“Prima di ucciderti” di Gabriele Di Giovanni: la storia è bidella di vita?
“Prima di ucciderti” è l’ultimo thriller di Gabriele Di Giovanni, con l’in-solito commissario Marino protagonista. Mussolini è un cognome che non è affatto un programma.

Leggo, a pagina 60 de “Prima di ucciderti”: “‘Un cognome scomodo’, commentò laconica.” – è la consanguinea della vittima a parlare. Al che il commissario risponde: “Non immaginate quanto…”
Il commissario Marino Mussolini non è, mi pare, e non so se è mai stato, un comunista. E nemmeno mi pare un filo-mussoliniano né un filo-marino, anche se a volte gli può essere capitato di recarsi sulla costiera romagnola. Egli abita a Reggio Emilia, che è una città più vicina a La Spezia (si deve però valicare gli Appennini per arrivarci) di quanto sia a Rimini. Se io fossi stato figlio di un gerarca fascista, anziché di un impiegato delle OMI Reggiane, come mi sentirei? Male, credo. Non per colpa mia, ma per l’odio e il disprezzo che sentirei puntato su di me, quale rappresentante di una famiglia disonorata da un suo rappresentante. Ma, se le sorti di quella seconda guerra planetaria fossero andate diversamente… no… preferisco non pensarci! Intuisco solo che la scelta dell’autore, di cui ignoro le motivazioni, d’evocare il cognome del celebre dittatore sia dispiaciuta a tanta gente. So anche che non è piaciuto a qualcuno il senso del precedente romanzo: Sangue vuol sangue (2022). Capita.
Nel frattempo sto leggendo Alareiks, il Falco di Fuoco, scritto a quattro mani (o a due?, la destra o la sinistra?) da Alessandro Pivetti ed Emiliano Calvo. Le espressioni verbali sono tante, milioni di milioni, e si usano per determinare il senso delle cose. Occorre però esaminare il tutto cum grano salis. La figura di Alarico m’inquieta: egli è un conquistatore imperialista al pari di colui che fondò quell’imperò che egli stava tentando di invadere (nel IV secolo A.D.). Corsi e ricorsi storici, direbbe Giambattista Vico. L’Eterno ritorno dell’uguale, parrebbe a Friedrich Nietzsche.
Marino Mussolini non è affatto un fascista. Resta sempre da chiarire perché, fra tanti nomi e cognomi l’autore abbia scelto quelli: hoc est busillis. Non è un problema cogente, però, per me.
Pagina 67 de “Prima di ucciderti”: “La giornata era luminosa e il profilo del Municipale si stagliava scenografico in fondo alla piazza.” – a Reggio quel teatro, oggi intitolato a Romolo Valli, esibisce una sorta d’immagine del Potere della Cultura. Visto dall’esterno, il limitrofo Teatro Ariosto pare, al confronto, una basilica paleocristiana. Reggio è una città non eccessivamente grande ma, se la si gira un po’, finisce per piacere. Un giorno accompagnai nel suo centro due coniugi (lui romano, lei parigina), gente abituata al meglio in quanto a bellezza. E, miracolosamente (quasi), piacque loro. Specie Piazza San prospero e la Basilica della Ghiara. Pure a Montesquieu, che la visitò nel 1728, non dispiacque.
Gabriele, lo sai, vero, che hai il non facile compito di condurre per mano il lettore lungo le nostre vie cittadine?
Pagina 68: “Il pensiero non aveva abbandonato Mussolini per tutta la sera e la notte, lasciandolo insonne…” – non riuscire a recare un sollievo onirico all’Anima è un patimento che pare interminabile.
Pagina 70: “Un gruppo di giovani…” – la cui azione energetica può ri-creare o ri-distruggere di tutto – “… teneva appoggiato a terra un cartello su cui si poteva leggere: Né mercenari né disertori…” – ed è sempre, chissà per quanto ancora, aperta la questione se gli anziani siano, in genere, più vili o più saggi delle nuove generazioni…
Pagina 71: “… un italiano vero…” – non solo, ma anche: “… un uomo che non ha mai avuto paura di dire la verità…”.
Pagina 72: “… un sommesso borbottio di vario genere…” – d’una modalità quasi tellurica, che finisce per smuovere la terra.
Pagina 75: “… il passato faticava a svanire…” – e, ancora: “La ricerca della giustizia, e la sua famiglia, lo avevano ritenuto ai margini del fascismo e della guerra civile. Ora, in un’Italia instabile, si sentiva quasi un corpo estraneo.” – il lungo riporto serve anche a scagionare, chissà se per sempre, di ogni accusa rivolta al nostro eroe, a parte quella di un lieve qualunquismo.
