“Il prezzo del cambiamento” di Bianca Iula: l’emblema del camuffamento

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“Il prezzo del cambiamento. Nera Jones investigazione” un giallo che segna l’esordio dell’autrice Bianca Iula, edito da Mursia editore che offre così al lettore una narrazione attenta che si snoda in una continua sfida paragonabile a una partita a scacchi dove le mosse sono imprevedibili e ben studiate da entrambi gli avversari.

Il prezzo del cambiamento di Bianca Iula
Il prezzo del cambiamento di Bianca Iula

Sento il cicalino suonare. Ho una porta blindata con combinazione, e nessuno entra se non voglio. Apro premendo il pulsante all’interno del primo cassetto della scrivania e, quando la porta si apre silenziosa, entra uno dei miei uomini. Ha il capo piegato verso il basso e non mi guarda in faccia: brutto segno.”

Questo è l’interno segreto dell’ufficio di Nera Jones, un codice segreto da digitare per poter accedere, nessuna targa pubblicitaria, un micro mondo in un macro mondo che è quello investigativo. Una donna consapevole impegnata in ciò in cui crede che scegli con scrupolosa attenzione come muoversi e per chi.

Questa volta il tutto la condurrà alla ricerca di un giovane adolescente scomparso, un padre facoltoso e potente che deciderà di insabbiare il tutto e la protagonista che imperterrita indagherà alla ricerca di una verità che svelerà essere una verità identitaria scomoda, in una contemporaneità che sfida ogni confine, il tutto arricchito da codici da svelare e segreti da scoprire.

Non è il massimo del camuffamento, ma dovrebbe bastare. Non serve eleganza, serve sparire. Ho comprato: zainetto, occhiali scuri, giubbotto, felpa, cappellino, sneakers. La cassiera ha fatto una faccia strana quando le ho chiesto di tagliare le etichette e ha aggiunto: Non potrà cambiarli se non vanno bene.

Camuffarsi è un po’ l’emblema di ciò che la scrittrice Bianca Iula vuole comunicare. Una vita di camuffamenti: sociali – individuali – familiare, tutto ruota intorno a ciò che si è e come invece si è recepiti o ancora come si vuole che si sia.

Un gioco di parole che può servire a risolvere gli enigmi sociali che torturano e ingabbiano vite che non sono quelle di appartenenza, quelle che si vorrebbe vivere, perché si cade nella rete di vivere una vita scelta da terzi, lontana dal pensiero identitario che contraddistingue l’individuo.

In effetti il camuffarsi può simboleggiare l’uso di maschere sociali, proprio per soddisfare quelle aspettative che non sono più soggettive ma in correlazione a quelle del mondo circostante, quasi strategie di sopravvivenza, le stesse strategie necessarie per risolvere le indagini.

I ceceni fanno come viene detto loro e da veri esperti, mollano le armi a distanza, si mettono sulle ginocchia, con le mani dietro la nuca, attendendo di venire ammanettati. In lontananza dei tizi in tuta nera vengono fatti sdraiare e ammanettati anch’essi.”

Il riferimento a sanguinosi conflitti che hanno portato all’annientamento crudele di tante vite è una riflessione determinante che ricorda al lettore quanto ogni forma di sottomissione sociale e individuale sia mossa solo da elementi di falso controllo e potere che non determina certo lo sviluppo armonioso di una società di per sé già ricca d’infinite crepature che vanno rinsaldate e non certo minate.

E così le indagini daranno nuova luce a ciò che volutamente è sato tenuto nell’ombra, in un intreccio di personaggi, tempi e segreti a cui sarà data nuova dignità solo con la forza della verità e del rispetto.

 

Written by Simona Trunzo

 

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