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Vincitori e Finalisti del Contest di poesia e prosa “Il Trono del Padre”

Si è conclusa il 29 aprile 2017 a mezzanotte la possibilità di partecipare al Contest Letterario di poesia e prosa Il Trono del Padre promosso da noi di Oubliette Magazine e dallo scrittore Massimo Pinto.

Contest Il trono del padre

Una competizione a suon di parole e versi che ha visto più di 80 partecipanti per le sezioni A (short story) e B (poesia). La giuria del contest (Alessia Mocci, Massimo Pinto, Emma Fenu, Elisa Longo, Katia Debora Melis, Carina Spurio e Marzia Carocci) ha decretato i 14 finalisti.

Oggi, vi presentiamo i sei vincitori del contest che riceveranno a casa una copia del romanzo Il Trono del Padre” di Massimo Pinto, edito dalla casa editrice Bastogi Libri.

Tutte le opere partecipanti possono essere lette cliccando QUI.

 

FINALISTI

SEZIONE A

Anna Paola Lacatena con “Apelle figlio… di Apollo”

Laura Vargiu con “Come le rondini”

Enrico James Scano con “Profumo”

Vito Ditaranto con “Nero”

Antonio Bianchi con “Cielo”

Maria Teresa Dotti con “Che viola tenue”

Paola Pittalis con “Conflitti”

SEZIONE B

Corrado Cioci con “Purgatorio”

Fabrizio Bregoli con “Sapere di te”

Gianfranco Isetta con “Come Foglia”

Sebastiano Impalà con “La follia di Omero”

Luca Garbatella con “Fiori”

Grazio Pellegrino con “Credo in un solo Dio”

Nicola Matteucci con “Innovazioni”

VINCITORI

SEZIONE A

Anna Paola Lacatena con “Apelle figlio… di Apollo”

Aveva cinque anni Enea il giorno che a suo padre diedero quarantasei giorni da scontare in carcere.

La guerra fredda aveva inculcato nel padre la convinzione che ciò che apparteneva allo Stato era ricchezza da dividere tra il popolo.

Era stato sorpreso a rubare poco meno di due chili di pesche da un’area sotto il controllo della Marina Militare.

«Mamma! Dov’è papà?»

Non doveva sapere Enea quale disgraziato fosse suo padre.

È fuori per lavoro… Quale lavoro, però?! Giovanni faticava solo per riuscire a non fare nulla tutto il giorno.

Tutto ciò che riuscì a dire fu: «Se fai il buono, stasera, ti porto dalla zia Maria a guardare la televisione.»

Mentre assistevano con altre dieci persone a quello spettacolo storico, la donna ebbe un’idea.

«Eccolo tuo padre!»

Trasalì Enea.

Si avvicinò allo schermo con scientifica curiosità, cercando di cogliere dettagli familiari in quell’uomo che si muoveva lento, infagottato in una tuta bianca.

Rimosso a furor di popolo dalla zia Maria e riconsegnato nelle braccia della madre, il piccolo gridò cercando l’approvazione dei presenti: «È papà mio! È andato sulla luna! È nello spazio!»

Sorrisero i presenti, sorrise per giorni Enea.

Era il 20 luglio del 1969.

 

Laura Vargiu con “Come le rondini”

Nella mia terra l’infanzia ha l’amaro sapore della guerra.

Non ricordo giorno, dacché sono nato, senza spari, esplosioni, sangue per le strade.

Qui anche i bambini si abituano presto alla morte che, come un’ombra infida, passa loro accanto a ogni istante. La musica dei fucili culla le loro notti insonni; i crateri delle bombe ospitano i loro giochi.

“Sei figlio della guerra, piccolo mio” mi diceva mia madre, stringendomi forte a sé come per scusarsi d’avermi messo al mondo tra le rovine di un’esistenza dove la parola pace è soltanto una preghiera inascoltata. Quando lei e i miei fratelli rimasero sepolti sotto le macerie era primavera, ma sembrava fosse iniziato un nuovo, lunghissimo, interminabile inverno.

Persino le rondini hanno paura di questo cielo che vomita morte e da troppo tempo non le si vede più in volo; chissà, la guerra infinita avrà fatto perdere loro le ali oppure la strada che le conduceva ai profumi delle rose siriane. Ho desiderato tanto rivedere le rondini, pure adesso che giaccio nella polvere accanto ad altri bambini; agonizzanti, fissiamo le nuvole lassù, soffici sogni che vorremmo ancora inseguire. Ma siamo ormai come le rondini che non voleranno più a primavera.

 

Maria Teresa Dotti con “Che viola tenue”

Che viola tenue hanno sbocciato le ortensie, quel violetto arricciolato che ricorda i capelli di nonna, sotto a un fazzoletto con quattro nodi, uno per ogni angolo, a mo’ di cappello.

Mi pareva così ridicola, china su un’erbaccia a litigare con la lunga radice, il lurido grembiule e i gambali di gomma verde.

Ero giovane e me ne vergognavo, non era la nonna elegante che sognavo.

Era la nonna con un fazzoletto in testa, un fazzoletto chiazzato di muco, sudore ed erba.

Al mio arrivo si sollevava piano, tenendo le mani sulle reni, sorrideva sdentata tra una ragnatela fitta di rughe e mi baciava scostando la frangia.

Com’era lieve quella mano ruvida, ancor più lieve del bacio.

-Diventerai strabica-diceva.

E la sua voce sfuggiva via veloce come un fruscio d’ali di farfalla.

 

SEZIONE B

Corrado Cioci con “Purgatorio”

All’anime purganti che furon in parte fallaci e arroganti che dell’umano han ancor intatto il Pensier io in versi a voi mi verto.

Fuggite dalla fucina ardente che miete come il grano dal campo si senton salve han già Abbracciato la salda riva e mai vorrebbero tornar nel gorgo di incerta

Fatica.

Solinghe a viso basso rammentan i focosi giorni d’una vita non sempre retta

E stretta dal desiderio avversa all’ insegnamento

Come un affamato che agogna il pane ma vuol pur vesti calde e lusso voi foste combattute Da due verbi

Sontuosa veste o carità a chi la chiese?

Quando vedeste in terra il derelitto pietà vi colse o un beffardo sorriso certe d’ aver un Allegro focolare?

Quanto dolore avete dato padri figli mogli

Or tutto uno nel branco nel silenzio, un lungo letargo!

Sonno della coscienza che fiacca e rende lassi che ottunde il ben dell’intelletto

E ci meni nel deserto dei morti sensi

Lontani dalla fonte del bello e del vero

Vedete or voi anime in bilico tra i due mondi

Il vostro peccato l’occasion della vita sprecato per giungere ai santi cancelli

Dovete lesinar chieder un amen e attender ceri, sollievo dei viventi

Che il vostro nome risuoni sugli altari

In nomine domini!

Ah cattivi anni vissuti nel disagio

A digrignar chi vi porse mano

Calpestar patti santi ma in ver

Vi fu dolce andar contro comando

Sul viso un velo che copriva la luce

Del bel sentiero

Preferisti digiunar che pranzare con chi ti

Aprì il cor

Or benedici quel pane vorresti

Un certo posto da commensale

Ma son i giochi ormai finiti e tu pellegrino

Vai per il tuo cammino a passo lento e riflettendo

Sul giorno che fu’ indi non si torna indietro

Un tramonto che non vede l’alba

Un dolor che vi pungola a cercar rimedio

Del malfatto questa la vostra pena

Finché non sia pura

I bei vermigli fior i ruscelletti

Timidi e allegri l’aroma dei germogli vedrete ancor ma prima pigerete il calcagno tra fango E roccia!

Vi dà la somma somma speranza

La certa grazia che vi attende

Dopo aver pagato lo scotto del vostro

Debito

Non pianti e lamenti come nel fatal asilo

Ma in coro mormoran gloria al padre e santa fede

Orsù cingi la vita di docile giunco

Sii come lei piegati ai voler

Pia e monda salirai

La scala per l’eterna gioia

 

Gianfranco Isetta con “Come foglia”

Seguendo a volte il mutare del vento

rivedo d’esser stato come foglia.

Ora che tocco a terra lento, e spenta

ogni ragione per puntare al cielo,

m’accovaccio al caldo delle mie sere

disteso sulle membra rugginose.

Se sembra irraggiungibile l’interno

di un tempo che si pensa sogno eterno

é buona solitudine da accogliere

quella che mi accompagna ad una soglia

dove c’è sempre un ramo che mi invita

ad un ritorno che metta germogli.

 

Grazio Pellegrino con “Credo in un solo Dio”

… facili abbandoni

in quei ricordi

di innocenti mattutine

in chiese ormai spoglie

noi mani innocenti

invasi dall’odore

di incenso

ci raccontavamo

solo storie di purezza

a volte lontane

dalla nostra vita

di un paradiso

un inferno e un purgatorio

lì ad attenderci

in ogni momento

vissute paure

rinunce solo rinunce

di un Dio solo

per innocenti martiri

ogni giorno una battaglia

tra il bene ed il male

sempre a domandarmi

quale la via

io solo testimone di

di un credo…

credo in un solo Dio… Padre onnipotente…

 

I vincitori saranno contattati via email per l’invio del premio.

Complimenti ai vincitori, finalisti e partecipanti!

