Gara Poetica gratuita “Il Signore della Pioggia”

Regolamento:

  1. La Gara Poetica “Il Signore della Pioggia” è promossa dalla web-magazine “OublietteMagazine” e dell’autore Giovanni Nebuloni.  La gara poetica è riservata ai maggiori di 16 anni. La gara poetica è gratuita. Tema libero.

 

  1. Articolata in 1 sezione:
  1. Poesia

 

  1. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

 

Le poesie senza nome, cognome, e dichiarazione di  accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate.

 

Ogni concorrente può partecipare con una sola poesia.

 


  1. Premio:

N° 1 copia di “Il Signore della Pioggia”, primo romanzo di Giovanni Nebuloni

Saranno premiati i primi tre classificati.

 

  1. La scadenza per l’invio delle poesie, come commento sotto questo stesso, bando è fissata per il 1 ottobre  2012.

 

  1.  Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Alessia Mocci (Dott. in Lettere, redattrice e critico letterario)

Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)

Pietro De Bonis (Scrittore, Collaboratore Oubliette)

Nino Fazio (Collaboratore Oubliette)

Siddharta-Asia Lomartire (Poeta)

Luca Allegrini (Pittore)

 

7. Il concorso non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email:concorsooubliette@hotmail.it indicando nell’oggetto “info gara poetica” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), oppure attraverso l’account Facebook:

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002075267230

 

10. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

 

 

175 pensieri su “Gara Poetica gratuita “Il Signore della Pioggia”

  1. Fiumi di pioggia
    non lavano via
    il tuo sorriso
    dal mio cuore,
    eserciti d’irosi fulmini
    e burberi tuoni
    non offendono
    il tuo nome
    né le cupe nubi
    potranno mai velare in te
    il fulgore degli occhi.
    Perchè quando sorridi
    vinci il Sole, il tuo sguardo
    è forgiato nelle stelle
    e il tuo nome…Il tuo nome
    è custodito dal Cielo.

    Paolo Annibali

    Accetto il regolamento.

    1. “Ho fame ancora”

      Lo so che non t’importa
      del mio anulare vuoto
      e la stanza a est
      ha chiodi arrugginiti
      alla finestra.
      Anche bambina,sai,
      la mia casa non era diversa:
      il mattino mi illuminava a strisce
      e ingoiavo odore di pane
      a colazione.
      “Via Tasso”,
      col rubinetto che scandiva i secondi
      e la cucina senza Natale.
      Sulla poltrona trovai mia nonna
      e per un attimo
      furono casa le sue braccia.
      Grazia di mille candele d’oro,
      santuario di tutte le colpe perdonate:
      ora sì,abitavo anch’io.
      Dal giorno che se n’è andata
      ho un indirizzo nuovo
      e la porta della domenica
      si è chiusa.
      Ho fame ancora;
      di albicocche,di viole
      e del pane di un sorriso.

      Accetto il presente regolamento e autorizzo la redazione all’uso dei miei dati,ai fini del concorso.

      Daniela Sannipoli

      1. SEMPLICEMENTE

        Ed osservo
        questo cielo strano,
        che muta umore
        ad ogni battito di ciglia,
        tra un velo stanco
        ed un’aurora opaca.
        Ed io gitana
        erro a ritrovar sentiero
        e poi mi perdo e
        fondo i miei pensieri,
        in una nuvola
        da sfondo
        ad un soffitto
        che mi piove addosso.

        E mi rigiro,
        riccio tra la terra,
        e mimetizzo l’anima
        tra i rovi.

        Ed un ombrello rosso
        aperto sopra un prato
        trasporta i sensi
        a tingersi di raso,
        una chitarra suona
        e al vento affida il parto.
        Ed un solletico
        di polline su pelle
        mentre un soffione gioca
        tra i capelli ,
        ridà colore
        ad un mattino avaro.

        Semplicemente
        un altro giorno ancora.

        MT.I.

        ACCETTO IL REGOLAMENTO

    2. ‘La signoraSemplicita’
      Ella si leva sempre di buon’ora
      e lesta lesta sgaiattola in cucina..
      mentre il caffé borbotta al fuoco
      lava il suo viso con acqua di rose,
      ha indosso la vestaglia a fiorellini
      che a malapena le copre la sottana;
      Ha i capelli raccolti
      ma una ciocca ribelle
      ora le cade e copre un occhio…
      sono color nocciola
      ma cangianti sotto al sole
      le diventan quasi oro!
      Or da un occhio alle sue chicche…
      lì le tazze coi bicchieri
      là i suoi bianchi canovacci…
      l’aranciata nella brocca
      ed il brico con il latte;
      Poi vien l’ora di preghiera…
      un pensiero per il mondo
      ed un altro alla famiglia…
      mentre sgrana il suo rosario
      le si rasserena il viso;
      Ora e’ lì sul terrazzino
      e mentre scruta l’orizzonte
      lei saluta le piantine
      e nel cavo della mano
      tante briciole croccanti
      per i suoicari uccellini;
      Poi uno sguardo all’orologio
      e di colpo si ravvede d’aver perso gia’ del tempo…
      e si veste la signora
      mentre guarda nello specchio
      la sua immagine riflessa…
      i suoi anni e le sue rughe
      lei non li nasconde mai
      mette un filo di rossetto
      e s’illumina il sorriso…
      dopotutto e’ ancora fiera
      del suo aspetto un po’ piu’ in carne
      e la gonna che le arriva
      un po’ sopra le ginocchia
      mostra le sue gambe dritte
      che le scarpe con il tacco
      bene imposta un personale
      ancor degno di guardare!
      Un pensiero alle sue tele
      con la bozza appena fatta…
      l’altro vola un po’ piu’ in alto
      pronto per il suo poetare;
      Lei non ha vissuto bene
      e quel poco che ricorda
      l’e’ costato troppe pene
      e non vale il rammentare
      si accontenta del suo poco…
      vive d’arte e del suo amore
      nella grazia del Signore!

      accetto il regolamento

    3. 19/09/2012 Anna Alfano accetto il regolamento

      OSSERVANDO POLIA
      Osservo dal mio balcone le olivare
      raffiorano antiche memorie
      di sudori e braccia stanche.
      Volti segnati da sole e fatica
      sazi ammiravano campi in germoglio
      oggi un lucubre abissale silenzio
      La paurosa natura abbandonata
      ricorda asini e ruote di legno
      l’uomo non culla piu’ il sogno del raccolto
      ulivi argentei flettono sotto i raggi di luna
      implorando a l’uomo il suo ritorno
      che nel progresso ha rincorso sogni
      la coscienza grida nella calda estate
      ritornano alla patria nata
      aprendo le porte al sole
      si ritrovano i ricordi si respira la calma
      il sorriso scompare alla partenza
      quando il sogno svanisce il rimpianto
      dell’abbandono si fa vivo
      ma non si ha il coraggio di reagire.

    4. NOTTEGIORNO

      A chi appartiene la notte?
      al giorno che viene o a quello che se ne và?

      Metà e metà…

      si alza da un letto
      si corica in un altro…
      si divide come fanno gli amanti
      che trascorrono istanti..
      d’amore
      accendendo
      ore
      nell’oscurità
      finchè
      bagliore
      irromperà…

      e rientrando
      ciascuno nel loro mondo,
      si tenderanno la mano
      per non stare lontano.

      accetto il regolamento

    5. Garrafa

      Lieve scorri e rimani
      ma come poterti accettare?
      Eburnea e sola
      cerchi rimedio
      volando
      e un fremito insano
      nuota con veemenza
      nello spirito azzurro
      dell’inedia.

      Ti sento, così,
      fragile e calda
      come un eremo
      in un oceano
      di neve.
      Sola e vigile
      risplendi
      goccia dopo goccia.

      accetto il presente regolamento e autorizzo la redazione all’uso dei miei dati ai fini del concorso.

      Andrea Garelli

  2. Alla pioggia

    Dolce pioggia preziosa, t’aspettavo
    come un’amica antica e confidente
    di questo mio difficile presente
    che, sempre meno, è quale lo sognavo.

    Mentre tu scendi mi consolo e scavo
    dal fondo del mio spirito indolente
    i ricordi più antichi e nella mente
    passano le illusioni che adoravo.

    Le gocciole che battono su gli orti
    distillano racconti e qui, dal livido
    cielo grigio, in terra si ricompone

    la musica di mille pianoforti
    così che quel che nasce come un brivido
    nell’anima diventa una canzone.

    Autore: Luciano Tarabella

    DICHIARO DI ACCETTARE LE NORME PREVISTE
    DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO

    IL SIGNORE DELLA PIOGGIA

    Luciano Tarabella

  3. IL CIELO A PIEDI
    Ho fatto

    mille volte

    il cieo a piedi,,,

    e in silenzio

    vi vedevo,,,

    in silenzio

    vi abbracciavo

    in silenzio

    vi accarezzavo

    vi davo il bacio

    della buonanotte,,,

    ho fatto

    mille volte

    il cielo a piedi

    senza stancarmi,,,

    volavo

    col cuore e con

    i ricordi e poi

    in un foglio

    appuntavo il mio

    viaggio.

    Ada Neri
    accetto il regolamento

  4. Ricordo di un bacio

    Tu mi chiedesti se ricordo ancora
    il primo bacio dato alla mia amata,
    ma il tempo ha mescolato quella data,
    tra polvere di stelle e nubi bianche.
    Fu un bacio, un solo bacio, teso,
    ma intorno la sua pelle mi sfiorava
    ed i suoi occhi, tra quei capelli neri,
    s’aprivano ogni tanto, come lune.
    Sopra di noi, il sole ci accecava
    più piccolo, con gli anni, diventava.
    Quel solo bacio ormai ho dimenticato,
    ma quelle ciglia le ricordo ancora.
    Forse quei suoi capelli oggi son tinti
    e la sua pelle a rughe è diventata.
    Guardo tra queste nuvole imbiancate
    per scorgere il ricordo di quel tempo,
    ma il cielo, tutto terso, è diventato,
    pieno di tanti baci colorati,
    senza più quello, grande come i prati.

    Accetto il regolamento

  5. di notte
    giro per strade sconosciute
    alla ricerco di un filo

    luminoso
    e impregnato
    del tuo profumo
    (paolo mario buttiglieri)

    accetto il regolamento

  6. Eclissi

    Il sole si spogliò
    della veste dorata,
    quel giorno aveva appuntamento
    con la luna.
    Come due amanti
    fusero le loro bocche,
    un bacio infuocato apparve nel cielo
    era l’eclissi.

    Accetto il regolamento.

    Grisanti Maria

  7. IL MIO AMORE
    Ti amo perdutamente,
    amore semplice e disinteressato,
    senza trucchi, e che vuol essere ricambiato
    allo stesso modo.
    Un amore pieno di passione
    romantico
    gioioso
    divertente,
    pieno di piacevoli sorprese, mai uguali.
    Reinventato giorno dopo giorno
    libero
    mai soffocante.
    Con il rispetto dell’ altrui realizzazione,
    delle esigenze e della libertà,
    maturo e responsabile
    dell’ altrui felicità,
    fatto di amicizia
    ed indiscussa fedeltà.

    Mariagrazia De Stefano
    Accetto le norme previste dal regolamento

  8. MASCHERE…

    … siamo noi… che ce ne stiamo appese
    alla parete spoglia
    dietro la scrivania
    siamo noi nel silenzio che ossessiona …

    un refolo di vento alla finestra
    appena smuove i fili che ci reggono…
    pericolosamente oscillano
    sui dirupi dell’anima

    siamo noi…
    che duplichiamo inutili gli sguardi
    vuoti e senza speranza
    nello specchio annerito dal passato
    dove sbuffano gli anni che si posano
    lenti e pesanti sulle nostre spalle
    e ristanno ai silenzi del presente
    nello spazio ch’ è folto di presenze
    di voci di ricordi…
    e delle assenze

    in quest’angolo d’ombre
    stanno mute le bocche disperate
    come il grido di munch

    le parole che non ci siamo dette
    invisibili fluttuano… inudibili
    ad occupare il nulla
    nella notte svuotata di esistenze …

    maschere di noi due… che siamo appesi
    alla parete spoglia
    dietro la scrivania

    di noi due come fantasmi di speranze
    in controluce… solo negativi
    di falsi visi…
    già controfigure
    nei cartoni… che credono di esistere

    accetto il regolamento
    marcello de santis

  9. ANCHE SE

    Anche se in bilico
    tra il fare e il non fare,

    Anche se sospeso
    tra il dire e il non dire…

    Anche se a corrente alternata…

    Anche se sempre e solo
    a modo tuo…

    Anche se…

    Tu ci sei.

    FIORELLA CARCERERI
    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  10. S’ODE IL TUONO

    S’ode il tuono da lontano
    annuncio di pioggia

    già l’odore arriccia le narici

    arriva lo scroscio
    con fragore travolgente

    mentre le spalle si rannicchiano
    a protezione di un freddo

    inconscio che penetra la pelle

    si cheta il forte piovasco
    sulle tegole rosse lavate

    da acqua di cielo ialina

    mentre nuvole grigie
    frammentate di bianco

    permangono ferme

    lasciano pensare a un tempo
    incerto indefinito .. di muta attesa.

    accetto il regolamento

  11. VERSO …..LA NOTTE
    (non piangere più)
    Lontano, vedo l’orizzonte,
    nel tramonto della sera.

    Resta così, non sparire
    nel profondo del cielo,
    lasciandomi nel buio,
    di questa notte
    che oscura e nuvolosa,
    si avvicina,
    spegnendo,
    ogni mia vaga speranza,
    di una luce di amore e
    di una luce divina
    dall’alto del cielo
    in questo tramonto,
    che prelude
    la tristezza
    Calano lente e minacciose
    le tristi ombre della sera:
    scivoli ora muto,
    verso l’infinito,
    che ti travolge
    e ti nasconde.
    Non sparire dalla luce,
    non lasciarmi nel dolore,
    piangi con me, e
    una lacrima ,
    lasciala
    vicino a quella stella
    divina che
    sempre ci ama.

    Sergio doretti
    nato a Ponte Bugg.se il 9.04.1925.

    resid, Via della Villa Demidoff. n. 13 50127 FIRENZE

    accetto il regolamento

  12. Maurizio Spreghini Sezione A –Accetto le norme del concorso —

    SGUARDO

    Tra le fronde scruterai i miei pensieri ,
    solerte ad asciugar ogni desio
    prostrandoti al tuo voler se solo volessi ,
    ahimè implorando perdono …

    Scrutando l’anima tua ,
    laddove tutto tace.
    malinconico lo specchio dall’anima mia ,
    diretto fin dove non s’illumina se non per poco …

    Sarei stato solo un frammento ,
    un capello del tuo scivolar sulle spalle
    come seta da imbastir ancora ,
    cercando aria dall’apnea che ho in me …

    Sorridi per oggi mi basterà …

  13. Da qui

    Da qui in poi
    la semina
    che porterà i suoi cristalli
    al vento

    e dal vento al cuore

    così
    donero’ al fiume
    e lo stesso si libererà al cielo

    l’ idea farà strada
    spingendone la salita

    giacché le offese
    oramai saranno spente
    per sempre

    Accetto il regolamento della Gara Poetica “Il Signore della Pioggia”

  14. AMORI ITINERANTI

    Ho capito che eri mia
    dall’incrocio del tuo sguardo
    che s’interseca col mio.
    Ho notato che eri bella
    dalla ruga del sorriso,
    dalle linee sulle guance
    che si chiamano armonia.

