“Lago Santo” di Valerio Varesi: da luogo fisico a luogo dell’anima?
Finalmente ritroviamo il commissario Soneri in Lago Santo, l’ultima fatica letteraria di Valerio Varesi.

Lago Santo si presenta come un semplice giallo, ma assume presto i tratti più profondi del noir.
L’indagine, che nasce dal ritrovamento di un cadavere dal volto sfigurato e non immediatamente riconoscibile, diventa l’occasione per scavare nell’ambiente dell’estrema destra parmense. Nello stesso tempo è anche l’occasione per immergersi nel fascino e nella solitudine del Lago Santo.
Un lago che Varesi descrive come: «un nido di falco contro il cielo abbandonato da pastori e carbonai, a millecinquecento metri d’altezza».
Chi conosce l’Appennino parmense e l’ambiente in cui si trova il lago sa di cosa parla Varesi, perché il lago non è un’invenzione letteraria ma esiste davvero, come esiste il rifugio a cui fa riferimento l’autore.
Il cadavere ritrovato dal volto sfigurato, grazie all’intuito di Soneri viene presto svelato: è di Gianrico Bonaccorsi, ex insegnante di filosofia in pensione, noto esponente dell’ultradestra parmigiana, da poco scomparso. Il corpo viene rinvenuto in una scarpata, poco sotto la sella del Marmagna, il monte che sovrasta il lago.
Ma la ricostruzione dell’accaduto è tutt’altro che scontata: caduta accidentale, suicidio, oppure assassinio?
L’indagine porterà il commissario ad entrare in contatto con diversi esponenti dell’estrema destra, scoprendo un mondo sommerso dove si mischiano, oltre al fanatismo politico, degrado morale e malaffare.
Conosciamo tuttavia l’amore del commissario per la montagna e quindi non ci può stupire il fatto che il rifugio gestito dal mitico Nestore Valgrande divenga un punto di riferimento sia per Soneri che per un’umanità varia ed eventuale, coinvolta nell’indagine a vario titolo.
A condividere i tortelli (ma non solo), preparati dall’ottimo Valgrande, insieme a Soneri troveremo: Gualtieri, ex guardia forestale, ora carabiniere; Zandonai, il giovane appuntato; Zanchetta, un anarchico che ama stare alla larga e infine Greci, un vecchio amico di Valgrande, frequentatore della montagna in tutte le stagioni.

Il rifugio diviene la sede di una nuova comunità il cui collante manifesto è l’indagine, ma il cui vero legame è ben più profondo, direi quasi di natura spirituale. Il rifugio, i boschi circostanti, il silenzio dell’alta quota, l’aria rarefatta e anche la neve, concorrono a costruire un’ambientazione che riflette in larga misura lo stato d’animo dei personaggi.
L’indagine si presenta fin da subito assai complessa e intricata, costringendo il commissario a spostarsi frequentemente tra la città e la montagna. Varesi, non a caso laureato in filosofia, unisce con sapienza gli elementi tipici del noir con profonde riflessioni sulla vita di provincia, sulla forza dell’ideologia e su quella del mito, a cominciare da quello di Italo Balbo.
Il commissario Soneri, come al solito osservatore acuto e disincantato, non incline a semplificare, non fa sconti a nessuno. Questo lo porta facilmente a scontrarsi con il potere costituito, compresa la Magistratura. Collaborano con lui i soliti Musumeci e Juvara, anche loro decisivi per la risoluzione del caso.
È Soneri, tuttavia, a capire che, per venire a capo di questo specifico caso, occorre uscire dai soliti schemi mentali ed entrare in un nuovo e diverso ordine di idee.
Lo stile della scrittura è sobrio, descrittivo, ma capace di trasmettere immagini forti ed evocative. In questo giallo, forse più che nei precedenti, Varesi alterna momenti di riflessione e di contemplazione con il racconto investigativo vero e proprio.

Il Lago Santo si trasforma così da luogo fisico a luogo dell’anima.
Un luogo in cui ritirarsi per ritrovare se stessi e il proprio posto nel mondo.
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Ricordo che martedì 13 gennaio 2026 c.a. presso la Libreria Coop All’Arco di Reggio Emilia, alle ore 18:00, Valerio Varesi presenterà, in dialogo con lo scrivente, Lago Santo.
Siete tutte e tutti invitati a partecipare!
Written by Algo Ferrari
Bibliografia
Valerio Varesi, Lago Santo, Mondadori, 2025

