“Paura non abbiamo” di Serena Dandini: le 21 voci femminili dell’Assemblea Costituente
2 giugno 1946, giornata importante per l’Italia chiamata a votare per decidere fra monarchia e Repubblica.

In questo anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario di questa svolta epocale ho avuto modo di apprezzare “Paura non abbiamo” (Einaudi, 2026) di Serena Dandini che mette in evidenza il ruolo delle donne che, per la prima volta, si recavano alle urne e che, con il loro voto, contribuirono a questa svolta che ha cambiato il destino del Paese.
Serena Dandini ci fa conoscere le vite, le passioni, l’impegno e le battaglie sostenute dalle 21 Madri costituenti. Solo 21 donne, su 556 deputati complessivi, hanno partecipato all’Assemblea Costituente, donne straordinarie che troppo spesso sono state ricordate solo con semplici note a piè pagina nei testi scolastici.
21 voci femminili che non hanno avuto remore a farsi ascoltare, donne che provenivano da mondi diversi, che militavano in partiti diversi: cattoliche, comuniste, socialiste, che davanti alla necessità di ricostruire una Nazione devastata dalla guerra e dal fascismo, erano state capaci di fare squadra e di trovare un’alleanza trasversale che aveva come principi i diritti civili e l’uguaglianza di genere.
Troviamo nomi di spicco come Teresa Noce, Nilde Iotti, Maria Federici, ma nel libro trovano spazio anche le storie delle intellettuali, delle staffette partigiane, delle artiste che hanno preparato il terreno prima di quel 2 giugno 1946 che ha cambiato la storia.
Come Adele Bei “… oggi le detenute sono rinchiuse a Rebibbia e nessuna condannata sente più i rintocchi della campana ‒ che batte a tutte l’ore – ma la voce roca e profonda di Gabriella (Ferri) tutta schegge di vetro fa ancora venire i brividi e risuona nella mia testa mentre cerco di immaginare Adele Bei che, nel novembre del 1933, varca il fatidico portone”
Era il portone delle Mantellate, un ex convento di monache, nel cuore di Trastevere, diventato carcere femminile. Adele da anni svolgeva attività antifascista insieme al marito Domenico Ciufoli uno dei fondatori del partito comunista. Erano stati all’estero ma nel ‘33 avevano deciso di rientrare in Italia per partecipare in prima persona alla lotta.
“Paura non abbiamo” è un libro che racconta la determinazione di chi ha dovuto lottare il doppio per potersi sedere al tavolo degli uomini.
È un libro che insegna che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte e che non si devono dare per scontati perché dietro ogni conquista, dall’uguaglianza giuridica, al suffragio universale, alla parità sul lavoro c’è il sangue e il coraggio di donne che non hanno avuto paura a sfidare le convenzioni dell’epoca e proprio il ricordo delle loro battaglie diventa uno strumento che ci permette di difendere il nostro presente.
Queste donne ci insegnano il valore del dialogo e a volte anche del compromesso per un bene superiore: la dignità della donna e il futuro democratico del Paese.
Ma quello che mi ha affascinata è la loro capacità di sconfiggere la paura attraverso la solidarietà e l’azione, forti di quella visione comune che le univa.
Non so se definirlo un saggio o un romanzo, forse un saggio che ci avvince come un romanzo e che ci sprona a non essere solo spettatrici del degrado in cui stiamo scivolando, ma a rimettere in campo quella passione sociale e anche politica che ci ha resi liberi ottanta anni fa.
Written by Beatrice Benet

“Paura non abbiamo” è una frase che non contempla e non comprende il dubbio sulla veridicità di chi la pronuncia ma salta all’esito finale delle azioni compiute “tramite” essa, questo determina un verdetto ancora migliore, ancora più ricco di densità e avvolge, queste voci/donne straordinarie, in abbraccio culturale ancora più sincero.
Oggi diremmo :” Paura abbiamo perchè paura dobbiam avere”.