Gara Poetica Gratuita “Lunula”

Regolamento:

1. La Gara Poetica Gratuita “Lunula” è promossa dalla web-magazine “OublietteMagazine” e dell’autore Fabio Amato.  La gara poetica è riservata ai maggiori di 16 anni. La gara poetica è gratuita. Tema libero.

 

2. Articolata in 1 sezione:

A. Poesia

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

 

Le poesie senza nome, cognome, e dichiarazione di  accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate.

 

Ogni concorrente può partecipare con una sola poesia.

 

4. Premio:

N° 1 copia di “Lunula”, raccolta poetica di Fabio Amato.

Saranno premiati i primi tre classificati.

 

5. La scadenza per l’invio delle poesie, come commento sotto questo stesso, bando è fissata per il 19 novembre 2012.

 

6.  Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Alessia Mocci (Dott. in Lettere, redattrice e critico letterario)

Fabio Amato (Poeta)

Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)

Nino Fazio (Collaboratore Oubliette)

Benedetta De Bonis (Collaboratrice Oubliette)

Luca Allegrini (Pittore)

Fiorella Carcereri (Collaboratrice Oubliette)

 

7. Il concorso non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email:concorsooubliette@hotmail.it indicando nell’oggetto “info gara poetica” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), oppure attraverso l’account Facebook:

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002075267230

 

10. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

169 pensieri su “Gara Poetica Gratuita “Lunula”

  1. Sperò – Andrea Borrelli – accetto il regolamento

    Un piccolo pero al centro
    è grande il mio giardino
    intorno non vi è nulla
    del resto s’è fatto solo.

    La cura di un limone
    unico fusto lì vicino
    nella sua ombra ha fatto
    breccia s’ aspetta lento
    di toccarlo alla corteccia.

    Voglia di sentirlo vivo
    d’ essere considerato
    ma l’ altro di continuo
    scappa via verso il cielo
    per l’ alto vuol toccarlo.

    Nulla che tocchi al suolo
    può tener la mano
    e l’ altro non contento
    ancora di lasciarlo.

    Se almeno con le sue spine
    sarà possibile graffiarlo.

    1. NULLA E’ PER CASO

      Un giorno come un altro,

      di noia,di rabbia e voglia

      di niente,

      un libro aperto

      un telefono muto,

      al computer mi mandano cuori

      rose e un video d uina vecchia canzone ,

      ed io sto li a fissare

      senza rispondere.

      Poi la chat si apre,

      un saluto festoso,

      un cuore ed un sorriso,

      un ritorno alla vita,

      mi sento rinascere.

      Mi accingo a rispondere,

      non sento la voce,

      sento una mano che scrive veloce ,

      son tocchi che arrivano al cuore,

      mi invita a parlare , a sorridere un poco,

      a lasciare le lacrime e il dolore

      buttarlo al passato.

      Forse non è soltanto per caso

      che ho aperto il computer,

      non ho seguito un bel film ,

      non ho letto le pagine del libro,

      a volte

      nulla è per caso nella nostra vita ,

      c’è sempre una grazia divina

      a spronarci,

      a dire :è questa

      la strada che devi seguire,

      è questo

      il tuo destino..

      DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO

      1. ANNA ALFANO ACCETTO IL REGOLAMENTO
        TERRA ROVENTE
        Lingue di fuoco, menti contorte
        Resa del momento di giorni frenetici
        Restano nell’aria urla inconsapevoli.
        Sanguinano i cuori per i tortiumani.
        Ruscelli rumorosi senza anime
        Con prati dormienti senza gorgheggi
        Lo spavento echeggia nell’aria
        Non resta la brina che disseta,
        Sole spine lasciate a dimorare
        Nell’acida penombra di speranze e sogni,
        pregheremo Dio per la nostra pace
        amando la terra e tutto l’universo
        scruteremo l’arcobaleno
        Abbracciandol’amore
        sorrideremo alla vita

    2. Diletto amore

      “Amore mio diletto,
      sin da bambina tu coloravi i miei sogni
      di blu e di zaffiro.
      Fantasticavo pensando a te come infinito ed eterno.
      E il nostro, quel giorno, anni fa,
      fu un incontro di due anime semplici
      che si cercavano dalla notte dei tempi.
      Amai ardentemente la tua dolce nenia perpetua
      che accarezzava il mio riposo,
      il tuo respiro mutevole
      spesso divenir un canto soave,
      i tuoi riccioli ribelli arruffati dal vento beffardo
      e le tante sfumature delicate o decise
      che indossavi vanitoso.
      Emozioni intense e lacrime gioiose,
      da quanto ti amai.
      Ora, sono ebbra del tuo grande amore e se tu vuoi,
      nel blu mi perderò,
      e l’abbraccio che mi unisce a te,
      sarà per sempre, o diletto mare.”

      Accetto il regolamento del concorso 27-10-2012

      Stefania Parolin

    3. accetto il regolamento

      Poesia

      O Musa che non parli
      ma che ascolti.
      O Musa divina,
      leggiadra fanciulla
      velata solo di sottili coltri,
      delicata ancella
      di animi gentili,
      dolce usignolo dei mattini di primavera,
      affranto passerotto delle piogge autunnali,
      disperata amante delle rigide sere invernali,
      infuocata passione delle notti estive
      protettrice della fredda solitudine
      e dell’allegra compagnia
      sei la sola ad entrare
      nell’intimo delle menti
      dei pazzi e degli incompresi…
      fa’ comprendere al mondo la tua bellezza
      e la tua vastità.

    4. ARGENTEA

      Argentea
      come luna
      sospesa
      nel cielo del tuo cuore
      allargo
      le mie braccia
      tenue contengo
      del cammino l’angoscia
      apprendo
      la sostanza dei pensieri
      quieta solitudine
      il sentire.

      ACCETTO IL REGOLAMENTO

    5. Il Bambino di Via delle Ginestre
      di
      Ersilia Anna Tomoe

      Aspetto.
      Aspetto mentre fugaci sguardi mi scrutano
      mentre il nero dell’emarginazione si fonde
      con l’oscurità del putrido sottopasso cittadino.
      C’è tanfo di vecchio e di sporcizia.
      Qualcuno sussurra hai paura?
      …Perché dovrei averne?
      Il mio posto è qui: su di un muretto di anime derelitte.

      Che dirò a Jalal
      quando mi chiederà di suo padre?
      Vorrei
      poter costruirgli una speranza e raccontargli favole.
      Come fa il suo corpicino a sostenere
      il gravame di un mondo che è fallito?
      Jalal ha tre anni
      ed è uno di quei bambini di cui non si sa niente.

      Cosa ne sarà di te quando le tenebre verranno?
      Ti sollevo piuma di cristallo.
      Tu mi sorridi.
      Ed io mi sento straniera nel mio paese.

      ACCETTO IL REGOLAMENTO, 13/11/2012

  2. Da un caldo ventre nasco piangendo,
    Le mani tese implorano i miei sorrisi,
    bocche umide pronte a baciarmi.

    Vestiti di trama sottile i miei giorni, s’incendiano lentamente.

    E’ la nascita mi dissero,
    quell’invisibile e concreta opportunità che ti danno senza volerlo,
    quella bestemmia che mai pronunciai.

    Da un orgasmo i miei occhi presero forma,
    le mie labbra contorno di fragole su un paffuto viso,mani piccole ad afferrare il nulla.

    E’ la vita mi dissero,
    quell’interminabile sensazione di vuoto che mi accompagnò per tutto il viaggio.

    Accetto in ogni sua forma il regolamento

    Matteo Mocci

    1. EMOZIONI D’AUTUNNO
      di Filippo Salvatore Ganci
      n.b. Accetto in ogni sua parte il regolamento.-

      Cigliati cieli
      sovrastano
      e iridi
      dipinti da tramonti.

      Rosso vermiglio
      veste anima
      e
      di giallo-oro
      l’addobba.

      Si placa il cuore
      al chiudersi dell’occhio dorato
      ultimo tepore d’un raggio.

      Emozioni
      ora colorano i miei sogni.

  3. Glossario

    resiste un glossario di cose rossastre
    nel silenzio che gira le porte
    un fiume si accumula nell’avanzare
    di gomiti pallidi – la foresta di rughe
    lenzuola stese sui nostri romanzi – singhiozzanti
    riportando asole dalle bocche
    alle chiavi – nella ruggine che si appresta
    come un bordo di saliva biancastra
    e le dita toccano – una riga di pioggia
    resta una mattina, a piedi nudi
    sul tempo

    Accetto in ogni sua forma il regolamento
    Antonella Taravella

    1. Oggi

      La pioggia come lacrime di vena
      Scorre lenta

      Il cuore pulsa e piange
      Nell’aria fumosa di tristezza

      Accetto il regolamento
      Caterina Coccia

  4. Antonio Blunda – Dichiaro di accettare il presente regolamento.

    “T’ho misurato il viso”

    T’ho misurato il viso

    da un pollice

    da una notte d’amore

    con la tua vita che mi dormiva accanto

    con le mani fredde e le guance

    nella distanza breve da me.

    Nessun rumore

    interrogava il silenzio,

    forse – non mi accorgevo – era tagliato ai piani

    da intervalli di passi.

    Era soltanto una notte

    così uguale ad altre

    come tante già viste

    dai capelli scombinati,

    di spettatori di scarpe per terra

    per la fiaba muta accesa dei televisori.

    T’ho misurato il viso

    quella notte

    che la tua vita mi dormiva accanto.

    Una notte

    così uguale ad altre

    che ho misurato anche l’anima

    e per amore

    mi s’è ferita ogni cosa.

  5. Triciclo
    Corre sul triciclo un bimbo
    oltrepassando
    l’infanzia rendendo
    eterna il cammino dei giochi
    ti ho creato perchè
    potessi baciarmi
    ultima la gelosia
    ma solo amore per te
    ho sentito la tua
    carne crescere in me
    rotondo il ventre
    ti disegnavo
    con gli occhi del
    pensiero immaginando
    il tuo viso ti facevo bello
    eri il mio amore
    hai aperto uno
    spazio nel mio cuore
    non ti conoscevo ancora
    ma già ti amavo
    la tua prima
    carezza quasi un soffio
    un piccolo movimento un
    sussulto nel mio grembo
    Una emozione nessuna parola
    al tuo collo
    prima faceva pianto
    e poi nelle mie mani
    faceva amore
    Fa male trattenere le
    lacrime dei bei ricordi
    il bambino che stringo
    frà le braccia
    è il mio aquilone
    che mi fa luce come un faro
    illuminando le mie giornate
    Grazie figlio mio

    Rosaria Catania
    accetto il regolamento

  6. ALLIEVO! L’AMOR COS’E’?

    Maestro, l’amore è un cero
    che si consuma piano,
    è un alito leggero,
    un disegno divino.
    E’ un mendicante buffo,
    una carezza rara,
    la forza d’uno schiaffo,
    un guaio senza cura.
    La gioia della vita,
    è l’alba d’un mattino,
    felicità trovata,
    la mano d’un bambino.
    E’ dare senza avere,
    un palpito letale,
    un piatto da servire
    condito con del miele.
    Un sogno che s’avvera,
    un angelo immortale,
    una realtà sincera….
    però, sa far del male,
    quando, improvvisamente,
    senza un motivo vero,
    ti perdi tra la gente
    e ti ritrovi solo!

    17-10-2012.
    accetto il regolamento

  7. Accadde ed eravamo certi che
    non poteva il vento quel giorno
    né potevano gli uomini
    né le mani tese degli innocenti
    eppure accadde e volarono
    nebbia di fumo nero e morte
    ovunque infilata persino
    nel sostrato d’ogni pensiero
    si destò un silenzio disumano
    che ancora serpeggia tra i vivi

    Accetto in ogni sua forma il regolamento

    Tiziana Tius

  8. ALLIEVO! L’AMOR COS’E’?

    Maestro, l’amore è un cero
    che si consuma piano,
    è un alito leggero,
    un disegno divino.
    E’ un mendicante buffo,
    una carezza rara,
    la forza d’uno schiaffo,
    un guaio senza cura.
    La gioia della vita,
    è l’alba d’un mattino,
    felicità trovata,
    la mano d’un bambino.
    E’ dare senza avere,
    un palpito letale,
    un piatto da servire
    condito con del miele.
    Un sogno che s’avvera,
    un angelo immortale,
    una realtà sincera….
    però, sa far del male,
    quando, improvvisamente,
    senza un motivo vero,
    ti perdi tra la gente
    e ti ritrovi solo!

    17-10-2012.

    accetto il regolamento

  9. “Vidi”

    Vidi
    dai tuoi occhi
    lacrime sgorgar
    come lamento or
    di bimba or
    di acqua fiocchi.
    Vidi
    tutta tremar
    paura andar
    forse restar
    sì star
    come calmo mar.
    Vidi
    muta star
    assorta restar
    subito andar
    come mosso mar
    te tornar.

    accetto il regolamento

  10. Nessuno tocchi la bellezza – accetto il regolamento

    Urgenza del nostro tempo
    è il tempo stesso
    Accessorio da rinnovare, è la purezza
    Cornice…
    la commozione

    E ti voglio raccontare
    di milioni di occhi
    e infiniti punti di vista
    spostati
    oltre i limiti di luoghi dove agire

    Corpi dipinti nell’atrio della luce
    regolano umiltà millenarie,
    da abbandonare
    Piuttosto mai più sopperire
    a regole papali o intrighi reali

    Ma guida è la stanchezza
    femmina che strazia
    che non lascia spazio per respirare
    o per il lancio lontano del fardello,
    in cambio di un jazz

    Murata leggerezza
    da medaglie al petto e guerre interiori,
    lasciaci ancora tacchi e fruscianti chifon
    sporchi di bellezza popolare
    senza alcuna ipocrisia.

    Accetto in ogni sua forma il regolamento
    Valentina Gaglione

  11. MAI PIU’

    Sarà l’inverno
    Cadrà un silenzio,
    come mattone
    il tonfo

    verranno giorni di malta e ferro
    coperte prone
    pelli d’aspidi intorno

    mi dico
    Mai più notti pungenti
    nel vuoto che è di te

    Sfronderanno,
    spicchi di luce

    cadrà la neve

    tu mi riscaldi
    ancora
    guscio di noce

    Dichiaro di accettare il regolamento
    Rita Stanzione

  12. “Morirò solo” accetto il regolamento del concorso

    Morirò solo
    come un cane,
    con gli occhi rivolti verso il basso,
    morirò solo
    senza padrone,
    sarà un pomeriggio di agosto, o un mattino di aprile,
    oppure sarà un freddo tramonto di febbraio
    quando, tu, ti siederai
    ad ammirare un sole scialbo che scompare,
    che ti ha portato solo guai.

    Morirò solo
    è il mio destino,
    morirò senza svegliarmi,
    senza dire:
    ciao è mattino.
    Perderò la strada accostandomi piano piano,
    sarà un’uscita leggera,
    ecco, lo sento,
    morirò in una fresca mattina di primavera.
    Sognare,
    sarebbe bello
    accostarmi al tuo viso
    prima dell’ultimo respiro,
    portarmi con me il tuo sorriso,
    portarlo con me all’inferno per sentirmi in paradiso
    e godere, godere di quel che qui non mi è bastato,
    di quello che ho trovato e come un uomo solo sa fare
    ho maldestramente calpestato.
    Sarà il giudizio di chi rimarrà vivo
    a tatuarmi sotto il mento, oltre alle date,
    un epitaffio con aggettivo e sostantivo.
    Ma ciò che rimarrà di me
    è quello che ti porterai dentro solo te.
    Questo è quanto,
    quanto ti dovevo,
    lo so non è nulla se penso al male di cui ti senti ora vestita,
    ma ricorda, tu sorridi ancora,
    la tua favola non è finita.