    Ho sentito la tua voce,
    il tuo palpito cardiaco
    nelle membra del silenzio
    fra le alture del piacere
    quando i venti
    caldi e forti
    s’intrecciano all’immenso
    del tuo nome sopra il mio.

    E ti cerco
    adesso e sempre
    fra le note di un concerto
    nei meandri immacolati
    del tuo vivere leggero.

    Esistenza senza senso
    il domani senza te,
    bevi lacrime d’assenza
    tu che cerchi il tuo futuro
    fra lenzuola sconosciute
    ed anneghi
    il tuo presente
    in bicchieri di rimorsi
    ed alcoliche empietà.

    Accetto il regolamento

  15. Voglia di volare

    Ho voglia di volare,
    di lasciarmi trasportare dalle correnti
    e arrivare fino al mare.
    Sentire il vento che mi scompiglia i capelli
    e respirare a pieni polmoni un po’ di aria nuova.
    Lasciare che la mia anima riprenda un po’ di fiato,
    si liberi dai troppi pensieri che da tempo l’affliggono
    e ricominci a nuova vita.
    Troppo dolore ho accumulato,
    troppi tristi ricordi che non mi abbandonano.
    Lasciare che il dolore scivoli via
    come petali di un fiore sull’acqua,
    come gocce di rugiada sull’erba.
    Voglia di volare come un bruco
    che diventato farfalla assapora
    la bellezza finalmente conquistata…….

    accetto il regolamento….

  16. Riguardo ai fiordi Norvegesi
    Eppur la luce è la stessa,
    o così sembrar vorrebbe,
    ma diversi il verde e il caldo lilla.
    A proteggerli ci son soffici greggi di zucchero filato e sfavillanti rocce incastonate nel nordico vento……
    dei celesti messageri tributo agli alti cieli.
    Di una cosa son certo, l’ infante meraviglia,
    nel mio cuor fece ritorno.

    accetto il regolamento

  17. SIAMO COME SIAMO FATTI
    D’amore puro il cuore mi bruciava;
    aveva desiderio per questa donna
    dall’aspetto gentile da luogo di delizia
    e all’angelica vista un dolce sguardo e,
    fui legato, subito, nella mia tenera estate
    e, senza difesa, l’amore suo fu più amabile.

    Follie, amarezze e voglia di te;
    osservare il tuo volto ramato,
    mentre il giorno avanza solitario
    va avanti e dormirà con l’amica notte.

    Tu, adagiata sul profumato e dorato grano
    mi porti a morire tra le tue tornite estremità
    e, nella gioia, esalare l’ultimo respiro per
    poi rinascere uniti al sorgere del sole.
    Antonio Da Campo 01/09/2012

    Dichiaro di accettare il regolamento e quanto altro da voi menzionato sopra.

  18. FRANCO DE ANGELIS
    Sezione A Accetto le norme del concorso

    AMICO PERDUTO

    Volo sulle ali della fantasia
    guardo il cielo e sogno,
    castelli di sabbia crollati
    al primo alito di vento.
    Mi guardo
    nello specchio vedo la
    mia vita scorrere veloce,
    l’inganno di un amore
    contorto.
    Parole di un tempo,
    sogni infranti di un
    sentimento sincero ,un
    amico vero, piango,
    alzo gli occhi e vedo un
    mondo rispecchiato;
    un amore ritorto,
    l’illusione di un sogno
    dissolto, delusione
    del tempo svanito e
    sconforto per un amico
    perduto.

  19. Amarsi di Pasero Monica

    Il mio respiro
    sulla tua pelle
    sfiorerà i tuoi sensi
    l’alito di vita
    respirerà nel tuo cuore
    avvertirai la mia anima
    giunger a te
    e come uno sbatter d’ali
    farà tremar la tua
    Dolce e vitale
    la mia presenza
    ti desterà dal tuo torpore
    sentirai la vita che ritorna
    ascolterai una volta
    solo il cuore
    e sceglierai la strada
    più difficile
    ma che conduce almio amore

    accetto il regolamento

  20. FUORI STAGIONE

    Sono sopra la città
    con questa pioggia battente
    sospeso,
    tra le vetrate sporche
    ad indossare
    la sera.
    Aspetto di decifrare
    il mio percorso
    contro la spavalderia
    del tempo
    che abbatte inesorabile
    le stagioni.
    E poi ignora il ritmo
    sferzante implacabile
    le gocce che
    si legano al vento.
    Ho acceso il mio silenzio
    pronto ad un’altra battaglia;
    così superba è la vita
    che spezza le ali,
    ma ora ricomincio
    oltre l’incantesimo del giorno
    con questo brivido
    che sale.

    accetto il regolamento…

  21. MALINCOPIOGGIA

    Pioggiono i miei occhi
    come questo
    fottuto tuo cielo
    orme di un passato
    ch’è limbo nella mente
    cedendo
    inesorabilmente terreno
    ad un presente
    che fatica a splendere.
    Pioggia d’assenza
    penetra l’anima
    affoga il cuore
    irrorando il viso
    di liquido umore
    lasciti malinconici
    in bianchi fazzolettini
    soffiando il naso
    abbozzando sorrisi.
    Pioggiono i miei occhi
    come pioggia dal cielo
    prima di un temporale
    prima che torni il sereno.

    Matteo Crosera

    Accetto il regolamento

  22. Anima fragile

    Piccola anima fragile a volte ribelle con quell’ aria sognante di belle novelle
    Vivevi di sogni in cui riponevi speranze ,quel tempo che sembrava non passasse mai .
    Quel tempo che tanto aspettavi…
    Quella voglia di crescere che immaginavi.
    A volte rimpiangi i giorni della tua fanicullezza ,candida spensieratezza dove niente ti poteva turbare ,
    e il tuo unico pensiero era sorridere e giocare.
    La vita e ciò che hai sperato non e’ del tutto sbagliato ,
    impara a vivere semplicemente le gioie e i dolori con il cuore e la mente .
    Un giorno qualunque ti alzerai e di amare la vita non smetterai mai .
    Cammina pian piano verso nuove conquiste, assapora ogni attimo , di cose mai viste .
    Non far rimpiagere al cuore un emozione ,c’e un tempo per ogni cosa ,questa è la tua stagione .

    accetto il regolamento

  23. Hey baby,
    non vorrei mai
    mai smettere di dissuaderti, all’orecchio,
    dissuaderti da qualunque cosa
    nel mentre in cui ti bacio gli occhi silenziosi
    nel mentre in cui dipingo nella mia camera
    un tramonto nero.

    Guarda che schifo, che ho fatto, guarda.
    l’ho guardato
    in faccia e da vicino,
    l’ho sfidato
    lui e la vergogna ed il voltastomaco
    ho sfidato
    lo gnomo scimmia
    nei suoi occhi piccolissimi
    da vicino,
    cavalcando la nausea, baby.

    A proposito, il detersivo…
    Non il detersivo del mio bagno,
    che è bianco sporco ed opaco,
    ma nel bagno lustro di marmo,
    nel bagno lustro di marmo c’è…
    questo detersivo.
    E chiederai: che c’entra?
    Cosa ne concerne?

    E’ polvere di fata, ti dico
    fate vi nascono,
    fate che vivono soltanto nei riflessi
    solo nei riflessi le vedi
    e appaiono.
    Poi chiederai: e che faranno mai queste fate?
    Ti dico che non solo lo faranno
    ma già lo fanno:
    cavalcano l’irrequietezza,
    sono le cavallerizze dell’irrequietezza.
    di professione intendo.

    Cazzo, capirai! E allora!?
    siamo fottuti!
    (Sto scherzando e mi faccio l’occhiolino allo specchio
    alzando un po’ più in basso il pollice della mano destra)
    Poi tutto si spegne, nello spaziotempo della dimenticanza.
    Nello spaziotempo della dimenticanza
    le cavallerizze dell’irrequietezza diventano
    fiocchi di spine bianche.
    Ed il pensiero è come vento gelato
    che soffia senza muovere nulla.

    Alessio Lugnan
    Accetto il regolamento sopra esposto.

  24. Sole e Terra

    L’immobile velocità
    di nostra madre Terra
    corteggia il sole in cielo
    gli scivola d’intorno
    ed egli tutto il giorno
    oscura ogni stella
    e spegne la galassia
    per proiettarci luce
    e offrirci nuova vita.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  25. Lei

    E lei chiuse gli occhi,
    al tepore della sera
    oltre quell’orizzonte
    dove trovo’ l’arcobaleno del suo sogno.
    E lei chiuse gli occhi,
    dinnanzi a se l’amore
    ed un profumo di viole, a lei donate
    e trovo’ i sapori di una volta
    ricordando l’eterno dolore.
    E lei chiuse gli occhi
    sorridendo
    ad un tesoro immenso
    portandolo via con se
    dove nessuno mai osera’ piu’
    ostacolarla.
    E lei chiuse gli occhi…. sorridendo all’amore.

    Annalisa Simonte.

    accetto il regolamento

  26. Solitudine
    inscatolati
    nel ventre della terra
    corriamo,spintonandoci
    come monadi impazzite,
    deflagriamo
    le nostre solitudini
    lungo cunicoli
    senza contorni,
    le nostre coscienze,
    coni d’ombra
    filo spinato d’anima.

    Fabio Amato accetto il regolamento

  27. PAURA
    Che faccio mi butto o non mi butto, patteggio, indietreggio, parcheggio, che disastro, non sono un cuor di leone, ma la sfida è opprimente il cuore non mente, la paura è tanta mentre il tempo passa, oh maledetto se ti potessi stringere in pugno, guardarti in faccia troverei il coraggio mentre la fantasia bacia la mia mente e offusca la paura li mortacci tua!
    Walter Festuccia
    Dichiaro di accettare il regolamento.

  28. La pioggia

    …non ho dubbi.
    Rimpiango la pioggia
    Sospiro per una sua goccia
    Cerco il suo umidore
    La sua carezza liquida
    Il ritmo del suo cadere
    Il luccichio
    La sua trasparenza
    Quel velo di pulito
    L’armonia col malinconico
    Ho nostalgia
    La voglia di ripararsi all’asciutto
    E stare lì
    A guardarla
    A sentirla
    A pensare
    E poi scordarla
    Accoccolarsi
    Amarsi
    Tanto fuori piove
    …non ho dubbi

    accetto il regolamento

  29. SETE

    L’ attendi come provvidenziale pioggia
    per rimarginar crepe nel terreno dell’ anima,
    nel frastuono plasmato alle porte del pensiero
    in un susseguirsi di confuse idee sparse

    Ubriachi del nostro stesso io
    arroganti e credenti nell’ onnipotenza delle parole,
    pronunciate al solo scopo di far tacere riflessioni
    vorticanti in menti non così ebbre

    Sete di altri pensieri…unici atti all’ allietar dello spirito

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  30. noi
    due anime
    che diventano una sola anima
    nel trepidio di un attimo
    che traspare
    dalla nostra fattibile realta’
    all’orizzonte
    nasce il sole
    che s’infiltra nelle persiane chiuse
    e i suoi raggi
    si fermano sui nostri visi
    che trasudano felicita’
    e mentre i tuoi occhi si aprono
    io mi perdo beatamente in essi
    e quella luce che ritrovo
    rischiara la mia anima
    come la tua anima
    che per me e’ una pergamena
    su cui sono incisi
    i miei sentimenti per te
    i tuoi sentimenti per me….
    amore…
    sincerita’….
    passione …
    vita.

    accetto il regolamento

  31. E’ tempo di vendemmia

    La mia terra attende meriggi assolati
    dopo sere annacquate
    tra il sudore nei campi disegnati dal tempo.
    Inesorabile il giorno scorre
    tra scampoli di ricordi e preghiere mozze.
    E’ giunta l’ora della vendemmia e grappoli d’uva volano
    tra gioiosi canti e sbiaditi racconti
    dolci nenie che si chetano all’imbrunire.

    Emanuela Bertello
    Dichiaro di accettare il regolamento e la norme in esso contenute.

  32. -RADICI-

    Afferrarsi con le unghie ben salde al
    cordone ombelicale d elle proprie origini
    Sapore di mare e di vento leggeri e freschi
    Bacche di mirto e foglie di palme
    E quel profumo della propria terra
    in un clima tenue,come la gente mia..
    Tradizioni da ricercare pur senza radici,
    perché la mia testa vaga e dove và si posa
    Anche qui tra afa estiva, nebbia e rigido inverno
    mi adeguo con rispettoso modo a questa terra amara ..
    Aria purpurea, lusinga lo spirito,bizzarro, fascino Crepuscolare
    Questo esilio in pianura cosi distante dall’isola
    Fiumi e pozze qui si trovano, nessun porto.
    Smarrimenti ignoti e precipiti in un momento ..
    Palese l’intento ostentatore,
    chiariscimi l’Integrità di persone amate
    le reminiscenze poco si addicono al presente
    si demonizzano gli intenti di un turpe gioco
    ma ormai si è scaraventato di tutto nel mio animo..

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA -IL SIGNORE DELLA PIOGGIA-.

  33. In altro modo

    Seduta stante nella mente
    di colpo assente.

    Sete sente e siete
    stessi i sessi
    siate certi
    sempre persi.

    Nelle teste si veste
    Dio senza feste.

    Alle luci spente
    di stelle che vagano
    da il sole lontano dalla sera:

    “Non ha senso il bagliore
    se non esiste la notte”.

    Andrea Borrelli – Accetto il regolamento

  34. LACRIME DI PIOGGIA

    Sono dolci
    queste tue
    lacrime di
    pioggia

    che
    fra cupi nubi
    lentamente scompaiono
    nel grigio mare.

    Nascosto
    tra i pini
    e’ l’ansimare
    lento

    di questo vento
    che eccheggia
    fino
    al mare

    fino alla notte.

    Appare tutto
    cosi’quieto
    cosi’ come
    nei tuoi pensieri
    fra i tuoi capelli

    fino al tuo seno.

    Ora il sole
    ci somiglia
    avvolge

    ci protegge
    contro il tempo
    cosi’
    come allora

    noi
    che provammo
    a vivere la vita
    in un’istante:

    noi
    fra dune spoglie
    e
    onde danzanti
    brillanti
    nelle loro
    vesti

    nuove
    al mattino
    nel ricordo di
    quelle lacrime
    di pioggia.

    accetto il regolamento

  35. Daniela Giorgini – Sezione A – Accetto il regolamento

    “CHI SEI?”

    Buia è la notte,
    ma una fiamma perpetua
    illumina i miei pensieri.
    Chi sei, tu?
    Che addormenti le mie notti
    e risvegli i giorni,
    che con il vento m’accarezzi
    e di pioggia mi baci.
    Chi sei,
    che mi respiri nella pelle,
    mi batti il cuore e
    ti avvolgi nell’anima mia?
    Io so chi sei.
    – Sei mio –

  36. L’aria amara,
    cade pioggia salmastra,
    da tanto
    forse ricicla il mare
    l’odore che non può gettare,
    forse prepotente
    racconta la sua mole
    alle piccole gocce.
    Annuso intorno l’aria
    sgrano gli occhi.