I nuovi Contest sono online nella Categoria Attualità/Concorsi del Magazine.

Per gli autori, esordienti e non, se si è interessati a conoscere le modalità per accedere alla creazione di un contest su Oubliette Magazine contattateci su email: oubliettemagazine@hotmail.it scrivendo sull’oggetto: Info Contest Letterario.

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Presentazione “Il lungo viaggio dell’anima” di Cinzia Rinaldi, 12 maggio 2017, Open Door Bookshop di Roma

Gli angeli sono creature celesti dello stesso Padre Dio che vivono esclusivamente in cielo, allo stesso modo è l’uomo, solo Dio lo ha destinato per il suo habitat la terra. L’uomo è solo un cittadino in questo pianeta, non il padrone.” – “Il lungo viaggio dell’anima

Presentazione Il lungo viaggio dell anima

Edito a fine gennaio 2017 dalla casa editrice Bastogi Libri, “Il lungo viaggio dell’anima è un romanzo autobiografico di Cinzia Rinaldi (3 agosto 1970, Tivoli).

Venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18:30 presso la libreria Open Door Bookshop di Roma, si terrà la presentazione del libro “Il lungo viaggio dell’anima”. Sarà presente l’autrice Cinzia Rinaldi, il Direttore della casa editrice Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali, e la Responsabile Dott.ssa Roberta Manuali.

Il lungo viaggio dell’anima” ripercorre la vita dell’autrice e le apparizioni/visioni che negli anni le si sono manifestate. Troviamo al suo interno due personaggi di fama internazionale: Freddie Mercury e Michael Jackson.

Due musicisti che hanno profondamente segnato la vita psichica della Rinaldi, non solo per la loro produzione artistica ma anche, come si legge nel romanzo, per le fervide apparizioni nelle quali si trasmettevano conoscenze all’autrice.

Così “Il lungo viaggio dell’anima” è un lungo racconto di un’esperienza particolare tra il misticismo e l’incredulità che ha portato Cinzia a dubitare ogni giorno di questo “dono” ed ad analizzare dunque la possibilità di una immaginazione tanto forte quanto accattivante.

Ma, con il passare degli anni e con la manifestazione di costanti “coincidenze” che continuavano a presentarsi, l’autrice pian piano è riuscita a posizionare l’ago della sua bilancia sulla spiritualità sino ad arrivare alla decisione di scrivere la sua storia così da condividerla con tutti i lettori che hanno avuto esperienze simili o che siano solamente curiosi di conoscere qualcosa di diverso da ciò che “appare”.

La libreria Open Door Bookshop è stata aperta nel 1976. Il suo nome indica non solo un cordiale benvenuto a tutti gli amanti di libri, ma anche una mente aperta ed un’inesauribile curiosità per argomenti di ogni genere.  La ricerca di libri è per noi una caccia al tesoro tra vecchie edizioni e libri di antiquariato o fuori catalogo; un punto di riferimento romano per un’ottima selezione di libri di seconda mano, in lingua inglese ed in italiano, ma anche un ottimo ritrovo per intime presentazioni.

Una domanda all’autrice:

A.M.: Il 24 novembre 1991 ti è apparso il famoso cantante Freddie Mercury. Come racconti dal tuo libro, non sentivi la band Queen in tenera età. Cosa hai provato quando hai capito che l’essenza di Freddie Mercury si era manifestata a te?

Cinzia Rinaldi

Cinzia Rinaldi: Sorpresa e scetticismo! Io non lo seguivo come invece facevo con Michael, all’inizio lo consideravo solo un personaggio pubblico che aveva scelto me perché c’erano delle affinità spirituali, come disse infatti nella prima visione, “sei la mia pupilla”. La sua manifestazione nei miei confronti mi lusingava molto e col tempo iniziai ad apprezzare la sua arte, la sua musica. Alcuni mesi dopo la sua scomparsa, capii di essere fiera di aver conosciuto un personaggio celebre nel mondo della musica come Michael. Posso solo confessare una cosa: mi sentivo fiera di aver conosciuto nel mio cammino spirituale uno come Freddie ma consideravo Michael il mio compagno platonico di vita terrena, ero divisa tra due grandi celebrità: uno reale e l’altro in spirituale, ed era una sensazione che mi esaltava l’anima.

 

“Mi prese il panico per le sue ultime frasi perché mi dette l’impressione che l’avventura stava appena iniziando e io dovevo stargli dietro, seguirlo in tutto insomma. Solo alcuni anni più tardi capii il vero messaggio, che dovevo iniziare a percorrere la via della scrittura e dell’arte in tutte le sue forme e… mettere per iscritto tutte le esperienze che stavo per fare con il mondo celeste, con l’aldilà.” – “Il lungo viaggio dell’anima

Dunque, ricapitoliamo: venerdì 12 maggio 2017 alle ore 18:30 siete tutti invitati alla prima presentazione del romanzo di Cinzia RinaldiIl lungo viaggio dell’anima” presso la libreria Open Door Bookshop in via della Lungaretta 23 a Roma.

L’ingresso è libero e gratuito ed al termine della serata sarà offerto un rinfresco per tutti gli ospiti intervenuti.

Evento organizzato con il supporto di Oubliette Magazine.

 

Non mancate!

 

Written by Alessia Mocci

 

Info

Sito Bastogi Libri

Facebook Cinzia Rinaldi

Sito Open Door Bookshop

Evento su Facebook

 

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Contest di poesia e prosa “Il trono del padre” – partecipazione gratuita

“Complici gli studi liceali di filosofia e di scienze, l’interesse verso le nuove conquiste spaziali, ma anche l’antico influsso dei principi religiosi della madre, da lui tanto introitati nel tempo lontano della prima comunione, Fausto si avventurava spesso, sempre nel solito terrazzino dove studiava, lungo tortuosi percorsi che desideravano disvelare i destini del mondo e i misteri dell’uomo. Cominciò dai concetti di “illusione” e di “impermanenza”.”Il trono del padre – (L’innocenza)

Contest Il trono del padre

Regolamento:

1. Il Contest letterario gratuito di prosa e poesia “Il trono del padre” è promosso dalla web-magazine Oubliette Magazine e dall’autore Massimo Pinto. Il Contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

Il Contest è gratuito. Il tema è libero.

 

2. Articolato in 2 sezioni:

A. Short Story in 200 parole (un racconto breve avente come limite massimo di partecipazione 200 parole, e come limite minimo 30 parole)

B. Poesia (limite 80 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria opera sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con opere edite ed inedite. Per un facile conteggio delle parole consigliamo di scrivere la short story in un documento word e cliccare in alto Revisione, e Conteggio parole in alto a sinistra.

Per la sezione B si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email ma nel modo sopra indicato.

Ogni concorrente può partecipare in entrambe le sezioni e con una sola opera per sezione.

 

4. Premio:

Il trono del padre – (L’innocenza)

N° 1 copia del romanzo “Il trono del padre – (L’innocenza)”, di Massimo Pinto, edita dalla casa editrice Bastogi Libri.

Saranno premiati i primi tre classificati della sezione A, ed i primi due classificati della sezione B.

 

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 29 aprile 2017 a mezzanotte.

 

6.  Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

Alessia Mocci (Editor in Chief)

Massimo Pinto (Scrittore)

Emma Fenu (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Katia Debora Melis (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Elisa Longo (Collaboratrice Oubliette)

Carina Spurio (Poetessa e Collaboratrice Oubliette)

Marzia Carocci (Poetessa e Collaboratrice Oubliette)

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: oubliettemagazine@hotmail.it indicando nell’oggetto “Info Contest” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la pagina fan di Facebook:

https://www.facebook.com/OublietteMagazin

 

10. È possibile seguire l’andamento del contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

BUONA PARTECIPAZIONE E BUONA LETTURA DELLE OPERE PARTECIPANTI!!!

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“Il lungo viaggio dell’anima” di Cinzia Rinaldi: il resoconto della presentazione ufficiale a Roma

Mi prese il panico per le sue ultime frasi perché mi dette l’impressione che l’avventura stava appena iniziando e io dovevo stargli dietro, seguirlo in tutto insomma. Solo alcuni anni più tardi capii il vero messaggio, che dovevo iniziare a percorrere la via della scrittura e dell’arte in tutte le sue forme e… mettere per iscritto tutte le esperienze che stavo per fare con il mondo celeste, con l’aldilà.” – Il lungo viaggio dell’anima

Cinzia Rinaldi - 8 marzo

Mercoledì 8 marzo 2017 presso l’Accademia Gioachino Belli (via Casilina 5L) a Roma si è tenuta la presentazione ufficiale del primo romanzo di Cinzia Rinaldi: “Il lungo viaggio dell’anima edito dalla casa editrice Bastogi Libri.

Il Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia, ha presentato l’autrice lodando l’entusiasmo e la forza mostrata per la stesura di un romanzo autobiografico gravido di sogni, visioni ed apparizioni non comuni che spaventano la maggior parte degli esseri umani, per la mancanza di sensibilità per le energie presenti nel mondo. Presenti all’evento anche il Direttore della casa editrice Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali, e la Responsabile Dott.ssa Roberta Manuali.

Il lungo viaggio dell’anima ripercorre la vita dell’autrice e le apparizioni/visioni che negli anni le si sono manifestate. Troviamo al suo interno due personaggi di fama internazionale: Freddie Mercury e Michael Jackson.