  13. “Amore” Francesco Paolo Catanzaro- accetto il regolamento-

    Ancora un riflesso sull’acqua,
    una piccola vibrazione
    come quando un sasso piatto
    saltella sulla superficie equorea
    per inseguire il sogno del volo.

    Ancora il tuo riverbero
    sugli scoscendimenti della roccia
    come disintegrazione di un cuore insensibile
    ma che spera di ritornare a pulsare
    come un tempo, come una volta.

    Ancora l’imperativo di questo tuo amore
    per arginare i miei sbandamenti
    come sigillo del giorno che ritorna
    ogni volta che la speranza è la nostra risurrezione.

  14. Io Pino Frau dichiarò di accettare in ogni sua forma il regolamento

    clandestino…

    in questo viaggiare
    e viaggiare
    quasi senza piú vivere
    in me
    mi sento
    clandestino dell’anima
    …per questo
    volo da te
    dove sono
    da sempre
    accolto

  15. “Scutarius” accetto il regolamento del concorso

    Il mio piccolo paese
    un’isola lontana da tutti
    un mistero di pietra levigata dal vento
    un enigma irrisolto
    un segreto custodito da angeli molto più furbi di me.

    Scruta il Tirreno con sospetto,
    ne prende le distanze,
    è schivo.

    In quelle sere in cui cerca di sussurrarmi qualcosa abbasso la testa, affretto il passo
    e mi perdo tra le secrete vie.

    Perchè non sono mai stato in cerca di conferme.

  16. Accetto il regolamento.

    UN NUOVO INIZIO

    un attimo
    un soffio
    trema l’infinito

    piccolo sentiero di maggio
    porti i colori dell’autunno

    nella casa dei ricordi
    ieri è al suo tramonto
    nell’alba di oggi tu saluti nuovi volti nel tuo

  17. Maria Panico 17\10\2012

    INDIMENTICABILE!

    Indimenticabile…
    occhi che guardano
    il cielo!
    Indimenticabile…
    mani che accarezzano un fiore!
    Indimenticabile…
    la tua bocca che bacia la mia….
    indimenticabile…
    il mio corpo unito al tuo!
    Indimenticabile…
    l’eternita’ dell’amore!

    Accetto il regolamento in ogni sua forma

  18. “Tremolare di steli
    preludio è a notte

    Sull’acqua morta del giorno
    ninfee di ombre a posarsi.

    Laccata è l’anima
    di cicatrici
    fuochi accesi nelle
    sue stanze
    rischiarano pareti
    affrescate parimenti
    di maree e deserti.

    Immune è la luna
    alle lusinghe degli sguardi
    non effonde lucori.

    Tolgo involucri di ansie
    ai pensieri
    assecondo le lusinghe
    di un vento quieto
    che irride ogni gravità
    ogni peso .

    Prismi di solitudini
    i monti
    deflettono raggi di stelle.

    Provvisorie eternità
    ostenta l’universo
    vuoti assoluti.

    E incanti!

    accetto il regolamento

  19. Daniela Giorgini – Sezione A – Accetto il regolamento

    PIOGGIA DI MARE

    Lacrime
    -come pioggia di mare –
    salate
    a bruciare
    sulle ferite del cuore.
    Alzo lo sguardo
    al cielo blu:
    nemmeno una goccia
    agli occhi.

  20. BRUNO BELLETTI / 17/10/2012
    accetto il regolamento del concorso

    Cosa resta
    del tuo profumo
    di verbena,
    quando
    ti disperdi
    nell’oceano
    dei miei baci
    che ti trattengono
    tremuli
    e avidi,
    regina
    dei miei abissi
    e delle mie vette?

    Trattengo
    l’umore
    del tuo sorriso,
    mio radioso
    arco-baleno.

    E penso
    che nulla resta,
    ma resta il nulla,
    comunque,
    senza di te

  21. Carnevale

    Occhi dorati, capelli colorati
    vestiti damascati
    e bustini ben strizzati,
    parrucche, ciprie e volants,
    tra maschere e fruscii Venezia
    è un insieme di colori
    di profumi, di malizia,
    il riso dietro un viso
    di cartapesta oppur di raso,
    una sfumatura di ombretto
    il profilo di un naso,
    chi mai ci sarà sotto
    nascosto nel vestito
    frusciante e ricamato
    stirato e ben ordito
    dai colori viola
    del tramonto antico,
    dei verdi smeraldi
    che rammentano altri tempi,
    altre genti, signori baldi
    e donzelle accattivanti
    e odori di vecchie cucine
    e colori di usi lontani.
    Venezia antico lustro,
    genti di mare,
    avvezzi a viaggi
    e galere, nobili signori
    indaffarati in luridi amori
    in guerre lontane
    in stranieri mercati.
    Che atmosfera di lusso
    un che di passato
    un’aria di mare
    che torna d’un fiato
    un’immagine svanita,
    che va oltre la vita
    e tra le damine mascherate
    si intuiscono altre serate,
    d’amori, di balli,
    di buie scalinate,
    di furti, di odi, fra le calli
    le vite passate…

    Emanuela Di Caprio accetto il regolamento.

  22. Ronni Corbari-“Per una poesia”-accetto il regolamento

    Per una poesia

    Non è facile trovare la chiave,
    o ce l’hai o non ce l’hai
    dentro.
    Non nel cuore per carità, quelle sono tutte palle.
    Ce l’hai nello stomaco quando brucia dopo una bevuta colossale
    ce l’hai nella testa libera e arrabbiata,
    non nel cuore.
    Per una poesia ci vogliono palle di piombo
    per una poesia ci vuole rabbia pura
    ci vuole faccia tosta.
    Una poesia ti esce dalle budella, se non ti esce da lì
    vuole dire che non esiste,
    che non ce l’hai.
    Per una poesia ci vuole tempo
    per una poesia ci vuole spazio d’azione,
    combatte una guerra, lei,
    contro il mondo
    contro gli umani
    contro il tempo.
    Per una poesia ci vuole tutto,
    si scriverà da sola senza aiuti,
    batterà da sola quei tasti e si manifesterà in tutta la sua potenza.
    Ci vuole coraggio
    ci vuole incoscienza
    per una poesia ci vuole la vita.
    Potresti morire per la poesia e sarebbe la miglior morte possibile.
    Per una poesia si scateneranno uragani nella tua anima
    per una poesia verrai preso per pazzo
    per una poesia devi dare tutto
    altrimenti non vale niente.
    Per una poesia bisogna essere disposti a tutto.
    Ti additeranno, ti offenderanno
    ti prenderanno per il culo e rideranno di te.
    Per una poesia devi lottare oltre ogni limite
    e la vittoria sarà magnifica.

  23. COSA TI SPINGE A ME

    Cosa ti spinge a me
    fra questi dirupi di sete d’essere
    come lupi saziarci
    lavarci via tristezza e
    nera afasia di pelle inascoltata

    ti odio quando non ci sei
    frutto dolce e raro con cui m’imbratto
    ti amo perché sei
    prego la vita non ti lavi via
    non ti scavi di dolore

    ti lasci mia
    oltre la notte
    oltre l’albore.

    accetto il regolamento

  24. Datemi Fuoco!

    Vorrei vedere dove hanno abitato gli dei.
    Vorrei visitare la terra e sentirmi viva assaporando il profumo della notte, i suoni del cielo e il dolce fluire di mari colorati di rosa e purpurea brillantezza.
    Voglio contare tutte le nuvole dell’universo e vederle danzare in un’unica stagione, un pacato inverno o una sera d’aprile.
    Voglio dare nomi a cose mai viste e vedere cose che non hanno un nome.
    Voglio che il vento sia mio amante e che mi consoli se la terra profumi di sangue.
    Voglio camminare mille anni su un unico sentiero e aspettare che nuovi fiori crescano.
    Voglio ascoltare i discorsi dei corvi e conoscere i loro romantici segreti.
    Voglio nuotare in un lago di stelle e rimanere bagnata di rugiada per l’eternita’.
    Vorrei toccare il sole e chiedergli ”perche’ sei cosi’ caldo?”.
    Voglio bruciarmi lentamente in un fuoco dorato che profuma di verita’.
    Voglio vivere mille vite e aspettare che finiscano tutte le notti su questo letto di foglie, disperatevi anni, siete pochi!!
    Io devo andare, devo viaggiare, in questo fiume brillante, superare i caldi governi e rinascere di nuovo, ancora, ancora…
    Seguo la mia stella… vorrei lasciare aperte tutte le porte del mondo e veder lacrimare gli avidi dal freddo e i bugiardi congelati.
    Voglio una scala sincera che mi porti all’inferno per accarezzare le ferite dei dannati.
    Voglio succhiare il sangue di dio e dissetarmi con la sua ardente ignoranza.
    Voglio bere la pioggia che non e’ mai caduta, camminare sugli arcobaleni d’India e incontrarti alla fine del viola.
    Vorrei conoscere parole e canti mistici per fermare il tempo e vivere con te nella nostra laguna.
    Vorrei avere un solo secondo per spiegarti che il mio non e’ un viaggio lungo.
    Vorrei portarti con me e farti sentire i profumi che vedo evaporare nelle colorate vie di questi cieli.
    Vorrei dirti due parole per incidere sull’acqua questa visione, per suggellare questo giuramento d’amore.
    T’amo.

    Erica Cavaliere, accetto i termini del regolamento.

  25. QUEL PASSO INVALICABILE

    di Denis Cornacchia – accetto il regolamento.

    Nel silenzio strani luoghi
    di spazi tenebrosi nemmeno l’ombra
    e tu che annunci il passo
    di là dallo scandaglio
    … nemmeno il fondo.
    Vaganti sguardi intorno
    a sfatar nubi e contemplazioni
    s’intrecciano sull’albero della vita
    ch’io fui degno nell’anima
    di cotanto amor vissuto.
    E busso sulla roccia
    gradinate temporali invadono
    il pensier mio assalgono,
    e reduce trasparente
    la pietra si fa.
    Un passo ed un altro
    ultimo ormai
    a firma del mio mondo passato
    ripongo… per ben morire.

  26. PAURE NASCOSTE

    Respira profondamente
    lentamente l’ansia muore.
    La paura
    lascia che si precipiti nel baratro.
    L’amore
    accoglilo.

    Luana La Camera accetto il regolamento.

  27. VAGABONDO

    Sa di metallo, questa zuppa fredda
    e di cartone, il fuoco per scaldarla;
    sull’unico pensiero, sto, da ore,
    gesticolando, senza compagnia.

    E ti ritrovo appesa, su quel muro,
    nella cornice stanca del passato,
    due gocce di profumo avvelenato,
    a far da tenda, al nulla della sera.

    Non scalda a sufficienza, questo sole,
    odora un po’ d’orina e cicche spente;
    gli spiccioli, non suonano abbastanza,
    son morti con le scarpe, giorni fa.

    L’unica via è quella che conosco,
    che va da fame certa, a notti insonni,
    arriva sino al vino, un po’ annacquato
    abbandonato, al lato della strada.

    E sembra senza senso, questa vita
    fatta di buste piene e di ricordi,
    sprecati al gioco, d’una morte attesa,
    che sfoglio sempre, senza fine alcuna.

    Alta, la luna, porgerà il suo braccio
    sulla sua strada, correrò domani,
    stasera è freddo, troppo freddo ancora,
    pago il biglietto … stanotte, vado via.

    “il sottoscritto dichiara di essere l’autore del brano allegato e di accettare integralmente il regolamento di questa gara di poesia”
    Marco Gavotti

  28. VIVERE

    …tanta aria da calpestare
    tanto vento da navigare….
    quanta solitudine da macinare!

    ….tante strade da attraversare
    tante piazze per aspettare
    per aspettarti….
    fino a quando? fino a dove?…

    impegnato a scorticare il Tempo
    dentro ogni istante
    setacciare lo Spazio
    cercare… andare…. tornare.

    Renato Barletti – VIVERE – accetto il regolamento

  29. accetto il regolamento

    Se di luna amassi…

    Se di luna amassi il tempo
    forse sarei vestita di vento
    fino a sentirmi nuda dentro
    questo filo di tormento.

    Se di luna amassi il cielo
    forse vivrei per davvero
    di quel bacio abbandonato
    che la stella lascia sul prato.

    Se di luna amassi il mondo
    magari danzerei in un girotondo
    e mi sentirei persa nell’oceano
    di questo sentimento sempre più vero.

    Se di luna amassi l’amore
    stringerei te senza contare le ore,
    ma purtroppo quando lei scompare
    lasciandomi qui a meditare
    non esiste giorno che mi assale,
    perché so che tornerai
    ogni notte al suo fianco
    e farai di me sposa
    vestita di bianco.

    Francesca Ghiribelli.

  30. Ridere

    “Vorrei ridere, ridere di te …
    e della tua solitudine
    E di cose da dirti ne avrei
    a te che mi hai sorriso per giorni
    incontrandomi per strada,
    a te che sei entrato nei miei sogni
    e io credevo che tu fossi lì con me …
    Per te che hai avuto la mia parte migliore,
    per te che hai finto di ascoltare la mia voce
    Ogni giorno, la mattina,
    apro gli occhi e dico: “no!”
    Stamattina ho aperto gli occhi e ho visto
    le foglie gialle turbinare nel vento,
    in mezzo a loro i miei ricordi secchi
    e inariditi …
    Vorrei ridere, ridere di te
    e della tua solitudine…”

    Dichiaro di accettare il regolamento

  31. L’ACCHIAPPASOGNI
    L’acchiappasogni di giorno riposa / nel suo letto morbido posto agli angoli del buio / Mentre la notte rimbalza tra le nuvole / con il suo cestino intessuto di stelle / Egli tende la mano verso i tetti delle città / e, silenziosamente, cattura i sogni dei bambini – che son i più colorati e belli – per farne coriandoli / sono i coriandoli di speranza / che l’acchiappasogni soffia sulle cupe teste degli uomini / per dar un po’ di luce al loro riposo.

    Charlotte Ridley – accetto il regolamento

  32. COME UNA PERLA

    Racchiusa
    nella tua conchiglia
    m’illumino
    di trasparente luce.
    Batti nel petto
    come onda sullo scoglio
    scotendo la mia anima
    d’infiniti desideri.
    Corpi serrati,
    profumati
    da dolci balsami
    d’invisibile passione,
    si schiudono
    ai sogni
    di tesori nascosti.

    DICHIARO di accettare il regolamento

  33. Volerò

    libera

    l’universo dentro

    mete senza fine

    per sentirmi

    interamente mia

    Nulla mi prenderà

    nell’essenza dell’esistere.

    Prigioniera

    mai.

    DICHIARO di accettare il regolamento

  34. Da Adele Libero, che accetta il regolamento

    Sfuma l’orizzonte

    Sfuma l’orizzonte di Capri,
    confusa nei colori del tramonto,
    dorme, fanciulla abbandonata,
    come in un triste racconto.

    Le luci dei traghetti in arrivo
    si tendono nel piccolo porto,
    s’apre anche la luna sul mare
    creando la luce per amare.

    Si, forse lei arriva stasera,
    improvvisa ha aperto la vita,
    ha deciso di urlare al destino
    che nulla può tenerli lontano.

    E lui, pescatore ammalato
    di passione, la guarda sorpreso,
    anche il vento adesso è calato
    e l’amore non è più sospeso.