    Anna Mosca
    Accetto il regolamento

  37. VENITE A CELEBRARE LA PIOGGIA

    Venite a celebrare la pioggia
    le asprezze che furono
    han lasciato un sapore di zucchero.
    Vieni a cantare la pioggia!
    Destra e sinistra
    un calore piacevole
    un gesto interrotto
    su un sogno che brucia.
    Vuoto sperone
    sospiro di un vortice:
    musica che non rammento!
    Palpitavano amori
    “Ma l’amore non conta!” Dicevano.
    Anima mia, per la mia anima
    che ora torni a nutrire il silenzio!
    Fratture
    mura inumane.
    caliginosi rifugi.
    Si ergeva tutto in un giorno:
    “La gioia non è vostra!”
    Ci urlavano dolori!
    E ora sospesi ad un flusso
    i miei occhi che furono,
    i tuoi occhi che sono.

    Autore: Luca Gismondi

    ACCETTO IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA

  38. Vite in bilico.
    Anna cammini sotto il cilo di un’alba ferita, il tuo bambino ti stringe la mano e ti guarda fiero.
    Tu non lo ami, non sai amarlo, perchè figlio di un abbandono indelebile.
    Sorride il bimbo ed è un sussurro in te, un vibrar di tenerezza per lui, germoglio innocente dell’umana scelleratezza.

    Giuseppina Ciervo “Giusi”
    Dichiaro di accettare il regolamento della gara poetica Il signore della pioggia.

  39. Ernesto Cristiano /04/09/2012

    GLI ALBERI D’INVERNO

    Gli alberi d’inverno
    sono anime nude,
    grondano tristezza,
    raccontano rimpianti,
    parlano d’amore.
    I sorrisi ibernati,
    nascosti tra i rami,
    non si sciolgono
    in lacrime.
    Gli occhi sono faville
    che incendiano il sole,
    vivono speranze,
    regalano emozioni.
    Mi parlavi del domani,
    mi dicevi che tanta libertà
    avrebbe oscurato il cielo
    e che le tue e le mie illusioni
    erano soltanto voli dipinti
    dal nostro eterno immaginario.
    Ora, come vedi, il tempo è andato.
    Le parole sono riverberi di luce
    e non ci sono rintocchi di campane
    da amplificare a festa.
    Bisognerà aspettare
    che le anime nude di questi alberi
    ritornino a fiorire
    e non sapere se a primavera
    il profumo dei fiori
    avrà il tuo sorriso impigliato
    nel vestito rosa del tramonto.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  40. NELL’ABBRACCIO DI SETTEMBRE –

    NELL’ABBRACCIO DI SETTEMBRE ,
    LASCERO’ CADERE
    LE MIE ULTIME PERLE !
    TOCCHERO’ LIEVEMENTE ,
    LA MIA ANIMA !
    VOGLIO RESTARE MUTA ,
    NEL RICORDO DI LUI !
    BACERO’ CON PASSIONE
    LA SUA AURA ,
    E
    IN VENTO CALDO
    MI TRASFORMERO’ !
    LA MIA FORZA ,
    SARA’ SUGGELLO D’AMORE ,
    CHE ,
    DATO E SPEZZATO
    MAI FINE AVRA’!
    IL MIO AMORE
    STANCO……
    SI RIPOSERA’
    SU QUELLE ALTURE
    MAI CALPESTATE !
    SI ADAGERA’
    SU QUEI FONDALI
    MAI ILLUMINATI !
    SI LEVERA’ COL VENTO
    PER CORRERE IMPAZZITO
    SUI CRINALI !
    ARGENTO DELLA LUNA
    LO ACCOPMAGNERA’ ,
    E LA’,
    SU QUEL PIANETA
    DI NESSUNO,
    AL FINE SI DISPERDERA’ ……
    ENERGIA
    PER NUOVI,
    GRANDI AMORI !
    SETTEMBRE ,
    NELLA SUA DOLCE PIOGGIA ,
    MI VEDRA’ ,
    E MI RACCOGLIERA’
    QUAL PICCOLA GEMMA
    DI
    ETERNITA’ !

    accetto il regolamento

  41. Foglia morta !

    Una foglia si stacca dal ramo..
    non vola lontano…
    rimane ingiallita per terra
    tra le altre…
    Foglia tra le foglie,
    in un autunno di dimenticanza,
    abitudine e freddezza…
    Chi passa vede solo foglie morte..
    vecchie …perse nel degrado del tempo
    non pensando che un tempo le stesse,
    hanno reso belo e florido l’antico albero
    scosso dal soffio del tempo…
    Cosi’ una donna caduta sotto i colpi
    dell’indifferenza…
    dal ricatto morale di chi pur non capendo
    la dura legge dell’età…
    non riesce più a vedere la bellezza vera
    che è in lei…..donna sola…
    pallida sbiadita come foglia morta…
    Scordata e ingiallita…
    questa all’ombra di un albero…
    La donna all’ombra di un inutile vita !
    by. Emily.

    di:Emilia Simonetti.
    @tutti i diritti riservati.

    accetto il regolamento

  42. SEZ. A
    Motolese Ciro
    accetto il regolamento

    LA GRAMMATICA DI DIO

    Sillaba il tuo nome
    la pioggia
    nel cadere
    togliendo il senso
    al silenzio
    di un tiepido
    pomeridiano

    e divaricando piano
    gli angoli della mente
    imparo a scorrere
    con la mia costruzione

    andando in posti
    dove la ragione
    non ha nessun dove.

    E sillaba il tuo nome
    la pioggia nel cadere
    sulle ultime mie “case”
    sulle ambizioni accatastate,
    in disuso.

    Piove in un blu elettrico
    diffuso.

    Sulle voraci tempistiche moderne
    sulla falsità appiattita
    degli schermi
    scardinando un gioco,
    il trucco che più non tiene
    perché si ha una via di fuga
    da tutto questo
    quando si vuol bene.

    Piove su una cattedrale di pensieri
    sugli alberi delle mie speranze appese,
    impiccate.
    Sui mieilunghissimi viali distesi
    come ferite cauterizzate.

    Piove sulle latrine dei miei giorni,
    sui riflessi delle mie “tue” vetrine.

    Piove su quello che hai lasciato.

    Una corona di spine.

  43. NEVE

    Cade la morbida neve
    tra una folata gelata e l’altra
    appare disincantata.
    Ammalia lo sguardo
    nel concedere geometrie
    che il vento plasma
    in allegoriche fantasticherie
    di forme ataviche.
    La candida neve urtata e raggelata
    dalla brezza dislocata,
    poggia la sua soavità
    su tutto ciò che incontrerà
    regalando allegria e felicità,
    a chi più speranza non ha.
    Grava su aspiri compiacenti
    e beffeggia mestizie inesistenti.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO
    Capuano Bartolomeo

  44. LEGGEREZZA

    La ragazza ricamava boccioli di rose
    sulla coperta di tela grezza.

    Voglio sorridere a dispetto dell’angoscia
    che mi attanaglia le viscere.
    Ogni mattina mentre bevo caffè
    si danno appuntamento tutti i miei errori
    per giocare al girotondo sul tavolo.

    Voglio danzare facendo sberleffi alla paura
    che mi paralizza le gambe.
    Senti come gorgoglia il filtro della strega
    che fece del mio cuore il suo crogiuolo

    La ragazza ricamava foglie di geranio
    sulla coperta di tela grezza.

    Voglio giocare col vento
    come i gattini paffuti della mia infanzia.
    Voglio abbattere i mulini
    agguantando la spada offertami dalla follia.

    La ragazza ricamava un bouquet di lacrime
    sulla coperta di tela grezza.

    Chi potrà impedirmi di vivere?.

    Accetto il regolamento

  45. scendi pioggia, scendi,
    io ti guardo da qui
    dalla terra del signore.

    vedo appoggiarti sui miei occhi
    guardandoti con occhi luccicanti
    con occhi che brillano

    con occhi che sembrano tristi.
    ecco ora ti sei appoggiata sui miei occhi
    ti vedo ma non puoi sentirmi

    allora ti chiedo di cadere
    cadi pioggia, cadi cadi ai miei piedi
    cadi e rendimi felice
    cadi dando la forza

    di rialzare gli occhi al cielo
    con la speranza che il mio
    cuore possa asciugarti

    tra le dolci nuvole
    dove io ti ho vista.

    accetto il regolamento

  46. Preghiera

    China al tuo cospetto
    prego le tue attenzioni
    affinchè un segno
    diriga il mio timone.
    Il vento gonfia le mie vele
    ma la prua è cieca
    e le cime arse e tese
    non promettono vittoria.
    Il sudore si scioglie in sale
    e le ossa scricchiolano
    sotto il peso delle mie scelte.
    China al tuo cospetto
    prego le tue attenzioni
    di fare delle mie paure
    concime per i fiori
    del tuo giardino

    Dichiaro di accettare il regolamento

  47. La Danza che ritorna

    Il vento assapora la fuggitiva goccia di paura
    che incuti con la tua fitta veste,
    hai improvvisa voglia di bagnare il sole
    con le tue scroscianti parole,
    ma la tua anima bruciata
    dal soffio dell’aria violento
    turbina in discese di amaro tormento.
    Il tuo soprabito trasparente
    denuda la tua forma prorompente,
    ma senza di te, pioggia
    il mare non sarebbe oceano
    e un vulcano
    un bacino di raccolta per un lago;
    imprimi di nostalgica sensazione
    di due innamorati il primo bacio
    sotto il tuo immortale creato.
    Il tuo cuore scivola
    fra le ali colorate di un ombrello,
    ma rimane impermeabile
    sulle verdi voglie dell’agave
    che conservano
    le tue lacrime di cielo.
    Acqua di pioggia artista
    dipingi insieme al sole
    un arcobaleno
    in quella foglia
    incantata di meraviglia
    dove una goccia
    di rugiada piomba
    ed ecco la tua danza
    che ritorna.

    Francesca Ghiribelli

    accetto il regolamento

  48. PIOGGIA

    Il crepitio della pioggia
    giunge in punta d’ali
    madido di nuvola
    distilla pulviscolo.

    La sua frescura
    desta le mie primizie.

    Ivana Orlando
    Accetto le norme previste dal regolamento

  49. PARTITURA DI NOTE

    Stringimi.
    Forte. 
    Stringimi stringimi.
    Forte forte.
    Stringimi stringimi stringimi.
    Forte forte fote.
    Stringimi forte. 
    Lasciati avvolgere
    Dal profumo muschiato di bianco
    Mentre riposo sul tuo petto.
    Partitura di note
    Sulle corde
    Di una chitarra scordata.
    Accartoccio il pentagramma.
    Lo lancio tra la pioggia e il mare.
    Si scioglie, umido,
    Tra i flutti.

    accetto il regolamento

  50. goccia a goccia

    nelle notti d’inverno
    ascolto il canto della pioggia
    infrangersi sulle persiane
    e con gli occhi chiusi
    accarezzo con la mente
    la vita di ogni goccia
    cadere leziosa
    scivolando sulla pelle
    mentre il cielo si confonde
    con l’umida terra
    reinventandosi
    ai miei sensi

    Cosimo Rotolo
    Accetto il regolamento del Concorso.

  51. Pioggia forte,
    improvvisa,
    annunciata
    da un cielo plumbeo
    con la sua cappa
    grondante d’acqua.
    Dal mio riparo
    osservo
    lo spazio circostante,
    mentre l’asfalto della strada
    riarso per la calura
    evapora
    il suo ringraziamento.
    I muri delle case
    sferzati dallo scroscio
    mettono a nudo
    i segreti più nascosti,
    gli alberi
    protesi in avanti
    si abbandonano
    al benefico ristoro.
    Il grigio
    avvolge tutto
    e mette fine
    alla lunga attesa.
    I miei pensieri
    affidati
    alla pioggia ristoratrice
    non trovano conforto,
    mi avviluppano
    in un groviglio,
    come mille rivoli
    d’acqua
    nel tentativo
    di scomporsi.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  52. Piove …

    Chissà per quanto ancora
    sentirò questo odore
    di terra bagnata,
    questo scroscio di pioggia
    sul tetto e il selciato,
    questa voglia di bere
    che viene dal prato.
    Chissà per quanto ancora
    questo fresco leggero
    sentirò sulla pelle,
    come carezza di madre pietosa
    e, chiudendo gli occhi
    mi rivedrò di nuovo bambina,
    calpestare pozzanghere,
    riparare in un portico allegro
    e tornare a giocare con l’acqua.
    Chissà per quanto ancora
    rivivranno i ricordi
    a ridare una tregua,
    a scandire il presente,
    a spronarlo …
    a tradirlo.
    Chissà per quanto ancora,
    ostinata ed illusa,
    crederò nella vita,
    da pensarla preziosa
    fino a che non sarà finita
    …e già non piove più.

    Marinella Ottonello
    Accetto il regolamento del Concorso.

  53. 28 Ricerca

    Il mio cuore spazia
    nel tempo e nel mondo,
    ma la strada è vuota.

    Cerco con gli occhi un’anima
    e mi accorgo stranamente
    che sono perse
    le chiavi del cielo.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  54. LA LUNA NEL POZZO

    Sto dentro al pozzo
    e guardo la luna che passa,
    breve
    inargenta pareti scoscese,
    illusorio chiarore su nere, infinite,
    ripide storie di vita.
    Poi il buio.
    Aspetto.
    Forse un raggio limpido, bianco,
    domani,
    nel fondo.

    accetto il regolamento

  55. Piango…
    Senza te nulla ha senso.
    lacrime scendono sul mio viso,
    mischiandosi alla pioggia
    che inizia a scendere dal cielo.
    Come in un silenzioso dolore,
    il mondo piange,anch’esso,la tua perdita.

    accetto il regolamento

  56. L’altro

    L’altro è colui che cammina con te
    Ti guarda fisso e non dice perché
    Assorto si ferma , ansante , su un fiore
    Tu non lo sai, ti cammina sul cuore.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  57. “Così e’ per sempre!
    Sale di luce Passi di mai
    Spezzati fiumi del domani
    Non si arrestano
    Su disciolte porpore delle pro messe
    Ne’ nel brivido verticale
    Di penetrante anima d’ametista
    Che ricongiungono occhi di fiume e mani del tempo

    Così e’ mai!
    Corte se ascesa d’un misterioso canto d’anemone
    Che voce diurna del mare E notturni fianchi di luna
    All’improvviso divora
    Con ali di spe ranze assenti
    Mentre il vuoto d’una foglia delle piogge
    Cattura rosee curve D’una piuma degli addii

    Così sei tu!/Silenziosa traspa renza delle voglie
    Purpuree distanze di vittoriose ferite
    Calme sulla pallida follìa Di parole affamate d’amore
    Viaggio sofferente d’avviluppati respiri
    Che cercano completezza
    Nel doppio sogno dell’ombra

    E che e’ e non e’ infuocato sigillo di vita
    Piccoli infiniti d’acqua E inchiostro di nuvole
    Perduti in un abbraccio di pagine d’eterno
    Smarriti l’una nel cuore dell’altra.”

    accetto il regolamento

  58. PER TE

    Ti penso
    fra le ombre
    di candele proiettate
    nel vento,
    sotto l’arco
    dei tuoi occhi voltaici.
    Ti cerco
    nel fumo denso
    di una sigaretta malsana,
    nel bicchiere imbrattato di vino,
    nelle dolci evoluzioni
    del tuo essere.
    Ti amo
    nelle lettere trascritte
    e mai spedite..
    sopra i muri delle case
    mai vissute.
    Ti prendo…
    con la foga
    e l’esperienza di un pirata,
    la dolcezza e l’innocenza
    di un poeta.

