“Il tram di velluto” di Francesco Auteri: realtà e suggestione in un racconto intimo e riflessivo

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“Come vorrei a questo punto descrivere chiaramente, se ne fossi capace, la situazione generale nella quale si inserisce la mia piccola personale storia.”

Francesco Auteri Il tram di velluto
Francesco Auteri Il tram di velluto

Opera che si distingue per la sua prosa poetica e la capacità di fondere realtà e suggestione in un racconto intimo e riflessivo, Il tram di velluto è romanzo che si muove lungo il fragile confine tra memoria individuale e storia collettiva, trasformando il ricordo in materia narrativa autobiografica.

Pubblicato da Tomarchio Editore nel 2025 e realizzato da Francesco Auteri, il testo si configura come un viaggio privato e insieme corale attraverso l’Italia del Novecento segnata dalla guerra, dallo sradicamento e dalla lenta ricostruzione.

Scandito tra passato e presente, dove il filo dei ricordi si intreccia con gli eventi della Seconda guerra mondiale, con le migrazioni interne e la vita quotidiana di famiglie italiane nell’Italia del secolo scorso.

Raccontato con tono personale e riflessivo, Il tram di velluto si sviluppa in ventinove capitoli che coniugano, con finezza narrativa, memoria storica e racconto privato. Per dare vita, in un caleidoscopio di ricordi di un testo davvero attraente, ad aneddoti e rievocazioni, spesso filtrati dallo sguardo nostalgico dell’autore. Che si è affidato alla scrittura per rievocare frammenti di vita vissuta: l’infanzia, la famiglia, i luoghi, gli esodi forzati, offrendo il suo sguardo attraverso le vicende di una famiglia comune. Con episodi e immagini che restituiscono al lettore non solo i fatti, grazie a uno stile narrativo che equilibra intimità e realtà storica, ma soprattutto le atmosfere di un’epoca.

Dove le vicende familiari dell’autore diventano specchio di un’esperienza condivisa da intere generazioni, restituendo dignità narrativa a esistenze comuni spesso escluse dai grandi libri di storia.

“Quando giungemmo a Massa Macinaia era ancora estate e le giornate bellissime inducevano a spensierati giochi all’aperto.”

La storia prende avvio dall’estate del 1942, nel pieno del conflitto mondiale, quando la famiglia dell’autore, originaria della Sicilia, è costretta a spostarsi a causa della guerra.

Il racconto segue i movimenti, le difficoltà e i momenti della loro quotidianità, mentre la famiglia si trasferisce prima in Toscana, a sud della piana di Lucca, e poi in altre regioni, in cerca di una stabilità venuta a mancare in seguito a un periodo segnato dalla violenza e dalla precarietà.

La Sicilia delle origini, la Liguria e la Toscana diventano scenari emotivi prima ancora che geografici, spazi in cui la Storia irrompe con la forza di un destino inevitabile. Descritti con fine sensibilità, diventano parte integrante dell’evoluzione emotiva dei personaggi, che insieme all’atmosfera sono uno dei molti pregi del libro.

Il tram di velluto non è un romanzo autobiografico, ma un atto di memoria che invita il lettore a interrogarsi sul rapporto tra passato e identità, tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere attraverso il raccontare. Non è neppure un saggio storico Il tram di velluto, ma piuttosto un testo realizzato come un flusso di coscienza delicato, dove le emozioni, i sapori, i luoghi e le voci di famiglia sono fili che guidano il lettore attraverso il tempo che fu.

“Nei mesi successivi i viaggi diventarono sempre più sporadici e dopo l’otto settembre del ‘43 la diligenza smise il servizio e anche il Bartolini non si vide più in giro con il suo calesse…”

Il tram evocato dal titolo suggerisce un percorso morbido nella memoria, lento e avvolgente, nonostante il contesto storico spesso aspro e difficile in cui le vicende sono contestualizzate.

Che assume i contorni di una potente metafora intesa come simbolo di passaggio, di attraversamento del tempo, ma anche di una memoria che scorre lentamente, rivestita di un “velluto” fatto di nostalgia.

Lo scopo ultimo che attraversa una narrazione tutt’altro che banale è il desiderio di dare un senso agli accadimenti. Lì, dove l’autore/protagonista si muove tra frammenti di esperienze, riflettendo sull’identità e sul cambiamento in cui i dettagli personali si fondono con i grandi eventi storici, da cui si evince la capacità dell’autore di coniugare dimensione privata e valori universali.

“A Natale siamo a Genova! Ma anche quel successivo Natale non si dimostrò quello buono.”

Il tono adottato dall’autore, intimo e fluido, dà forma a un testo di sicuro pregio; spesso riflessivo, occasionalmente poetico, mira a coinvolgere il lettore non solo come spettatore di fatti del passato, ma come partecipante alle emozioni e ai legami umani che hanno attraversato generazioni.

In questa narrazione nulla è gridato: la voce dell’autore rimane pacata, spesso trattenuta, lasciando che siano i dettagli e le piccole scene a parlare, grazie a uno stile limpido e attento, privo di compiacimenti. Dove la scrittura, a tratti quasi lirica, procede con misura, alternando ricordo e riflessione, per trovare nella semplicità una delle sue maggiori qualità.

Il tram di velluto è una lettura sentimentale come può esserlo un viaggio emotivo attraverso ricordi, luoghi e relazioni familiari, che restituisce al lettore non solo un pezzo di storia italiana, ma anche le pieghe intime della memoria personale di Francesco Auteri.

Un libro che si legge con partecipazione emotiva e che lascia la sensazione di aver attraversato non solo una storia privata, ma un pezzo della memoria collettiva del paese.

Il tram di velluto citazioni Francesco Auteri
Il tram di velluto citazioni Francesco Auteri

“Fin dal momento dello sbarco in Sicilia la strategia degli anglo-americani apparve chiara: creare un nuovo fronte quanto più possibile lontano dalla Germania e rendere così più difficili i rifornimenti e tenere occupate quante più divisioni.”

Il volume contiene anche inserti fotografici d’epoca, che aggiungono spessore visivo alla narrazione e aiutano a collocare i personaggi e i luoghi della storia in una dimensione reale.

L’opera è inoltre arricchita da un’introduzione, curata dalla dottoressa Alessia Mocci, editor di pregio e curatrice di Oubliette Magazine, luogo d’incontro di voci culturali varie e interessanti. La prefazione, invece, affettuosa e mirata e oltremodo esplicativa, è curata dalla nipote dell’autore, Giulia Sattibaldi; la postfazione da Maria Porcellotti.

“Era tornata la pace nel mondo. In quei tempi sentivamo con convinzione il ritorno della pace stabile, non c’era del resto alternativa, e riponevamo la fiducia nel futuro, nonostante fossero molte le incertezze sia sul piano interno, per problemi economici politici e istituzionali…

Per concludere, Il tram di velluto è un libro per chi apprezza la lettura di atmosfera e la scrittura come esplorazione interiore. Non è una storia d’azione, ma un percorso emotivo e simbolico, dove i dettagli quotidiani si caricano di risonanze più ampie. Un’opera che conferma il valore della narrativa contemporanea italiana, capace di sperimentare approcci di scrittura attuali senza perdere di autenticità.

“Ma dopo tanto parlare di cose più grosse di me e soprattutto di me bambino e di tanti fatterelli occorsi a parenti e avi, mi chiedo tardivamente se questo comportamento corrisponda esattamente allo stile e al sentire dei miei predecessori.”

 

Written by Carolina Colombi

 

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