    Adele Libero

  35. ROMA

    Stasera io e te ci siamo incontrate,
    non è la prima volta ma è come se lo fosse!
    Tu hai un volto che avevo dimenticato,
    la tua luce mi incanta e mi avvolge.
    Ripercorro le strade a te tanto care,
    i viali alberati sembrano abbracciarmi.
    La loro ombra accompagna il mio passo, non vogliono abbandonarmi.
    Quasi per incanto, mi portano là dove tutto è iniziato.

    Ma il mio cuore che sussulta sembra non accorgersene,
    ad un tratto una mano sfiora la mia fronte,
    mi volto ma non vedo nessuno!
    Mi domando:”Chi sarà mai?”.
    Poi capisco, sei tu…
    Per la prima volta hai sussurrato al mio cuore!
    Io ti guardo, ti chiedo perdono,
    tu mi conosci e ben sai…
    Mentre il buio ti avvolge
    e la luce delle stelle sigilla il nostro incontro,
    mi parli:” Vai, parti pure…
    Ma non dimenticare quei silenzi, quelle attese,che ti ho regalato!”.
    Io ascolto, mi incammino serena,
    adesso so che tu mi capirai!
    Sei la mia città!

    accetto il regolamento

  36. Il richiamo del mare

    L’aria è immobile
    sopra il fiume
    impetuoso
    che inesorabile
    e fluente
    trascina emozioni
    vissute sui monti
    giù a valle.

    A chi lo guarda
    dissolve i pensieri,
    rinsalda l’amor
    della natura,
    mentre solerte
    attraversa
    rigogliosi boschi
    e fiorenti pianure,
    per infine
    serenamente
    abbandonarsi
    all’irresistibile
    richiamo
    del mare.

    Accetto il regolamento.

  37. Susanna Polimanti- Assenza- Accetto regolamento

    Assenza

    Affido il mio dolore
    alle acque del mare
    la sua luce riflessa
    illumina il mio cuore.

    Affondo
    su sabbia bagnata
    per non sentire
    lacrime scorrere
    sul viso
    ad asciugare il cuore
    penserà il caldo sole.

    Brucio chilometri
    sotto le scarpe
    le membra stanche
    recuperano vigore.

    Una silente voce
    lontana
    sempre
    vicina resterà.

    Un angelo
    mi abbraccia
    io, impalpabile
    sotto le sue ali.

    Un soffio leggero
    mi sfiora
    stretta in un eterno abbraccio
    ti chiamo
    la tua risposta
    ancora non arriva
    attendo.

    Che tu possa danzare
    nella luce
    di un cielo infinito.

  38. Accetto il regolamento.

    Alla mia Sposa

    Chiara è la nube alle porte dell’inferno e tacqui allora
    Quel giorno in cui ti chiederò di esser la mia sposa
    Mi vedrà gettar le care adorate lame e dire addio.
    Sì resterò a sognarti di notte sopra castagni ammutoliti
    fino a quel dì procrastinato dalla giovane età tua
    si protrarrà la mia decadenza indebolita innanzi
    al tuo fascinoso equilibrio ch’io non so bilanciare
    Maledetto Iddio che non vede speranza.

    Cara è la nube alle porte dell’inferno dorato
    ch’io proferir non posso all’occhi vostri indecenti
    inebriati da venti africani delle mille voci profane.
    Quel riso infantile che non conosce pena
    se non i corpi inanimi avvolti da polvere nera
    e come tronchi spogli restano senza mutare
    né loco né remoto tempo ove possan riposar
    dai falli commessi e commissionati ai non vezzi.

    Odo la piuma posarsi sulla sua tavoletta cera
    Oh, Calliope! Canta bellissima in questo tristo loco
    il trionfo e la disfatta del cuor e dell’appetente fato.
    Con saggia critica e dimmi, Oh Musa, come nella disputa
    di Adone, com’è opportuno e probo agire in questo loco buio
    ove né l’occhio discerne né l’anima coglie l’imminente verità.
    Mi congedo ora alla vostra autorità che con intelletto puro
    possa portare al momento ultimo la pace de la mia alma.

  39. Elena Condemi – Sez. A – Dichiaro di accettare i termini e le condizioni del regolamento.

    “Nella ruvida quiete”

    Non posso
    non ascol­tare
    come piove dal sof­fitto
    nella ruvida quiete
    e si fa musica.

    Pian­ge­vano i roseti
    alla vista dei passi
    sull’erba fredda.
    Inciam­pammo
    nell’orgoglio
    d’un amore giovane.

    Senti come piove dal sof­fitto?
    Tegole le stelle.
    I tuoi occhi
    con­chi­glie ambrate
    sono ancora qui.

    Nastri cion­do­lanti di brace
    le mie brac­cia senza te.

    Mi pulsa nelle vene d’opale
    l’odore acceso dell’alba.

    Elena Con­demi

  40. La veste dei miei giorni

    Hai vestito i miei giorni di splendente luce,
    dando il riflesso di un amore mai provato.
    Hai vestito i miei giorni di felice abbandono,
    su quell’amore che non aveva confini.
    Erano praterie immense e libere
    su cui correre prendendoti per mano.

    Hai spogliato poi quei giorni,
    lasciandoli nudi in una fredda realtà.
    Hai spogliato il mio amore,
    ostacolato da confini
    su quelle praterie diventate deserti.

    Hai fatto tutto questo spogliando la mia vita
    e vestendola di incredulità e sofferenza!

    Ho indossato un amore la cui cieca ingenuità,
    l’ha vestito degli abiti più strani.
    Ma gli abiti che indosso ora
    vestono tutta la mia libertà
    e tutta la piena consapevolezza
    di quanta imprudenza era vestito quell’amore.

    accetto il regolamento

  41. POSSIBILE L’IMPOSSIBILE

    Vorrei poter scrivere
    sull’acqua del mare
    e sul cielo,
    azzurro di giorno,
    brillante di stelle la notte.

    Vorrei ascoltare
    il canto dei fiori
    e delle piante
    più belle del mondo.

    Vorrei poter sentire
    gli animali parlare
    e conoscere i loro linguaggi,
    i loro istinti.

    Vorrei che gli uomini
    fossero tutti fratelli
    e che si tenessero
    sempre per mano.

    Vorrei, ma non posso.
    Tuttavia, se chiudo gli occhi e volo,
    tutto è possibile nella mia fantasia,
    anche l’impossibile.

    Fiorella Fiorenzoni – Accetto il regolamento.

  42. La veste dei miei giorni

    Hai vestito i miei giorni di splendente luce,
    dando il riflesso di un amore mai provato.
    Hai vestito i miei giorni di felice abbandono,
    su quell’amore che non aveva confini.
    Erano praterie immense e libere
    su cui correre prendendoti per mano.

    Hai spogliato poi quei giorni,
    lasciandoli nudi in una fredda realtà.
    Hai spogliato il mio amore,
    ostacolato da confini
    su quelle praterie diventate deserti.

    Hai fatto tutto questo spogliando la mia vita
    e vestendola di incredulità e sofferenza!

    Ho indossato un amore la cui cieca ingenuità,
    l’ha vestito degli abiti più strani.
    Ma gli abiti che indosso ora
    vestono tutta la mia libertà
    e tutta la piena consapevolezza
    di quanta imprudenza era vestito quell’amore.

    dichiaro di accettare il regolamento

  43. Pietre di sangue senza nome
    (Lapidazione)

    Aveva desiderato un uomo
    con la grazia di una farfalla che amoreggia con un’altra
    nel silenzio meridiano di una spiga di grano
    dal vento pettinata.

    Aveva desiderato un altro uomo
    con il candore di un infante che assaggia il grappolo dei
    sogni suoi suggendone uno ad uno gli acini
    come neve di latte.

    Sul cuore di costui erano lacrime di cenere
    e ombre di spina.

    Pietre furono accompagnate contro di lui da
    mani sorelle senza volto

    erano pugni contro un cielo di spalle gravido
    già di orazioni inesaudite

    e piano piano e senza fretta il bianco sudario
    di costui sbiadiva in un dolore umido di terra.

    Fu lapidato.

    (Coro:
    Lapidato fu costui nella sua nudità d’uomo in un sol
    istante lungo un sospiro.

    Lapidato fu costui nel suo sentimento d’uomo in una
    nota capace di mescere l’avvento e l’addio.

    E lapidato fu costui nel suo essere nato uomo da una
    madre che lo ha permesso).

    Fu lapidato.

    Tacevano le macerie in un fil di polvere, immobili
    e rivoli di sangue si protendevano come radici
    di vita in un’ultima supplica.

    Erano pietre di sangue senza nome.

    Pietre di sangue che giacevano là come cadute stelle, ai piedi
    di una croce senza volto.

    (Coro:
    E si schiuse al grappolo dei sogni suoi piano piano e senza
    fretta la farfalla infante).

    [In dedica a tutti gli omosessuali lapidati]

    Accetto il regolamento.

    1. ASPETTATIVE DISATTESE

      Poco avevo riflettuto.
      Ti fissai per un minuto.
      Aspettavo un tuo saluto.
      Per te ero sconosciuto.

      Ogni tanto una batosta.
      Aspettavo la risposta
      al messaggio mio di posta.
      Ti pensavo senza sosta.

      Aspettavo un tuo cenno.
      Un tuo segno era un sogno.
      Un mio sogno era un segno.
      Per amore persi il senno.

      DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO.

  44. Terra

    Cadono pesanti

    le tue parole,

    alzano la polvere

    della mia terra.

    Sbocciavano frutti

    dalla tua bocca,

    ora parole

    aride e aspre,

    che incolte muoiono

    nella mia terra.

    Sezione A
    Accetto il regolamento

  45. A G.

    Triste come il mare in calma:
    tace e non parla, soffre e non favella!
    Accarezzato dall’iri l’orizzonte
    l’avvolge in salvazione dell’oblìo!
    Il sorriso è spento.
    Vibra la luce del sole
    come corde di violino
    una nota in si bemolle.
    Fibrilla il cuore:
    a cinquant’anni non è passione,
    si affaccia alla finestra socchiusa
    a soffocare nascosto l’amore
    che danza in una piazza deserta
    senza spiraglio di evoluzione.
    Impossibile averti, fugace piuma al vento
    il pensiero di te non può essermi negato.
    Soffro tremendamente la calma
    di questo oceano che continua a tacere
    in un ti amo di burrasca!

    ROCCO GIUSEPPE TASSONE

    Dichiaro di accettare il regolamento

  46. Ali di Farfalla

    Nei tuoi occhi neri e tersi
    io vedo l’alba di un sorriso,
    diffonde luce nel mio viso
    in sogno ci si sente persi.

    Tu voli come fossi stella
    anima libera nel vento,
    planando in un cuore aperto
    dispieghi ali di farfalla.

    accetto il regolamento

  47. I love Neda

    Tutto è stato detto, e tutto deve essere fatto.
    E così sarà finché Neda muore. Quante volte ancora
    Neda dovrà morire così, ancora, stupidamente.
    Oh, Neda, in questo preciso momento,
    che sono le 4,52 ora di Roma, fuori albeggia; gli usignoli cantano,
    e libera nell’aria il gelsomino il suo profumo.
    Tu dove sei, cos’hai mangiato oggi? dove hai dormito? cosa ti ha detto
    tua madre per rassicurarti? Se è ancora viva, se non è stata
    violentata o massacrata nell’anima e nel corpo, da qualcuno che non sa,
    e non saprà forse mai che poteva avere una alternativa migliore.

    Neda, amore mio, bambina mia, figlia mia,
    cosa posso fare per te, adesso, domani e il giorno dopo.
    Non credo che basterà scrivere na poesia.
    Stai con me Neda, resta ancora nei miei occhi e nella mia memoria.
    Non lasciare che la distrazione mi porti via.
    Solo allora, solo quando io smetterò di distrarmi, tu potrai smettere
    di morire.

    accetto il regolamento

  48. Odissea

    Nuda è la notte
    -amico mio caro-

    lacerate le vesti del sogno
    le vene viola mostra
    al pallore lunare
    e questo dolore che traspare
    dall’acuto silenzio siderale
    raccolgo e avvolgo

    Itaca non è perduta
    seppur tace il suo eroe.

    ( dichiaro di accettare il regolamento)

  49. LUNA ROSSA

    La vedi intera due giorni al mese,
    la dolce Iside sempre velata.
    Il marito è via col bambino,
    due giorni al mese, in passeggiata.
    Lei tutta sola nella casa scura,
    può scostare le gelosie,
    i veli neri, la mantella dura,
    ed esplodere in squilli di trombe.
    É lei il demone delle tombe!
    É lei la femmina natica bianca
    che ispira, che invoglia, che sfianca!
    In queste notti l’atmosfera
    le fabbrica un largo tampone
    dove lei versa fiotti di sangue,
    seria, già usa all’operazione.
    Il suo bambino l’ha munta troppo
    e i poeti soli, pieni di voglia
    la molestavano di bave e di oppio
    anche quando non era spoglia.
    Sangue a fiotti sputa dai seni
    la bella Iside ammaliatrice,
    la mia madre pudica e sana,
    anche di perla, sempre felice.

    accetto il regolamento

  50. SONO FELICE

    Non chiedetemi
    perché.
    Sono contento
    di scrivere
    non per me,
    ma per voi.
    Sono felice…
    di svelare i miei
    sentimenti al fiore.

    Non chiedetemi
    perché
    ma sono felice,
    annunciandomi
    a voi
    con calore e affetto
    come una rosa rossa,
    annunziata
    alla sua donzelletta.

    Sono felice…
    il vedere tanta
    magia nelle parole.
    Vi sembrerà
    strano ma
    sono giallo
    dall’aurea.

    Di rivedere colombe
    bianche
    come la vita
    volteggiar
    su noi
    sotto una elegante
    melodia.

    DI PAOLO FRANZINI
    TUTTI I DIRITTI DELLA POESIA RISERVATI
    ALL’AUTORE, ACCETTO IL REGOLAMENTO…
    BUONA POESIA A TUTTI.

  51. Accetto il regolamento

    La mia mano

    LA MIA MANO
    A VOLTE STANCA,
    TI DA’ UNA CAREZZA,
    SE TI MANCA.
    LA MIA MANO TREMA
    SE COMPONE CON DOLCEZZA,
    SE AFFERRA CON TENEREZZA
    I TUOI CAPELLI D’ORO.
    LA MIA MANO VUOLE SCRIVERE
    DI VOI, PER VOI, PER SE’
    FINO A QUANDO NE AVRA’ LA FORZA,
    LA COSTANZA
    IL GIUSTO SPIRITO.
    LA MIA MANO VUOL STRINGERE
    LA TUA MANO,
    PER SENTIRSI PIU’ VIVA
    PER SCOPRIRE SOPITE SENSAZIONI
    E CAPIRE COM’E’ BELLO VOLER BENE.
    EMOZIONANDOMI COME UN BIMBO…
    GLI HANNO DONATO UN SOGNO

  52. “FORSE UN GIORNO TI CHIEDERAI” di ANNALUCIA MENEGHINI – (Dichiaro di accettare il regolamento)- 25/10/2012

    Un giorno ti chiederai
    Perché la vita è così
    strana da come la desideriamo.
    Eppure ogni cosa ha significato,
    perfino la paura.
    Il coraggio è l’unica cosa
    che ti fa andare oltre
    a ciò che vedi.
    E tutto quello che farai
    con quell’ardore,
    non potrai dimenticarlo mai,
    nel bene e nel male,
    perché quella è la parte
    migliore di te,
    che ti farà sopravvivere
    ad ogni inutile intoppo
    che troverai sul tuo cammino,
    e allora ti accorgerai di chi sei
    veramente e soprattutto saprai
    che sei veramente vivo.