Due musicisti che hanno profondamente segnato la vita psichica della Rinaldi, non solo per la loro produzione artistica ma anche, come si legge nel romanzo, per le fervide apparizioni nelle quali si trasmettevano conoscenze all’autrice.

Cinzia Rinaldi - 8 marzo

Le domande che potremo porci quali “Ma perché proprio questa giovane donna fu contattata dall’appena deceduto idolo?”, “Perché l’essenza si materializzò a Roma e non per esempio nella sua città a Londra?”, “Cos’aveva di speciale Cinzia?”, “Era forse più pura delle altre fans di Michael Jackson oppure intercorrevano altre affinità fra i due?” non potranno mai aver una risposta certa. Dobbiam accettare che i fatti siano questi e che alcune scelte della nostra autrice siano state suggerite da forze esterne.

 

Due domande all’autrice:

A.M.: L’8 marzo 2017 presso l’Accademia Gioachino Belli hai presentato ufficialmente al pubblico il romanzo biografico “Il lungo viaggio dell’anima”. Com’è andata?

Cinzia Rinaldi: La prima presentazione ufficiale è andata decisamente bene, ero molto intimorita perché non avevo mai presentato nulla di simile, tantomeno il mio libro, dunque nei giorni precedenti ho dovuto lavorare fortemente con il mio animo che prevedeva il peggio. Invece posso dire che è andata molto bene e che ho ricevuto tantissime belle parole sia dal Prof. Carlo Volponi, sia dal pubblico presente che inizialmente mi è parso un po’ titubante sulla tematica del paranormale. È stata una serata di grande raccoglimento che porterò sempre nel mio cuore.

 

A.M.: Hai altre presentazioni in programma?

Cinzia Rinaldi - 8 marzo

Cinzia Rinaldi: Sì, certo! Vorrei fare altre presentazioni in diverse città italiane, di sicuro toccherò Firenze, Milano, Torino. Non mi dispiacerebbe presentare “Il lungo viaggio dell’anima” anche a Napoli. La meta principale, però, è portare la mia creatura fuori dal mio paese perché i fans dei due grandi artisti sono appunto stranieri, uno americano e uno inglese. Il mio sogno è aprire a Londra, patria di Freddie, e anche Michael era amatissimo nella terra inglese. In futuro, sognando un poco, mi piacerebbe portare il libro a New York, patria di Michael, e in varie città americane nelle quali i fans sono maggiori. Il mio principale appello è rivolto al popolo jacksoniano sparso in tutto il mondo, vorrei invitarli vivamente a leggere la mia storia con il nostro Michael nella quale svelo la verità, guidata da un altro celebre defunto Freddie Mercury che si è manifestato inspiegabilmente a me. Un altro concetto che voglio ricordare ai lettori è il motivo per cui ho scritto questo libro: attraverso le mie esperienze posso confermare l’esistenza di un mondo parallelo al nostro, e dunque affermare che non siamo soli. Prima di mettere per iscritto queste mie vicende vissute in prima persona mi sono documentata per anni per verificare se era frutto della mia psiche o se era veramente reale ciò che mi capitava. Per cui io sono ormai sempre più convinta che Dio esista in tutte le forme e che utilizza oltre ai suoi fedeli servitori, gli angeli, anche essere umani per inviare il suo messaggio. Egli vuole anche che noi ci aiutiamo a vicenda, ci sforziamo partendo da noi stessi usando sempre frasi positive ed eliminando quelle negative. Solo così potremo pulire il nostro spirito e la nostra anima potrà vedere Dio, gli angeli e tutto ciò che circonda il cosmo.

 

Written by Alessia Mocci

 

 

Info

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Intervista di Alessia Mocci a Massimo Pinto: vi presentiamo “Il trono del padre – (L’innocenza)”

“Il mistero si infittiva, ma una cosa era certissima: in entrambi i due primi ritratti la somiglianza fisica tra Fausto e il ragazzino imperiale era impressionante, nel terzo, almeno fino a quel novembre del 1957, Fausto non poteva riscontrare somiglianze perché lui ventuno anni non li aveva ancora. Però un’altra cosa lo incuriosì non poco: se era vero che Napoleone II era morto a ventuno anni, come mai quell’ultimo ritratto, dipinto proprio nello stesso anno del decesso, lo mostrava tutt’altro che macilento e moribondo, bensì in tutto il fulgore della sua bellezza di giovane uomo?” – “Il trono del padre – (L’innocenza)

Massimo Pinto

Il trono del padre – (L’innocenza)”, edito nel 2016 dalla casa editrice Bastogi Libri, è un romanzo psicologico-evolutivo e storico di Massimo Pinto.

Il libro vede due personaggi principali, due figli, Fausto un giovane romano nato nel 1944 e Napoleone II, figlio del celebre Napoleone Bonaparte, nato nel 1811. Due figli che sentono l’assenza dei rispettivi padri e che riescono a dialogare in dimensione diacronica e diatopica grazie all’ingegno dell’autore.

Massimo Pinto è nato e vive a Roma, laureato in Economia alla Sapienza ed in Teologia presso l’Ateneo Romano della Santa Croce. È Croce al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nel 1998 ha pubblicato il saggio “Stato sociale e persona”.

L’autore è stato molto disponibile nel concedere questa intervista e nel raccontare la genesi e qualche significato del suo romanzo. Buona lettura e buona conoscenza!

 

A.M.: Ciao Massimo, ti ringrazio per aver accettato l’intervista ed inizio subito con una curiosità che verte più sul tuo passato. Hai sentito il bisogno di esprimere con le parole le voci che ti sussurravano in testa sin da piccolo?

Massimo Pinto: Il romanzo appartiene al filone narrativo, non inventato, ma una volta per tutte codificato da Marcel Proust. A suo modo è una piccola recherche che si prefigge di dar voce, sì alla memoria volontaria, ma soprattutto a quella involontaria, addirittura la memoria invisibile. Dare voce cioè all’“ineffabile”, anche se sembra uno ossimoro. Tecnica in parte ripresa da Italo Svevo nella “Coscienza di Zeno” e da tanti altri. Se siete una persona con forte emotività, volete scrivere e leggete Dostoevskij, vi può piacere, anche molto, ma non imparate a romanzare, se invece leggete Proust, questa dote nascosta la tirate fuori automaticamente. Se uno scrive rivelando le emozioni della memoria involontaria è perché vive in questa maniera e, pertanto, quando scrive di sé, il proprio ineffabile viene fuori in molte pagine, quando scrive di altri, anche in questo caso, l’autore crea una memoria involontaria, un ineffabile, come se fossero veri. È verissimo che, sin da circa l’età di tre o quattro anni, io ho giocato mentalmente con una invenzione tutta mia: ero un monarca in erba e in incognito, che aspettava l’investitura e, nel frattempo, doveva condurre una vita normale, sempre in incognito, o quasi. Infatti nella mia testa c’era un trasmettitore, ruotando le manopole del quale io mi mettevo in contatto con il popolo, che, solo in quel momento, veniva a sapere chi fosse quel bimbetto e me ne dava dimostrazioni. Quando chiudevo le manopole tornavo in incognito, ma anche tutte le persone dimenticavano la verità. Che posso dire? Che ne so perché? Però anche le reazioni della gente, quando aprivo le manopole, che mi sorrideva di più, mi dava magari una caramella, faceva posto a mamma e a me sul filobus, mi convincevano che fosse tutto vero, anzi era proprio una conferma. E sono andato avanti così. Quando, per la prima volta nella mia vita, a nove anni in quinta elementare perché ero un anno avanti, venni in contatto con la figura del figlio di Napoleone e lessi, più o meno: -Napoleone ebbe un figlio allevato alla corte di Vienna, che però morì giovane, dopo una vita di stravizi e mollezze – mi ribellai, perché non mi parve vero, perché quelle notizie sembravano troppo sbrigative, perché dovevo saperne di più. E così, alle medie, al ginnasio e al liceo: – il figlio di Napoleone morì tisico tra dissolutezze e vizi -. Non mi bastava: mi documentai meglio, feci ricerche, anche perché i libri, sia pure con maggiori dettagli, mi apparivano sempre reticenti e io sentivo ormai forte il richiamo di quel ragazzo che sembrava dirmi: – Non è vero quello che dicono di me. Io non sono stato quello che hanno scritto. Mi hanno imprigionato, mi hanno umiliato, mi hanno ucciso. Rendimi giustizia tu! – E allora gli ho reso giustizia, informandomi, leggendo, guardando. E man mano che mi informavo lo sentivo sempre di più come un fratello, con infinita tenerezza, pietà, condivisione e anche ribellione per quello che gli avevano fatto. Così è andata. L’unica cosa che mi ha meravigliato che, come scrivevo di Fausto quasi sotto dettatura, perché in fondo ero io, egualmente ho scritto di Napoléon II come se qualcuno me lo dettasse, non nelle rievocazioni storiche o ambientali che hanno richiesto faticose ricerche, ma nelle situazioni e nei dialoghi, come se, invece che dall’invenzione dello scrittore, questi scaturissero dalla mia memoria. Troverete un completamento della mia ispirazione nel volume di poesie di prossima pubblicazione “Cento farfalle e… più”, mentre sarete sorpresi dal verismo del romanzo che sto scrivendo “La normalità del ladro”. Non dico di più. Perché scrivo soltanto adesso (letteratura dico)? Perché adesso ho tempo.

