincoln, affermò di aver visto il suo doppio in uno specchio, accanto al suo riflesso nel 1860 poco dopo essere stato eletto presidente. Il suo doppio era pallido e magro e dava l’impressione di essere gravemente malato. Lincoln e sua moglie erano persone estremamente superstiziose e considerarono questa apparizione come un presagio di un orribile destino. Lincoln venne assassinato da John Wilkes Booth, un sostenitore della Confederazione, pochi mesi dopo l’inizio del suo secondo mandato.

How They Met Themselves – Dante Gabriel Rossetti

Isabella d’Inghilterra, affermò di aver visto il suo Doppelgänger. Un giorno entrò nella sua stanza e vide il suo doppio sdraiato sul letto, pallido e gravemente malato, quella fu proprio la sorte che le toccò.

John Donoghue, scrittore inglese del XVI sec., fu visitato dal Doppelgänger di sua moglie, mentre si trovava a Parigi, si presentò con un bambino in braccio. La xcasinobonuses un bambino in quel periodo, ma l’apparizione in questione sarebbe stata un cattivo presagio. In seguito la moglie diede alla luce un bambino morto.

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Percy Bysshe Shelley, poeta e filosofo inglese, uno dei più grandi lirici romantici dei primi anni dell’800, conobbe il suo doppio in Italia, lo vide in piedi in sala congressi mentre vicino una carta geografica indicava con il dito il mar Mediterraneo. Poco dopo Shelley fu vittima di un incidente marittimo ed affogò proprio nel Mediterraneo.

If Winter comes, can Spring be far behind?
Se viene l’Inverno, potrà la Primavera essere lontana?” – Percy Bysshe Shelley

Edgar Allan Poe, affermò di aver visto il doppio della sua giovane moglie, Virginia Clemm, in un ospedale sdraiata su di un letto e con un gatto nero al suo fianco. Poco tempo dopo la donna morì presumibilmente di tubercolosi e lo scrittore associò la morte della donna al “Gatto nero” scrivendo un racconto proprio con questo titolo. Lo scrittore ha spesso descritto questo “doppio” ne “I racconti del grottesco e dell’arabesco” con la descrizione di Agustè Dupin, spesso immaginato come il suo stesso Alter Ego.

… Dov’è l’ingegnosità nel dipanare una matassa che voi stesso avete arruffato per il preciso scopo di dipanarla? Il lettore è indotto a confondere l’ingegnosità dell’immaginario Dupin con quella dello scrittore della novella…” – Edgar Allan Poe

Quindi i Doppelgänger potrebbero essere presagi di eventi negativi.

Doppelgänger

Ma in termini paranormali chi sono i Doppelgänger? Essi vengono considerati doppi fantasmi di persone vive anche se non presentano le caratteristiche proprie degli stessi. Possono presagire malattie, morte o più in generale tragedie, oppure, spiriti che assumono le sembianze di una persona viva semplicemente per fargli del male. Vi sono persone che sono convinti che i Doppelgänger abbiano la capacità di materializzarsi e assumere la forma che preferiscono.

Gli indiani Cherokee, credono nei “Noonnei”, spiriti che raramente comunicano con gli uomini, ma che quando lo fanno assumono le sembianze di qualcuno che conosciamo, mantenendo addirittura il nome della persona che soppiantano, al contrario dei Doppelgänger però, questi spiriti avrebbero il compito di aiutare la razza umana. Tuttavia se qualcuno osa offenderli, muore poco dopo averlo fatto.

Oggi però ci si riferisce ai Doppelgänger come dei sosia, che non devono avere necessariamente il compito di arrecarci danno, anche se il fatto stesso che ci stanno copiando o imitando, potrebbe, avere un impatto negativo nella nostra vita. Comunque ancora molti oggi associano questo fenomeno a un presagio negativo.

Io sono in cerca del mio Doppelgänger e voi?