    Accetto il regolamento

  59. Il soffiare del vento

    Se allunghi le mani
    al soffiare del vento,
    afferri pensieri e parole.
    Dette da chi non saprai,
    sussurrate da chi non sai.
    Ma fra le mani
    raccolte le avrai…
    per non farle svanire.
    Giuseppe Puglia

    Accetto il regolamento del concorso.

  60. ASCOLTA

    Ascolta.
    La pioggia
    che cade lontano
    racconta
    antiche memorie.
    Celo’ il rumore d’un bacio
    dilavo’ piu’ tardi
    il sangue dai volti
    offerti alla orrore della guerra.
    La pioggia
    che cade lontano
    a cui il poeta si disseto’
    divenne la sua voce

    accetto il regolamento

  61. La mia poesia

    La mia poesia
    è il tuo sorriso,
    è il profuno quotidiano
    delle tue camminate.
    La mia poesia
    è la tua voglia,
    la tua carismatica
    e schivante nostalgia
    dei sogni raccontati nella campagna,
    dove le magiche spighe di grano
    erano vedette di facili
    carezze buttate giù istintivamente.
    La mia poesia
    è simile alle stagioni
    è un armoniosa
    chiave dei sensi,
    un solo soffio
    non basterà a farla morire.
    La mia poesia
    è un sguardo tenero,
    è un ti amo detto in silenzio

    accetto il regolamento

  62. LA NOSTRA GENERAZIONE

    Cinquantenni brizzolati o stempiati,
    nell’animo ventenni di eterni adolescenti.
    Navigando in mare aperto, all’orizzonte,
    non s’intravede tramonto
    per il nostro mondo.
    Sospesi nel tempo
    e sempre “On the Road”,
    l’isola felice circumnavighiamo
    nel ricercar pace, amore e libertà
    sventolando la bandiera
    di quel ‘68 che fu il nostro motto.

    Negli anni lieto è il viaggiar
    imbarcati in colonne sonore
    “pop, country, rock”,
    veleggiando nel “blues”
    nel sogno mai finito
    della nostra generazione,
    porto essenziale di epocali passaggi
    fra crisi, benessere e tecnologia spaziale.

    Sull’onda del passato si continua a navigar
    facendo rotta nel presente
    alla ricerca permanente
    di una migliore umanità.

    Utopia, realtà:
    non spegnerti O speranza!!!
    Lasciaci salpare ancora verso il futuro,
    nel continuo ricercar…
    Magici tesori e mondi migliori.

    accetto il regolamento

  63. Prima classificata al Premio Nazionale Virella Apicella Granese.

    Il libro degli spersi di Monia Minnucci

    Stracci lucenti cullati dalle onde,
    strisciano l’orma livida
    nel guizzo buio della scia d’una nave.

    Il pensiero s’allaccia alla coda,
    non diventa serio,
    non ossessiona,
    ma batte l’acqua e vola.

    Ho sognato un tragitto lineare,
    un traguardo fiorito e potente,
    un lume d’eterno rogo
    che, nel ricordo del nome, sopravvive l’uomo.

    Le porte sono state aperte,
    soffia l’eco di fiori spenti,
    ho nascosto il cuore nel dedalo dei versi
    per non sciuparne la bellezza.

    La civetta di carta
    disegna la soglia delle fiabe,
    lentamente spira l’anima del bosco,
    spine cordiali intrecciate di niente e temporaneità.

    Non posso pettinare ricordi
    di occhi chiusi e aperti
    nel sogno evanescente degli specchi,
    ma acciuffando la coda dei riflessi
    m’hanno impressa nel libro degli spersi.

    (Dichiaro di accettare il regolamento)

  64. Abbaio a una luna randagia
    non riesco a mordere la terra
    annego anche in una pozza d’acqua
    e mi spezzo facilmente nel riflesso
    di una lacrima veloce
    come una scintilla
    come una scheggia

    già,il mare
    tiepida risacca
    in me
    si spegne
    l’ultima parola
    della notte…

    Claudio Tedeschi accetto il regolamento

  65. COSI’ COME SEI
    Tu sei grassa, molto grassa,
    non ti curi e non ti depili.
    E mi hai sempre mentito
    ma io ti amo, così come sei.
    Tu sei brutta,molto brutta.
    Hai la bocca storta e i denti scomposti.
    E sei adulta senza essere cresciuta,
    piena di paure e di insicurezze.
    Ma io ti amo, così come sei.
    Tu sei pazza e dispettosa.
    E hai gli occhi a palla.
    E me ne combini di cotte e di crude.
    E mi fai impazzire di gelosia.
    Ma io ti amo, così come sei.
    Perchè solo così ti posso amare,
    solo così è il vero amore:
    amarti così come sei.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO DI POESIA” IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  66. NON TORNO INDIETRO

    Da tanti dolori
    voglio tirarmi fuori,
    lotto più che posso
    per scrollarli di dosso.

    M’insidia l’invidia
    schiacciando il mio Io
    e resto restìo
    a dargliela vinta.

    Giorno per giorno
    terreno conquisto
    e finché resisto
    indietro non torno.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  67. Dichiaro di accettare il Regolamento

    SUL BOSCO…UNA RONDINE

    Le mie parole contano
    i silenzi degli alberi,
    il vento, che congiura,
    ne scombina la serie

    Cresce sul pentagramma
    l’equazione irrisolta
    che si propone canto
    col becco di una rondine.

  68. Marinzia Maria Nunzia)
    PALUMMIELLO NCALORE…..
    ·
    Nu palummiello appullaiato
    ncopp’à na funtana…
    guarda na culumbrina
    ca sta tre metre luntana!
    Tuba, tuba ‘o palumiello…
    s’avota, sè gira…
    tene ‘e smanie dint’è scelletelle!
    ma essa nun se smove…
    sta sempe ferma lla’…
    “povero palummiello ncalore!”
    penz’io guardanno ‘a scena…
    “chella nun t’è penza proprio…
    ‘e nun se vo fa curteggia’!”
    Ma quanno sta ncalore
    ‘a culumbrina…è essa
    a svulacchia’ attuorno a isso…
    ‘e tanto c’adda’ fa, ca ‘o sfruculeo…
    e ‘o palummiello fesso ppò nc’è care…
    ‘E io penzo, all’ ammore mio
    ca vo’ fa ammore quase tutt’è sere…
    ‘e io ca l’è dico sempe “aspiett’à ddimane!”
    e isso comm’è cane bastunato…
    s’avota all’autru lato ‘e cerca ‘e s’addurmi’!
    Nuje femmene? che nc’è tenimme ncuorpo!
    nuje femmene…vulimme mantenè mmano…
    pè essere vuluto sempe cchiu’ bbene!

    accetto il regolamento

  69. Alves Lazzarini

    25 maggio

    .

    * ROSA DI PRIMAVERA *
    Di Salve Lazzarini

    Dormi e io ti guardo ,sfioro
    delicatamente il tuo viso

    ascolto il tuo respiro
    mi avvolge il tuo profumo.

    Ti sento ancorata
    alle radici del cuore
    dove ogni giorno
    fioriscono siepi d’amore.

    Nelle praterie dell’animo
    la luna gioca con le nostre
    notti piu’ intense dove tutto
    e’ fuoco ma non sarà mai cenere.

    Dormi e io ti guardo
    aspettero’ il tuo risveglio
    accarezzero’ il tuo viso
    sfiorerò le tue labbra.

    In quel timido bacio
    e’ racchiuso tutto l’ardore
    la passione di un tempo
    come ora
    piccola Rosa di Primavera.

    Accetto il regolamento della gara poeticaIL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  70. G.E.M. (Gioia, Emozione, Magia)

    Avvolgimi nei riflessi del tuo sorriso,
    nei significati dei tuoi gesti,
    nei colori del tuo nome,
    nel tuo essere.
    Portami nell’azzurro del cielo
    e nel riflesso del mare.
    Dammi forza,
    rossa,
    dammi la passione.
    Splendi nei miei occhi perché figlia di due raggi di sole,
    e ti guardo attraverso la luce del sole,
    sole che scioglie i miei dolori,
    sciogliamo gli sguardi nella nostra vita.
    Noi che ci addormentiamo lontani e vicini,
    uniti nel mare delle nostre idee,
    e nei fiumi delle nostre passioni.
    Lasciami affogare in te.
    Baciami fino all’ultimo respiro.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  71. -Avrei anche voglia di farmi male

    Avrei anche voglia di farmi male,
    appendermi ad un chiodo
    rimanere lì, fermo,
    all’autodisciplina del dolore,
    una giacca di piombo
    delicatamente appoggiata sulle spalle.

    – c’è ancora tanto spazio
    e ancora tanta forza da sfruttare –

    Sempre col sorriso sulle labbra,
    ma sempre troppo poco sorriso
    e parole urlate e urlate e urlate
    ma sempre troppo piano;
    ad urlare si impara dal troppo silenzio,
    posso fare di meglio!

    Non avrò albe migliori
    e forse nemmeno le voglio
    di quelle attraversate da queste solitudini di sempre,
    che hanno il solo difetto
    di lasciare troppo spazio ai sogni,
    che hanno ingoiato senza masticare,
    ed ancora ingoiano,
    parole ed emozioni
    in bianche stanze di alabastro;

    giorni, in fondo, da lì ne son passati
    e continueranno a passare
    quasi senza incertezza.
    Chissà se poi va davvero tutto bene?

    Ma non vi preoccupate,
    quando presenterò il mio conto
    sarà assai salato
    saranno domande senza risposta
    in punto di morte
    per una vendetta immortale.

    DICHIARO DI ACCETTARE LE NORME PREVISTE DAL CONCORSO ‘IL SIGNORE DELLA PIOGGIA’

  72. love

    … amo il sole di notte

    amo la luna di giorno

    io oscuro fiore che sboccio

    nella notte del viver voglio …

    dal bocciol uscir

    incurante nel buio

    non temo l’oscurità

    non temo il disprezzo

    mi sporgo solitaria

    nell’aria rarefatta

    senza patti astratti

    rapace della schiavitù

    che s’immerge

    nel giorno spinoso

    accantonando prede

    per poter saziare nella notte

    inghiottire il vil veleno

    sparso nei campi

    raccolte in balle di fieno

    parole secche nei biechi d’echi

    tra fronde sfogliate al vento umettato

    me ne sto sola ma sola non sono

    imperlata di lacrime

    mi sorveglio per non morire

    in me …

    è il mio canto di libertà

    luisa

    *DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA
    Grazie

  73. Il senso dell’amore

    Ti aspetterò all’imbrunire
    della sera, per sciogliere tutto
    il ghiaccio che invade il tuo cuore.
    Ti porterò dove la chimera
    dei tuoi sogni, ti rende invincibile
    all’amore.

    Eterno è il cospetto che giace
    in questo sospirato giaciglio,
    ci abbracciamo alla vita,
    all’ingenua sensazione
    di un amore che va oltre
    la spiaggia dei nostri desideri.

    Mi lascio cullare dalle tue
    morbide labbra quasi a voler
    carpire l’ardore che lascia
    trapelare il senso dell’amore.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  74. Goccia sorella

    Fra fosche nubi un dì
    S’affacciò
    Colui che tutto può
    Il gran Signore
    Dell’acque, del mondo,
    Dell’universo intero.
    Ricordatevi -disse-
    Con voce roboante
    Che io v’ho regato
    La fonte della vita
    E voi già la sprecate!
    In dono vi fu data
    Goccia sorella
    Pioggia
    Che dal cielo stilla
    Rugiada per i campi
    Ristoro per le genti
    E chi lo sguardo rivolto al cielo aveva
    Ebbe orecchie e comprese
    Quanto preziosa
    Goccia sorella sia
    Ringraziando il Signore
    Parlò con l’altra gente
    E intonò una preghiera
    Perchè presto si plachi
    La sete sulla terra.

    Dichiaro di accettare il regolamento della gara poetica “Il Signore della pioggia”

  75. SCENDE LA PIOGGIA.

    Ci siamo erosi rischiando la follia.
    Forse non c’incontreremo più.
    Forse è stata soltanto una notte di pazzia.
    Forse è stato soltanto un attimo.
    L’amore è un eterno momento
    o un dolore di un intenso silenzio.
    Forse non eravamo noi a dover mentire.
    Forse ci siamo consumati
    aspettando un unica magia.
    Forse favorita dal destino
    è stata la malinconia.
    Non ha resistito al fascino
    di farci compagnia.
    Forse non ce ne siamo accorti;
    il futuro assomiglia molto al passato.
    Tra il ridicolo e il beffardo
    saremo ancora soli,
    come lo eravamo prima.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  76. Cerco una luna che bruci
    un sole notturno che veli gli amanti –
    un cielo su cui si cammini e si sfoglino fiori
    una terra che sovrasti le case – elevate d’aria –
    un mare fatto di pietra –
    una montagna che sia d’acqua e verde –
    una foglia che posi sul vento – fatto macigno –
    un’alba che abbia nere le labbra –
    un tramonto che dia splendidi chiarori mattutini –
    una sera che riluca d’oro – come un tetto chiaro a primavera –
    un albero che voli libero – come ali i rami –
    un uccello fermo come impastato di pece –
    un tempo che non muova i passi – come paralitico –
    un cuore che sia sulle mani come sabbia al fanciullo –
    un uomo che sia sul deserto mesto – fiorito dell’ora –
    un dio che sia fatto di uomini e sangue –
    una morte che sia risveglio su un prato innocente.
    Cerco un uomo che stringa la mano –
    un uomo che tocchi i passi del cuore –
    un uomo che sappia il sapore del pianto.
    Cerco una donna che canti al dolore –
    una donna che sorrida al vento –
    una donna che ricordi amore.
    Cerco un dio che accompagni il silenzio
    un dio che scenda a sera – umano
    un dio che dia voce alle preghiere.

    accetto il regolamento

  77. Accetto il regolamento del concorso.

    Poesia: Amore

    Sbatti le ali,
    o cuore!
    Raggiungi le vette
    più alte,
    respirando forte
    l’amore.
    Nascondi le lacrime nere
    che ti ha lasciato
    l’inganno.
    Il mondo, spaurito,
    solleva,
    con l’incanto
    che scuote l’ardore.
    E soffia
    più forte del vento,
    finché l’amore
    non si possa frenare.

  78. A BORDO VITA

    La gente percorre strade
    senza guardarsi attorno,
    senza conoscere la meta.

    Alza la voce per non sentire
    chi con un silenzio urla.

    Regala oggetti futili
    per riempire spazi di vita dimenticata.

    E chiama povero
    chi ancora abbraccia la terra,
    chi seduto sulla soglia di casa
    si rallegra di un tozzo di pane.

    Hanno perso il gusto
    del sorriso sincero,
    della stretta di mano
    come patto vero.

    Hanno perso il dono
    dell’accoglienza,
    del far posto al proprio fianco
    anche lasciando il proprio.

    Mi alzo e riprendo il cammino…
    guardo i miei piedi…
    rallento.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  79. FIGLIO DI UNA DEA SENZA NOME

    Schiavitù intellettuali, riti tribali.
    L’infuocato delirio umano
    brucia petali, dolori e regine.
    Madre, strappami il cuore,
    offri il suo pianto di sangue
    oltre queste desolate pianure di cenere.
    Sulle colline del tempo i tuoi venti
    Ne avranno cura.
    Ora posso uccidere.
    Ora posso morire,
    ora voglio vivere
    liberando l’amore dal furente inganno del giusto.

    accetto il regolamento

  80. Incanto

    Ali di fantasia
    come fogli di cartapesta,
    sottile e impalpabile amore
    roviglio di animi infuocati
    passione incalzante sei tu…
    attimi desiderati
    roventi gli occhi tuoi
    labbra assetate d’amore,
    che impazzisce allo sguardo e
    assapora miele di desiderio.
    Sogno o realta?
    Apri gli occhi all’amore
    oggi siamo solo noi.