 

A.M.:Il trono del padre – (L’innocenza)” è la tua nuova pubblicazione, un romanzo tra lo storico e lo psicologico-evolutivo. Quanto tempo hai impiegato a stenderlo considerando le 500 pagine ed il notevole studio degli argomenti trattati in quanto una parte del romanzo è ambientata all’epoca di Napoleone Bonaparte?

Il trono del padre – (L’innocenza)

Massimo Pinto: Intanto nella identificazione dei generi letterari dell’opera metterei al primo posto quello psicologico-evolutivo e poi quello storico: i due “eroi” sono in realtà la stessa persona. La forte connotazione storica delle due vicende, con tutti i suoi particolari dettagliati, risponde a due esigenze: quella di dimostrare come gli avvenimenti di contorno influiscano, e molto, sul percorso formativo, anche di due bambini apparentemente ignari, e come drammaticamente orientino la nostra vita. È difficile dire quanto tempo ho impiegato: il romanzo era nella mia testa da anni, anche inconsapevolmente e quindi a Parigi, a Roma a Vienna giù a documentarmi. Poi, circa un anno prima di iniziare la scrittura, ho redatto numerosi files, infine il romanzo l’ho scritto con quei files a disposizione e con cinque – sei volumi sempre aperti (più che altro per la storia di Napoléon II e meno per Fausto). A quel punto non è stata difficile né lunga la gestazione, precisamente sette mesi, dal 15 ottobre al 15 maggio successivo, per un totale preciso di 523 pagine. Per fare un esempio la lunga scena dello stupro subito da Fausto a sette anni l’ho scritta in mezz’ora e non è stata mai più corretta o modificata (potrai immaginare perché). Il titolo era in qualche modo obbligato perché i figli maschi hanno sempre il miraggio di conquistare il trono del padre, vero o metaforico che sia questo trono, anche e soprattutto se il padre è ben identificato ma assente.

 

A.M.: Il romanzo presenta due dediche. La prima a Ludovica e Lorenzo, che penso facciamo parte della tua famiglia, magari sono i tuoi figli oppure i tuoi genitori. La seconda dedica, invece, la si incontra nella prefazione che hai curato tu stesso e recita: “Dedicato a tutti i padri e figli, affinché i primi non rinuncino mai al loro ruolo, costi quel che costi, e i secondi siano indulgenti.” Volevo dunque sapere quanto è importante la famiglia nella tua vita e se ritieni di aver sbagliato qualcosa di molto importante.

Massimo Pinto: Sì ho sbagliato come tutti anche io, come Graziano, il padre di Fausto, e come Napoleone, il padre del “Re di Roma”. Però bisogna sbagliare “facendo” piuttosto che “non facendo”, questo è imperdonabile. L’indulgenza dei figli, poi, è la cosa più negletta, eppure più utile, per un buon rapporto, ce n’è tanto bisogno: un figlio indulgente con il proprio padre sarà senza dubbio un padre migliore a sua volta. Desidero porre, come spunto di riflessione, una serie di significati dell’opera. Ciò non toglie alla libertà del lettore di trovarne altri. Dunque il primo e più importante significato è il rispetto dei minori. E non intendo soltanto il rispetto fisico ma soprattutto il rispetto morale, il rispetto della loro libera evoluzione, l’assenza assoluta di tentativi di manipolazione, il non farne mai strumento dei propri fini. E per “minori” non intendo soltanto il bambino, il ragazzo, l’adolescente, ma tutti coloro che sono più deboli di noi. Altro significato evidente è la responsabilità genitoriale di un sano, e attivo, rapporto con i figli e, nel caso specifico, si analizzano molto le fasi di maturazione del maschio, molto utili per una lettrice. Di seguito enuncerei l’assoluta assenza di classi sociali nel comune sentire umano. Ulteriori significati non meno importanti sono: la predestinazione, il libero arbitrio (così caro alla tradizione cristiana ma che io ritengo inesistente quasi o fortemente attenuato, posizione che, un tempo, mi avrebbe attirati i roghi della Santa Inquisizione), i condizionamenti, la responsabilità nel peccato e nell’agire e, grande come una casa, l’innocenza ontologica dell’uomo (infatti il sottotitolo dell’opera, come avrai notato, è “l’innocenza”). Infine vi sono argomenti solo accennati quali, ad esempio, il significato dell’esistenza umana, quale “illusione” di un mondo immanente che forse, nel mistero della trascendenza, neppure in realtà esiste. Perché noi in realtà viviamo in un universo imperfetto, perché frutto di una parzialità e di una disarmonia di un tutto, o niente, per noi inimmaginabile. Da ultimo: la tolleranza. Il romanzo insegna proprio questo, la tolleranza, ma più che la tolleranza che sottintende sempre un atto di sopportazione, una condiscendenza, la assoluta normalità di rapporti nei riguardi di chi, per caso, fosse diverso da noi, anche per orientamenti sessuali. E, infine, c’è il dolore intrinseco della vita, che coinvolge tutti, ma proprio tutti. Tutti massimi sistemi che vengono enunciati non perché io mi senta un novello Galilei, ma semplicemente perché i massimi sistemi possono essere, anzi devono, alla portata di tutti. Sta al lettore trovare altri significati, perché, anche a me che l’ho scritta, quest’opera parla da sola ed è lei che, adesso, mi svela cose che non sospettavo neppure io, come se l’avesse scritta un altro.

 

A.M.: Dunque ci troviamo di fronte ad una voce narrante che ci trasporta in due storie parallele connesse da frequenti flashback e flashforward di ottimo gusto. Pensi sia complesso leggere questo libro?

Massimo Pinto

Massimo Pinto: Questa è una narrativa all’interno di sé stessi, piuttosto che fuori da sé: Lo stile piano, chiaro e, mi dicono, elegante, facilita la comprensione. E da spiaggia? Perché no? Certo non racconta un fatterello e richiede, più che attenzione ferma, una dose di concentrazione per coglierne i significati, anche quelli non voluti da me. Ma è tutt’altro che faticoso, si presta a una lettura lenta, ferma e continua. Perché lo consiglio? Ebbene perché chi lo ha letto mi ha ringraziato. Alcuni si sono sentiti così coinvolti emotivamente da doversi assentare dal lavoro (non era mia intenzione!), altri asseriscono di avere appreso fatti e sensazioni che non conoscevano, altri ancora, infine, una volta terminata la lettura (alcuni l’hanno letto due volte di seguito), si sono sentiti orfani. Che dire di più?

 

A.M.: Domanda difficile. Nel romanzo si racconta della costruzione dello Stato di Israele. Che cosa pensi della politica dello Stato oggigiorno e di come vengono portate avanti alcune situazioni palestinesi?

Massimo Pinto: Non ho difficoltà: gli Stati non devono mai essere confessionali, e, purtroppo, lo Stato di Israele lo è, contribuendo alla formazione di un abbozzo di un altro Stato confessionale, ancora non perfettamente formato e riconosciuto, che sarebbe l’Autorità Nazionale Palestinese. Dal punto di vista del Diritto Internazionale, queste due entità hanno non poche situazioni di illegalità (Cisgiordania e la stessa Gerusalemme) e di impossibilità di convivenza (colonie ebraiche nei territori palestinesi e indeterminazione e frammentazione del territorio arabo). Sin dall’inizio, con l’imposizione dell’ONU, si doveva obbligare le Parti a costituire un solo Stato, multiculturale, multietnico e plurireligioso col nome di Palestina, con rappresentanze parlamentari proporzionali. Un disegno di grande spessore etico non adatto soprattutto agli Ebrei ma neppure agli Arabi, eppure quanto mai necessario.

 

A.M.: C’è una poesia molto bella che citi nel romanzo: “Al chiaro della luna,/ Amico mio Pierrot,/ Prestami la tua penna/ Per scrivere una parola./ La mia candela è morta,/ Non ho più fuoco./ Aprimi la tua porta/ Per l’amor di Dio!/ Al chiaro della luna,/ Pierrot ha risposto:/ Non ho una penna,/ Sono nel mio letto.” Che cosa simboleggiano per te questi versi della celebre canzone popolare francese del XVIII secolo?

Massimo Pinto: Semplice: che non tutti sanno cogliere l’amore e rimangono soli. Ma quando due si innamorano, e si riconoscono, il loro universo è completo, non hanno bisogno di niente altro né di altre persone e, soprattutto, non ci sono per nessuno.

 

A.M.: Quali sono gli scrittori che da sempre ti hanno affascinato? Quali libri hai sul comodino?

Massimo Pinto

Massimo Pinto: Che dire? Pavese, Svevo, Calvino, Ginzburg, Maraini, Morante, Donna Tartt, Carofiglio, ne dico un po’ a casaccio e ne tralascio tanti. Sono molti quelli che mi piacciono ed emozionano, ma sono molti di più coloro che non mi piacciono, tra i quali il grande (non per me) Moravia. Sul comodino? Nessuno perché da presbite, con l’impaccio degli occhiali, non posso leggere a letto. Ho letto recentemente “La scuola cattolica” che non è un romanzo bensì un saggio e una interminabile noiosa masturbazione ripetitiva, senza mai raggiungere l’orgasmo. Tutti i “Premi Strega” degli ultimi anni sono uno scandalo per la cultura, per sciatteria e povertà. Adesso sto leggendo “Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo” di Alessandro Barbero, che a suo tempo mi era sfuggito: carino, anche divertente se vogliamo, però, in certe pagine, noioso, non revisionato come sarebbe stato meglio per conferirgli ritmo. L’autore è un genio della storiografia, ma da questo ai Premi Strega del dopoguerra c’è un oceano. Naturalmente non pretendo di essere condiviso nei miei giudizi.