 

Written by Vito Ditaranto

… a mia figlia Miriam con infinito amore…

 

10 pensieri su “Il mito del Doppelgänger: il doppio viandante come presagio di morte

  1. Vorrei raccontare la mia esperienza : ho perso mio marito circa due anni fa e oggi per caso nel corso di una gita ho conosciuto un uomo assolutamente identico non solo fisicamente ma anche nel portamento e nell’abbigliamento a mio marito. Sono una persona razionale e proprio per questo mi chiedo come sia possibile quanto mi è accaduto oggi. Ho dovuto farmi molta forza per separare la parte emotiva e sofferente da quella che si era preparata a trascorrere una giornata spensierata.

  2. Noi siamo come lucciole in una tempesta di vento. Tutto ciò che ci accade nella vita nel bene o nel male, ci allontana o ci avvicina a qualcosa. Ogni esperienza ha un suo perché, anche quelle che ci sembrano strane e alle quali, forse, nessuno mai ci crederebbe. Non riuscirei mai a inventare cose così strane come quelle che sono successe davvero. Credo tu abbia aperto una porta nel cielo e la chiave è sempre stata nelle tue mani. Ritengo che la tua esperienza ti abbia avvicinato alle porte dell’infinito e sicuramente abbia aperto in te la porta del cuore. Una tale esperienza dal mio punto di vista va vista solo in maniera positiva. Ti auguro il meglio e che la tua parte migliore possa uscire senza timore. Buona fortuna.

  3. Grazie a te per aver letto il mio articolo e soprattutto grazie per aver condiviso la tua esperienza. I miei lettori, per me sono amici, anche se lontani. Per i veri amici, nessun luogo è lontano. I veri amici amano condividere i momenti preziosi, le gioie, le emozioni oppure le sensazioni,che la vita riserva loro,come le piccole cose dell’esistenza per cui vale la pena di vivere ogni giorno o le esperienze che inevitabilmente ci segnano.Va’ dovunque tu debba andare,e passa parola! E che la luce possa seguirti ogni giorno della tua vita. NAMASTE’.

  4. Vi è mai capitato di vedere di sfuggita con la coda dell’occhio, un gatto nero? A me si,diverse volte a casa e una volta per strada….

