“Peace Train” di Cat Stevens: il treno della pace passa dalla cultura

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C’è una stagione per ogni cosa, così si dice, vero? Ma non è ancora arrivata la stagione della pace su questa Terra: ormai è tristemente assodato.

Cat Stevens Peace Train lyrics
Cat Stevens Peace Train lyrics

Le notizie parlano costantemente di guerra e noi, nel nostro rifugio di civiltà, crediamo di essere al sicuro. Ma venti subdoli e oscuri spirano ovunque e nessuno è davvero al sicuro, soprattutto coloro che verranno dopo di noi.

Oltre la soglia dell’oscurità che imperversa, arriverà il treno della pace, come auspica Cat Stevens nella canzone del 1971 “Peace Train”?

Il testo del brano è permeato di positività: Cat si sente felice perché immagina tutte le cose belle che potrebbero accadere. Ha la sensazione che nel mondo sia già cominciato un importante cambiamento verso il bene. Spesso sorride pensando a un’umanità finalmente unita, senza divisioni né conflitti. È convinto che, prima o poi, questo sogno di pace e fratellanza diventerà realtà.

Dopo un lungo periodo di paura e sofferenza, simboleggiato dall’oscurità, sta arrivando il treno della pace, afferma. Il cantante desidera che questo treno coinvolga l’intero Paese e lo conduca verso un luogo in cui possa sentirsi nuovamente al sicuro e a casa.

Il treno di Cat Stevens è quasi un messaggero sacro, portatore di speranza e rinnovamento. Ma dove possiamo trovarlo oggi, questo treno? In quale stazione? Io credo fermamente che, se vogliamo preservare almeno un briciolo di speranza, dobbiamo confidare nella divulgazione della cultura, nel sapere accessibile a tutti, nella conoscenza.

Conoscere il passato ci aiuta a non ripeterne gli stessi errori e a capire che le guerre non sono eventi inevitabili o frutto del destino, ma nascono da scelte umane e da interessi ben precisi. La scuola e la cultura possono insegnarci a riconoscere le cause dei conflitti, a mettere in discussione la propaganda e a rifiutare la violenza come unica risposta possibile. Il treno della pace passa anche da qui: dalla capacità di formare persone consapevoli, libere di pensare e disposte ad ascoltare chi è diverso da loro.

Non so perché Cat Stevens fosse così fiducioso ai suoi tempi, forse proprio perché vi erano i virgulti di una nuova consapevolezza culturale.

E allora Cat invitava a salire su quel treno e a partecipare al viaggio verso un futuro migliore. Il cantante esortava le persone a prepararsi e a portare con sé gli amici più cari, invitando ciascuno a prendere parte a questa esperienza collettiva: il traguardo non era lontano e il sogno stava per trasformarsi in realtà.

I capitreno e i capistazione del mondo saranno i giovani? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

“Peace Train” (traduzione italiana)

“Di recente sono stato contento,/ pensando a tutte le cose belle che sarebbero successe/ ed ero certo/ che qualcosa di buono fosse iniziato// Oh, ultimamente ho sorriso parecchio/ sognando il mondo come se fosse uno/ ed ero certo/ un giorno sarebbe finalmente stato così// Perché oltre la soglia dell’oscurità/ ecco arrivare il treno della pace/ oh, treno della pace, prendi questo paese,/ vieni a portarmi di nuovo a casa.// Oh, ultimamente ho sorriso parecchio/ sognando il mondo come se fosse uno/ ed ero certo/ che qualcosa di buono fosse iniziato// Oh, il treno della pace risuona più forte/ treno della pace scorri senza sforzo/ Dai, treno della pace/ sì, sacro corridore// Tutti salgono sul treno della pace/ vieni treno della pace// Raccogliete i bagagli,/ e portate i vostri migliori amici/ perché si sta avvicinando/ e presto sarà qui con voi// Vieni e unisciti a questa esperienza,/ non è lontana/ e si sta avvicinando/ e presto sarà tutto vero// Di recente ho pianto,/ pensando al mondo così com’è/ perché continuare ad odiare/ perché non possiamo vivere nella beatitudine?// Perché oltre la soglia dell’oscurità/ ecco arrivare il treno della pace/ oh, treno della pace, prendi questo paese,/ vieni a portarmi di nuovo a casa.”

 

Written by Cinzia Milite

 

Un pensiero su ““Peace Train” di Cat Stevens: il treno della pace passa dalla cultura”

  1. Leggendo questa disamina su “Peace Train”, non posso fare a meno di guardare oltre la superficie della melodia per scorgere il destino dell’uomo che l’ha generata. Da appassionato ricercatore di percorsi interiori, sono affascinato dal travaglio spirituale che ha trasformato Cat Stevens in Yusuf Islam.
    Quando nel 1971 scriveva “Peace Train”, l’artista cercava già disperatamente una stazione in cui far sostare la propria anima irrequieta. Il successo planetario, invece di appagarlo, gli provocava un senso di vuoto e alienazione. Ma la vera, drammatica svolta – la sua personale catarsi – avvenne pochi anni dopo, nel 1975, tra le onde gelide di Malibu. Trascinato via dalla corrente e ormai rassegnato alla fine, lanciò un patto disperato verso il cielo: “Dio, se mi salvi, lavorerò per Te”.
    Quell’oceano che minacciava di inghiottirlo lo restituì alla terraferma come un uomo nuovo. Il successivo incontro con il Corano, regalatogli dal fratello, fu la risposta a quel grido d’aiuto. Nel 1977, la nascita di Yusuf fu una rinascita totale: l’abbandono dei riflettori dello show business per abitare il silenzio, la fede e la filantropia.
    Riascoltare oggi questo brano sapendo che quel “treno della pace” avrebbe infine condotto l’autore verso una sponda spirituale così radicale, rende l’opera ancora più potente. Ci dimostra che la pace è un cammino faticoso ed intimo che richiede il coraggio di perdersi per potersi finalmente ritrovare.

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