  53. Un po’ sfinge un po’pierrot
    Scivolano ora i miei pensieri
    come sabbia tra le dita,
    neanche lo specchio riflette i miei segreti,
    d’ora in poi farò la sfinge a vita!
    Contemplo la luna ed il suo alone di magia
    raccolgo nella notte la polvere del giorno
    poi lenta mi assopisco con la mia nostalgia
    sconfitta dalla fretta di un bel sogno.
    E domani, domani io mi sveglierò.
    riaprirò gli occhi su quella chimera
    e continuerò a sentirmi un pierrot
    parlando con la luna quando è sera!

    edita in “La sfinge e il Pierrot”
    Aletti editore

  54. PLANARE DI FARFALLA

    Invisibile tela
    sospesa
    nel vuoto:
    oscuro
    territorio
    della mantide,
    che scavando
    nel fragile
    pensiero,
    contrapponendo
    l’esuberanza
    del vivere,
    all’abisso
    della disperazione,
    illude
    la sua preda,
    che ignara,
    sognante,
    cavalcando
    un leggero
    alito di vento,
    planerà
    nel cielo
    aprendo,
    per l’ultima volta,
    le sue ali
    di colorata,
    sensibile,
    farfalla…

    Tiziano Consani
    Accetto il regolamento

  55. LA NOSTRA GENERAZIONE

    Cinquantenni brizzolati o stempiati,
    nell’animo ventenni di eterni adolescenti.
    Navigando in mare aperto, all’orizzonte,
    non s’intravede tramonto
    per il nostro mondo.
    Sospesi nel tempo
    e sempre “On the Road”,
    l’isola felice circumnavighiamo
    nel ricercar pace, amore e libertà
    sventolando la bandiera
    di quel ‘68 che fu il nostro motto.

    Negli anni lieto è il viaggiar
    imbarcati in colonne sonore
    “pop, country, rock”,
    veleggiando nel “blues”
    nel sogno mai finito
    della nostra generazione,
    porto essenziale di epocali passaggi
    fra crisi, benessere e tecnologia spaziale.

    Sull’onda del passato si continua a navigar
    facendo rotta nel presente
    alla ricerca permanente
    di una migliore umanità.

    Utopia, realtà:
    non spegnerti O speranza!!!
    Lasciaci salpare ancora verso il futuro,
    nel continuo ricercar…
    Magici tesori e mondi migliori.

    Antonio Bicchierri

    accetto il regolamento

  56. SITTER

    È buio.

    No, non fuori, lì c’è il sole… è il nero dentro di me.

    Pece che cola lentamente sulle pareti della mia anima;

    freddo che si avvinghia parassita al mio cuore;

    nebbia che ammanta palpabile quel poco che rimane del mio cervello.

    Tristezza immensa, angoscia fisica, solitudine straziante nel pozzo del mio io, sprofondato nel baratro pieno, colmo di vuoto.

    Occhi-civetta che girano sperduti sui muri che crollano, respiro stroncato di paura e nulla; corse, lagrime, impotenza!

    E nulla è né sarà più come prima. Forse.

    Un’unica, lontana, quasimpossibile luce di speranza che tremola, esile ed impalpabile, da raggiungere… al pi˘ presto, prima che – sperando che non – sia troppo tardi.

    No, non sono drogato.
    Magari lo fossi… passerebbe.

    Marionetta dai fili tagliati,
    tutti meno uno.
    Così liso, quasi inesistente, piccola bava di ragno sifilitico che si stende sino allo spasmo.

    E il mio urlo muto si spegne

    nel vuoto assoluto.

    …e poi più nulla.

    Accetto il regolamento del Concorso

  57. LOTTE “INTESTINE” di Antonio Giordano. Presa visione, si accetta il regolamento del concorso.

    Dice e ridice Euridice,
    né mai si contraddice,
    che il Duce tracce
    di nome Aiace
    non fece le feci
    il dì delle preci
    ma invece in sua vece
    felice le fece il vice.

    Tace Euridice e più non dice
    ma corre voce
    che il Duce truce non ebbe pace.
    Con piglio feroce
    veloce veloce
    a colpi d’orbace
    il vile vice gettò sulla brace
    nella fornace di borace
    e pece ne fece
    quanto una noce.

    Che fine atroce
    del Nilo alla foce!

  58. ALTRA ESISTENZA

    Esiste il tempo d’uno strapazzo
    non voluto per il semplice motivo
    d’un ascolto non desiderato.

    Esiste il tempo delle libellule
    nel ricordo d’un temporale fulminante
    che accresce il desiderio
    di tornare indietro nel tempo
    dove tutto si può costruire
    senza l’arroganza
    della umana speculazione.

    Esiste il tempo del vento irrequieto
    che accorcia distanze labiali
    irrilevanti nelle loro interpretazioni.

    Eppure in tutte queste bugie
    si aggregano ori spezzati
    da suoni d’abbaglio;
    nel loro ermetismo
    si nascondono
    fiabe di noi
    che stiamo vivendo
    nelle incarnazioni
    delle nostre ricche proiezioni.

    GLORIA D’ALESSANDRO

    (dichiaro di accettare il regolamento)

  59. Accetto il presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003).

    Voce di Ilaria Militello

    Sento la tua voce,
    ma non riesco a vedere i tuoi occhi.
    Sento il tuo respiro,
    ma la tua bocca è lontana.
    Ti sento,
    ogni giorno,
    ma sei solo dentro me.
    Tu sei lontano,
    irraggiungibile.
    Sentire la tua voce mi fa impazzire,
    ancora di più sapere che non sarai mai mio.
    Dovrei allontanarmi,
    non amarti,
    non amare più così disperatamente la tua voce.
    Il desiderio di te
    mi opprime ogni giorno,
    non mi fa vivere,
    in ogni uomo di cerco,
    ma non sei mai tu,
    non lo sarai mai
    e io continuo ad amare,
    sempre e solo una voce.

  60. Poesia di Maila Meini. Accetto il regolamento.
    Silenziosa come il vento

    Nel giorno che declina, radente
    la luce trasfigura i colori
    dei campi, dei boschi e delle case
    di uno splendore ambiguo. Percepisco
    l’energia dorata della vita,
    un tempo ardente, spesso trasformata
    in fili di fumo scolorito,
    più calda ora dell’aria che mi avvolge.
    Mi muovo silenziosa come il vento
    passando attraverso i fili d’erba,
    leggera perché c’è un domani.

  61. Fabrizio Tanda – accetto il regolamento

    NELL’AZZURRO MUOVERSI

    Fremono le onde
    serenita’ schiumose
    fra l’azzurro
    muoversi come
    in un un sogno:

    forse
    ti rivedro’
    ridente e libera

    mentre
    petali di ginestra
    ora si posano

    dove
    le onde
    s’assopiscono.

  62. DEA DELLA CASTITA’
    ” dela della castità
    mi costringi ad amarti ogni giorno
    e già la gente sorride
    di questo
    amore
    tenero
    come le labbra di un bambino
    castità di pensiero
    dove la libertà
    è assoluta
    dove la mente spazia
    sopra ogni indefinibile limite
    l’anima è leggera
    dove lo spazio è senza tempo
    e senza forma
    difficile raggiungere questo stadio di castità
    ma noi molto spesso
    ne assorbiamo
    mai sapranno gli impuri
    che i prati
    si specchiano nei nostri occhi
    oltre ogni realtà possibile
    io poso il corpo nudo
    sulle zolle di umida pietra
    per respirare
    una libertà
    a me soltanto donata”

    accetto il regolamento

  63. Della gioia

    E allora dunque la gioia è solo un sogno,
    sul tardi, quando le ore inclinano
    ai vapori leggeri della sera
    e non ci resta null’altro
    che una trepida attesa della quiete?
    Vorrebbe ribellarsi la voce
    che ci accompagna nel ruminare
    affollato di speranze e rimpianti,
    e un disperato bisogno ci sorprende
    d’un antico ma rinnovato tepore,
    che ci accolga nelle braccia del sonno.
    E cosa è mai questa gioia che ci tenta
    in un ultimo assalto con la furia
    e la dolcezza del ricordo
    e con la carezza d’un volto
    che disegna un futuro di bene
    nei nostri pensieri?
    L’incertezza ci cinge la testa
    come un giorno in cui in cielo
    s’alternano qualche sprazzo di sole
    e squarci improvvisi di nuvole nere
    e non c’è risposta alle nostre domande,
    che restano sospese
    nella greve atmosfera d’un orizzonte
    senza un filo di luce,
    e ii mistero che le circonda
    ci avvince nel buio e ci sospinge
    nella notte più inquieta.

    Dichiaro di accettare il regolamento in ogni sua parte.

  64. Voi che ogni giorno …

    Un cuore debole come la mente stessa
    Un sogno che si spezza e t’ incatena ad esso
    Un tormentar dell’ anima senza veder la luce
    Un buio all’ improvviso che toglie anche la pace
    Nessuno che fa niente, con solo amar commenti
    Nessuno che ti aiuta ed io … sola … perduta …
    Perduta e senza fiato: un grido nella mente
    Confuso e esasperato …
    Ma non vedete che sono triste e stanca?
    Non vi accorgete che soffro immensamente?
    Voi che ogni giorno mi dite che mi amate
    Non vi accorgete di come son rimasta sbalordita
    Quando l’ anima mia d’ un tratto si è spezzata?
    Perché non mi aiutate? Perché non mi ascoltate?
    Ma voi … le spalle al muro … a terra mi gettate …
    Sempre di più … ancora più colpite …
    Non vi è bastato il danno che ho nel cuore …
    Voi che dite a tutti che mi amate …
    Non vi è bastato un corpo senza amore …
    Voi che dite a tutti che mi amate …
    Non vi è bastato che l’ anima ho perduto?
    A chi mi dice amore nulla gli può bastare
    Se non la gioia immensa
    Un giorno di potermi cancellare
    Completamente … dal mio presente …
    Dove per me più niente potrà mai stare …
    Né gioia né dolore ne lacrime e rimpianti
    Né vita e né speranze
    Ma solamente un fingere fatto di circostanze

    Carmela Russo
    accetto il regolamento

  65. LA GUERRA E’ FINITA

    Ricordo che quando ero ragazzino
    avevo tanta fretta di diventare grande;
    anch’io sognavo di essere un eroe
    con quelle due pistole strette ai fianchi;
    le avevo avute in dono da mio nonno
    il giorno del mio quinto compleanno;
    la guerra non è un gioco da bambini
    la guerra è odio e tradimento.
    Israele e Palestina hanno crocifisso Dio
    con la loro caccia all’uomo,
    con le loro bombe umane.
    Correte, venite, quanto sangue, quanti feriti.
    Correte venite, la guerra è finita!

    accetto il regolamento

  66. A NUDO
    Corrode l’amore
    quando la notte si desta
    senza riguardo alcuno
    a centellinare le virgole
    e quei punti interrotti
    di ogni riverbero di ieri
    di ogni oggi e mai
    o sempre
    o quel dentro che non cheta
    che non plaude all’imbelle sorriso
    non elargito a forza
    nè strappato al pegno
    ma vivo
    nel pur dolente ricordo
    dell’amore che desta
    quando la notte non ha riguardo
    mentre si stringe il tempo.

    (accetto il regolamento )

  67. E vorrei dirti.

    E vorrei dirti del mio giorno nuovo
    Quando nel vento che sale
    Per le strade lievita il pane
    Ed il mio viso piange
    L’assenza della tua mano
    O una sirena stride sulla quiete
    E un cane abbaia legato alla catena

    Io vorrei dirti del mio giorno nuovo
    Quando la parola cade nel vuoto
    Come un seme nella crepa
    E il sole affonda nel mare la sua luce
    Come la quercia le sue radici al suolo

    Si vorrei dirti del mio giorno nuovo
    Quando discolorano le ombre sopra i muri
    E la stanza rimane mestamente nuda
    Quando il pensiero è un grido che m’assorda
    E il desiderio un carbone spento

    Io vorrei dirti del mio giorno nuovo
    Che nuova manna mi liberi dal cielo
    E di fresca pietanza adorni la mia mensa
    Ma il giorno è uguale in tutte le sue ore
    Se non nelle fatiche e nell’attesa
    E l’ozio muta amaro nel supplizio
    Se penso che mi chiami e aspetto invano

    accetto il regolamento

  68. Fermarsi cinque minuti,
    seduta su un’altalena,
    in un piccolo parco.
    Contatto con un’aria calda,
    di giorno uggioso,
    copre il blu del cielo.
    Nuvole in rivolta.

    Piove ed io cammino tra le gocce.

    @ Annalisa Civitelli 2012

    Accetto in ogni sua parte il regolamento

  69. Anna Rosa Falcone .Accetto in ogni sua parte il regolamento.

    Troppe parole

    Tutti parlano d’amore ma nessuno ama veramente
    Tutti sono amici di tutti,con sempre un pugnale pronto ad attaccare
    Tutti si chiedono il perché,ma nessuno risponde
    Troppe solitudini innamorate
    Troppi innamorati fasulli
    Troppe amicizie infondate e
    troppi mi manchi senza “eccomi qui”
    La poesia è la risposta Dell’anima
    E solo il sorriso
    È la giusta risposta a tutti i tuoi perché

  70. Disincanto

    Pietra opaca
    senza luce
    ne’ ricordi
    ghermita dalle acque gelide di un mare d’inverno.

    Sasso instabile
    senza amore
    né colore
    poggiato su morbida sabbia dorata.

    Roccia stanca
    senza calore
    né gioia.

    Così
    se vuoi
    ti dono il mio cuore.

    accetto regolamento

  71. NÉ IL CIELO POTRÀ NEGARMI IL SOLE
    Niente potrà ridarmi
    l’attimo passato
    né il cielo potrà negarmi il sole.
    Nulla potrà cancellare
    i passi già vissuti
    né le ombre della sera.
    Solo nella polvere
    ci si abbandona alla tristezza:
    è il vento della vita che soffia leggero.
    Niente potrà farmi dormire
    né i soporiferi lamenti dei vicini
    né il canto della notte stralunata,
    solo la voglia di sognare
    mi farà ricominciare.

    accetto il regolamento

  72. È da lì nacqui io
    Una continua lotta con me stessa
    Abbandoni,lacrime,morte
    Tutto è passato dai miei occhi
    E perfino l’amore ormai mi delude,
    Mi fa cadere giù
    Una stanza
    Sensa via d’ uscita
    Mi perdo nel buio della notte
    È non riesco a sopravvivere all’immensp dolore
    Che provo nel pensarti
    Un ricordo,
    ormai svanito
    Nel buio dei tuoi occhi
    Morte,solo morte
    Vedo dentro di essi
    Lotto,lotto
    Per arrivare in cima ,
    Ma i miei sforzi sono invani,
    Un continuo lottare,
    Per qualcosa che non esiste più

    accetto il regolamento

  73. accetto il regolamento del concorso

    ESTATE

    E volti la spalle alla dama dei fiori,
    giungendo al solstizio.

    Orafa incastoni tra i rami
    gemme dai toni dolci e dalle aspre sfumature.

    Imbratti le verdi distese
    con variegate chiazze dalle raffinate aulenze.

    Fragranze marine riesumi dai sensi
    che conducono a spiagge pronte all’accoglienza.

    Oh Pittrice quanto colore spendesti all’azzuro del cielo?

    E’ specchio celeste
    e lassu’ lo portasti!

    Le onde e le tue brezze dan spunto a profumi
    che indossa il melanconico costretto al suo cemento.

    Spezzi oppur circondi flirt e grandi amori
    che vivono le ore come fossero degli anni.

    Con passione culli l’ozio e coltivi notti insonni,
    aizzi a rinviare ogni dovere al dì.