 

A.M.: Hai presentazioni del libro “Il trono del padre (L’innocenza)” in programma a breve? Puoi anticiparci qualcosa?

Massimo Pinto: C’è stata una presentazione mercoledì 18 gennaio 2017 alle 17:00 presso la prestigiosa sede dell’Accademia G. Belli a Roma. Il Prof. Carlo Volponi (critico letterario, giornalista e Vice Presidente dell’Accademia Belli) ha presentato la serata. Presenti anche come relatori il Dott. Massimiliano Grotti (consulente letterario ed editor); la Responsabile ed editrice di Bastogi Libri Roberta Manuli e il Direttore di Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali. La prossima presentazione sarà a Firenze, ma non posso ancora rivelarvi la data perciò seguite l’aggiornamento delle news sul sito della Bastogi ed il romanzo dovrebbe essere in concorso per i premi letterari il Casentino ed il Giuseppe Dessì.

 

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Bastogi Libri? La consiglieresti?

Massimo Pinto: Hanno una gloriosa tradizione alle spalle, molta buona volontà e onestà oltre a cultura, competenza e simpatia personale. Difettano nella promozione per mancanza di mezzi adeguati. Nell’attuale caos dell’editoria li consiglio senz’altro.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Massimo Pinto: Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano”. – Italo Calvino dal romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno

 

A.M.: Massimo, ti ringrazio per questa interessante intervista ed invito i lettori a concedersi la lettura del tuo romanzo perché potranno uscire arricchiti di un’esperienza che vale la pena vivere. Alla prossima!

 

 

Written by Alessia Mocci

 

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Presentazione “Il lungo viaggio dell’anima” di Cinzia Rinaldi, 8 marzo 2017, Accademia Gioachino Belli di Roma

Mi prese il panico per le sue ultime frasi perché mi dette l’impressione che l’avventura stava appena iniziando e io dovevo stargli dietro, seguirlo in tutto insomma. Solo alcuni anni più tardi capii il vero messaggio, che dovevo iniziare a percorrere la via della scrittura e dell’arte in tutte le sue forme e… mettere per iscritto tutte le esperienze che stavo per fare con il mondo celeste, con l’aldilà.”- “Il lungo viaggio dell’anima

Presentazione Roma 8 marzo

Edito a fine gennaio 2017 dalla casa editrice Bastogi Libri, “Il lungo viaggio dell’anima è un romanzo autobiografico di Cinzia Rinaldi (3 agosto 1970, Tivoli).

Mercoledì 8 marzo 2017, alle ore 17:00, presso la prestigiosa sede dell’Accademia Gioachino Belli (via Casilina 5L) di Roma avrà luogo la presentazione ufficiale de Il lungo viaggio dell’anima con il relatore Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia.

Sarà presente l’autrice Cinzia Rinaldi, il Direttore della casa editrice Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali, e la Responsabile Dott.ssa Roberta Manuali.

Il lungo viaggio dell’anima” ripercorre la vita dell’autrice e le apparizioni/visioni che negli anni le si sono manifestate. Troviamo al suo interno due personaggi di fama internazionale: Freddie Mercury e Michael Jackson.

Due musicisti che hanno profondamente segnato la vita psichica della Rinaldi, non solo per la loro produzione artistica ma anche, come si legge nel romanzo, per le fervide apparizioni nelle quali si trasmettevano conoscenze all’autrice.

Le domande che potremo porci quali “Ma perché proprio questa giovane donna fu contattata dall’appena deceduto idolo?”, “Perché l’essenza si materializzò a Roma e non per esempio nella sua città a Londra?”, “Cos’aveva di speciale Cinzia?”, “Era forse più pura delle altre fans di Michael Jackson oppure intercorrevano altre affinità fra i due?” non potranno mai aver una risposta certa. Dobbiam accettare che i fatti siano questi e che alcune scelte della nostra autrice siano state suggerite da forze esterne.

 

Da un’intervista all’autrice Cinzia Rinaldi:

A.M.: Il 24 novembre 1991 ti è apparso il famoso cantante Freddie Mercury. Come racconti dal tuo libro, non sentivi la band Queen in tenera età. Cosa hai provato quando hai capito che l’essenza di Freddie Mercury si era manifestata a te?

Cinzia Rinaldi

Cinzia Rinaldi: Sorpresa e scetticismo! Io non lo seguivo come invece facevo con Michael, all’inizio lo consideravo solo un personaggio pubblico che aveva scelto me perché c’erano delle affinità spirituali, come disse infatti nella prima visione, “sei la mia pupilla”. La sua manifestazione nei miei confronti mi lusingava molto e col tempo iniziai ad apprezzare la sua arte, la sua musica. Alcuni mesi dopo la sua scomparsa, capii di essere fiera di aver conosciuto un personaggio celebre nel mondo della musica come Michael. Posso solo confessare una cosa: mi sentivo fiera di aver conosciuto nel mio cammino spirituale uno come Freddie ma consideravo Michael il mio compagno platonico di vita terrena, ero divisa tra due grandi celebrità: uno reale e l’altro in spirituale, ed era una sensazione che mi esaltava l’anima.

 

A.M.: Le visioni, però, non riguardano solo il celebre cantante ma anche altre entità che nel corso del tempo si sono manifestate a te. Ci sai dire brevemente quali e che rapporto hai con loro?

Cinzia Rinaldi: La mia vita non è stata solamente il ritratto di varie visioni, o flash, bensì ho avuto la fortuna di vivere l’esperienza dell’esistenza degli Angeli. Posso confermare un particolare: che gli Angeli di Luce non assomigliano a quei dipinti dai famosi pittori e scultori nel periodo tardo medioevo. Naturalmente quegli autori delle sette bellezze che a tutt’oggi possiamo vedere e ammirare alle mostre, nei musei e nelle chiese, non avevano la fortuna di descriverli per come sono realmente, non cogliendo appieno la Bellezza delle Creature Celesti.  Purtroppo non possiedo il talento della pittura, anche se lo avrei tanto desiderato… Grazie a loro ho potuto vivere intensamente il Luminoso Viaggio verso la Luce del Paradiso, essendo condotta per mano nello spazio Celeste, lontano dalla Vita Terrena e avvicinata alla Grande Luce di Dio. Tutto questo l’ho realmente vissuto, similmente a quelle persone che hanno avuto esperienze analoghe alla mia, mentre lottavano contro la morte.

 

Presentazione 8 marzo Roma

Dunque, ricapitoliamo: mercoledì 8 marzo alle ore 17:00 siete tutti invitati alla prima presentazione del romanzo di Cinzia Rinaldi “Il lungo viaggio dell’anima” presso l’Accademia Gioachino Belli, in via Casilina 5L a Roma.

L’ingresso è libero e gratuito ed al termine della serata sarà offerto un rinfresco per tutti gli ospiti intervenuti.

Non mancate!

 

Written by Alessia Mocci

 

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Intervista di Alessia Mocci a Cinzia Rinaldi: vi presentiamo “Il lungo viaggio dell’anima”

“Gli angeli sono creature celesti dello stesso Padre Dio che vivono esclusivamente in cielo, allo stesso modo è l’uomo, solo Dio lo ha destinato per il suo habitat la terra. L’uomo è solo un cittadino in questo pianeta, non il padrone. Noi siamo circondati da queste creature celesti, alcuni spesso hanno l’ordine di intervenire per qualche incidente mortale, per dare sollievo a persone che soffrono a causa della malvagità governata da Satana. Bisogna sapere riconoscere i veri figli celesti di Dio quelli che sono stati e rimangono fedeli a Lui, quelli che al contrario hanno disubbidito al Padre Eterno di proposito. Gli angeli puri non includono timore come fanno viceversa i demoni, gli angeli disobbedienti.”

Cinzia Rinaldi

Cinzia Rinaldi (3 agosto 1970, Tivoli) è una donna che, sin da giovanissima, ha avuto la possibilità di esplorare una sorta di mondo parallelo in cui vivono angeli ed anime di persone defunte.

La sua prima pubblicazione “Il lungo viaggio dell’anima edito nel febbraio 2017 dalla casa editrice Bastogi Libri, ci racconta una realtà nella quale visioni e tribolazioni vivono all’unisono. Sono due i personaggi che troveremo in queste pagine pregne di magnetismo: Freddie Mercury e Michael Jackson che, come in sogni lucidi, intervengono nella vita dell’autrice.

Ricordo che sarà possibile acquistare “Il lungo viaggio dell’anima” sulle librerie fisiche convenzionate con la casa editrice e su tutti gli store online. Inoltre vi invito alla presentazione ufficiale del libro fissata per l’8 marzo 2017 presso la prestigiosa sede dell’Accademia d’arte e cultura Giuseppe Gioachino Belli a Roma, con il relatore Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia.