    Annalisa Simonte.
    accetto il regolamento

  81. Le ombre della notte

    Piano piano svaniscono
    i colori della sera
    lasciando nell’ombra
    e nella foschia…
    un luminoso cielo
    ormai stanco di luce!
    Ora, piano piano…
    tutto s’addormenta;
    il sole si copre d’orizzonte
    la luna s’addobba
    con i colori della festa
    mentre scendono implacabili
    le ombre della notte!

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  82. NEGATO

    Swing e malessere
    almeno la pioggia
    lei
    nuvole in fuga
    annuncio di passi
    un tram
    si tiene a distanza
    il buio
    che è intorno
    sono fatto di pelle
    scarno pensiero
    assenza di sguardi
    il fiato assordante
    la stretta caviglia
    schizzo
    in più direzioni confuse
    la città i giardini
    il disordine
    di forme negate
    e mille chilometri
    la distanza tra noi,
    chiusi ostili,
    anche il perdono
    l’anima trema
    è specchio stregato,
    la pioggia mi copre
    tutto di me.

    Luigi Carlo Rocco
    Dichiaro di accettare il regolamento del concorso.

  83. SMEMBRATO

    Ho deposto in una piccola scatola
    uno spicchio del mio cervello
    così che tu possa avere sempre vicino
    l’immagine dei miei pensieri
    mi sono incastonato serrature
    negli atri e nei ventricoli
    perchè con il possesso delle chiavi
    tu possa decidere i flussi della vita
    ho reciso la mia trachea
    collegandola ai tubi della tua aria
    e tu padrona della ghigliottina
    puoi decidere l’intensità del respiro
    che siano affanni o ansimi o sospiri
    tue sono anche tutte le vene
    che nel tagliare sia bocciolo rosso
    di questo roseto di corallo
    che altro posso donarti dimmi
    la saliva il sudore la pelle
    oppure forse ti basterà
    ogni battito di ciglia involontario
    degli occhi contenti di vederti.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  84. SOLLEVARE LA POLVERE

    Togli la polvere dal mio viso
    che stinge di ombre antiche
    che sanno di lacrime amare.

    Togli le ombre dai miei occhi
    che aprono le palpebre
    alla luce intensa del tuo viso.

    Togli la tristezza dalle mie labbra,
    rosee di sangue che scorre
    nelle vene del fiume
    che irrora la mia anima di vita.

    Togli gli scudi alzati
    per proteggere il cuore
    che si arrocca dietro all’indifferenza
    per non tornare a soffrire.

    Togli le mani chiuse a croce
    sul petto,
    malinconico di gesti sfatti e consunti,
    scosso dal dolore
    che lacera e spande note di lugubri dies ire.

    Braccia aperte alla luce stellata
    di marea in sole nascente,
    filo d’oro che raccoglie
    due anime
    in ricerca dell’eterno,
    amando le tue fragilità
    di uomo in cammino
    nella strada della vita.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA IL SIGNORE DELLA PIOGGIA

    Antonella Dadone

  85. Pierre

    Lo vidi là, sotto la soffusa luce
    Di un lampione qualsiasi
    In mezzo al deserto della notte
    Tra dolorosi ed inespressi silenzi
    Un’esile ed incerta figura di chi
    Non era più un bambino
    Ma nemmeno un uomo ancora
    Un corpo tacitamente celato
    Dietro ad inconsueti colori
    Che non ricordavo suoi
    E che rendevano la notte
    Ancora più solitaria ed amara
    Le sottili labbra all’ingiù
    In un’inconsapevole smorfia
    Che sapeva di rinuncia e d’arresa
    E la vecchiaia già nelle mani
    Che tremolavano in quel freddo
    Presente nel suo cuore indurito
    Dalle rughe del suo ruolo
    Capii subito che
    La dolce e fragile verginità
    Fu affidata ad anime solitarie
    Che lasciarono dopo di sé
    Intimi solchi di penosa solitudine
    Che bruciavano salatamente
    In occhi privi di lacrime
    Come chi ha perduto tutto quel che fu
    Senza averlo ritrovato mai
    E ne ha accettato una ragione
    – una ragione qualunque già
    Era proprio lui, là davanti a me
    Il mio amico d’infanzia
    Così delicato in quell’istante crudele
    Che pareva dolorosamente irreale
    E vedendomi abbassò lo sguardo su di sé
    E sembrava voler scomparire
    Nella luce soffusa del lampione amico
    Come un fantasma di ricordo
    In una triste penombra che
    Non tollerava dignità né verità
    Perché indifferente al proprio destino.

    -Accetto il regolamento-

  86. La bellezza esiste

    in stille di pioggia.

    Umano disincanto.

    Accetto il regolamento, in fede
    Stefania Mercatali

  87. Prima pioggia autunnale.

    Limpida cadi
    pura e preziosa gemma.
    Lievemente ti posi
    sull’arida terra.
    Vecchie e ingiallite foglie
    accarezzi dolcemente
    mentre giù scivoli
    verso la campagna bramante.
    Tintinnante è il suono
    delle gocce sulla grondaia
    e novelli torrenti scorrono
    portando via fragile erba e ghiaia.
    Inebriante profumo di natura bagnata
    malinconico saluto all’estate andata.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  88. ELISABETTA RAVIOLA
    BRUCIATURE
    Il velo dei ricordi dietro una tendina.
    Guardo.
    Sono già bruciate, le emozioni.
    Stampo nel cuore di polveri arse.
    Ho lavato l’anima ma non vedo le trasparenze.
    Non basta. Mutamento. Cambiare.
    Vorrei cambiare,
    dare luce e spazio
    al caos che mi reprime.
    Voglio.
    Ora mi conosco.
    I ricordi mi aprono
    e la vita esplode fuori.

    Accetto il regolamento e autorizzo il trattamento dei dati personali.

  89. contemplando un’unghia a scavare il cuore

    nelle radici di un vecchio melo
    che senza la cura dell’uomo
    ha riempito uno spicchio di mondo

    sei tu

    delle allodole il precipitare
    per poi riavere il cielo

    sono io

    poi piangere d’istinto, come le nuvole
    alla distanza apparecchiata
    e le posate inutili

    Accetto il regolamento

    Annamaria Giannini

  90. Dichiaro di accettare il regolamento

    “L’ANGELO DELLA PIOGGIA”

    Il fiume è ancora gonfio
    di fango e strie di luce,
    frena il battito delle ali
    l’angelo della pioggia e
    le chiude come ombrelli,
    anche stormi di uccelli neri,
    che ruotano sulla piazza,
    scuotono le ali prima
    del riposo in seno
    alle muragle della chiesa.
    La pioggia cessa e il sole
    irrompe livido tra nubi saponose.
    Sorride l’angelo della pioggia
    e canta con voce di suono
    tagliata da frange di parole;
    contempla con fuoco freddo
    il caos dei tetti lucidi,
    le nuvole, gli alberi, i venti torridi
    e chiede all’aria:
    “Cosa vuoi che dica la mia bocca,
    pozzo di nomi che non ho detto
    e forse non dirò, parole
    che non si possono udire,
    perché il mare mi salva
    dal sogno e le sue porte
    si aprono
    per l’angelo della pioggia.”

  91. AGHI

    Da tutte le parti mi arrivano pensieri:
    una pioggia di gocce
    affilate come aghi
    da cui non posso difendermi.

    Mi serve uno scudo,
    un guscio,
    una coperta,
    un abbraccio che mi avvolga
    e che attutisca le punture.

    Accetto il regolamento

    Anna Arpinelli

  92. Conforto

    Ho riaperto un armadio in disuso

    tra le cose precise, ordinate

    lì da mesi in attesa di andare

    verso mani che lisciano pieghe

    ed accoppiano stili e colori.

    Ho accostato ai tessuti il mio viso

    ricercando da te una carezza,

    ma soltanto il tuo odore è rimasto

    a sbiadire nel tempo che va.

    Così,orfana della tua voce,

    del tuo abbraccio e di ogni conforto

    ho indossato per farmi coraggio

    il vestito più usato, il più saggio,

    per trovarci qualcosa di te…

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  93. GIORNI PIOVOSI

    Piovose giornate
    trascorrono lente
    pregne di odori
    di terra e fango.
    Incessanti scrosci,
    fitti, insistenti,
    imperiosi inducono
    ad infausti rifugi.
    Tettoie e portici
    si affollano d’anime
    tirate in secco.
    Nascono amori
    da sguardi incrociati,
    storie di vecchi soldati,
    di tempi andati
    e terre lontane,
    rimbalzano tra oziosi uditi
    persi nell’attesa
    di un ciel sereno.
    Uno squarcio or appare nel cielo,
    mille occhi in alto rivolti
    tristemente ritornano in se.
    Lentamente svaniscono i sogni,
    come gocce asciugate dal sole
    che imprevisto ora fa capolino,
    riportando alla vita usuale.

    Accetto il regolamento.

    Massimo Imperato

  94. Rivederti

    Rivederti è stato per me
    un tonfo al cuore.
    Non ti ho riconosciuto subito,
    ma quando ti ho guardato
    negli occhi,è stato come
    se mi svegliassi da un sogno
    durato un’eternità.
    I tuoi occhi mi hanno parlato
    quando mi sono specchiato
    in quel mare immenso.
    Quante cose mi hai raccontato
    con il tuo sguardo.
    Come sei dolce.
    I tuoi capelli non sono più neri,
    e quei fili d’argento sul tuo capo
    ti fanno diventare più bella.
    Quei solchi che segnano il tuo viso,
    sono spariti con le tue lagrime.
    Come mi sudano le mani.
    La tua voce è cambiata,
    è diventata più leggera.
    Come stai?
    Quanti figli hai?
    Che bello rivederti!
    Ho piantato un albero
    nel mio cuore.
    Ovunque tu sarai
    io sarò con te.

    Giuseppe Nocerino
    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  95. Le stagioni dell’amore

    Se un pensiero d’amore
    Un giorno ti nascerà in cuor
    Sappi che io sto pensando
    al nostro passato amor.
    Nulla poteva cambiare
    Eravamo sicuri di noi
    Tutto era facile allora
    Anche dirsi ti amo.
    C’eri tu solo per me
    io vivevo per te
    Solo l’estate esisteva
    Nel nostro amor.
    Venne l’inverno e sotto la pioggia
    dicesti: amo lei.
    Furono giorni un po’ tristi
    Passati oramai senza te
    Pur se un altro la sera
    Divide i pensieri con me
    Vorrei vederti una volta per dirti
    Amo te!
    Scende la pioggia, e c’è
    sempre freddo
    Dentro il mio cuor.
    Adesso é tardi non puoi
    riprendere il filo d’amor.
    La nostra vita ha vissuto altre trame
    ma senza di noi.
    Vorrei saperti felice
    anche senza di me
    Vorrei che tu qualche volta
    pensassi un po’ a me.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”.

  96. la piena

    vorrei morire solo un istante prima
    dei miei desideri partoriti
    rotondi come onde e come miti
    andati a fondo al largo della vita.

    non vorrei mai più sentirmi vittima
    delle tensioni, delle altezze e degli aneliti
    che lasciano vuoti nudi ed impauriti
    nel tempio che il buio sublima.

    nella stanza modesta dei miei quarant’anni
    getto via come una pietra a fondo
    l’ingannevole attesa di rose senza pena.

    fuori anche il vento mostra i suoi affanni
    accusa d’eccesso di poesia e suono
    tutti i miei sogni figli della piena.

    Accetto il presente regolamento e autorizzo la redazione all’uso dei miei dati,ai soli fini del concorso.

  97. “L’ALTRO VOLTO DEL TEMPO”
    (Nicoletta Di Cecio – 23/02/2011)

    E’ nell’eternità
    l’altro volto del tempo,
    è nelle fragili gocce di rugiada
    che si disperde l’altro volto del tempo…..
    quando il sole dell’aurora
    bacia ogni cosa e svaniscono
    come lacrime senza età…..
    Vorrei fermare quel volto fugace
    che non dà certezza
    che si smarrisce in fretta
    e ti lascia solo nella confusione
    del nuovo giorno…..
    E’ nell’eternità senza fine
    che si nasconde l’altro volte del tempo
    dove ogni pensiero si smarrisce
    dove ogni emozione perde la sua cognizione
    e ti ritrovi con lo sguardo spento
    e non rimane altro che un fugace ricordo
    del tuo tempo che fu……
    Sono io, sei tu, siamo noi
    sguardi riflessi nello specchio dell’età,
    l’altra faccia del tempo
    che ricerca una nuova emozione
    nel volto nascosto del tempo che verrà.

    Accetto il regolamento

  98. MIA GIOIA

    Raramente appaiono fecondi giorni
    perché mi possa fasciare l’esultanza,
    da quando è tempo vorticoso
    tra pareti conforto non aleggia.
    Mia gioia, ora è lungo il lasso
    che non t’affacci alla soglia,
    non avverti gemito mio
    ed io peregrino afflitta.
    Potresti consolarmi dal dolore
    son taciturna, non colgo l’aurora
    …è pena restare solitaria.
    Fuggo da quest’aria
    che non è oasi di pace
    le labbra
    non si schiudono al sorriso
    vaga per il cielo grigio tepore
    nessuna rondine
    s’appresta a spiccare volo.
    M’affaccio al poggio
    e contemplo ridente pianura,
    un sogno mi conduce
    nel giardino delle favole,
    con l’anima bambina
    resterà incognita
    la sofferenza che m’opprime.

    *

    Accetto il presente regolamento e autorizzo la redazione
    all’uso dei miei dati –

  99. Vieni questa notte
    e svanisci nei miei occhi.
    L’abito nero e
    la bianca pelle
    tra vortici e chimere
    fuochi e parole.

    Saluteremo il giorno
    affossando il consueto.
    L’attimo di luce
    rigata da grate
    bagnerà i nostri volti
    asciugando le mie lacrime.

    Qui il tramonto
    Qui l’alba
    Qui il cielo
    Qui il suolo

    Dormi,
    occhi socchiusi
    e lenti respiri.

    Imma Marzovilli

    Dichiaro di accettare il regolamento

  100. Abbiamo difeso il nostro amore
    da tutto e da tutti
    tranne
    che da noi stessi.

    accetto il regolamento

  101. NUDA

    Lascio le vesti, lascio la pelle
    spoglio il mio cuore,
    mi vesto di stelle,
    cruda è la notte
    cucino sogni,
    la carne che bolle
    la mente un po’ folle;
    stringo al mio corpo
    passioni celate
    sapori e alchimie
    di vite passate.
    Strega stregata,
    nuda percorro
    nottate insonni,
    fate soccorro,
    nuda trabocca
    l acre mia brocca
    l acre mio miele
    l amaro mio fiele.
    Calpesto la neve
    barcollano i fiocchi
    si chiudono gli occhi
    il respiro è più lieve.
    Affondo la testa,
    in cuscini di seta
    la mia anima inquieta
    di vagare s arresta.
    Nuda mi nutro
    di muschio lucente
    attendo una voce
    un urlo indecente,
    un grido vorace
    che possa dar pace
    ai sensi di oggi…
    all Eco di ieri.

    accetto il regolamento

  102. UMANO SONO

    SIMONA CARRELLO

    La sapienza dell’essere sta nella semplicità di essere umano.
    Umile al cospetto di chi ingoia veleno al sol guardare.
    Umili come amabili trionfatori della vita stessa.
    Sapiente al corrente di tutto senza udirne parola.
    La pioggia fa il suo corso ed io corro nudo.