  74. LE LIBELLULE
    FELICITA’ di VIVERE 12/06/2011

    Ieri sera, mi stavo appisolando
    Il Capo ho adagiato sulle braccia
    E mi sino addormentato
    In un baleno lungo un attimo d’eternità
    Mi sono ritrovato in un mondo di sogni
    C’era quello che odiava il mondo
    ripeteva continuamente perché a me?
    C’era quella che pure avendo un corpo stupendo
    Nei suoi sogni c’erano solo incubi
    E fra un mare di sogni negativi
    Ho incontrato il sogno di una ragazza
    Il suo corpo
    Non aveva i piedi per camminare
    Neppure le mani per mangiare
    I suoi sogni erano solo di bellezza, amore e gentilezza
    Quando vide il mio sguardo incapace di por domanda
    Con un filo di voce e con un sorriso smagliante
    Disse
    Lei non può comprendere
    Quanto sia immensa la mia felicità di vivere
    Giancarlo Rizzati, via Roma 2° tronco,67
    45030 Occhiobello- RO
    e-mail giancarlo.rizzati@gmail.com
    tel. 0425-750552
    Accetto le condizioni

  75. Waiting for – accetto il regolamento – Carmelina Casamassa

    E’ nei vicoli stretti che odorano di bucato appena steso
    dove le persone si siedono raso al muro
    all’ora in cui
    nelle campagne di Cassola hanno tutti smesso di lavorare
    e sono fuori a godere della calura che allenta la presa
    e la gente non ha neanche tanto voglia di parlare
    quanto quella di ascoltarsi il silenzio.
    E’ in quei vicoli che s’insidia l’attesa…

  76. Castelli di sabbia – Elisabetta Bagli – accetto il regolamento

    Ogni giorno tu,
    la tua vita, il tuo sorriso,
    i tuoi nei che il tempo non ha cancellato,
    i tuoi nei che accendono la mia fantasia.

    Ogni giorno tu,
    la tua voce che cade su di me,
    calda come una pioggia estiva
    inumidisce le mie membra
    che da sempre hanno sete di te,
    che da sempre vogliono vivere la tua carne.

    Ogni giorno tu,
    imprigionato nei miei sogni,
    vaghi nei miei castelli di sabbia
    che non vogliono farti andar via.
    Ma le onde arrivano,
    puntuali arrivano.
    Distruggono tutto.
    I ricordi, no.

    Costruisco ancora castelli di sabbia.
    Lo farò fin quando il vento
    che mi dà la vita
    animerà questo mio corpo nudo.
    Li abiterai tu.
    Lì, ci sarai tu.
    Ogni giorno tu.

  77. A ritroso

    Ho dormito con Baudelaire per anni
    sotto il portico della ferrovia
    A volte mi mancava la fretta
    altre volte sentivo Huysman
    battermi le tempie
    sbucato fuori da quel paramento
    A rebours
    A ritroso ho incamminato un verso
    diretto alla pace di un volto
    truccato

    Federica Galetto
    Dichiaro di accettare in ogni sua parte il regolamento

  78. La rosa

    La rosa è un fiore,
    migliore per comprendere la vita.
    Le spine sono le pene e gli affanni
    della misera vita.
    Il bocciolo è l’amore
    che unisce l’uomo con il suo simile.
    Non importa se è amicizia,
    affetto, passione.
    E’ un romanzo la vita.
    La rosa è il sigillo
    per comprenderti e
    chiamarti amore.
    Questo è il sogno
    chiamato “misera vita”.

    accetto il regolamento

  79. – Sogno in Bianco e Nero-

    Sola,nel silenzio
    ascolto la voce dell’anima
    forse sogno
    scorrono sfuocate immagini
    sui muri bianchi
    immagini in bianco e nero
    foto sbiadite ,attimi di vita
    Bianco….dolci ricordi..
    Nero….no!—
    non voglio ricordare
    fa male!!—-
    rivoli di lacrime sul viso.
    un battilo di ali..una carezza
    inaspettata
    son desta
    non soffro più.

    caputo antonietta 06.09.2012. accetto il regolamento

  80. Ammaliato

    Per le viuzze del paese mio
    all’imbrunir la vidi camminar,
    fissai lo sguardo su cotanta grazia
    e per incanto stetti ad ammirar.

    Leggiadra andava con quei passi suoi,
    parea quel calpestio voler volare;
    tanta avvenenza io non vidi mai…
    che il cuore mio chiese di parlare.

    Fisso negli occhi posi il lungo sguardo
    e amabilmente volli pronunciarmi;
    che cosa dissi non ricordo affatto
    ma cosa certa fu… complimentarmi.

    In ogni modo esposi le parole
    che dal profondo mi dettava il cuore;
    le labbra si toccavan per magia,
    non riuscivo che.. parlar d’amore.

    Cosa cercavo – quello fu certezza –
    tanta bellezza non passasse invano
    fu mio intento quel di conquistarla
    e timidamente gli chiesi “la mano”.

    Bellotta Luigi, Dichiaro di accettare in toto il regolamento

  81. Pensando a te

    Scrivimi
    ché le tue parole giungano
    a domare quell’ansia che ho nel cuore
    Pensami
    per riempire il vuoto di vita
    che mi assale
    Aleggiami
    soffiando dolcemente nell’anima
    a spazzar via le mie paure
    Stringimi
    per non lasciarmi sola
    a pensare al futuro
    Amami
    come luce che sorge timida e impetuosa
    a illuminare desideri
    Cercami
    per percorrere insieme le infinite strade dell’amore
    trasformando in vita i sogni

    Dichiaro di accettare il regolamanto
    Daniela Cavazzi

  82. A volte tra la gente.. cammino distratto per le vie affollate, incrocio lo sguardo delle persone cercando di trovare nei loro occhi frammenti di vita,storie,qualche dettaglio che mi parli di loro,io le sento a volte ma non sono parole,a volte è un canto dolce ,talvolta amaro come un lamento che mi angoscia che mi spinge a guardare nella direzione opposta a tutta quella confusione, dove tra le tante cose che sono rimaste in silenzio, vedo il riflesso della mia immagine ,alla quale chiedo disperatamente chi sono io.

    accetto il regolamento

  83. Fissare delle regole
    (per mia figlia di 16 anni)

    Fissare delle regole per quei tuoi gesti morbinosi

    è come aprirsi a un torbido mattino di sole

    senza luce.

    Come dirtelo, come fartelo capire,

    l’ignoto ordine della fatalità.

    Potenza e atto, causa ed effetto,

    leggi dell’universo o solo falsità?

    Come accarezzare il tuo imbronciato

    sguardo, strombato verso la malinconia,

    come toccarti, come farti sentire,

    la durezza della mia fragilità.

    accetto il regolamento

  84. Fissare delle regole
    (per mia figlia di 16 anni)

    Fissare delle regole per quei tuoi gesti morbinosi

    è come aprirsi a un torbido mattino di sole

    senza luce.

    Come dirtelo, come fartelo capire,

    l’ignoto ordine della fatalità.

    Potenza e atto, causa ed effetto,

    leggi dell’universo o solo falsità?

    Come accarezzare il tuo imbronciato

    sguardo, strombato verso la malinconia,

    come toccarti, come farti sentire,

    la durezza della mia fragilità.

    accetto il regolamento

  85. Di sera, fra le mani un bicchiere
    mi piace pensare al domani
    come improvviso mutare
    come onda che scrosci
    schiumosa e saturi l’aria
    del salso sentore del mare

    Mi piace pensare al maestrale
    ai gabbiani arruffati sul molo
    alle barche tremanti
    alle nuvole-alianti
    al tuo sorriso sorpreso
    felice, rapito
    nel vento
    che di zagare odora
    i ricci ribelli

    Mi piace pensare che vivere
    in fondo
    non sia che l’incerto volare
    d’un aquilone
    che tende allo spasimo il filo
    e non sa se fermarsi
    o partire

    Nel frattempo
    aspettando che scoppi
    la tempesta perfetta
    il bicchiere si svuota
    e la coscienza s’appanna

    Finalmente sbilenco
    mi alzo
    dalla sedia sfondata
    allontano un fantasma ossessivo
    sventolando la mano
    mi spoglio confuso
    e poi vado a nanna.

    Accetto il regolamento

  86. Io in Poesia
    sono diversa.
    Sono un insieme
    di vetri rotti, lasciati
    in un angolo della
    soffitta.
    Aspetto che qualcuno
    si ricordi di venirli a
    prendere.
    La polvere li ha ricoperti,
    la mia immagine e’ distorta.
    Non possono accorgersi
    di me.
    Solo il sole puo’ ridare
    forma al volto, invitare
    qualcuno ad entrare
    nella soffitta, raccogliermi,
    accogliermi.
    Liberarmi da questa vita
    di vetro fatta solo di
    sentimento e introdurre
    la ragione.
    Non piu’ frantumata,
    essa si ricompone,
    ritrova identita’ in un
    corpo reale che non
    appartiene piu’ alla
    Poesia.

    Daniela

    Dichiaro di accettare il regolamento.
    29.10.12
    Daniela Vento

  87. Avrai motivo di canto e di preghiera
    verso quel dio cui fosti inviso,
    come l’eroe che cadde per bandiera
    di una patria che non lo riconobbe,
    e non trovò il suo posto in paradiso.

    Cuore, di che ti penti e di che piangi?
    Amasti fino all’ultima chimera,
    e la inseguisti fino ad orbite celesti,
    come ora, nel dolore, che ti appresti
    a cantare emozione che non c’era.

    Spargi i tuoi versi nella terra d’oro
    che accarezzasti tanto da fanciullo
    dietro i passeri in volo per trastullo
    di agguantare un bel sogno a primavera.

    Con stupore negli occhi guarda il sole
    e inebriati di luce e dei poemi
    che lo spazio dispensa a mo’ di premi
    a chi sa coltivarlo come aiuole.

    Guarda gli spazi pregni di altri canti,
    sentili e poi dimentica il presente
    arido e vivo di realtà dolente,
    di splendidi ricordi e di rimpianti.

    Frena, cuore, l’impulso alla chimera,
    verrà il buio comunque dopo i giorni
    di questo lampo che non ha ritorni
    e che smette i barbagli con la sera.

    Gesuino Curreli

    Accetto il regolamento

  88. Dolore 11.09.12

    Coltre nera su ogni pensiero
    Cielo senza stelle per parole mai dette
    Cuore tagliato da lama affilata
    Orizzonte irraggiungibile con lo sguardo
    Impotenza assoluta che pervade i sensi
    Sconforto che si insinua nelle vene
    Rammarico per atti incompiuti
    Ricordi che affiorano come bolle d’aria
    E la vista si offusca in un attimo
    E la carne si ritrae da se stessa
    Tutto è inutile e già compiuto
    Anche con la forza nessuna soluzione
    Il tuo mondo ti scivola fra le dita
    Come sabbia finissima che non trattieni
    L’inutilità s’impadronisce severa
    Di quel vuoto esanime che di te rimane
    E ti manca il fiato e le parole non servono
    Ogni gesto sembra ovviamente improduttivo
    Nessun aiuto può sembrare efficace
    Un sacco vuoto è più animato di te
    La solitudine s’impadronisce
    Di quell’anima come carta bianca
    Disperato trovi solo dentro te
    Un flebile filo d’aria per respirare
    Infinito e spazio si fondono in una prece
    Che aiuti a ritrovare almeno la speranza
    A colmare di ricordi incancellabili
    L’essenza abbondante di dolore

    Invio accettazione incondizionata del regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/200)

  89. SEMPRE NEL CUORE

    Sempre nel cuore
    granitico filtraggio
    di lame e di gioielli
    finché attendi…
    colpito da residua chiarezza
    un giorno, a trasformar le pozze d’acqua
    in fluide vivide pendenze.

    L’amore sfreccia sulla sabbia
    che solo alla mente
    pare che i flussi possano parlare:
    di nuovi rifugi, nuove solarità.
    “L’anima procura la vita,
    dove solo morde siccità
    e desolazione.”
    Una scintilla verde a dire:
    “Tutto comincia
    quando tutto sembra finire!”

    Bronzo seppellito il corpo
    per il quale, un definir di ciglia
    per mano di fanciulli, scavando
    tra la sabbia perle:
    “Ritrovato è l’uomo!”
    Nei suoi occhi.

    Luca Gismondi

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO

  90. Ragazza di Lisbona

    Dalla finestra
    guardo un mare di lucciole nell’immensa piana
    e guardo te,
    abbandonata sul mio letto.
    Dormi.
    Morbida luce di addobbi cosmici ti veste
    come i tuoi capelli sparsi sul cuscino.
    Socchiudi gli occhi.
    Un sorriso…
    A me o ad un sogno?
    “Vieni amore, guarda…”
    Ti chiamo vicino.
    La notte è ferma e calda.
    Il cielo capovolto.
    Migliaia di pirilampos che paiono stelle.
    Una lacrima furtiva,
    malinconia della tua terra,
    desiderio del vento assolato di Lisbona.
    Dal profondo dell’anima canti un fado
    che parla di viali alberati e marciapiedi a mosaico.

    Monica Bianchetti (accetto il regolamento del concorso)

  91. NON SO SE SO AMARE sez.A

    Non so se so amare
    ma lo vivo!
    Fatto di carezze che scivolano
    di labbra che assaporano
    di sguardi che si incrociano
    respiri che riempiono silenzi
    poi un gemito quando
    ne penetri la sua essenza
    un abbraccio
    quando ti perdi in esso.
    Non so se so amare
    ma ne respiro la presenza
    facendo vibrare il mio corpo
    dandogli una forma immensa

    Giambattista Ganzerli
    accetto il regolamento

  92. Nel tuo ricordo Bepi, fratello caro sez.A

    Non tremare:
    lascia che il tuo dolore
    foglia d’autunno,
    plani sui tuoi pensieri-
    Non tremare !
    Ascolta ancora le sue parole
    che vibrano nella stanza
    un’identica voce
    e ricorda il fischio senz’aria
    e i tuoi occhi stupiti
    dietro al cavalletto
    a nutrirsi
    di manciate di sogni.

    Gianni Moi
    accetto il regolamento

  93. NON SO SE SO AMARE

    Non so se so amare
    ma lo vivo
    fatto di carezze che scivolano
    di labbra che assaporano
    di sguardi che si incrociano
    respiri che riempiono silenzi
    poi un gemito quando
    ne penetri la sua essenza
    un abbraccio
    quando ti perdi in esso.
    non so se so amare
    ma ne respiro la presenza
    facendo vibrare il mio corpo
    dandogli una forma immensa

    Giambattista Ganzerli
    accetto il regolamento

  94. Corpo che vibra

    Sento il corpo che vibra,
    quando la tua mano arriva
    portandomi alla deriva
    di una spiaggia lasciva.
    Lussuriosa visione
    imbalsamata nella reclusione
    progetta l’evasione.