Ed ora vi propongo di conoscere meglio il mondo emozionale di Cinzia Rinaldi. Buona lettura!

 

A.M.: Ciao Cinzia, ti ringrazio per la disponibilità per l’intervista ed inizio subito con una domanda di rito. Quando è nata in te la passione per la scrittura?

Cinzia Rinaldi: La passione per la scrittura l’ho scoperta a 19 anni quando mi dilettavo a scrivere pensieri sparsi, idee, dettati ed era soprattutto una voglia irrefrenabile di comunicare.

 

A.M.: La tua prima pubblicazione “Il lungo viaggio dell’anima”, già dal titolo, mette rilievo su due termini principali: il viaggio e l’anima. Qual è il tuo concetto di anima ed in che modo la tua anima ha percorso questo viaggio?

Cinzia Rinaldi: Il mio concetto di anima è tutto ciò che viene separato dal corpo e dalla mente.  Questo mi ha permesso di compiere questo viaggio attraverso lo spazio creato dal mio spirito, divenuto libero. Ed è in questo spazio che ho iniziato a trovare le tante risposte alle mille domande che quotidianamente mi ponevo e che penso, ognuno di noi si ponga almeno una volta nella vita.

 

A.M.: Il libro è da intendersi, dunque, come un lungo diario della tua vita nel quale racconti alcune vicende particolari che hai vissuto che potremo chiamare “visioni”. Qual è stata la prima volta che hai avuto una di queste visioni e che cosa hai provato?

Il lungo viaggio dell'anima

Cinzia Rinaldi: La prima volta che ho avuto le prime avvisaglie delle percezioni extrasensoriali è stata all’età di 17 anni. Mi trovavo in casa di alcuni amici a Ronciglione vicino Roma. C’era con noi una sensitiva esperta nel campo della parapsicologia.  Ad un certo punto arrivò il mio turno, mi fissò e disse: “questa ragazza avrà un bel futuro, un matrimonio con un benestante e starà meglio economicamente” e   mentre la signora pronunciava quelle frasi, fulmineo vidi scorrere davanti ai miei occhi una figura di un uomo dalla chioma nera, era alto e bello. Quando vidi scorrere quella figura io non pensavo a niente. La profezia si manifestò 7 anni più tardi, quando i miei parenti mi fecero conoscere Stefano, l’uomo identico a quella della visione lampo, figlio di amici di famiglia. Io provai immediatamente il colpo di fulmine, fu lo stesso per lui. Cosa ho provato? Scettiscismo. Ero convinta ciò che mi stava accadendo, era frutto della mente, pura immaginazione. Con lui fu amore a prima vista e non l’ho mai dimenticato, l’ho amato in silenzio. Essendo una novellina nel campo amoroso, non ho saputo prendere la palla al balzo. La causa del nostro allontanamento è stata il mio atteggiamento di una giovane donna impreparata a riconoscere chi avevo di fronte e così, in buona fede, avevo perso l’occasione che la vita mi stava amorevolmente donando, quella che poteva essere per me la felicità di stare insieme lui, lasciando amarezza nei nostri animi.

 

A.M.: Il 24 novembre 1991 ti è apparso il famoso cantante Freddie Mercury. Come racconti dal tuo libro, non sentivi la band Queen in tenera età. Cosa hai provato quando hai capito che l’essenza di Freddie Mercury si era manifestata a te?

Cinzia Rinaldi: Sorpresa e scetticismo! Io non lo seguivo come invece facevo con Michael, all’inizio lo consideravo solo un personaggio pubblico che aveva scelto me perché c’erano delle affinità spirituali, come disse infatti nella prima visione, “sei la mia pupilla”. La sua manifestazione nei miei confronti mi lusingava molto e col tempo iniziai ad apprezzare la sua arte, la sua musica. Alcuni mesi dopo la sua scomparsa, capii di essere fiera di aver conosciuto un personaggio celebre nel mondo della musica come Michael. Posso solo confessare una cosa: mi sentivo fiera di aver conosciuto nel mio cammino spirituale uno come Freddie ma consideravo Michael il mio compagno platonico di vita terrena, ero divisa tra due grandi celebrità: uno reale e l’altro in spirituale, ed era una sensazione che mi esaltava l’anima.

 

A.M.: Per quanto tempo hai pensato di esser – concedimi il termine – “impazzita”? Ed ora che cosa pensi del tuo stato mentale?

Cinzia Rinaldi: Come in tutti i grandi classici che studiano i fenomeni a noi incomprensibili del Mondo del Paranormale e della Parapsicologia Analitica, ho sentito nitidamente dentro di me questa esaltante sensazione e nel contempo la scoperta di questo meraviglioso viaggio luminoso della mia anima e del mio spirito.  Possiamo considerare tutto questo una forma di pazzia? … Ai posteri l’Ardua Sentenza….

 

A.M.: Aver uno scopo nella vita è importante, ma se questo scopo è dettato da un’entità che non vive questo nostro mondo di sicuro non è facile portarlo avanti. Il tuo, quello che ti affidò Freddie Mercury, fu avvertire un altro celebre cantante dell’epoca Michael Jackson di un pericolo imminente. Dal tuo libro si evince la tua passione per il cantante, nata prima di ricevere questo arduo compito. Com’è hai vissuto l’impossibilità di poter parlare, e dunque avvertire, il tuo beniamino?

Cinzia Rinaldi

Cinzia Rinaldi: Lo scopo della visita di Freddie Mercury, dopo 3 mesi dalla sua scomparsa, fu quello di correre da Michael con una certa urgenza. Freddie sapeva che il mio amore per Michael Jackson era puro e disinteressato. Aveva scelto me perché aveva percepito in me un’anima candida e innocente, come disse lui nel sogno: “sei la mia pupilla!”.  La sua visita fu per me una grande sorpresa, allo stesso tempo incredulità nel sentire queste testuali parole: “Pericolo per Michale Jackson”. Ci troviamo agli inizi del 1992 quando appresi da Freddy che Michael fosse in pericolo, quindi circa un anno e mezzo prima, che Michael fosse accusato di pedofilia per la prima volta. Quelle più gravi, come è noto, gli furono mosse dieci anni dopo. La scritta “pericolo” insieme all’immagine di Michael con il suo solito look: chioma folta nera con i riccioli medio-lunghi, ondeggianti, a volte con il codino dietro il cappello nero, camicia e giacca rossa e occhiali scuri da sole,mi appariva costantemente davanti ai miei occhi quando iniziai a seguirlo nei tour e negli spostamenti privati. Dapprima questa missione non mi pesava perché ero determinata ad ubbidire al mio nuovo spirito guida e l’idea di parlarci, di abbracciarlo ecc., mi rendeva euforica e felice. Man mano questo compito di avvicinarlo e parlarci in santa pace, cominciava a pesarmi. L’origine del nostro impossibile, pacifico, incontro dove ero sola ad affrontare la gigantesca popolarità, era stata causata dell’enorme frastuono del pubblico di Michael, da quel momento cominciai ad avvertire che le mie energie si stavano lentamente esaurendo fino a spingermi a fare la scelta forzata di mollare tutto, seguendo il libero arbitrio.

 

A.M.: Le visioni, però, non riguardano solo il celebre cantante ma anche altre entità che nel corso del tempo si sono manifestate a te. Ci sai dire brevemente quali e che rapporto hai con loro?