    ACCETTO IL REGOLAMENTO PER IL CONCORSO IL SIGNORE DELLA PIOGGIA.

  103. GLI UOMINI NON SONO MATEMATICA

    Gli uomini non sono matematica.
    Diverso non è maggiore o minore.
    Diverso è possibilità
    è un altrove.
    L’uguaglianza si cerca per paura
    per mancanza di forza,
    per vigliaccheria
    ma vuoi mettere la curiosità
    la fantasia
    che muove il salto
    dell’inaspettato.
    Altri mondi ci sono
    altre galassie
    e grandi navi
    possiamo costruire
    per andare da me a te
    e varcare
    il mare chiuso
    del Mediterraneo.

    accetto il regolamento

  104. LODE ALLA NATURA

    Laudata sii,
    oh madre natura!

    Per l’acqua che piove dal cielo
    e bagna il mondo,
    donandogli la vita.

    Per il calore del sole
    che riscalda noi
    ed i nostri cuori sconsolati,
    donandogli l’amore.

    Per il soffio del vento,
    che ci porta lontano
    e fa volare i nostri pensieri
    sopra le nuvole del cielo,
    donandogli la speranza.

    Per la terra compatta
    che sostiene le nostre dimore,
    di ieri, di oggi e di domani,
    donandogli la forza.

    Per i colori del creato,
    che ci risplendono intorno,
    donandoci arcobaleni illimitati.

    Fiorella Fiorenzoni – Accetto il regolamento

  105. ARIA DI TEMPESTA

    Gocce di ghiaccio
    Forti, pesanti
    Brillanti comete
    Come angeli impazziti
    Dilaniano il vuoto
    Frantumano la terra
    Molestano la gente
    nel moto radente
    fra alberi e muri.
    Oscuri quartieri
    nel cielo
    Nasconde all’occhio
    il cereo velo
    le antiche sale
    che accolgono il parto
    di nude gestanti grigie
    accompagnato
    dal crudo ringhiare
    dell’iracondo
    attempato animale.

    Gonnosfanadiga, 24.05.2011

    accetto il regolamento

  106. Pioggia bagnata
    Come un temporale
    Mi appare all’ improvviso
    Disegnando i contorni
    Cammino lenta sotto
    La pioggia di novembre
    Mentre il mio cuore
    Piange e si nasconde
    Tra le gocce che bagnano
    Il mio viso
    Senza ombrello
    Per sentire l effetto
    Sulla mia pelle
    E sui miei vestiti
    Come è buono
    L ‘odore
    Dell’ asfalto bagnato
    Il mondo mi guarda
    Inconsapevole
    Di cosa sto provando
    Mentre tu
    Te ne vai
    Lontano da me e
    Dai miei occhi
    Ti guardo andare via
    Sotto la pioggia
    Con il tuo cappello
    Nero
    Come il buio
    Della notte
    Non ti volti nemmeno
    Mentre grido il tuo nome
    Poi mi accorgo che solo un ombra
    Che la pioggia
    Si porta via.
    L’uomo della pioggia
    Non esiste più
    E al suo posto…
    Solo le nuvole
    Solo il sole
    Non c’ è più
    Niente di te.
    ——————————————————————–
    Sezione A
    Accetto il regolamento

  107. Ci si trova senza appigli
    nell’esaltazione del vano.
    Quell’assoluto fragile
    che ha divaricato le nostre ansie.
    Uova senza scadenza
    schiuse nottetempo
    nella scatola dei bottoni.
    Incompatibili
    con le asole dell’alba.

    ( da ARMI BIANCHE di Spiro Cortimiglia 2011

    Approvo il regolamento.

  108. Un tramonto rutilante
    centellinando del buon vino
    ecco cos’ho davanti.
    Lontani garriti
    giungono come suoni stregati
    all’udir della mia mente
    che offuscata dall’infittirsi
    di una bruma peccatrice
    cerca un nuovo appiglio
    per tornare intatta
    da un viaggio senza spiegazione,
    ed io
    ancora figlia
    di un dormiveglia senza tempo
    diletto i miei sensi
    delle ultime tracce
    di un inconscio
    che riposa ancora…
    (Alessandra Corsano) accetto il regolamento

  109. SIMILITUDINE DI ME STESSO

    Io fiore di campagna
    nato da un piccolo seme
    trasportato dal vento qua e là.
    Mi alzai. E gridai il mio nome tra l’erba alta.
    Le piogge primaverili diedero vita alle mie prime foglie;
    il vento mi diede la forza per resistere a lungo
    e il sole la speranza di fiorire ancora!

    Non pioveva da giorni
    e c’era solo un contadino
    dall’altra parte del prato
    che poteva darmi salvezza,
    ma egli non aveva acqua
    per potermi dissetare,
    bensì una falce.

    …Io caddi a terra
    con gran dolore
    vedendo della mia vita
    contate le ore!…

    Dopo tanto tempo scese la pioggia
    e io ebbi la forza di crescere nuovamente,
    alzai grandi steli e foglie
    con bellissimi fiori
    e così rimasi, fisso per terra,
    in attesa che le belle farfalle si facessero vive,
    e cosi fù!
    Io ero vita! Ero nutrimento per le piccole creature,
    sentivo che donare era un gesto bellissimo
    e il mio cuore si riempiva di gioia.

    Ma adesso, cm allora, non piove più
    da giorni, mesi, anni.
    Ed io aspetto, aspetto da tanto.
    In ricordo di quel seme che mi diede la vita,
    di quelle farfalle che venivano a trovarmi.
    Ma adesso soffro!
    E le mie foglie stanno per cadere,
    i miei petali bruciati dal sole sono stanchi,
    si staccano fino a raggiungere il suolo.
    Sono spoglio, nudo!

    Ma ho ancora tanto da offrire
    e la pioggia non si cura di me.
    Ed io timido fiore di campagna
    assetato d’amore aspetto!

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

    LEONARDO CANTORO

  110. AMORE SPEZZATO* 23/09/2012

    Hanno separato il nostro amore,
    vigliacchi assassini senza pudore,
    in questo mondo dove le lacrime
    si contano a gocce sul palmo della mano,
    eravamo, eravamo felici nell’infinità dei sogni,
    puliti nel candore della passione,era puro,
    pieno di vita, sereno, gli ostacoli superati
    erano ormai un cespuglio di rose
    illuminate dal sole anche nelle notti piu scure,
    amore, io ti chiamavo ;amore…
    come un fiore nella neve coloravi il nostro inverno,
    mentre d’estate ci tuffavamo nei ghiacci dl nord,
    per spegnere il fuoco della nostra passione,
    ora osservo il tuo corpo pesante,
    freddo, immobile, mentre ti stringo al cuore
    le mie ali aprono un varco nelle nuvole
    di questo cielo senza colori,mentre lacrime
    innondano le mie mani, è il dolore
    che si perde come un fiume nell’infinità
    di questa valle fino ad’arrivare là…
    in quella diga dove l’odio alimenta il dolore
    dell’anima mia, per poi con forza fluire,
    ed’esplodere ancora e ancora nell’oblio
    dell’umana follia*Benny pensiero*(Benito Russo)

    dichiaro di accettare il regolamento della gara poetica” Il Signore della Pioggia”

  111. ARCOBALENO MATTUTINO
    Esco di casa e
    alzando lo sguardo
    al primo incrocio,
    tra due pezzi di palazzi,
    scorgo
    la meraviglia a sette colori
    su uno sfondo di cielo,
    oppressivamente grigio.
    Proseguo il mio cammino
    e generosamente
    mi si concede ancora.
    Si espande smisurato l’arco nel cielo
    tra indesiderate gocce di pioggia
    che picchiano il finestrino
    e avvolgenti raggi di sole
    muti ad oriente ,
    alba di una nuova primavera.
    L’arcobaleno ha cancellato
    con la sua ricchezza cromatica
    i miei cupi incubi notturni
    poveri di luce
    e ha avvolto il giorno appena iniziato
    di insolita allegria

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  112. TRISTEZZA
    Suonano silenziosamente
    i campi di viole
    e piangono le loro lacrime di solitudine
    lontani dal calore dei raggi di sole
    che,spariti dal cielo,
    hanno smesso di trafiggerli.

    accetto il regolamento.

  113. LA PIOGGIA

    Mi è sempre piaciuta la pioggia,
    quella fine che cade,
    sotto i raggi del sole,
    e ti bagna appena il viso,
    sembra quasi una carezza.

    Tutto intorno profuna
    di terra bagnata,
    come quando si sta nei campi
    e ovunque si espande
    un profumo intenso di fiori.

    Allora, sotto la pioggia,
    pare che tutto ritorni nuovo:
    i ricordi, i bei pensieri,
    il tuo passato trascorso.
    Così si va in cerca dell’amore vero
    per le strade infinite.

    E, poi, qualcosa di magico,
    sembra avvenire a tua insaputa
    dentro di te:
    una corsa quasi folle
    di emozioni vive,
    ti rinnovano l’anima
    come un vestito
    appena apparso in vetrina.

    Anna Scarpetta

    Dichiaro di accettare il Regolamento della gara poetica: “Il Signore della pioggia”

  114. Esuli pensieri

    Mi parlo e mi racconto nell’inutile sfida
    del mio vivere quotidiano, di giorni inadeguati
    e mi espando in segreto in un luogo insufficiente,
    come percorso confuso di una lacrima.

    Vivo le mie contraddizioni in esuli pensieri,
    nude forme d’eccezioni insostenibili,
    un giorno riaprirò il libro all’interrotta pagina
    per leggermi al contrario… questo mi dice l’anima!

    E scriverò ancor di me, senza mai dimenticare
    d’essere stilo che graffia fogli bianchi,
    nell’oblio di un incanto che si ciba d’apparenza,
    d’altra coscienza e di oltraggio alla speranza.

    Esili tracciati di consumate e inutili malinconie,
    trasfuse nell’aria irreprensibile di giorni sempre uguali,
    rumori indistinti negli attimi inventati, immensi…
    come l’oceano che nel pensiero si congiunge all’infinito.

    (Accetto il regolamento.)

  115. Sezione A: Poesia
    Accetto le regole della gara poetica “Il Signore della Pioggia”.

    … Distanze …
    Niente da dividere,
    voci allegre
    che si spengono
    come silenzi,
    colori vivaci
    che si perdono
    come cenere,
    incubi infiniti
    scalpitano nel sonno agitato
    come un richiamo
    agonizzante,
    visioni di ricordi felici
    si frantumano
    come specchi spazzati
    da un vento assordante,
    distanze temute
    diventano realtà
    di solitudine del cuore
    privo di quell’amore desiderato.

    Daniela, 31.Agosto.2012

  116. Nasconditi,mostrati

    Resta al chiuso
    Vestiti, copriti, nasconditi.

    Mostra solo un angolo
    E solo ogni tanto.

    Vestiti, copriti, nasconditi
    Utilizzando le parole degli altri.

    Solo a chi ha il potere degli occhi puliti
    Mostrati.

    Al potere dello sguardo pulito spogliati
    Mostra la tua pericolosa potenza.

    Accetto il regolamento

  117. Sento

    Sento tutto.
    Il grido di chi parte
    e non può tornare,
    il grido di chi torna
    e non vuol restare.
    E sento la mia voce
    in fondo
    giù
    soffocare.
    Il mio grido
    esausto, chiama.
    Non voglio ascoltare.

    Accetto il regolamento
    Sonia Lambertini

  118. Fermo restando il vento della notte,
    Fermo restando il fischio,
    l’ululare del lupo alla civetta,
    che sbuffando gonfierà le sue piume sui suoi sogni,
    restando fermo il tarlo nel suo legno,
    restando fermo il respiro del cielo,
    mi muoverò sol io, tornando indietro
    sui passi consumati dal tempo e calpestati,
    per mordere l’acciaio delle stelle,
    per piangere sui miti camuffati,
    per verniciare candidi pensieri,
    racimolando nei marciti sogni
    tracce di cose andate,
    di schegge agognate, strie di sangue,
    e di remoti sogni
    e sospirate voglie,
    appassite all’aurora,
    o forse mai!

    Copyright 2011 Nicola Andreassi
    tutti i diritti riservati
    15 ottobre 2011
    accetto il regolamento

  119. OCCHI DI PIOGGIA

    Infette rotte armonie
    in silenzi saporosi di fiele.
    La mia vita ti poteva bastare?
    Mi odio! mio uomo! mio Dio!
    perché m’hai uccisa d’amore?
    Io leggo di cuore, miei cuori.
    Sento i tuoi strazi marcire.

    Urlareeeeeeeeeee!

    lo vorrei, non posso!
    Mio figlio piove silenzio
    e per lui sì che urlerò!
    salirò di rabbia, muffa e vergogna
    lotterò! … si che lo farò! … lotterò!
    Per me di dentro tomba
    di te attendo d’oblio il tempo.
    Pioverà mai in te il rimorso?
    E proverò d’altri il tenero starti vicina?
    Albeggerò d’orizzonte
    nel sorgere di nuovi sguardi,
    di mondi non tuoi,
    di un me su cui tu morrai.
    Trappole per “tope”, le tue,
    che l’anima tranciano
    e che piovono o pioveranno
    nell’incubo di trappole
    che per te saranno
    … solitudine.

    Roberto Ioannilli – settembre 2012 – diritti riservati
    accetto il regolamento

  120. Soffocare

    Tra le fiamme
    le tue mani mi avviluppavano i polsi
    e li annodavano al suolo come rami spezzati.
    Sotto il tuo petto
    c’era il mio,
    ingordo del tuo peso ardente
    e c’erano sogni avviliti,
    cagionevoli.
    Arte in catene bramava la liberazione
    e ansimava per la profondità
    del tuo indagare le mie costole.
    Nella tua vigorosa esplorazione
    hai realizzato che nulla ti era sfuggito
    dall’animo dei miei occhi,
    salvo il desiderio di te avvolto alla mia solitudine.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  121. LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO

    Non ho potuto abbracciarti,
    ma lo avrei voluto tanto.
    Guardare i tuoi occhi,
    ridere,
    giocare con te.
    Tenerti per mano, passeggiare…
    guardare insieme il tramonto
    vederti dormire.
    Avrei voluto dirti mille e più cose,
    regalarti mille e più colori,
    stringerti a me.
    Non ho potuto.
    Ora qui
    piango disperato
    il sogno di averti tenuto tra le mie braccia.
    Me l’hanno negato
    per sempre.
    Ti ricordo in una lacrima,
    in un bacio che non c’è stato mai.
    Ti voglio bene,
    anche se non te lo dirò mai

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO

  122. QUEL RESPIRO

    D’amore abbiamo vissuto gli attimi
    fugaci ,
    intensi,
    unici.
    L’amore ha addormentato
    quasi tutto il creato,
    lasciando svegli
    solo gli usignoli
    ad accompagnar con il loro canto
    quel brivido d’amore.
    Di fianco or sei ,
    mi plasmo al corpo tuo
    la chioma tua fluente
    copre il tuo amabile collo,
    la sposto dolcemente,
    il volto mio
    si pone a baciar
    così dolce bellezza,
    e lascio viver lì
    il mio respiro…
    (accetto il regolamento)

  123. Come
    Come il profilo atavico
    della montagna eterna,
    come il bacio del vento sul mare
    i miei occhi rapiti dal tuo viso
    esitano infiniti.

