“Ettore Majorana ‒ Il prezzo del genio” #4: i macabri esperimenti scientifici sugli esseri umani

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“Il 26 marzo 1938, Ettore Majorana scomparse improvvisamente all’età di 32 anni. Fece perdere ogni traccia e non si ebbe più nessuna notizia. Non fu una semplice fuga, ma un gesto radicale denso di significati: l’estremo tentativo di un uomo di preservare la propria integrità di fronte a un destino di distruzione. Forse l’unico modo per rimanere libero.”[1] ‒ dall’introduzione del saggio “Majorana, il prezzo del genio”

Ettore Majorana macabri esperimenti scientifici saggio di Vincenzo Di Michele
Ettore Majorana macabri esperimenti scientifici saggio di Vincenzo Di Michele

“Majorana, il prezzo del genio”, edito a febbraio 2026, si presenta come un saggio biografico nel quale, il giornalista e scrittore Vincenzo Di Michele esplora una delle storie più misteriose ed affascinanti del secolo scorso.

L’autore ‒ conosciuto per numerosi best seller dedicati alla Seconda guerra mondiale fra i quali “Io, prigioniero in Russia”, “Mussolini, finto prigioniero al Gran Sasso”, “L’ultimo segreto di Mussolini”, “Animali in guerra ‒Vittime innocenti” ‒ si cimenta nel ripercorrere la personalità del giovane e promettente fisico siciliano che scomparve nel suo trentaduesimo anno di vita. Il saggio è da considerarsi come un sunto esplicativo degli eventi che portarono all’allontanamento di Ettore Majorana dal mondo della fisica e del delicato periodo storico in cui questi eventi si manifestarono. Infatti, nel corso della lettura, vengono mostrati, con solerzia di fonti, documenti che descrivono la situazione in atto all’epoca senza prendere alcuna posizione su ipotesi di verità sul caso.

Il volume, corredato da foto storiche, è composto da tredici capitoli, ed è diventato oggetto di una speciale rubrica nella quale si è pubblicata a febbraio, in contemporanea con la circolazione del volume, la prima puntata dal titolo “Il talento innato nella scienza”, a marzo la seconda puntata intitolata “L’incontro con gli scienziati tedeschi e la loro importanza nello scacchiere internazionale” ed ad aprire la terza puntata intitolata “Il nazismo al potere e la fuga degli scienziati”.

In ogni puntata si percorrerà, nel dettaglio, il cammino tracciato dall’autore Vincenzo Di Michele proponendo ai lettori un interessante approfondimento tematico. Vi lasciamo alla lettura della quarta puntata intitolata I macabri esperimenti scientifici sugli esseri umani.

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Estratto dal Capitolo #4 ‒ I macabri esperimenti scientifici sugli esseri umani

“Lo scienziato nazista Josef Mengele fu uno dei protagonisti indiscussi dei feroci esperimenti compiuti nel secondo conflitto bellico.

La sua figura assunse una squallida notorietà per la negazione dei principi stessi della medicina e per le sperimentazioni che svolse nel campo di concentramento di Auschwitz.

La sua ossessione era la ricerca costante di nani, giganti e chiunque altro avesse presentato tratti ereditari inusuali, sui quali poteva compiere i suoi crudeli esperimenti.

Era particolarmente affascinato dai gemelli e dalle menomazioni più impensabili. L’unico limite per la sua sperimentazione era l’immaginazione.

I gemelli naturali venivano cuciti l’uno all’altro per creare artificialmente dei siamesi. Da quelli di sesso opposto pretendeva una gravidanza incestuosa.

A volte sperimentava massicce trasfusioni di sangue tra loro o iniettava prodotti chimici che provocavano dolore negli occhi e cecità, nel tentativo di cambiarne il colore e renderli azzurri.

Malattie mortali, come il tifo e la tubercolosi, venivano inoculate in uno solo dei gemelli. Quando uno moriva veniva ucciso anche l’altro e si procedeva all’autopsia per determinare gli effetti della malattia.”[2]

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A.M.: Nella prima puntata della rubrica hai presentato al pubblico la figura di Majorana, nella seconda il suo incontro con gli scienziati tedeschi e nella terza si è tracciata una ipotesi sul ritardo dell’“invenzione” della bomba atomica. In questa quarta puntata, invece, racconti di svariati esperimenti che tali “presunti medici” fecero sugli esseri umani. Quale fu, secondo te, l’esperimento peggiore compiuto durante il Nazismo?

Vincenzo Di Michele: Penso di non poter rispondere a questa domanda ed il motivo è semplice: ci furono così tanti esperimenti macabri che poter inserirli in una classifica è pressoché impossibile. In questo quarto capitolo del libro ho deciso di mettere da parte Ettore Majorana così da illustrare alcune figure della Germania nazista ‒ ma non solo, come si potrà per leggere a breve ‒ che utilizzando il pretesto di esercitare la professione di medico e, quindi, di voler scoprire nuove tecniche per avvantaggiare le conoscenze scientifiche non fecero altro che esercitare la propria crudeltà a discapito di esseri umani, talvolta ignari di tutto e talvolta consapevoli di ciò che stava per accadere loro. In tutta verità non so quale delle due opzioni fosse la migliore perché entrambe si manifestano nella mia mente come tremende.

Partiamo dal più celebre: Josef Mengele, l’Angelo della Morte (in tedesco Todesengel).