Cinzia Rinaldi: La mia vita non è stata solamente il ritratto di varie visioni, o flash, bensì ho avuto la fortuna di vivere l’esperienza dell’esistenza degli Angeli. Posso confermare un particolare: che gli Angeli di Luce non assomigliano a quei dipinti dai famosi pittori e scultori nel periodo tardo medioevo. Naturalmente quegli autori delle sette bellezze che a tutt’oggi possiamo vedere e ammirare alle mostre, nei musei e nelle chiese, non avevano la fortuna di descriverli per come sono realmente, non cogliendo appieno la Bellezza delle Creature Celesti.  Purtroppo non possiedo il talento della pittura, anche se lo avrei tanto desiderato… Grazie a loro ho potuto vivere intensamente il Luminoso Viaggio verso la Luce del Paradiso, essendo condotta per mano nello spazio Celeste, lontano dalla Vita Terrena e avvicinata alla Grande Luce di Dio. Tutto questo l’ho realmente vissuto, similmente a quelle persone che hanno avuto esperienze analoghe alla mia, mentre lottavano contro la morte. Ho iniziato ad avere queste visioni nel 2003, rimanevo piacevolmente sorpresa dalle visite di quelle Meravigliose Creature, così candide, belle e piene di luce, solo adesso mi rendo conto che al tempo ero un essere umano molto fortunato, perché in questo modo potevo raccontare al mondo la vita al di là di noi, che non siamo soli in questo Universo poiché vi sono milioni di forme di vita. Gli angeli, come ripeto, non sono fatti come nei dipinti dei famosi pittori oppure come quelli fatti in ceramica. Starei ore a parlare di questo argomento perché il tema è molto vasto, infinito, dove non si finisce mai di scoprire nuovi elementi. Loro appaiono solamente a chi ha l’Animo Nobile e sincero nella manifestazione delle fede in Dio.  A chi ha un profondo senso di umiltà nell’anima ed è pronto ad aprire il proprio Spirito per ricevere tutto ciò che proviene dalle Energie del Cosmo, perché le Creature Celesti sono parte integranti dell’Universo e dello spirito dell’Animo Umano. Loro non scendono mai verso di noi, loro sono in ogni luogo, vagano da un posto all’altro alla velocità della luce. Sono esseri davvero speciali e diversi. Ho potuto anche vedere che esistono diversi gradi di angeli; c’è chi possedeva due ali, chi quattro. La prima volta in cui ho sentito realmente la presenza di un’Entità di Luce è stata una mattina presto del giugno del 2004, quando mi sono sentita presa in braccio da dietro sotto le ascelle e trascinata verso lo spazio, e l’ho descritto ampiamente nel libro.  Quando l’Angelo mi ha trascinato verso l’atmosfera della terra, ho avvertito che non si trattasse di una semplice visione, ma di un contatto vero e proprio con l’Entità di Luce, il quale mi indicò un’altra profezia: “Riesci a vedere?” mentre sentivo le sue mani che mi trattenevano nel vuoto, vidi che mi portò  sulla zona nord ovest dell’Europa dalla quale potevo scorgere le due grandi isole, l’Irlanda e la Gran Bretagna, e mi disse indicandomi con il dito: “Ricordati quello è il posto in cui tu dovrai andare a vivere con lui!.. (Stefano)”. Ricordo vagamente la Gran Bretagna e non Londra, ma il Nord. Questa la chiamo visione del Paranormale, cioè quella di uscire dal corpo, in questo caso un angelo di luce. Quel “Lui”, di cui l’angelo mi stava preannunciando, in verità non si riferiva a Michael, ma l’entità si riferiva ad un amore di tanti anni addietro, nei miei anni giovanili, vissuti con tanta tenerezza.  Gli Angeli sono esseri di Luce molto alti, molto di più di un essere umano e di una Bellezza Perfetta.  Come ripeto non si può descrivere in poche parole questa profonda sensazione nell’Anima. Ho avuto questa meravigliosa opportunità e ne sono felice!

 

A.M.: Quali sono i libri a cui sei maggiormente legata? Magari qualcosa che hai letto quando eri adolescente?

Cinzia Rinaldi: Io ho letto tanti libri nella mia vita, ma preferisco l’argomento Cosmo, Energie e tutto quello che riguarda il mondo parallelo, perché mi appassiona l’idea di viaggiare con il mio spirito nello spazio infinito. Mi piace studiare il mondo della nostra mente e del suo innato potere. Adoro anche l’astronomia, lo studio delle stelle, dei pianeti e così via, tutto ciò che va al di là della nostra reale vita terrena. Mi piace immaginare, ma anche raccogliermi in meditazione, per cui di libri non ho una preferenza in particolare. Posso però confidare che il primo in assoluto a cui mi sono affezionata è stato la Bibbia perché l’ho ritenuta fondamentale nelle mie esperienze con tutto quello che riguarda l’ultraterreno.

 

A.M.: Di sicuro ci saranno diverse presentazioni del libro. Puoi anticiparci qualcosa?

Cinzia Rinaldi

Cinzia Rinaldi: Non vedo l’ora che arrivi l’8 marzo, data della prima presentazione nella prestigiosa sede dell’Accademia Gioacchino Belli a Roma, perché sarà il momento iniziale e spero determinante per la mia carriera, un sogno che si avvera, anche se ho dovuto attendere ben 20 anni per realizzare la mia prima creazione come autrice di libri. Lo scopo di queste presentazioni sia in Italia che all’Estero è, come prima cosa, quella di commemorare il mio amore platonico Michael Jackson, che mi ha accompagnato in questa vita terrena e il mio compagno Spirituale Freddie Mercury, che mi ha accompagnato nel raggiungere Michael.  L’altro scopo di queste presentazioni è anche quello di divulgare e rafforzare il concetto dell’esistenza degli Esseri di Luce, Ufo e tutto ciò che proviene dal cosmo. Non ho bisogno di raccontare a voce tutte le mie vicende realmente vissute con il mondo parallelo, basta leggere l’intero diario per rendersi conto che non siamo soli in questo universo. Vorrei portare tutti questi messaggi in giro per il mondo se fosse possibile e radunare tutti gli amici fans sia di Michael che di Freddie per ricordarli. Inoltre desidero donare parte del ricavato delle copie vendute per ricostruire scuole, ospedali e case a favore dei terremotati. Il mio cuore è con loro che sono vittime di calamità naturale. E il mio pensiero va anche ai bambini che non hanno più futuro se non li aiutiamo noi adulti.  Vorrei sfruttare il mio nome attraverso quello di Michael Jackson con l’intento di fare del bene e lasciare il segno seguendo il suo esempio di uomo caritevole e non di un pedofilo, la macchia più pesante da digerire per uno che non ha fatto nulla di male, bensì solo del bene. Per questo aspiro che questa mia opera non sia sottovalutata visto che è dedicata a due grandi artisti, i quali hanno milioni di fans in tutto il mondo, specialmente Michael. Vorrei che mi aiutassero a realizzare questo mio desiderio. Lo so che ho tanti sogni, ma li vorrei realizzare tutti, perché il mio cuore questo mi dice, sento come mio, il compito di proseguire l’esempio che Michael ci ha lasciato e ne vado fiera. Non voglio essere famosa per apparire, il mio obbiettivo è vedere la gente soddisfatta di quello che faccio, o penso attraverso la mia forma d’arte, cioè la scrittura.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Cinzia Rinaldi: Innanzitutto ringrazio tutto il pubblico per aver appoggiato il mio pensiero, per aver condiviso le mie esperienze e per avermi dimostrato sensibilità e affetto! E come disse Giulio CesareAlea tracta est”!

 

Written by Alessia Mocci

 

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“Il lungo viaggio dell’anima” di Cinzia Rinaldi: l’incontro con Freddie Mercury e Michael Jackson

In uscita a fine gennaio “Il lungo viaggio dell’anima”, primo romanzo di Cinzia Rinaldi, edito dalla casa editrice Bastogi Libri.

 

Il lungo viaggio dell'anima

Vi anticipiamo qualcosa del lungo libro autobiografico lasciandovi la prefazione dello stesso, augurandoci che riesca a suscitare in voi l’attenzione dovuta.

Sarà possibile acquistareIl lungo viaggio dell’animasulle librerie fisiche convenzionate con la casa editrice e su tutti gli store online. Inoltre vi invitiamo alla presentazione ufficiale del libro che sarà l’8 marzo 2017 presso la prestigiosa sede dell’Accademia d’arte e cultura Giuseppe Gioachino Belli a Roma, con il relatore Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia.

Prefazione “Il lungo viaggio dell’anima”

Il primo pensiero di Dio fu un angelo. La prima parola di Dio fu un uomo.” – Kahlil Gibran

Cinzia Rinaldi (3 agosto 1970, Tivoli) è una donna che, sin da giovanissima, ha avuto la possibilità di esplorare una sorta di mondo parallelo in cui vivono angeli ed anime di persone defunte.

Sin dalle origini delle arti l’uomo si è sempre interrogato sull’esistenza di qualcosa di superiore, o comunque di diverso dalla realtà visibile, presupponendo nelle diverse religioni che conosciamo varie risposte alle domande più comuni eppur più basilari della nostra esistenza: chi siamo? Chi ci ha creati? Qual è il nostro scopo?

È un fatto risaputo che alcune persone abbiano un contatto diretto con esseri diversi dall’ordinario che si muovono nel nostro pianeta per comunicare con noi attraverso vari sistemi quali apparizioni, visioni, sogni.

Non tutti gli esseri umani hanno la facoltà di vivere esperienze di questo tipo e solo la fede può venire in aiuto quando non accade. Cinzia Rinaldi ha invece esplorato questo mondo diverso dal nostro per un’intera vita senza aver mai chiesto di potervi accedere, senza aver mai voluto intraprendere questo viaggio.

Ed è stata una vita di collegamenti, di incertezze, di vere e proprie follie in cui la mente cadeva, perché anche se si hanno prove tangibili di apparizioni di angeli ed anime dei defunti non è facile credere istantaneamente, soprattutto nella nostra epoca che ci ricorda costantemente la scomparsa delle fede e la comparsa delle varie psicosi che una persona può vivere, siano esse sotto forma di allucinazioni visive od uditive.

Ed è stata una vita di costante tribolazione nella quale l’autrice ha cercato di assemblare messaggi talvolta incomprensibili ma che con il passare del tempo si manifestavano nella realtà.

Avvertimenti di pericoli, comunicazioni con i vivi, o semplici episodi d’affetto che contorcevano il pensiero di Cinzia sino a visitare i territori della malattia mentale, perché ripeto non è semplice accettare l’esistenza di ciò che oggi è definito fantastico.

Il lungo viaggio dell’anima” è un dunque romanzo autobiografico che ripercorre i vari passaggi di queste apparizioni, un libro che cerca di raccontare il travaglio emozionale che la Rinaldi ha vissuto durante la sua vita. Una prova di fede nella quale si incontrano personaggi noti e meno noti che interferiscono nelle giornate della giovane donna per indicarle il cammino, una via da seguire ed un arduo compito da portare avanti.