  5. Durante la vita può capitare di fare delle cose insolite, a volte riprovevoli, o “condividere” decisioni senza il nostro consenso e non ci spieghiamo come avviene tutto ciò. Molto più avanti nell’età, riflettendovi ci si rende conto che la nostra vita si è svolta in seguito ad una catena di eventi come quelli appena accennati. Ma non con una sequenza secondo il loro ordine, quasi a confermare il noto effetto farfalla dei matematici e fisici relativo alla teoria del caos, in modo disordinato. Cioè ‘idea che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. “Una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del Sole”, per citare una frase a riguardo detta nel film Jurassic Park di Steven Spielberg. E non con la sequenza del programma di studi scolastici. Se questo avviene nel mondo della materia dell’atomo, ancor più avviene nel mondo sensibile, per entrare nell’argomento del famigerato Doppelgänger, noto come il “doppio viandante”. E già questa “doppiezza” ci porta alla consapevolezza che si tratta di essere astrale di doppia natura. La fisica quantistica poi ci spiega, dal canto della materia subatomica, del ruolo fondamentale degli entangled, una sorta di Giano bifronte per trovarvi il nesso con quel “doppio” da cui stare alla larga. Ma quando ci sfiora allora è la nostra vita che in qualche modo cambia gradualmente, se non in modo fatale. Tutto è cominciato per me con la curiosità, la conoscenza del Doppelgänger. Il primo giorno era pieno di boria, presuntuoso e arrogante, ed ha avuto presa facile su di me e questo avvenne moltissimi anni addietro. Entro certi limiti conoscevo la sua fama di cattiva natura, ma ero disposto all’esperienza come il prezzo da pagare per l’Altra “conoscenza”. Una singolare mia indisposizione fisica mi cautelava dalla sua terrificante proverbiale visione mentale, poiché sono affetto da afantasia sin da piccolo e a causa di ciò non trattengo immagini esteriori nella mente. Questa condizione patologica poi mi è stata causa di pessima memoria, un fatto acclarato per il mio caso afantasico. Le mie stampelle in merito sono stati i tasti e la memoria del computer e Internet ha fatto da dizionario. Nondimeno nei primi tempi con l’impatto con “lui” durante la notte, a volte ero preso da spavento e anche terrore, perché la sua presenza mi paralizzava. I sogni sono stati sempre nella penombra.
    Quali i risvolti di questa esperienza? Una progressiva disposizione per la conoscenza nell’ambito dell’esoterismo da un lato, e da una certa data in poi, il 1993 circa, si cominciarono a palesare in me certi segni. Fui portato a disegnare in piena coscienza cartografie che traevo dalle mappe di centri urbani che traducevo in configurazioni surreali. I primi elaborati furono oggetto di articoli pubblicati su due periodici nel 1997, poi in seguito ebbi relazioni con alcuni studiosi dell’occulto. Uno di essi, il Dott. Mauro Bigagli, il coordinatore della rivista Energie di “Studi, Ricerca e Scienza dello Spirito” di Cosentino, nel 1999 mi scrisse una lettera in seguito ad una mia dicendomi fra l’altro: «…La sua sensibilità è tale che non può essere compreso facilmente dall’Uomo di oggi. Lei nelle sue cartografie vede una realtà astrale, appartenente ad una dimensione eterica che nessuno può concepire; questa è la verità. Ciò che dice è vero ma appartiene alla realtà dell’energia astrale. Ho approfondito molto le sue cartografie e questa è la mia conclusione. La sua sensibilità lo eleva e vede cose che altri non vedono. Lei ha una trance lucida…».
    In molti casi avvertivo che il grafico che facevo con la matita veniva da sé e nel contempo avvertivo un forte calore al lobo di un orecchio, il destro se non ricordo male.
    Per capire di che si tratta cito di seguito due saggi pubblicati su Internet:
    – L’aiglon fra storia e mistero [https://www.esonet.it/News-file-print-sid-1513.html].
    – L’universo è veramente piccolo con la fantasia! [https://www.ergane.org/2020-10-universo-piccolo-con-la-fantasia.html]
    Per altre genere di “conoscenze”:
    – La matematica ha radici che toccano l’Infinito [https://www.altrogiornale.org/la-matematica-ha-radici-che-toccano-infinito/].

    E sul signor Doppelgänger? oggi, pur restando con la sua indole di “bastian contrario” parla sommessamente e in modo frammentario. È come se avesse perso tutta la forza deleteria del passato. Si è ammansito e non mi fa più tanta paura, quasi aver compassione per lui. Ognuno di noi ha in suo “bastian contrario” e va considerato al pari di un compito da svolgere lungo l’arco della vita, per poi giungere da un occulto “coniunctio oppositorum”.
    Più da vicino si tratta del matrimonio dello Spirito e il Corpo, il volatile e il fisso in termini alchemici, che si azzuffavano dilaniandosi. Il problema di questi due principi risiede nella loro mancata integrazione, nella loro separazione. L’alchimista, quindi, non potendo rinunciare né all’uno né all’altro, deve riuscire ad amalgamare e fondere insieme Spirito e Corpo, realizzando, appunto la “coniunctio oppositorum”. Gli opposti devono prima lottare divorarsi ed uccidersi a vicenda perché la loro unione possa realizzarsi. Questa operazione ha due aspetti, quello del costringere la “terra corporea” e pesante ad elevarsi verso le regioni dello Spirito e quello consistente nell’obbligare lo Spirito ad abbandonare i “cieli filosofici”, ove può spaziare liberamente, costringendolo a discendere nelle regioni più pesanti e condizionate dai vincoli terrestri perché possa vivificare rivitalizzare e “rendere consapevole” il corpo. Si sarà capito ora quanto sia prezioso il famigerato Doppelgänger!
    È stato un piacere caro Vito Ditaranto stare in casa sua ed avere la parola, sperando di non aver annoiato lei e suoi ospiti.
    Cari saluti,
    Gaetano Barbella

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