    Come avrei fatto a morire
    senza sapere com’eri?
    Perché solo ora ti riveli al mio mondo,
    ti avrei amato e arricchito
    di abbracci.

    Come una meteora che passa veloce,
    ti sei avvicinato all’improvviso
    e mi hai stretta in un anello di fuoco
    e ora ti allontani, poco a poco.

    Alla fine della vita
    ho incontrato l’eterno,
    ti ho vissuto vicino senza saperlo,
    forse ti aspettavo e chiedevo
    ai mari e ai monti perché vivevo,
    ma sol’ora lo so.

    accetto il regolamento

  124. Tronata ‘e pensieri

    Lastre ‘nzerrate, anema ‘ntufata.
    Acqua furzata senza fermata scenne ‘a cielo cu ‘nu velo,
    se posa ‘nterra e nun torna addrèto.

    Ammarramme ‘sta fenesta, stamme a sentì, ca ‘n’acino ‘e sale nun vale ‘a menesta.

    Pe’ ‘ntramente te muzzechi ‘o fegato e ‘o core,
    pecché ‘e trone cchiù forti se sentono dinto,
    nun se sentono fòre.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  125. CIAO RAGAZZO!

    Eri uno splendente raggio di sole
    nel fondo bui della chiesa
    lontano dall’onore degli altari
    lasciati a pochi eletti.

    Cristiani che arrancano nel buio
    come i mercanti cacciati dal tempio.

    I ragazzi nel buio delle chiese
    sono fasci di spighe lucenti
    in mezz a folle di ciechi
    sordi, presuntuosi e irriverenti.

    1 Febbraio 1999

    ACCETTO IL REGOLAMENTO

  126. ADAGIO D’AMORE..Rapide cascate di ricordi,un fiume in piena sfocia inaspettato nell’oceano dei pensieri..come un canone inverso che si ripete all’infinito,il triste adagio di un concerto che si chiama amore.. noi,due note risuonate nello stesso violino dall’archetto della vita..e divisi da una pausa che sembra interminabile..tu,melodia costante della mia anima..dai toni dolci,e talvolta amari..mai potrei confondere con nessun’altro, l’amorevole canto che dai tuoi occhi sinceri è giunto al mio cuore..nel quale la tua voce,sibillante e che tremava,si è incisa eternamente come una fiorita e dolce sinfonia di primavera..frammenti di languide stelle prive di cielo,ora sono le mie lacrime,che scendono nel dolore della tua assenza..tu,giovane rosa,dolcezza indelebile dentro di me..non scordare il calore dei miei abbracci..e il profumo del mio amore..

    Accetto il regolamento

  127. PASSAGGIO OBBLIGATO

    Non sono le ferite del tempo
    o gli scogli di un mondo che opprime.

    Non è il naufragio dei sogni
    o la zattera della speranza.

    Non è l’impeto dell’orgoglio
    o il rancore dell’umiltà.

    Non è l’ansia del desiderio
    o il tarlo del pensiero.

    Non sono le perle dei tuoi occhi di fuoco
    o le comete del tuo sorriso d’argento.

    E’ la mia vita
    che a te mi conduce:
    un passaggio obbligato.

    Accetto il regolamento

  128. ANOREXIA

    Solo nel buio d’uno specchio
    dentro l’urla d’uno straccio
    fuori essiccata carta al fine
    con in testa controversia

    è corpo organico grattugiato
    con due occhi scavati nella roccia

    sicuro all’apparenza
    chiuso nell’antro del magro io
    poca carne cresce
    nel vuoto del cammino

    da agguato di fame
    deperisce orizzontale
    il tessuto assediato

    prigioniero della mente
    in conflitto col ventre
    segue forme ideali
    d’ingannevoli apparenze

    mezzi e strumenti
    sono sagome ammalianti
    sfornano silhouette
    in fabbriche della moda

    ma attente e attenti
    terapie intensive
    sono attese tribolanti
    nell’anticamera della morte

    Dichiaro di accettare il regolamento e di autorizzare l’utilizzo dei miei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003)

  129. L’amico che non c’è

    Vieni. Siediti. Prendi un po’ di vino.
    Non ci vediamo da quasi vent’anni.
    Cosa abbiamo fatto in questo tempo?
    Io sono cambiato, tu no.
    Io sono ingrassato, ho perso i capelli, tu no.
    Tu non hai potuto.
    Io mi sono sposato, ho messo al mondo dei figli. Tu no.
    Io ho lavorato, cambiato lavoro, cambiato modo di vedere. Tu no.
    Io ho sposato cause, cambiato opinioni, preso decisioni. Tu no.
    Io ho speso il mio tempo, perso tempo, vissuto il mio tempo. Tu non hai potuto.
    Cosa hai fatto tu, amico mio?
    Hai osservato tutto questo con distacco?
    Hai mai provato la voglia di sentire quello che sentivo?
    Hai mai provato ad essermi al fianco?
    A volte ti ho sentito, sai? A volte ti ho visto.
    A volte mi sono chiesto cosa avresti fatto tu.
    A volte ho visto quello che avresti fatto tu.
    A volte sono stato d’accordo con te. A volte no.
    Avrei voluto poter litigare con te su tante cose.
    Insultarti e farmi insultare da te.
    L’abbiamo fatto tante volte. Mi è mancato.
    Dov’eri tu, amico mio? Dove sei ora?
    Prendi un altro bicchiere di vino.
    Dimmi cosa faresti tu, dimmi cosa tu non faresti.
    C’è sempre stato un posto vuoto a tavola.
    Anche quando abbiamo smesso di parlare di te.
    Ci sarà sempre quel posto vuoto.
    Non abbiamo mangiato la tua parte.
    Non abbiamo tolto la sedia e le posate.
    C’è un luogo nella memoria e nel cuore
    dove sono sicuro di trovarti sempre.
    Prendi un po’ di pane.
    Sono quasi vent’anni che non ci vediamo
    e ho così tanto da dirti.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  130. Sirena

    inciderò il passo su ogni selciato
    il duro granito si scioglie
    lascia le curve la memoria
    resta inciso e impigliato
    ogni briciola di sogno
    mentre il sapore del ricordo
    espande la propria ansia
    riguardo e rivedo:
    vecchi motoscafi all’asta
    ammiccano agli occhi dormienti
    il miglior offerente
    si straccia la veste
    giura di saper già
    come era andata a finire
    ignoro la sirena
    la grazia del suo canto
    lascia solo onde frenetiche
    un tono in più
    e l’avrei seguita

    accetto il regolamento

  131. Amore Impedito

    Nel libro,
    della nostra storia
    infinita,

    amicizia,
    complicità ,
    e in seguito
    emozioni,

    sono fin dall’inizio,
    al timone,
    delle nostre anime
    che navigano,
    in questo oceano
    di passione.

    Il vento contrario ,
    della ragione,
    ci fa indietreggiare
    e ci riporta a riva.

    Ma ,la tempesta
    di sentimenti
    che ne riemergono,
    ci riporta
    testardamente
    al largo.

    Accetto il regolamento

  132. TI CERCO
    Vorrei scrivere di te
    del momento che
    ha visto incrociare
    due vite lontane,
    vorrei scrivere di te.
    Raccontare di te
    e del benessere
    con cui hai invaso la mia vita
    Sempre Ti cerco
    Ovunque Ti trovo
    odo la tua voce
    qualche volta svanisce
    ascolto il tuo silenzio
    amo la tua assenza,
    fluttuante presenza
    che accompagna
    l’armonia di un cuore
    i lineamenti di un dolore
    il racconto di una vita,
    di una speranza mai finita.
    Ad ogni alba
    odo il tuo respiro
    odo la tua voce
    voce che sussurra
    sostiene
    conforta
    sprona.
    Così vorrei ancora
    scrivere di te
    e del dolore che attraversa
    la mia anima
    quando poi resta sola…
    ad ogni far della sera.
    “DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  133. PIOVE

    Le nuvole coprono
    le ultime folate dell’estate
    gli uccelli fuggono gridando al cielo
    la tempesta che arriva.

    L’aria rinfresca e porta l’odore della terra bagnata
    un profumo di settembre
    che inizia a vivere con i suoi colori dorati.

    Le foglie chiacchierano allegre
    con le prime gocce di pioggia
    e ballano in altalene con il vento malinconico
    privato dai ricordi dell’ultima estate.

    Con il viso al cielo e gli occhi chiusi
    raccolgo le sue lacrime
    che fanno scivolare per un istante
    dalla mia anima tutte le paure
    e immobile serena
    sento l’acqua fredda che mi buca i pensieri.

    Pioggia lenta silenziosa
    che lucida ogni cosa che copre
    cadono le gocce rimbalzando nelle pozzanghere fangose
    e sui sassi lucidi specchi del cielo.

    Un tuono squarcia il silenzio
    e rotola cupo nel giorno che lentamente muore.

    GABRIELLA AFA

    DICHIARO DI ACCETARE INTEGRALMENTE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

    1. Anna, la tua poesia c’è. Il titolo è Aspettando Polia. Entra nel bando e fai ctrl + f, a destra in alto ti compare una finestrella, scrivi il tuo nome e clicca invio così la ritrovi velocemente. :D

  134. (IL DESTINO)

    Adesso che
    l’emostatico canto
    della natura
    appena riflessa dall’ugola
    m’illumina
    io inzolfato della mia terra
    in un ciclostile d’immagini
    risento fidente il passato
    avolterato con il dissenso
    del presente
    e chiudo la bocca
    per non inghiottire
    il destino.

    DICHIARO DI ACCETTARE ILREGOLAMENTO DEL CONCORSO

  135. Sulle rapide della vita

    Mi vesto di ricordi
    Il mondo che io vedo non mi piace
    È succube di un idolo insolente
    Il Dio denaro mi offende

    Rincorro con la fantasia
    Giorni di bimba senza pensieri
    Rimembro di quando felice
    Attraversavo prati di cicorie
    Cantavo, danzavo, ed era solo ieri

    Oggi canto ancora?

    Nel silenzio della casa mia
    Non ballo più balli di allegria
    Non corro più sui prati di cicoria
    Frenetica rincorro il tempo che mi sfugge
    Lo prendo al volo e via
    Sulle rapide della vita
    Nel mondo che oggi vivo

    Accetto il regolamento

  136. Bianca l’essenza
    Sotto un mare di nuvole
    si nasconde
    la luna,
    come neve
    si riflette la luce
    su montagne di ghiaccio.
    Il vento
    ne muta la forma
    e il colore,
    ma di puro sogno
    bianca rimane l’essenza.

    Maria Luisa Mazzarini Accetto il regolamento

  137. Intorno al tavolino rosso

    Intorno al tavolino rosso
    ho visto fermarsi un bimbo
    con una pizza in mano
    ed una tracolla addosso,

    e mentre sgambettava
    a più non posso
    l’ho visto giovanetto
    succhiare un’aranciata
    e dire sbruffoncello:
    dove mi va mi metto!

    Intorno al tavolino rosso
    ho visto una ragazza bruna
    fare un cruciverba,
    grillo su uno stelo d’erba
    gliene diceva una,

    l’ho visto con la gamba
    cercare il suo tepore
    e di lei un’occhiata
    quasi senza pudore.

    Intorno al tavolino rosso
    ho visto due donne
    intrecciarsi i capelli,
    mentre il ragazzo
    colpito dalla luna
    si perdeva in quelli:
    il quotidiano in pubblico
    destava gli umori
    e la luna appesa
    ne rimaneva fuori.

    Intorno ad un tavolino rosso
    ho visto birre e sigarette
    ed uno sguardo fosco,
    solo l’uomo filtrava dal bicchiere
    volti comuni di mille sere.

    Intorno al tavolino rosso
    ho visto una nera
    e l’uomo sorridente
    che allungava le mani
    pur scansando un fendente,
    l’ho visto malfermo
    scusarsi del disturbo
    giocare con un bimbo
    con una tracolla addosso
    comprargli una pizza
    mormorando di nascosto.

    Che avrebbe bruciato
    e buttato in un fosso
    quel che restava
    del tavolino rosso.

    ah ah ah ah

    Giuseppe Cataldi, accetto il regolamento

  138. PIA COGONI
    potrei suonare

    potrei suonare

    solamente con il cuore
    la stessa musica che ti poteva cullare
    nei giorni teneri della tua tenera vita

    sei divenuto scoglio
    che più non accoglie
    tenere melodie

    a me non rimane
    che il sogno
    di un tuo tenero ritorno……….
    ………. a mio figlio ♥…….
    PIA ……
    ACCETTO IL REGOLAMENTO.

  139. DROGA

    Illusione di vita mentre morte tu dai
    china al tuo giogo riduci la gente
    nulla regali per ciò che ti prendi
    come speranza fornisci illusioni.

    Giovani menti ti guardan curiosi
    assistono ignari al tuo ferimento
    il reale si perde e il sogno comincia
    luccichii di bolle in una notte di nero.

    Mille colori ed incanti fermano il tempo
    occhi sbarrati verso quel firmamento
    cuore che pulsa, parole annebbiate
    la vita si ferma e di niente t’accorgi.

    Smettila giovane, non sai quel che fai
    hai forza abbastanza e idee ben chiare
    hai tutta una vita che ancora ti aspetta
    non bruciare in un giorno la tua giovinezza.

    Oblii di droga e di sue false illusioni
    solo morte ti danno e ti chiudon la vita
    guardati intorno e osserva il tuo giorno
    giovinezza e splendore ti danno l’amore.

    Non essere stupido non lasciarti ingannare
    usa il cervello, il tuo cuore e i tuoi occhi
    la droga solo ti lascia e ti brucia in un’ora
    quei falsi splendori solo morte ti danno. (G. Costa)

    Accetto il regolamento

  140. (Taranto)
    Edifici di porpora
    come grasse candele
    che ridono
    in faccia alla morte,
    sorvegliano il mostro.
    Taranto,
    anche oggi ti svegli così,
    in mezzo al torpore
    del futuro che brucia
    davanti ai tuoi occhi impassibili,
    con l’immagine delle raffinerie
    a violentare il mare all’orizzonte,
    l’indifferenza
    è una pistola puntata alla tempia
    che trasforma il diritto del lavoro
    in condanna.
    Il fumo delle acciaierie
    si eleva fiero al firmamento
    tingendo di veleno
    le giornate morenti,
    i colori della sera
    mutano ancora,
    strozzando il cielo ombroso
    che avvolge la città,
    si torna a dormire
    Taranto, o forse
    non ci siamo ancora svegliati.
    (Luca Bagordo)
    Accetto il regolamento

  141. DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

    RUGHE

    Provo a contare
    le rughe
    che ho nell’anima.

    Ma non ci riesco.

    Ne appare una nuova
    ogni volta
    che elemosino
    il tuo amore.

    Davvero troppo,
    anche per un vero mendicante.