Uno dei suoi primi incontri è con il celebre Freddie Mercury, o meglio con l’anima del famoso cantante della band Queen, apparso a Cinzia Rinaldi per la prima volta proprio durante l’improvvisa morte, il 24 novembre 1991.

All’epoca la giovane ragazza non seguiva la band e non riconobbe subito Mercury, non capì cosa fosse quel presagio, e pensò per davvero di aver sognato ad occhi aperti.

Cinzia Rinaldi

E per anni si chiese se questi presagi fossero visioni reali oppure scherzi della sua mente, così da non dar troppa importanza ai fatti che accadevano, così da non seguire perfettamente i consigli delle apparizioni.

Freddie Mercury fu costante nelle sue visite, fu caparbio nell’indicare a Cinzia il cammino, e cioè quello di avvertire un altro famoso cantante del pericolo che stava per correre. Stiamo parlando di Michael Jackson, che all’epoca era sulla cresta dell’onda con milioni e milioni di fans in tutto il mondo.

Ma perché proprio questa giovane donna fu contattata dall’appena deceduto idolo?

Perché l’essenza si materializzò a Roma e non per esempio nella sua città a Londra?

Cos’aveva di speciale Cinzia?

Era forse più pura delle altre fans di Michael Jackson oppure intercorrevano altre affinità fra i due?

Ovviamente non si potranno mai avere le risposte a queste domande, dobbiam accettare che i fatti siano questi e che alcune scelte della nostra autrice siano state suggerite da forze esterne. Scelte che porteranno Cinzia a viaggiare in tutta Europa alla ricerca di un contatto diretto con Michael Jackson.

Un compito non facile, anzi fin troppo complesso per una sola ragazza perché avvicinare la star non fu semplice, e le numerose difficoltà dopo anni di tentativi scoraggiarono la donna tanto da portarla ad abbandonare il compito primario della sua vita.

Più volte ne “Il lungo viaggio dell’anima”, infatti, si parla della depressione vissuta e della volontà di poter esercitare il libero arbitrio per poter vivere normalmente, come ogni altra persona, senza alcun compito, senza doveri incredibili da dover assolvere.

Ma anche se la nostra autrice provò a liberarsi di queste voci e visioni, nulla cambiò, queste non smisero di parlarle ed avvertirla dei pericoli che stava per correre.

E dei lutti. Sì perché la morte è una delle protagoniste del libro. In tanti muoiono fra le pagine ed i ricordi di Cinzia, in tanti lasciano questo mondo per poi comparire sotto forma di angeli od anime che vogliono dare l’ultimo saluto o che vogliono avvertire di un’altra imminente perdita.

È una vita macchiata di sangue e di dolore, con qualche intervallo di felicità ma pur sempre appesantito dalla costante presenza del mondo parallelo sopra citato.

Gli angeli sono creature celesti dello stesso Padre Dio che vivono esclusivamente in cielo, allo stesso modo è l’uomo, solo Dio lo ha destinato per il suo habitat la terra. L’uomo è solo un cittadino in questo pianeta, non il padrone. Noi siamo circondati da queste creature celesti, alcuni spesso hanno l’ordine di intervenire per qualche incidente mortale, per dare sollievo a persone che soffrono a causa della malvagità governata da Satana. Bisogna sapere riconoscere i veri figli celesti di Dio quelli che sono stati e rimangono fedeli a Lui, quelli che al contrario hanno disubbidito al Padre Eterno di proposito. Gli angeli puri non includono timore come fanno viceversa i demoni, gli angeli disobbedienti.”

 

Written by Alessia Mocci

 

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“Alchemist Collection”: il nuovo progetto editoriale di Bastogi Libri – bando di partecipazione

Rinunciate ai vostri piaceri, ai vostri dolori, agli amici, agli amanti. Rinunciate alla famiglia, al passato. Abbandonate ciò che odiate, ciò che desiderate. Voi conoscerete il nulla: è l’unica realtà!” Alejandro Jodorowsky – “L’alchimista”

 

Alchemist Collection

La casa editrice Bastogi Libri presenta, in collaborazione con Oubliette Magazine, un nuovo progetto editoriale che vuole esplorare il mistero dell’alchimia e dell’occultismo nella letteratura e che si concretizzerà con la pubblicazione di una o più antologie letterarie come risultato di questa indagine artistica.

Il progetto “Alchemist Collection” prevede la pubblicazione di una serie di raccolte, siano esse inviate sotto forma di poesia o di racconti brevi. Le antologie saranno pubblicate nel mese di maggio 2017 e successivamente presentate a giugno 2017 nella prestigiosa sede dell’Accademia d’arte e cultura Giuseppe Gioachino Belli a Roma, dal Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia.

Le antologie di poesia e racconto tratteranno la tematica dell’alchimia e dell’occultismo. L’idea nasce dalla volontà di dar voce agli animi alchemici presenti nel nostro tempo, con il proposito di capire l’evoluzione di questo grande mistero che ha da sempre impiegato le menti più illustri, sia artistiche che scientifiche.

La citazione iniziale del bando di partecipazione è esemplare e riporta non a caso il grande Alejandro Jodorowsky ed il suo consiglio della conoscenza del nulla e cioè della vera realtà.

Questo bando di selezione canalizza i poeti e gli scrittori a sviscerare la loro ricerca della pietra filosofale, della luce che si mostra con la trasformazione.

Per partecipare alla sezione Poesie, ogni autore dovrà inviare dieci liriche sulla tematica indicata, con il limite di circa quaranta versi ciascuna, ed una breve biografia correlata da foto.

Per partecipare alla sezione Racconti, ogni autore dovrà inviare da uno ad un massimo di cinque racconti sulla tematica indicata, con il limite di 28.000 battute complessive, ed una breve biografia correlata da foto.

Bastogi Libri

Ogni autore potrà partecipare ad entrambe le sezioni poesie e racconti brevi.

Ogni autore selezionato vedrà la pubblicazione delle opere inviate, della biografia e della fotografia, e riceverà in omaggio 10 copie dell’antologia.

La scadenza per l’invio del materiale per la partecipazione al bando di selezione delle nuove antologie di Bastogi Libri in collaborazione con Oubliette Magazine è fissata per il 31 luglio 2017 (modificato in data 30 marzo, precedente scadenza 31 marzo).

Si partecipa esclusivamente via e-mail inviando il materiale, correlato di scheda di partecipazione scaricabile sotto questo stesso bando, ad: oubliettemagazine@hotmail.it, inserendo come oggetto dell’email la dicitura: Partecipazione Alchemist Collection Poesia/Racconto, a seconda della sezione a cui si partecipa.

Si consiglia un invio celere in quanto le antologie hanno un numero limitato di autori selezionati.

Tutti i partecipanti riceveranno risposta affermativa o negativa dalla curatrice della raccolta, la Dott.ssa Alessia Mocci.

 

SCARICA LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE – ALCHEMIST COLLECTION

 

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Sito Bastogi Libri

In foto “Il laboratorio dell’alchimista” di Hans Vredeman de Vries

 

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Contest Letterario di Poesia “I Canti” – partecipazione gratuita

“La sera sul sagrato con le ombre/ portò i fiori, la cifra/ disselciata dell’enigma. Interrogata/ soffia sul mondo il refolo del vento. Si accomiata/ l’atleta dalla pista, ora corre nel cielo/ da agonista in un plumbeo sentiero/ un sole verticale. D’incanto la natura/ è uno strumento del pensiero, tormento/ nei gemiti legnosi della pianta, canta” – “I Canti

Contest I Canti

Regolamento:
1. Il Contest letterario gratuito di poesiaI Canti è promosso dalla web-magazine Oubliette Magazine e dall’autore Paolo Maria Rocco. Il Contest letterario è riservata ai maggiori di 16 anni.

Il Contest è gratuito. Il tema è libero.

 

2. Articolato in 1 sezione:
A. Poesia (limite 60 versi)

 

3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.
Le opere senza nome, cognome, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate. Inoltre NON si partecipa via email ma nel modo sopra indicato.
Ogni concorrente può partecipare con una sola opera per sezione.

 

4. Premio:
N° 1 copia della silloge “I Canti”, di Paolo Maria Rocco, edito dalla casa editrice Bastogi Libri nel 2015.
Saranno premiati i primi tre classificati della sezione A.

 

5. La scadenza per l’invio delle opere, come commento sotto questo stesso bando, è fissata per il 24 ottobre 2016 a mezzanotte.

 

I Canti

6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:
Alessia Mocci (Editor in Chief)

Paolo Maria Rocco (Poeta)

Cristina Biolcati (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)

Elisa Longo (Collaboratrice Oubliette)

Katia Debora Melis (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

Emma Fenu (Scrittrice e Collaboratrice Oubliette)

 

7. Il contest non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

 

8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

 

9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: oubliettemagazine@hotmail.it indicando nell’oggetto “Info Contest” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), in alternativa all’email si può comunicare attraverso la pagina fan di Facebook: https://www.facebook.com/OublietteMagazin

 

10. È possibile seguire l’andamento del Contest ricevendo via email tutte le notifiche con le nuove poesie e racconti brevi partecipanti al Contest Letterario; troverete nella sezione dei commenti la possibilità di farlo facilmente mettendo la spunta in “Avvisami via e-mail”.

 

11. La partecipazione al Contest implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali (legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

 

Buona partecipazione ed “in bocca alla giuria… sperando che non morda!”