Dalle cronache e serie tv degli ultimi decenni siamo abituati ad immaginare il “mostro” come qualcuno che ha avuto dei traumi infantili, degli abusi, tutte le storie dei serial killer americani ci hanno raccontato infanzie terribili in cui la famiglia tiranneggia il malcapitato in qualche modo. Ecco, dimenticatevi questa situazione: Josef Mengele ha avuto una famiglia modello ed una infanzia spensierata. Nacque il 16 marzo 1911 in una famiglia agiata, fu molto amato, ed il suo soprannome da bambino non era quello con cui viene ricordato oggi ma bensì Beppo, come tipico diminutivo bavarese di Josef (Giuseppe). Suonava discretamente il pianoforte, apprezzava Richard Wagner come la maggior parte dei tedeschi, si dilettava nello scrivere qualche operetta teatrale per piccole rappresentazioni locali, ed essendo di famiglia conservatrice cattolica fu anche chierichetto. Da piccolo ebbe rilevanti problemi di salute, ma riuscii a “cavarsela” ogni volta. E forse questo è un dettaglio che si può prendere in considerazione per riuscire ad addentrarci nelle turbe che si manifestarono da adulto. La mia è solo una ipotesi, sia ben chiaro: e se il Mengele bambino dopo aver osservato, nel suo corpo, una tenace resistenza avesse pian piano maturato l’ossessione per la biologia e per la possibile trasformazione e miglioramento dell’essere umano?

Domande senza risposte, ma è pur sempre positivo porsi delle domande per continuare un discorso. Io, come spesso sottolineo nelle interviste, mi occupo di controstoria e mi dedico a quelle storie che sono state ignorate dai più. Ad esempio nel mio saggio “Animali in guerra ‒ Vittime innocenti”[3] ho voluto raccontare una storia scomoda sulle barbare uccisioni nella Iª e IIª guerra mondiale di cani, cavalli, muli, piccioni e di tante altre bestie. Un libro di cui vado molto fiero perché nella vergogna generale si è voluto “dimenticare” ciò che si è fatto per sopravvivenza, penso invece che sia doveroso mostrare la dura realtà della guerra attraverso fonti e testimonianze sincere dei soldati al fronte.

Ed ora torniamo al nostro Beppo, o meglio passiamo all’Angelo della Morte. Nel 1938 in concomitanza con la laurea in Medicina a Francoforte con la tesi intitolata “Indagini su gruppi famigliari e stirpi, in base a anomalie delle labbra, della mandibola e del palato” si iscrisse alle SS. Tutto questo mentre il nostro Ettore Majorana scomparve durante la traversata Napoli-Palermo a marzo del 1938. Mengele fece subito carriera ed ebbe il via libera per poter perpetrare migliaia di torture velate sotto il nome di “esperimenti scientifici”.

Il suo fu proprio un delirio sulla genetica: i gemelli, in primis, furono le vittime predilette perché era sua intenzione riuscire a moltiplicare la “razza” ariana, dunque scoprire il “mistero” che si nasconde dietro la nascita dei gemelli era diventata la sua principale ossessione. Nel libro racconto alcuni degli esperimenti che effettuava sui gemelli, non mi dilungherò dunque qui. Però posso citare un altro suo esperimento: l’eterocromia artificiale che consiste nel cambiare il colore degli occhi; una tecnica chirurgica che oggi è fattibile (cheratopigmentazione) e che viene praticata con il minimo rischio per il paziente (costa dai 6 mila ai 10 mila euro) ma che, all’epoca, causava infezioni e cecità permanente. Ovviamente la differenza sostanziale tra ieri ed oggi non è la riuscita dell’operazione ma la scelta da parte di un essere umano di sottoporsi ad un cambio di colore dell’iride. Nel caso di Mengele non c’è mai stata alcuna scelta, tutti i suoi “pazienti” erano obbligati dalla circostanza della prigionia nel campo di Auschwitz in Polonia.

Vincenzo Di Michele citazioni Josef Mengele
Vincenzo Di Michele citazioni Josef Mengele

In questo quarto capitolo, oltre a Josef Mengele, cito il dottor Otmar von Verschuer, direttore dell’Istituto per la Biologia Ereditaria e l’Igiene Razziale; lo scienziato Sigmund Rascher che per conto della Luftwaffe usò 300 cavie umane per i suoi studi sugli “esperimenti di congelamento” avendo come intento il miglior modo per riscaldare i corpi dei piloti tedeschi in caso di necessità; ed alcuni esperimenti compiuti negli anni Venti dai sovietici con l’intento di creare un essere invincibile con una forza prodigiosa ed un cervello sottosviluppato.

In chiusura vi saluto lasciandovi il nome di un altro scienziato di cui racconto i misfatti nel libro: il biologo russo Il’ja Ivanovič Ivanov divenuto celebre per le sue sperimentazioni di inseminazione artificiale e di ibridazione interspecie.

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Anticipazione: la quinta puntata della speciale rubrica “Ettore Majorana ‒ Il prezzo del genio” avrà come titolo: Le perplessità di Ettore sul partito nazista.

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Info

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Sito Vincenzo Di Michele

Rubrica “Ettore Majorana ‒ Il prezzo del genio”

Guarda l’intervista di Vincenzo Di Michele nel programma “Verità Nascoste”

Intervista a Vincenzo Di Michele su Radio Radicale

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Note

[1] Vincenzo Di Michele, Majorana, il prezzo del genio, Edizioni Vincenzo Di Michele, 2026, pp. 7

[2] Ibidem, pp. 59-60

[3] Vincenzo Di Michele, Animali in guerra ‒ Vittime innocenti, Il Cerchio Iniziative Culturali, 2019

 

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