    Grisanti Maria

    Accetto il regolamentodel concorso

  95. lo spazio urbano
    amplifica la difficoltà di una vita da vivere
    e la natura complessa dell’uomo
    è un bricolage di graffiti
    spruzzati sui muri di ogni periferia
    e nei tatuaggi che raccontano di notti
    che esplodono improvvise
    per eccesso di alcol, droga
    ormoni e leggerezza
    che aiuta a spegnere la volontà
    di aprirsi agli altri
    e fa sempre di più optare
    per un’esistenza alternativa in diretta sul web
    quasi priva di rischi e rughe autentiche

    “un’esistenza alternativa in diretta sul web”

    accetto il regolamento

  96. A VOLTE…IMMAGINA

    Chiudi gli occhi e immagina
    come sarebbe il tempo senza ricordi,
    un violino senza corde da suonare,
    una mattina senza il sole.
    immagina, una vita senza sogni e adesso.. non immaginare
    apri gli occhi e vivi.

    accetto regolamento. sartori elena

  97. accetto il regolamento
    sina mazzei
    sezione a

    Inginocchiata davanti all’altare
    del mio cuore
    lasciate che io non senta dolore
    ma solo il vento commosso
    che mi spinge più in alto
    di un coro di voci
    e mi porta a conoscere arie
    che quaggiù non riesco a cantare.
    L’universo attende la voce
    che canti il suo infinito ordine
    la sua ragione infinita
    il suo giusto posto,
    con il motivo di essere pensato…
    Nel mio errare
    il cuore trova il posto
    e il motivo per pensarsi.
    E Dio m’ insegna un canto nuovo,
    in un’alba nuova;
    i suoi accordi scalano il rigo,
    i suoi intervalli sono pause di riflessione
    per respirare fraternità perdute,
    le chiavi, fragranti aperture
    di pace
    e così giorno imparo a cantare
    condannata
    ad una prigionia d’amore
    nella mia incapacità d’amare.
    Tra i singhiozzi
    Come potrò mai liberarmi?

  98. Io CARMELA CASUCCIO, con la presenteintendo partecipare alla gara di poesia, sez. A, e accetto i termini del regolamento

    ASIMMETRIE

    Mi guardo
    sola e invisibile
    esistere nell’immenso.
    Ostinata, fallace
    per niente motivata
    persistere in questo
    esserci senza essere.
    E quando il giorno assume un’asimmetria
    come sfuggendo
    su di un’asse inclinata,
    mi fermo distrattamente
    a volerlo raddrizzare
    quasi fosse
    un quadro d’ingresso
    che ci guarda
    perennemente storto.

  99. Con la presente poesia io, Emma Pirozzi, partecipo al concorso “Lunula” e dichiaro di accettarne il regolamento.

    Miracolo

    Anelli verso il cielo al tramonto
    All’alba triste fatica a respirare
    Ne vidi andar tanti
    Mentre mi si vietava di fumare

    Come l’ultima sigaretta persa
    Ritrovata nella tasca di un cappotto
    Mi svestii di morte un mattino
    E tornai a mezzogiorno tranciato
    da un miracolo

    Un giorno che vide cent’anni in un solo secondo
    E al polso l’orologio più preciso del mondo

  100. ANIMA MIA – accetto il regolamento

    Guardo all’interno della mia anima,

    e vedo tutto sfocato ….

    trovo paura, dolore, rabbia e in lontananza l’amore.

    Vorrei mettermi a nudo

    e gridare che c’è un’ anima tremante,

    perché forse ha capito,

    che il mondo, la vita è un tornado,

    e dopo un po’ tutto passa ….

    lasciando la distruzione e la paura

    portando con se tanto amore.

    Giro e rigiro,

    mi volto e non trovo che un passato addolorato,

    ma nel rivoltarmi rivedo il presente

    e guardo lontano il futuro…

    poi ad un tratto tutto prende senso ,

    e l’amore si impossessa del cuore

    e la malinconia….

    Si allontana dall’anima mia.

    Borrelli Corrado

    07-05-2011

    tutti i diritti sono riservati

  101. Accetto il regolamento

    CARAMELLE

    Dammi ancora caramelle
    e quella tragica euforia
    che solo i pazzi
    sanno avere.
    Affacciato ad un muro di macerie,
    araba fenice di rovine
    mal celate.
    Testimone involontario
    di un piccolo battito che
    ancora reclama la sua vita.

  102. E poi ci sono quei giorni bui
    che ti manca il fiato
    mastichi sale e pepe
    e ingoi rabbia.
    Fradici giorni
    segnati da pioggia acida
    sporca e invadente.
    Manca il sole a scaldare
    la luna a illuminare
    manca la vita, il suo respiro.
    Apri questi pugni chiusi e stretti
    domanda al vento di alitare forte
    è ben noto a tutti
    quanto più energico soffia
    la pioggia di contro non batte

    accetto il regolamento

  103. La poesia e’ troppa

    La poesia e’ troppa!
    Troppe le parole scritte
    con il sangue dell’anima
    da penne indelebili, su pagine
    di letteratura universale,
    scolpite come il capolavoro
    di un grande scultore,
    pennellate come un quadro
    di un Goya o di un Velasquez,
    eterne, per quanto eterna
    possa essere l’arte umana..
    Perche’ tratteggiare ancora
    con tratti deboli e incerti,
    con tutti questi difetti,
    la nostra comune storia,
    ripetere il gia’ detto
    udire quegli echi,
    che gia’ risuonano da sempre
    da Omero e Saffo in poi
    migliaia di poemi ci cantano
    sin dalla ninna nanna, nella culla
    l’antica melodia della poesia..
    La poesia e’ troppa!
    E oggi questa pletora di parole
    mi soffoca.. meglio uscire!
    Ma continuo a pensare
    che essere poeta
    renda l’uomo migliore!

    Accetto il regolamento.

  104. Ti ho cercata

    Ti ho incontrata
    una sera
    all’uscita del tram
    in una città senza nome
    fra passanti assurdi e musiche zigane.
    Poi ti ho cercata
    nei miei sogni appesi,
    nelle lunghe camminate dell’inconscio,
    sotto gli archi di monumenti arcani.
    Infine ti ho trovata,
    la scia del tuo profumo che mi inonda
    gli occhi scuri della notte
    su di noi,
    amanti persi per una sola notte.
    Nulla avviene per caso
    nella vita.
    Nulla.

    Accetto i regolamento

  105. Carlo Conti/ 3/11/2012

    Ditemi

    Ditemi
    sconosciuti figli ..
    dove m’incontrerete.
    Datemi ragion
    di ch’io sia.
    Mi troverete
    lungo la strada
    del tempo .. forse
    in un campo
    di papaveri rossi
    o tra gialle
    spighe di grano.
    Ditemi se sarò
    goccia di mare
    o già grano
    di sale.
    Vi ciberò come
    amorevole padre ..
    sconosciuti figli.
    Siete stati
    i miei padri.

    Accetto il regolamento.

  106. LELE MASTROLEO – ACCETTO IL REGOLAMENTO

    …quando arriverà il giorno…

    …quando arriverà il giorno

    in cui la Bellezza

    verrà a gridarti il disprezzo

    ed i nani di Velasquez

    ti salteranno al collo

    per sgozzare la Fantasia,

    per darti l’ultimo pasto

    da condannato a vivere,

    allora e solo allora,

    potrai battere le ali,

    e giocare finalmente

    quel fante di picche

    che nascondevi malamente

    in ogni tuo taschino,

    ed io ti inviterò a ballare

    un’altra volta sulla riva dell’Idro

    o nella grotta dei Cervi,

    a fare notte e a far mattino,

    con la malvasia delle piante rizze

    e quella del levatico rissoso.

    a sentire scoccare le ore

    dalla torre campanaria,

    a salutare le nuvole di oriente

    o la luna ballerina

    che stranita come sempre,

    aspetta il tuo sorriso bambino,

    prima di infilarti il suo coltello rosso

    dritto in fondo alla gola,

    per spingere le braccia più in alto

    sino a rubarti la tua unica mela,

    ad uccidere ogni tua meta.

    quando arriverà il silenzio

    sulle tue labbra

    e la Fortuna avrà comprato

    un cavallo nuovo,

    alla frontiera dei tuoi pensieri,

    allora ti prenderà le vesti

    che coprono le parole,

    e porterà con sè il vento di aprile

    che ti ha visto nascere

    e che ha visto le rose

    coprire la pinnaccia

    del tuo destino alla fonda.

    a cercare la rondine

    dei tuoi racconti,

    che ti faccia sentire

    il profumo mai usato

    di una carezza nuova.

    quando arriverà

    quello sfiorarsi le mani

    con altre mani

    le braccia con altre braccia,

    quel tuo tenere

    il diario della gioia

    a portata di mano,

    per inciderne i caratteri

    di sangue vivo e calce bianca,

    con tutto l’incanto

    della terra del rimpianto

    e della leuca pianura

    riarsa dal rimorso,

    quando arriverà

    la controra sugli stazzi,

    nelle chiese dei santi gravidi

    e nelle viuzze di catrame

    che portano alla banchisa,

    quando il giorno

    si mescolerà al sonno dei bimbi

    alle nere nostre donne

    con lo scialle firmato dai briganti,

    sarai crocefisso,

    al palo della cuccagna.

    e quando noi tutti qui,

    non avremo più il sale,

    per fermare le piaghe,

    e nel nostro cielo borbonico

    non voleranno più i gabbiani,

    che portano il salmastro

    e lo scapece marinato,

    e la fatica di spostare la collina

    sin dietro al sole

    non servirà più a niente,

    io sarò in giro a vendere il rumore.

    Io sarò in giro a vendere il rumore,

    quello strillo disilluso della mia vita,

    quel:”Lele,chiudi la finestra.e serra l’uscio.

    tanto la Poesia non verrà più”,

    che urlava mio padre…

  107. A M I C I Z I A -Accetto il regolamento-

    ..Se la vita ti lascia indietro..

    se è bello o cattivo tempo,

    se sei stanca e il buio t’avvolge..

    ..gira lo sguardo e guardati intorno,

    vedrai tanti sguardi, che tutt’nsieme

    illuminano il tuo cammino,

    tante mani che prendono le tue,

    tanti cuori, che con il loro ritmico battito,

    rompono festosamente il tuo silenzio!

    Caterina Borrelli

  108. Il viaggio dell’Io

    Smarrirsi e ritrovarsi
    lungo i complessi percorsi dell’anima,
    addormentarsi e risvegliarsi
    tra le stropicciate pieghe della vita,
    conoscersi e non riconoscersi
    su per le salite della cima
    o giù per i pendii scoscesi a valle..

    In questo viaggio senza sosta
    dai veli delle notti incerte
    alle luci dei rassicuranti giorni,
    fino a distaccarsi da uggiosi dubbi
    navigando morbidi tra i flutti,
    delle proprie certezze, ..forti.

  109. Il viaggio dell’Io
    Smarrirsi e ritrovarsi
    lungo i complessi percorsi dell’anima,
    addormentarsi e risvegliarsi
    tra le stropicciate pieghe della vita,
    conoscersi e non riconoscersi
    su per le salite della cima
    o giù per i pendii scoscesi a valle..
    In questo viaggio senza sosta
    dai veli delle notti incerte
    alle luci dei rassicuranti giorni,
    fino a distaccarsi da uggiosi dubbi
    navigando morbidi tra i flutti,
    delle proprie certezze, ..forti.

    autore: Tania Scavolini – accetto il regolamento

  110. Sezione A – Accetto il regolamento del concorso.

    … Flying in the Wind …

    L’ululato impetuoso del vento
    sbatte con furia esplosiva
    come una tempesta magnetica
    trascinante lontano
    dentro un vortice di emozioni,
    la mente si allontana
    in attimi di incanto,
    e soccombe tra le braccia di Orfeo.

    Daniela, 27. Maggio. 2008

  111. Le stagioni della verità

    Sfoltendo le foglie dell’Autunno
    cantando,
    imbottigliando l’aurea che ti isola dal mondo
    inspiro
    per patire contento quando in altri universi voli.

    Musiche primaverili e spiazzanti prima di dormire sonni creativi
    ascolto,
    suicido
    ipocriti e deliranti piagnistei quando ti parlo,
    ma l’ombra deve aver paura della luce finché crede di aver senso,
    e per guarirti
    d’Estate m’ammalerò di te,
    esile stelo dal letame che rafforza.

    Le tue feconde impronte
    occhi febbrili consolano,
    ma il passato
    come il diritto, gli avvocati e i giudici
    è un mostro
    che criminalizzando i miei delicati e tormentati sospiri
    cannibalizzerebbe i miei utili desideri.

    Non conoscerò mai la fine di questo interminabile inverno
    se dopo avermi inteso,
    germoglio del mio risveglio,
    non ti innesterai in me.

    le spighe crescono verdi e indisturbate,
    gli acini ancora non si vedono,
    e col sorriso del “vento” che ammirando la pecora gravida
    non spezzerà le nostre “canne”,
    produrranno ottimo vino.

    Lo specchio nel mentre,
    ironizzando e scrutando le sue possibilità,
    amerà la sua speranza riflessa
    e quando il nostro miraggio da realizzare non verrà sprecato,
    si entusiasmerà.

    Facciamolo teatrale,
    facciamolo vero.

    Giuseppe Carta accetto il regolamento

  112. Dichiaro di partecipare per la sezione A e di accettare il regolamento del concorso(legge 675/1996 e D.L. 196/2003)

    AGONIA SILENTE
    Sogni, compagni lievi delle mie trasfigurazioni.
    Corpo in quiete come il volo di un gabbiano
    su stanchi orizzonti.
    Sull’arco pesante di un mare,
    allibito da tanta improvvisa pace,
    si staglia remota una luce di rosso tramonto.
    Vorrei essere la, dove l’acqua abbraccia il cielo.
    Un paio d’ali vorrei, anche tremule e sottili,
    come labbra schiuse all’amore,
    per ingoiare tutta l’essenza
    di questo incredibile gioioso momento;
    e non tornare più in pesanti e ottusi pensieri.
    Un paio d’ali vorrei per non tornare più.

  113. incendio

    brucia di silenzio la strada
    mentre conosco per certa la sera
    e chiodi di luce trafiggono
    i passanti in agonia
    come ammalati crocifissi
    in attesa del gran finale.

    brucia di silenzio la strada
    quando ricordo le sporte di mia madre
    che erano sempre troppo dolorose
    e ricordo lo stupore per le cose
    più banali alla scoperta della vita.
    bruciava dentro le parole
    il senso pieno e denso dei silenzi
    il valore dei vuoti, degli spazi.
    e ricordo la poesia delle tue mani
    piene di sete nell’incendio del mio corpo.

    Ho letto ed accettato il regolamento.
    Il minuscolo è scelta artistica.
    Carla de Falco

  114. – luna –

    voglio far l’amore con te
    mentre guardi il mare

    carezzare il tuo riflesso
    con il sogno tra le mani

    voglio far l’amore
    attraverso il vuoto

    con le parole che salgono
    come sale la marea
    quando ne sfiori i flutti

    voglio far l’amore
    imprigionando di te
    ogni singolo raggio
    sulla mia pelle umida

    in una grotta
    sotto l’onde d’un faraglione

    voglio far l’amore con te
    rotolando nel tuo fluido
    in osmosi i miei sensi liquidi
    e il mio corpo

    voglio far l’amore con te
    – luna –
    in equilibrio su un filo di seta
    sospeso in quel lembo di cielo
    dove la ragione s’astrae
    in un caleidoscopio di desideri

    autore: Sergio Carrivale “senzamaninbicicletta”
    titolo della poesia: “luna”
    accetto integralmente il regolamento della Gara Poetica “Lunula”

  115. autore: D’AMATO MARIA “RICORDI”
    titolo della poesia: “MI PIACEVA”
    accetto integralmente il regolamento della Gara Poetica “LUNULA”

    Maria D’Amato / 08/11/2012
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    MI PIACEVA

    Mi piaceva sentire la mia risata nella notte con te
    Mi piaceva tenere con me i diversi timbri di voce, che
    nascondevano dolore, che liberavano gioia, che dipingevano
    il silenzio vuoto allegro…
    Mi piaceva la forma delle labbra che assumevi
    quando mi avvcinavo a te, preda e padrona sedotta,
    impigliata tra le gabbie di un respiro mai interrotto.
    Mi piaceva il verso delle fossette,
    lune di carne in mezzo al viso,
    roseo confine aoltre il baratro,
    cuscino di fiori aappena colti.
    Mi piacevano le risate dopo l’amore, e anche prima di
    colpire la tua anima.
    Mi piaceva il silenzio nelle mani,
    e il calore con cui stringevi le dita,
    In un buio amico,
    in sorrisi mai spenti,
    in cicatrici mai chiuse, c’eri tu…
    Mi piaceva ancora che sorridevi,
    un crepuscolo calmo sul mare…

  116. Guardati intorno

    Guardarti intorno
    Dove?
    Intorno !
    Non senti forse il ritorno del vento?
    Si, lo sento e mi fa spavento!
    Incute paura quando soffia forte,
    contro quel monte irto e incombente
    dalle cinque dita,
    tra diroccate case di sperduta gente.