  142. UN FIORINO ( di Homeless)

    Ho le scarpe rotte e il ciabattino
    Vuole un fiorino per ripararle.
    Vuol dir che aspetterò il mattino
    Che spiova. Così il fiorino
    Lo investo in un panino.

    accetto il regolamento

  143. PARTE DI (DA) ME

    Del cuore che batte
    resta un’eco lontano
    scandisce le ore
    le migliori
    passate con te, le ultime
    amaro ricordo di gioia
    ameno sogno che porta
    a questa dura realtà
    di nuova solitudine

    (Luca Fadda)
    Accetto il regolamento in ogni sua parte

  144. Riandando splendido

    Il sole non riposa nemmeno oggi che è domenica
    scansa nuvole a più non posso, entra da me
    seducente come un’ombra e con un’ombra scappa via

    ritorna poco dopo albeggiando un muro
    tra il rosa e il blu manda un segno di affinità
    nei colori diaframma coglie un fiore di cristallo.

    Ora l’ombra è preannuncio di vento e un freddo improvviso
    mi sfiora la punta delle dita; in contrasto con la temperatura
    esterna il calore del mio corpo avverto come una febbre.

    Noi siamo angeli, angeli di neve nel sole.

    Aspetto di assopire la voglia, quella di fuggire.
    Tanto poi ritorno, come sempre tornerò a cercarti.
    Siamo angeli di parole.
    Giuseppina Di Leo
    Dichiaro di accettare il Regolamento del Concorso.

  145. Amor Amato d’Amor Profano.

    Elevami
    su creste d’onda che s’inclinano di lato,
    su placide spume di prosciugati mari.
    Germogliami nel grembo,
    d’un verbo che ti rifletta.
    Impalpabile ala di tempesta.

    Sussurrami
    cantilene dimenticate.
    “Dove voli questa notte?”.
    A chiara voce mi chiami,
    sorretto da ritratti di sale,
    tra brume che non riesco a navigare.

    Sollevami,
    stringimi le mani.
    Dissolvimi in farfalle,
    in spire di mortali serpi.
    Le stringerai al petto
    trovandone conforto.

    Innalzami,
    sorreggimi a piedi scalzi,
    tra lettere di un Ti amo e di un Addio
    che vorrei urlare,
    ma che orfana di Te non oso pronunciare.

    (EmmaVittoria F. Dall’Armellina)

    Accetto il regolamento

  146. A mio padre.

    Già ti parlo,
    giorno di festa,
    mentre percorro quelle poche curve
    che adesso ci separano
    e nell’anima, prima,
    ci separavano.

    Silente, dinnanzi a te,
    sepolcro ancora spoglio,
    ricerco ricordi antichi;
    invano,
    raccolgo solo foglie secche
    e petali caduti.

    Il cielo dalle dense nubi
    ascolta i miei pensieri
    e degli altri le parole
    e un caldo raggio di sole
    accompagna la mia preghiera
    e si richiude sul mio amen.

    Accetto il regolamento.

  147. LUNA RIFLESSA
    G.Ganzerli

    Vedo te, oh Luna!
    Specchiarti nello stagno
    dove emani raggi bianchi creando mille riflessi
    dando così alla notte tante luci ed ombre
    tutte al mio vedere incantato ben messe
    che sembrano al suono del saggio silenzio danzare
    ma anche tu oh mia Luna, sei specchio di un altro astro
    che pur splendendo di luce propria
    in te manifesta il suo lato più dolce…
    a quel magico invito allungo la mano
    e la immergo in quelle acque dormienti in apparenza
    ma nel far questo perdi forma e consistenza
    credevo di averti toccata …
    ma ho solo unicamente bagnato dell’arto la sua estremità
    pian piano riprendi la tua immagine originaria
    mentre la superficie ritrova la sua quiete;
    perché una cosa ci sia non basta vederla
    ma bisogna nella sua essenza sentirla
    allora deluso guardo verso il cielo ma sei troppo lontana
    provo ad allungare il braccio e le dita
    ma non è abbastanza
    anche se mi metto sulle punta dei piedi…
    quindi chiudo gli occhi e stringo la mano a pugno
    e finalmente ti raggiungo facendoti mia
    ora sei dentro di me e nel mio palmo rinchiusa.
    Copyright Giambattista Ganzerli 2012-09-29

    accetto il regolamento

  148. “LULLABY OF LOVE”

    Fiumi di foglie
    steli di grano
    vento di parole
    smosse di lontano,
    piccolo seme
    in culla di luna
    unghia d’argento
    avrai per trono.
    Tu,germoglio d’amore
    candida piuma
    fagotto di carne
    dondola tra fortezze
    di balocchi e sagome di sogni,
    note di fiaba ti incantano
    e nel sonno imprigionano,
    maglie di fili d’oro
    intessute di carezze
    son la tua corona d’alloro
    e di baci hai cinto il capo
    e per gemme hai di sussurri
    e tenerezze lo scettro incastonato..
    dormi felice,dormi beato
    tump timp tippete ta
    delfini volanti,farfalle parlanti,
    nuvole viola,sole di vetro,
    giganti,nani,elfi e fanti,
    tump tamp tuppete ti
    fiumi di latte,laghi di panna
    aghi di ghiaccio,semi di spuma
    fiori d’ovatta,fiocchi di manna
    lapilli di polline,gocce di bruma….

    mio re bambino,tenero involtino veglierò sul tuo cuoricino..

    accetto il regolamento

  149. CARTA,PENNA E CALAMAIO

    Carta ,penna e calamaio,
    ricordi lontani
    sui banchi di scuola.
    Neri i grembiuli,
    colletti di pizzo.
    Tremante,la piccola mano,
    a vergar lettere
    in neonata calligrafia.
    Rosse le gote,
    ornate di efelidi dorate,
    timida l’anima
    nascosta in me.
    Foto di rito,
    e fiori alla maestra.
    Ricordi lontani
    di emozioni che non si provan piu’.

    Accetto il regolamento.

  150. Uomo

    Scricchiola
    geme e spera
    mazzo d’ossa;
    che canta
    la fine della notte

    accetto il regolamento

  151. siede sul letto
    i capelli tagliati a zero
    non uscire di casa, non toccare nessuno
    gli occhi sbarrati
    vagano senza una meta precisa
    all’interno della torre
    con riflessioni che ruotano a vuoto
    come satelliti spenti
    e parole immerse in un sonno artificiale
    per difendersi dal mondo

    la traccia nascosta
    che vedi solo se la guardi nel profondo
    dei suoi occhi
    chiede aiuto e una risposta
    se la vita ti uccide
    usando l’amore
    puoi continuare ad amare la vita?

    ”Noise from the adolescence”

    accetto il regolamento

  152. Luna

    Mi inchino al cielo,
    alla sua Signora
    dal collo lungo e diafano.
    Complice degli amanti,
    sorella di ombra
    e chiaroscuro,
    ha occhi di miele
    e ciglia di latte.
    Mi inchino al cielo
    ed alla sua Monnalisa.

    Poesia pubblicata nel libro “I segreti delle orchidee” (distribuzione La Feltrinelli ed ilmiolibro.it) di Mara Giglio.
    Copyright del testo: Mara Giglio. L’autrice accetta le regole della gara poetica “Il Signore della Pioggia” ed autorizza al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.lgs. 196/2003

  153. accetto incondizionatamente le condizioni di pubblicazione della poesia

    Ammaliato

    Per le viuzze del paese mio
    all’imbrunir la vidi camminar,
    fissai lo sguardo su cotanta grazia
    e per incanto stetti ad ammirar.

    Leggiadra andava con quei passi suoi,
    parea quel calpestio voler volare;
    tanta avvenenza io non vidi mai…
    che il cuore mio chiese di parlare.

    Fisso negli occhi posi il lungo sguardo
    e amabilmente volli pronunciarmi;
    che cosa dissi non ricordo affatto
    ma cosa certa fu… complimentarmi.

    In ogni modo esposi le parole
    che dal profondo mi dettava il cuore;
    le labbra si toccavan per magia,
    non riuscivo che.. parlar d’amore.

    Cosa cercavo – quello fu certezza –
    tanta bellezza non passasse invano
    fu mio intento quel di conquistarla
    e timidamente gli chiesi “la mano”.

  154. Plástica vibración
    [Mirando a Viengsay Valdés]

    Sei foglia che, insistita dal vento: tentenna, accenna,
    e si distacca e innalza rapida, flette in aria, …
    sospesa …ti arcui: scossa, riemergi, in balia del nulla…
    senza leggi certe e concreta dimensione:
    solo: istinto, arte e sensazione.

    Torni a percuotere una simmetria di battiti,
    equilibrato incedere di eterei contrappunti
    dipinti da una rondine con la luce sul cristallo,
    tintinna il cuore distillato in liquido sentimento:
    rapito e sincrono all’incanto.

    Svanisce la materia, resta solo il movimento
    in pura e cangiante dinamica risposta,
    ti liberi dal peso e sciogli il nodo dell’inerzia:
    noi siam con te nel sogno ove rifugge
    senza vincoli in essenza la traccia della realta’.

    Senza rumore oscilli e ti ravvivi in scintilla,
    fiamma di candela riavvampi in alto, e scatti:
    calore che scava il cero e sforma i contorni;
    svolti in volute di fumo, rotonde e lente,
    spirali suasive che avvolgono e intorpidano le menti.

    Dal morbido abbraccio di umida foresta, si distacca
    un’ala di farfalla: cogliamo tensione di fibrille:
    d’un tratto balzi a passi di felino sul mantello nero
    della notte e affondi i polpastrelli tra le ricettive fibre,
    agili a plasmare palpiti d’armonia.

    ———————-

    Accetto il Regolamento

  155. il valore di un libro
    Quando nelle vetrine della vita trovi innumerevoli libri sei affascinato dalla loro storia,

    cerchi di capire cosa spinge alla scelta,guardi il titolo,osservi la copertina,vedi quante pagine formano il contenuto ma

    non sai mai se è quello giusto che riempira’ la tua curiosita’.

    Di libri ne ho letti,forse pochi,scegliendo l’argomento che placasse la mia sete di sapere e quando l’ho fatto ne ho tratto soddisfazione nel vedere che le mie idee non erano fantasie di sognatore.

    Le pagine di questi libri pero’ mi sembrano bianche quando so di avere un libro meraviglioso che leggo tutti i giorni

    per sentirmi vivo,per ringraziare la vita che l’ho ha regalato a me.

    Pagine interminabili che regali con tanto amore scrivendo il silenzio della lontananza con l’unicita’ che tu solo sai donarmi.

    Ogni giorno il pensiero che accompagna le mie giornate è di ringraziamento perchè sei fonte di saggezza e d’imitazione per questo mondo dove va sempre piu’ scemando il vero valore che è la vita.

    Che libro eterno meraviglioso so di avere quando la sera la malinconia mi assale e leggere pagine che sanno di storia ,

    che è la storia del mio cuore,inonda l’anima mia di sapiente amore che so essere anche nel tuo.

    Pagine che ogni giorno sono scritte dal tuo essere semplicemente donna che sa ricominciare sempre da zero per arrivare al tesoro che dentro te è nascosto per poter regalare tanto amore a chi ha la fortuna d’amarti.

    Pagine che sono l’insieme di un libro da leggere tutto di un fiato per la purezza d’animo che dentro ci trovi.

    e se la copertina non è di degno valore ,la storia è inestimabile.

    Libro dal testo semplice come sei tu ma che restera’ nella vita per intere generazioni.

    Questo libro si chiama “ANNAMARIA” ed è la mia amata sorellina.

    accetto il regolamento

  156. “LULLABY OF LOVE”

    Fiumi di foglie
    steli di grano
    vento di parole
    smosse di lontano,
    piccolo seme
    in culla di luna
    unghia d’argento
    avrai per trono.
    Tu,germoglio d’amore
    candida piuma
    fagotto di carne
    dondola tra fortezze
    di balocchi e sagome di sogni,
    note di fiaba ti incantano
    e nel sonno imprigionano,
    maglie di fili d’oro
    intessute di carezze
    son la tua corona d’alloro
    e di baci hai cinto il capo
    e per gemme hai di sussurri
    e tenerezze lo scettro incastonato..
    dormi felice,dormi beato
    tump timp tippete ta
    delfini volanti,farfalle parlanti,
    nuvole viola,sole di vetro,
    giganti,nani,elfi e fanti,
    tump tamp tuppete ti
    fiumi di latte,laghi di panna
    aghi di ghiaccio,semi di spuma
    fiori d’ovatta,fiocchi di manna
    lapilli di polline,gocce di bruma….
    mio re bambino,tenero involtino veglierò sul tuo cuoricino..

    Dichiaro di accettare il regolamento.
    [Traduttore]

  157. Percezioni

    Un suono espande dalle alte cime,
    attratta dalle vibrazioni, inseguo le melodie e m’innalzo nel cielo, al di sopra delle nuvole, oltre il sole.

    Capto paure, indifferenze, delusioni, sogni ed emozioni,
    sostano in aridi terreni polverizzano
    come granelli, composti, intatti, divisi e disuguali,
    non hanno forma di vita, ci soffia il vento e volano
    per la loro strada.

    Sbriciolano come meteoriti, attratte dall’ignoto cadono sulla terra,
    contornate di ombre e luci,
    vagano carismatiche, misteriose, si percepisce la loro valenza e
    l’ambiguità in concreta.

    Sfaldano in tanti pezzettini le compongo come un puzzle ed affascinata, addolorata, delusa ed amareggiata le tumulo nella tomba.

    DICHIARO DI ACCETTARE IL REGOLAMENTO DELLA GARA POETICA “IL SIGNORE DELLA PIOGGIA”

  158. Dichiaro di accettare il regolamento.

    NUVOLA

    Muove tra i pensieri,
    spersa agli orizzonti,
    nell’attimo trema;

    Lieve il suo scorrere,
    sfuma tra i colori d’autunno,
    scivola nel blu cobalto
    e leggera ascolta il vento.

    1. Ciao Carla, i vincitori saranno tra qualche giorno. Il concorso è scaduto la scorsa settimane e ci sono tantissimi partecipanti. Serve qualche giorno alla giuria per il verdetto! :D Come sempre pubblicheremo i risultati del concorso sul magazine e sui social network.

  159. Dichiaro di accettare il regolamento. – sezione A

    Esistenze sganciate

    Vite accoppate,
    strapazzate, calpestate,
    trucidate.
    Incrociate in un’alba
    deserta.

    Sopra un lembo
    di spiaggia dorata:
    aghi di siringa
    lordi di sangue.

    Il mare sputa bava
    perlacea.
    Un istinto animale
    ammorba l’aria.

    Sostanze potenti
    frantumano
    angosce latenti.
    E, la mente tira le cuoia.

    Molluschi guasti
    rotolano nella conchiglia
    fra granelli di sabbia:
    Progetti putrefatti.
    Un odore di marcio
    impregna i miei passi.
    abbozzi di sogni
    rantolano in aria.

    Fotogrammi del tuo
    delirio passano.
    Flashs sparati nelle
    pupille vacue.

    Mozziconi di frasi
    giustificano il tuo essere.
    Ascolto lo scempio,
    non vorrei.

    Le membra slavate della
    tua compagna bambina
    gonfia di alcool
    giacciono sul telo sporco.

    -Per tre volte ha svuotato
    il suo ventre-
    Tu, demente, riveli
    impassibile.

    Mentre continui a trascinarti
    nel tuo mondo rotto
    con in mano i cocci
    dell’ultimo giocattolo
    distrutto.

    Eppure, tua madre,
    lo aveva comprato
    Solo per barattarlo
    con un sorriso.

    Serenella Menichetti

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