Pagina 78 de “Prima di ucciderti”: ove si parla di “toppe” e di “cuciture”, le quali “raccontavano” le loro trepide “storie” – e questo “in un’Italia che raccontava se stessa a colpi di ago e di filo…” – al termine di un conflitto così sanguinoso, più che ai vincitori e ai vinti, ha senso rivolgere un amoroso pensiero alle tragiche vittime della follia bellica.
Pagina 113: “… pochi istanti fa, nel carcere di Norimberga…” – beh, la conosco ‘sta malefica storia, che mi narrò un aspro dì l’autrice di “La banalità del male” Hannah Arendt…
Pagina 114: “È stata fatta giustizia. È finita almeno. Speriamo che serva a…” – non me la sento di aggiungere che…
Pagina 118: “‘Non può mancare un Mussolini tra le carte’ sorrise Marino cercando di…” – di farsene, ironicamente, una ragione di quel suo cognome che pare così assurdo, e incontestabile: sarebbe stato più augurale un Felice Vacondio! Ma poi: “Il commissario se ne pentì quasi subito, considerandone…” – che dire?… l’inevitabilità…
Pagina 120: “Chi non combatte per le proprie idee non merita di averne.” – una filosofia non violenta è forse un mito più idiota degli altri?
Pagina 121 de “Prima di ucciderti”: “L’odio rosso e la violenza rivoluzionaria…” – non essendo un problema di colore bensì di umane conseguenze. E ancora: “E finché c’è dialogo non c’è violenza… pensò.” – cogente è saper continuare a pensare.
Pagina 129: Si passa, come di continuo nel romanzo, dal passato in corsivo, in cui “Le accarezzò il viso…” al presente in carattere tondo: “Mussolini azionava nervosamente lo zippo…” – forse intendeva far luce su qualcosa…
Pagina 131: Il “vice” del commissario “… parlava con una certa incertezza vaga…” – non sapendo manco lui quanto dubitava di ignorare o cosa temeva d’aver intuito.
Pagina 132: per cui “Marino era frastornato in quella caotica confusione di ipotesi…”, di natura entropica e, al contempo, tendente forse all’ordine: Assurdo!
Pagina 139: finché, d’un tratto: “Il sole lo colpì come un pugno.” – “Era il momento di fare i conti col suo Passato”.
Pagina 143: Nel frattempo (e Marino Mussolini dovrebbe ora invitare il collega Soneri, accompagnato dal fido suo autore, Valerio Varesi): “Arrivarono i tortelli e il commissario s’interruppe…” – come sorpreso da una salvifica, seppur breve illusione di quiete.

Pagina 145 (lo riporto per eventuali sardi in ascolto): “Reggio è una città dove le strade si conoscono tutte…” – ma soltanto se l’ami – “… e le vite s’incrociano fin troppo spesso.” – per cui poi si può sempre bramare di recarsi a Cabras, dove ci sta forse aspettando il giornalista Gianfranco Atzori.
Pagina 162: in ‘sta trepida paginetta “Mussolini fremeva…” e “Marino fu preda d’una improvvisa frenesia.” – in un altalenante bilzo così frequente in tutto il testo. E questo avviene ancor di più a pagina
Pagina 164 de “Prima di ucciderti”: Ma riuscirà mai a fermarsi?
Io porto il nome di un celebre allenatore che, solo con la mia squadra del cuore, il Milan, riuscì (finora) a vincere uno scudetto. La palla è rotonda, si sa. E se ne frega di nomi e cognomi. Luis del Sol giocò tant’anni nella Juventus di Torino. Luisito Suárez giocò tant’anni nell’Inter di Milano. Luis Suárez gioca tuttora nell’Inter di Miami, in Florida. Tutti e tre con ruoli diversi. Due di loro erano europei, uno è sudamericano. Per cui è bene giocare, giocare, giocare… Il triestino Nereo Rocco soleva scherzare coi suoi giocatori, a cui diceva, fra il serio e il faceto: Colpite, colpite, colpite! E se pigliate la palla, pasiensa! A un telecronista che gli disse, alla fine di un’intervista: Che vinca il migliore!, quell’ironico allenatore così replicò: Speremo de no!
Questa è invero la Storia di noi umani. Che ci piaccia o meno, Essa dev’essere solo deglutita. La Storia, si sa, è Bidella di Vita: garantisce l’Ordine. Qualora esso si disfi, Essa saprà, tragicamente, ricrearLo. Per quanto… lo si saprà, senz’altro, dopo!
Written by Stefano Pioli
Bibliografia
Gabriele di Giovanni, Prima di ucciderti, Andata e Ritorno Edizioni, 2025