    Non fa niente, non temere,
    sono vetuste leggende e trame
    spettri antichi di sanguinose contese
    di secoli passati , di ciò che fu un bel paese.

    Guardati intorno.

    Dove?
    Intorno!
    Lì dove nasce il mare
    Di fronte a quelle terre
    Ove l’orizzonte scompare.

    Si, mi fa spavento!
    Il suo malcontento,
    l’onda che gonfia e tracima con forza ,
    la sua violenza sull’altra sponda;
    Trascina le pietre, le vecchie case
    e le contese ancora accese.

    Vedi, non c’è piu’ quel bel paese!

    Fermati!

    No, ora ti rispondo,
    non son piu’ lo spettatore
    d’ un popolo che muore,
    di case in rovina.

    Bene, disse!

    Or che sei in piedi lotterai per gli ideali?
    Tu chi sei, rispondi adesso,
    ti nascondi per l’aspetto
    o sei falso come un Giuda?

    Sono solo il tuo futuro,
    la paura tua più grande
    e l’ignoto per qualcuno.

    Da quì rinacqui.

    Accetto il regolamento
    _ Loddo Carmelo –

  117. accetto il regolamento

    7 bollicine sette

    7 bollicine sette
    salgono verso l’alto
    per poi scoppiare
    lentamente
    una ad una

    Le guardo svanire nel vuoto che
    mi hai lasciato dentro
    mentre inseguo il mio turbamento che
    passa da un ricordo ad un altro

    Sorseggio quello che
    rimane nel mio bicchiere
    sperando spenga ciò che ho dentro
    e mi aiuti a deglutire
    polvere e sogni
    annegando vuoto e te
    mentre ancora parli di me.

  118. Sandra Vacchio
    Accetto il regolamento e autorizzo il trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003).
    “A stasera.”
    Azzurro, giallo saturo, rosso dei papaveri.
    Dove sono
    in un campo di grano macchiato di rosso, sotto il sole di agosto
    o qui..
    All’improvviso
    il calore sale, il serpente arrotolato alla base del sacro si risveglia, ancora.
    Neanche si guarda in giro
    lui sa
    e sa qual è la strada.
    Il mio pensiero vola a Te
    come se tu mi chiamassi.
    Mi pare di sentirti:
    mi porti profumi di zenzero ed arancio, in dono
    e mani di desiderio
    e labbra di fuoco.
    Cerco di rallentare il cammino del serpente
    terribilmente sinuoso e languido.
    Vorrebbe aumentare il suo passo
    sempre più veloce.
    Piano, piano, gli ricordo.
    La morbidezza si esprime
    poi la voluttà presente, prende il sopravvento.
    Elettricità nell’aria, nel corpo
    l’energia del serpente sale, inizia il vortice.
    E diventa fluida, satura, gira e se non la fermo
    se non le rammento di avere pazienza
    può esplodere in mille colori e ricordi di scintille di fuoco e venti travolgenti.
    E così è.
    Respiro fragranze di spezie
    di mandorle che frigolano sulle braci.
    Respiro Te.
    E rotolo nell’azzurro
    occhi di acqua verde e pagliuzze d’oro.
    Le lingue di fuoco e di piacere lambiscono il corpo
    penetrano all’interno di ogni organo.
    Il pensiero diventa vivo e coriandoli colorati
    esplodono tutt’intorno e spezzano la penombra.
    E il tuo ricordo è vivo.
    Un sorriso languido sulle mie labbra.

  119. Titolo: Elettrone

    Sembro giacere
    tra le masse dei
    miei opposti ,
    com’è triste
    l’elettrone
    mi sento particella
    di uno spazio
    vuoto , il mondo
    si contorce in suoni
    instabili , stona
    col canto delle stelle
    un pianeta brillo
    barcolla nel senso
    nascosto,
    mi piange i suoi
    bagliori addosso
    si comprime su
    se stesso , implode
    col silenzio di una
    lacrima ,
    i nostri rancori
    e le nostre grida
    nuotano in mari
    neri , librati
    dal nulla sotto
    ai piedi , sono
    linee senza spazio
    collidono tra loro
    e con gli altri
    corpi a creare
    la materia dello
    spirito malvagio .

    Sembro un ubriaco
    che arranca
    nell’orchestra ,
    porto avanti l’adagio
    che mi pesa sulla testa .

    Accetto i termini del regolamento

  120. Fruscio d’estate

    Era forse un lieve fruscio,
    un fruscio d’estate,
    il fiore di buganvillea
    stretto tra i fogli
    di un quaderno
    a segnare il passo
    dei versi amati
    e delle rime baciate
    appena nate
    e già pronte
    a esser pronunciate
    nell’eco di samare d’oleandro

    Manuela Fragale – Dichiaro di accettare il regolamento del Concorso

  121. Polvere dispersa

    Ceneri vissute…
    il tempo della danza,
    l’ora della foglia.
    Carta ingiallita…
    scaffali traballanti,
    il peso dei libri.
    Erba verde…
    vento pazzo,
    sradicate le radici.
    Organi donati,
    corpo senza anima
    avvolto dalle fiamme.
    Rituale sano,
    gesto doveroso
    in animi umani.
    Regalo al mare, al cielo,
    al prato, ad un albero
    a un posto a me caro.

    dichiaro di acettare il regolamento

  122. IN RICORDO DEI MIEI CANI

    Dolci compagni del passato
    m’avete donato amicizia
    e siete stati a me vicini
    in gioia, tristezza e gaudio
    senza mai chieder nulla in cambio.
    Mi scrutavate nel profondo
    per leggere il mio stato d’animo
    e sempre indovinavate
    quel che sentivo e provavo.
    Condivideste i miei dolori
    come nessun altro potrebbe;
    poggiando il muso sul mio grembo
    mi dicevate: “Non sei solo”.
    So che il loro maggior dolore
    è stato il dover lasciarmi
    senza protezione in terra.
    Se un Paradiso lor esiste
    spero non siano più schiavi
    dell’affetto che han per l’uomo.

    Liomax D’ARRIGO
    Dichiaro di accettare il regolamento della presente gara poetica

  123. Cielo limpido

    Cielo limpido di balconi,
    di fiori e piante colorate abbelliti,
    antichi e pericolanti
    del quartiere popolare.
    Cielo limpido su cortili
    storditi dal troppo sole,
    nel silenzio della controra
    che entra in punta di piedi
    dalle porte
    e dalle finestre
    lievemente socchiuse
    a sorprendere corpi seminudi
    e addormentati
    nella penombra di tapparelle abbassate a metà.
    Cielo limpido su teste di bambini
    che più tardi sciameranno fuori
    a popolare i vicoli con grida festanti
    di miseria e purezza.
    Cielo limpido su panni stesi ad asciugare
    e su ginocchia stanche di vecchie comari
    sedute da qualche parte a sbucciare piselli
    e a ciarlare a voce bassa.
    Cielo limpido su questi tuoi occhi chiari
    così pieni di paura,
    che parlano senza dire
    e dicono tutto senza bisogno di parlare.
    Cielo limpido su di me,
    che son passato per caso da queste parti,
    e che adesso m’accompagna,
    tenendomi per mano,
    a passi lenti verso casa.

    Michele Vaccaro
    Tutti i diritti riservati
    accetto il regolamento

  124. Emanuela Di Caprio ACCETTO IL REGOLAMENTO

    Luna grassa

    Luna grassa
    di cipria rosa
    ti specchi vanitosa
    nel nostro pianeta,
    come una vecchia
    puttana, sorridi
    e c’inquieti sovrana,
    solleticando gli istinti
    non concedi mai niente
    ti fai desiderare
    e guardar solamente.
    Ti concedi tra i monti
    e sali poi scendi
    imitando l’atto d’amore
    appari e scompari
    tra i rami ci prendi,
    di luce sorprendi,
    antica baldracca
    sei furba e un po’ matta,
    ironicamente
    ti mostri per niente,
    ti rotoli ironica
    e un po’ impertinente,
    ci abitui al sorriso
    del beffardo tuo viso,
    come una donna
    che ammicca da lontano
    senza mai far capire
    le sue losche mire.

  125. autore: CHRISTIAN GUSMEROLI
    titolo della poesia: “SOGNA DONNA”
    accetto integralmente il regolamento della Gara Poetica “LUNULA”

    SOGNA DONNA

    Vivere una vita odiata
    una dignità che è andata
    parole che sembrano spade
    ti seguono nelle strade
    un finto sorriso nella notte
    e a scura ombre dare gioie.
    Un rancore in fondo al cuore
    non ti era concesso l’amore
    una patria nota ti ha accolto
    ma ne paghi un alto costo,
    pioggia,grandine e neve
    l’anima solo nebbia vede.
    La tua vita di donna
    nelle mani di chi sogna
    denaro ed oro senza sforzo
    e gode di un gioco sporco,
    gioendo dei vizi altrui
    che si sfogano in vicoli bui.
    Sogna donna quella vita
    che a te è stata rubata,
    sogna donna l’amore di un uomo
    che non ti voglia solo per gioco,
    sogna donna un dolce abbraccio
    per un cuore ormai di ghiaccio.

  126. Accetto i termini del concorso.

    ANNI

    Trema il tempo che va
    come un aquila vola alta, sopra noi,
    che restiamo impavidi e spaventati
    a guardarlo andar via;
    gli anni non fanno fermate neanche per un attimo,
    ma forse
    un briciolo di poesia
    può per un istante rallentarlo
    come fosse una voce lontana
    che piano, piano si avvicina,
    lasciamo il tempo da parte
    e diciamoci semplicemente e dolcemente – TI AMO-

  127. Accetto i termini del concorso

    La lotta

    Sono le dieci e dieci del mattino
    Il primo dell’anno,un giorno di festa
    Non per i medici e gl’infermieri
    Che lavorano oggi anche volentieri
    Per loro sarà una giornata funesta

    Combatteranno un destino crudele
    Contro un nemico che non si può battere.
    Sono sdraiato su un letto vicino
    Ed intravedo un povero corpicino
    Che uomini e donne cercheranno di salvare

    Io sento e scorgo quel che succede
    La cosa più impressionante
    Non è quello che intravedo
    Ma è ciò che si sente

    Dai…dai
    Adrenalina…
    Continua… Continua
    Dai…dai
    Ancora…ancora

    E continua l’incessante incitamento
    Per mezz’ora ininterrotto il trattamento
    Sopra le voci si sente uno scampanio
    Provenire dalle macchine un balenio

    Sembra un sono raggiante
    Invece è di morte
    Il suono man mano aumenta
    E la battaglia diventa più violenta

    Aumenta…
    Aumenta…
    Aumenta…

    E poi…
    Silenzio…
    La battaglia è finita.
    La morte ha vinto un’altra volta

    Ho visto i volti sconsolati
    I loro occhi arrossati
    Un’infermiera giovane
    Mi è venuta vicino

    Mi ha chiesto
    “lei come sta”
    Ho pianto
    Un destino infranto

    Non conoscevo la donna morta

  128. accetto il regolamento
    Titolo: Sguardi
    Volgi lo sguardo di là,
    ed è schiuma bianca di mare,
    laggiù
    ed è vento,nuvole,terra,strade,
    riccioli nei capelli.
    nel cuore.
    Volgi lo sguardo
    ed io lo seguo,
    con la penna,
    nel volo tuo
    e nostro,
    giovinezza colorata

  129. Ode all’Amore 04.10.11

    Il dolce sorriso dei tuoi occhi
    e la tenerezza del tuo cuore
    mi rendono vieppiù donna
    e questo merito è solo tuo.
    L’abbraccio tenero
    che solo tu sai come offrirmi
    ti rende unico e solo
    e il mio corpo fragile
    non oppone resistenza
    ma s’abbandona sicuro.
    Un rifugio, caldo e accogliente
    come ogni degna dimora!
    Ecco! Sei tu!
    Sorgente di vita,
    fonte inesauribile
    alla quale attingere!
    Ispirazione massima,
    grandissimo spirito,
    nobile anima,
    dalla quale come edera
    prendo linfa vitale
    per avvilupparti e proteggerti.
    Incandescente stella del firmamento
    che illumini la mia vita,
    sublime tenerezza
    che sciogli il mio cuore,
    una sola cosa riesco a dirti
    per renderti omaggio
    delle tue grandi doti:
    GRAZIE DI ESISTERE <3

    Grazia Luisa Priano – Accetto integralmente il regolamento della Gara Poetica “LUNULA"

  130. Dichiaro di accettare il Regolamento.

    VOCE

    Voce viene fuori sommessa
    e si fa largo tra la folla
    dei perché …
    Voce risponde all’arroganza
    di chi sostiene
    di aver sempre
    la risposta giusta …
    Risuona la voce e la sua eco
    negli antri dei pensieri
    in cui torna in superficie
    il danno che fu Ieri …
    Voce interiore parla
    alla mia Essenza …
    le dice di che cosa
    non può fare senza.
    Voce decisa nel toccare
    l’animo di chi é
    un romantico
    e un sognatore …
    Voce che canta all’unisono
    con il mio cuore …
    Voce che dolce
    melodia vuol dare
    alle sue parole,
    scrivendone le note
    perché possano
    essere ascoltate
    da chi non sa ancora …
    che forte può dar fiato
    alla sua VOCE!

    ( Tiziana Scuderi )

  131. accetto integralmente il regolamento della Gara Poetica “LUNULA”

    Titolo: NON PIANGO PER ME

    Mi urla il mio ventre,
    le mie mani tremano,
    nel mio cuore ascolto
    vuoti che sobbalzano,

    ma non piango per me.

    Posso sentire il gelo,
    velo nell’anima che dispera,
    Quell’immensa tempesta che
    nella mente respira,

    ma non piango per me.

    Le mie lacrime scendono
    al tuo pensiero di dolore,
    nelle tue ansie, nei tuoi timori,
    piango per la tua resa,

    per l’inadeguato senso
    del mio corpo sconfitto,
    piango il nostro
    abbandono.

  132. ANCHE TU

    Anche tu

    Piccola farfalla

    Sei volata via

    Portando insieme a te

    Quel ch’era

    L’ultimo mio sogno

    Lontano è il tempo

    In cui leggera l’aria tu muovevi

    Con voli articolati

    Davanti a questi occhi increduli

    E l’ali tue di colori a mille

    A me donavan dolce parvenza

    Di leggerezza d’animo

    Che solo amor sa dare

    A chi in amor inerte cade

    Ignorando che caduco è il bello

    E che ogni cosa il tempo muta

    Neanche amor

    Che divino sentimento appare

    Ed immortale

    A tal destino sfugge

    E come te

    Farfalla

    S’invola via

    Ed ecco allor

    Che il ciel s’oscura

    S’inturgida la mente

    Lasciando steso a terra

    Un vegetal fra vegetali

    Nell’infinita attesa

    Di vedersi trasformar

    Se questo mai vedrà

    In quelle dure e fredde pietre

    Che intorno ad esso

    Immobili si giacciono.

    © Gianni Berna
    accetto il regolamento

  133. Anna Maria Paolizzi 16/11/2012

    Titolo: CONTRASTO DI LUCE

    Accetto il Regolamento.

    Guardo il cielo grigio e penso alle ombre della vita,
    alle anime di tanta gente che vive senza sorriso.
    Penso alla tristezza di vite senza sogni,
    di destini votati al dolore,
    che non guardano con gli occhi del cuore
    dove si accende la speranza del sole.
    Guardo questo cielo e intravedo oltre il grigio orizzonte,
    uno spiraglio di luce.

  134. Prigioniera (2.12.2005)

    Ho vomitato i miei sentimenti
    alle tue spalle sempre più
    lontane da me
    masticando il tuo nome e
    parole d’amore
    scagliate come frecce
    per farti cadere ed
    incatenarti al mio petto.
    Ho stretto le mie gambe
    intorno al tuo corpo ancora
    immerso in me
    prendendo le tue labbra
    con le mie
    avvinghiate come tentacoli
    per immobilizzarti e
    tenerti legato alla mia vita.
    Basta.
    Ecco le chiavi della cella.
    Ti lascio andare via.
    Ma soprattutto rendo
    libera me
    da questo cadavere
    d’amore ostinato
    ma purtroppo, da tempo,
    privo di vita.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

    Paola Retta

  135. acetto regolamento e partecipo al concorso.

    Sono la pietra scagliata…
    la parola spezzata.
    Il discorso interrotto…
    il pianto a dirotto.
    Eppure il tonfo arrivò
    al mio cuore
    anch’esso di pietra,
    cademmo a terra
    e insieme a noi
    altre pietre e sangue

    e sputo… e bestemmie.
    Nel mio cuore di pietra
    ho sentito lacerarsi la carne,
    disfarsi l’anima.
    Sentivo ancora il caldo
    della mano che mi scagliò…
    nel pianto di pietà.
    Sono la pietra lapidaria,
    sputata, macchiata
    di un non voluto delitto.
    Gan Poeta. 08-11-12

  136. Tu…

    Tu evochi
    tornadi lontani
    spasmi e nascondigli,
    ere infantili
    e ricordi di ardenti desideri.
    Tu calamiti
    il mio pensiero
    trascinando folle
    il mio sentire mentre
    grilli estivi musicano la notte.
    Tu muovi
    maree fragili e femminee,
    eccessi sopiti e lembi insofferenti
    di nuovo piegati a un volere feroce.
    Tu metti in pericolo
    i miei versi
    perché mi togli il fiato
    e il poetare.
    Tu t’inoltri
    tra le mie certezze,
    spezzandole
    e strappando le mie resistenze
    come penna rabbiosa
    su inerme foglio bianco.
    (Alessandra Prospero)

    accetto il Vs regolamento

  137. I TUOI OCCHI

    I tuoi occhi,
    faro nella nebbia
    per la mia nave
    sperduta

    i tuoi occhi,
    un immenso lago
    in cui vorrei
    specchiarmi sempre,

    i tuoi occhi,
    un universo infinito
    in cui amerei
    perdermi tutto,

    i tuoi occhi,
    color del mare
    dopo il tramonto
    ed in essi,
    la stessa tristezza.

    sergio tierno
    accetto il Vs.regolamento

  138. Solo e sempre !

    Sempre…è la parola
    che vorrei incidere
    sulle tue labbra…
    Sempre come la notte
    rincorrerà il giorno…
    come l’onda perenne
    che infrangerà lo scoglio…
    Sempre come i miei occhi
    su di te
    e le tue mani su di me !
    Sempre come un quadro
    comprato e lasciato all’ingresso
    in attesa di essere appeso !
    Come un bacio perenne…
    come il segno che il graffio
    sulla pelle lascerà per sempre !
    E tutte le volte che sarai con lei
    una lacrima pesante
    mi brucerà il viso lasciando
    la cicatrice nel cuore !
    Lascia che sia la tua voglia
    per sempre….lascia che sia
    la tua amante silente….
    lo scrigno dei tuoi giorni veri…
    il cuscino dei tuoi giorni neri…
    Sempre e per sempre….
    cullati da un amore
    testardo e innocente
    che di colpa ha solo quella
    di essere nato tardi
    ma di pregio….
    aver sconfitto tutti gli inganni….
    Saranno solo tuoi…..
    i miei disperati anni !
    by. Emily.

    di:Emilia Simonetti.
    @tutti i diritti riservati.
    accetto il regolamento

  139. COSTRUENDO IL PARADISO

    Sarò nel tuo buio
    quando cercherai luce
    la voce di un faro
    megafono dall’inferno.

    Mi farò strada tra la ragione
    e la perversa convinzione
    che tu sia cosa mia

    e di nessun altro.

    Ero nel mio buio
    quando tu eri già luce
    donandomi speranza
    per arrivare oltre la distanza.

    Allora sarà amore,ma
    non prima d’illuminarsi
    di smussare
    gli spigoli dell’anima.

    Spegnendo i nostri inferi
    costruendo il nostro paradiso.

    M.Crosera ed accetto il regolamento

  140. Se questo lungo esercizio di pazienza che protesta contro il peso

    dell’esistenza,

    se non fosse come afferrare per i capelli un ubriaco, di notte, per

    strada, l’asfalto umido di una maledetta stagione persa;

    se non fosse la cedevolezza che scopre le carte,

    mentre ce ne stiamo chiusi al buio delle nostre tane;

    se non mi sentissi aggredito all’imbrunire da un impeto furioso

    che scava e devasta;

    se non fosse nel crepitare d’una melodia dolce

    l’alterità che fa paura…

    Accetto il regolamento

  141. IL PASSATO NON PASSA MAI”

    Io non posso dimenticare
    il volto giovane di mia madre
    le mani forti di mio padre,
    come potrei dimenticare
    i giochi di infanzia coi miei fratelli
    o quelle sere seduti per terra
    ascoltando rapiti i racconti del nonno,
    potrei io forse dimenticare
    gli odori puliti degli anni 60
    scoperti e stampati per prima volta
    nei carnosi meandri del mio cervello
    e tutti i cani della mia vita?
    per ognuno di essi darei la mia vita.
    Io non posso dimenticare
    gli occhi marroni delle mie figlie
    quegli occhi che appena sbocciati nel mondo
    an visto nei miei il proprio riflesso.
    Ma vorrei scordare
    il tuo volto
    le tue mani
    i tuoi denti
    vorrei curare quel vuoto che mi sento dentro
    vorrei scordare
    il tuo odore
    le tue forme
    l’amore.
    ma cio`non si puo`
    e adesso lo sai
    il passato non passa mai.

    Espedito Luigi De Leonardis
    accetto il regolamento

  142. Ricordi confusi

    Carmela Russo

    Ho ascoltato il fiume della vita
    scorrere lentamente e poi precipitarsi
    lungo percorsi impervi e senza fine,
    ho udito le urla di chi si dice sano tra i pazzi
    le loro urla che disumane
    smarrivano noi “pazzi” ancora più
    e ci lasciavano col fiato in gola
    senza sapere nemmeno cosa fare,
    e mi son ritrovata nel baratro disumano
    di un sapere ignobile che contro ogni regola divina
    si ritrovava in menti crudeli e infami
    che usavano il sapere della scienza
    per procurare dolori e sofferenze,
    ed ho guardato diritto dentro il male
    in chi del bene fingeva la sua causa
    e calpestava la dignità dell’essere
    e in nome di una carica speciale
    donava orrore a chi cercava aiuto
    e si avvaleva del diritto ignobile
    di procurare dolori ancor più gravi,
    ho visto piangere dolori non vissuti
    ma inferti agli altri son diventati miei,
    e son riuscita a guardare avanti
    in un cammino confuso di idee disilluse
    di attimi rubati e sogni calpestati,
    tutto il dolore di quella umana gente
    è conficcato come una spada nel cuore mio
    tanto da non poterne fare mai
    tanto è l’Inferno che mi provocherebbe
    il rinvangarlo alla mia stessa anima.

    Accetto il regolamento

  143. ACCETTO IL REGOLAMENTO

    L’INVIDIA

    DI RUGGIERO GORGOGLIONE

    l’invidia

    l’invidia se provata verso gli altri

    porta un’insaziabile agitazione

    lasciandoti sempre
    innappagato e insoddisfatto

    togliendoti salute spirituale

    e la tua lucidita’ morale

    l’orgoglio
    peggior alleato dell’invidia

    ti porta a comportarti

    con arroganza verso gli altri

    pur sapendo in cuor tuo

    che non bisogna in alcun caso

    provare gelosia

    nel successo degli altri

    nella vita che ognuno conduce
    l’ìinvidia toglie la pace dall’anima
    perche’ e’ ribellione
    verso verso la Suprema volonta’ del Signore
    nel tuo cuore proverai dolore
    per la grande gioia degli altri
    che magari hanno piu’ problemi di te
    ma si accontentano di vedere ogni giorno
    la luce del sole, accettando la vita
    con tutti i problemi che porta con se
    assaporando le piccole gioie
    come un dono gradito del Signore
    se riscontri in te questo tarlo
    che corrode la tua sensibilita’
    portandoti alla reale dannazione
    e al reale impatto con gli altri
    portandoti un malessere
    che oscura la tua anima
    e ogni relazione umana
    amore e invidia
    non possono convivere nel cuore
    scaccia il tarlo dei tuoi pensieri
    assapora la vita
    come Dio te la manda
    assaporandone l’effetto
    e la sensazione di benessere
    che ogni attimo donato
    ci da….
    Se distribuisci amore
    amore riceverai
    senza tante inutili parole
    amare gli altri
    come Dio ama te
    con semplicita’
    indipendentemente
    dal tuo stato d’essere…

    ruggiero gorgoglione®

  144. Disteso all’ombra degli arcaici sensi,
    rimossi dai sudori della vita
    ed espulsi dall’Anima per sempre,
    scolpiti dal trapano del tempo
    nella rocciosa tormentata selce
    di segrete memorie in avaria,
    sento il passar di sensi truffaldini
    arrivare e rubare,
    senza alcun rispetto,
    metafore in stato di abbandono,
    dell’arte amiche e della fantasia,
    ma fuor di me senza valore alcuno.
    Cosa fare, pensare a rimediare,
    ricorrerò ad antiche medicine,
    per dipanare luce dov’è notte,
    sciogliere suono e voce dov’è muto,
    partorir le emozioni dov’è gelo.
    Metto il mio punto fermo tra le viole,
    e ricomincio a respirare il senso,
    per avere la forza di morire,
    ricominciando la mia vita altrove,
    nella poesia di un mondo rilucente,
    risorto dentro un cuore stagionato.

    Nicola Andreassi 2 giugno 2012

    Copyright 2012 Nicola Andreassi
    tutti i diritti riservati

    accetto il regolamento!

  145. gioco d’ombre

    ho cancellato
    per un istante
    la mia ombra
    nascondendola
    al mio sguardo
    affogato nella luce

    Cosimo Rotolo
    Accetto il regolamento

  146. A Rosanna

    Non ho mai incontrato i ripari d’ebano
    dove coabiti con le lacrime
    né auscultato le intermittenze lente
    del muscolo che ti è nemico.
    Dolcezza e garbo e altruismo
    ho conosciuto nella tua voce
    che sa le sabbie mobili dell’attesa
    le luci opache del forse
    nei pomeriggi scuramari
    che attraversi oggi.
    Quel giorno
    mentre dell’ultima nube
    si ciberà il cielo
    in danze oblique andranno gabbiani
    a proteggere scogli di speranza
    carezze d’infinito.
    Ci saranno voci sorprese
    camicie sgargianti al tuo risveglio
    e pantomime allegre nelle braccia
    strette nel bianco
    aggruppate davanti al letto
    che si farà gioia ai tuoi occhi.
    Il dolore scomparirà
    all’abbraccio della tua nuova vita.

    Giuseppe Mandia
    Tutti i diritti e gli usi riservati all’autore.
    Accetto il regolamento

  147. (ti chiedo in prestito…i tuoi occhi) di Cettina Lascia Cirinnà

    non volo per voglia d’infinito
    ma per raggiungere la meta

    sei tu quel puntino di biro
    lasciato sull’intonaco bianco
    della casa dalle persiane verde smeraldo
    luccicanti di vita
    tra le mura portanti
    l’alcova era culla d’infanzia
    ragione intrinseca di carezze terrene

    (non nascondere il tuo viso)

    le braccia sono liane da afferrare al volo
    per sparire nella giungla
    dove tremano nell’aria
    pericolose trappole

    chiedo in prestito per l’ultima volta
    i tuoi occhi per guardarmi dentro
    in cerca dell’ultima luce di quel sole bambino

    i miei all’improvviso si sono spenti
    non so perché

    Accetto il Regolamento del Concorso.

  148. Auschwitz

    E non chiedermi chi sono
    tanto poi
    non ti rispondo..
    E non scavarmi tra le mani…
    Tra quello che resta
    delle mie ossa
    non cercarci la speranza:
    pietra morta
    verso il lago dell’inutile
    l’ho scagliata
    oltre le mura…

    Tanto…

    tanto
    io non spero.

    Io non sogno.

    Io non sono.

    accetto il regolamento

  149. SEI PIOGGIA

    Sei pioggia che bagna il mio viso
    e confonde le lacrime
    per lasciar posto ad un sorriso.

    Sei vento…
    vento violento
    che spazza via le nuvole
    dal mio cuore
    e cura ogni mio tormento.

    Sei sole che riscalda
    la mia anima
    con il suo calore.
    Sei linfa per le mie emozioni
    che accresce ogni giorno
    la mia voglia d’amore.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  150. Io sottoscritta nome Mara, cognome Giglio chiedo di partecipare alla Gara Poetica Gratuita “Lunula” sezione A. Accetto il regolamento della suddetta gara.

    Il Gabbiano

    Il gabbiano
    imita
    per burla
    l’umana
    voce.
    Io emulo
    il volo suo
    con il volto serio
    e le mani trepidanti.

    Copyright Mara Giglio. Poesia tratta dal libro “I segreti delle orchidee” di Mara Giglio.

  151. MACIGNI

    ACCETTO IL REGOLAMENTO IN TOTO

    Le mani hanno sfiorato l’anima
    del mondo
    in mille colori di stelle
    stanche di strisciare al suolo.

    Le mani hanno intessuto stoffe
    preziose di lino e di seta
    per adornare la casa della luce.

    Le mani hanno accarezzato
    il viso del sole
    che vaga nella galassia
    dell’amore.

    Silenzi freddi di meteora
    hanno oscurato
    il viso,
    braccia conserte si stringono
    e piangono le lacrime
    del dolore.

    Spente voci si perdono
    nel tritatutto della vita,
    immani macigni gravano
    sulle spalle,
    ricurve e schiacciate
    di lordure e vomitate bugie.

  152. ALBERO IMPONENTE

    Albero imponente si affaccia sulla pianura
    la ove il ciel tramonta
    risplendon le sue foglie.

    Allo sguardo sembra galleggino nell’aria
    verdi accese che a osservarle
    non spengon la speranza
    proiettata dal proprio color.

    Rami ben stesi
    che al primo refolo
    leggermente piegandosi
    sembran abbracciare la vallata.
    accomiata è la città.

    Esistenza esemplare e secolare ti aspetta
    o albero dai mille volti
    e dai milioni di respiri
    che regali all’umanità famelica d’aria.
    Purtroppo non sempre rispettandoti di ciò
    o magnifica radice di vita.

    Bartolomeo Capuano.Accetto il regolamento.

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