“Incubo di famiglia” di Mikaela Bley: un thriller dal finale sbrigativo?
Era la morte che aveva formato il suo carattere ed era la morte a mantenerla a galla.

“Incubo di famiglia” di Mikaela Bley è ben congegnato e sa creare la suspense necessaria per essere un buon thriller.
Di contro, quello che non mi è piaciuto, è il finale perché lo trovo mozzo. Affrettato e senza una spiegazione completa che ci faccia chiudere l’ultima pagina con soddisfazione.
La protagonista de “Incubo di famiglia” si chiama Ellen, giornalista di una tv, la troviamo nel pieno delle difficoltà datele da una forte ansia: “… la stanza si era ribaltata. Tutto a un tratto aveva avuto come la sensazione di essere sul soffitto e di osservare se stessa dall’alto”.
Ambientato in Svezia, paese natale della scrittrice, Ellen si vede costretta a tornare nella casa dei genitori, perché possa essere seguita nel suo percorso di cura.
Si trova così a dover ripercorrere le tappe della sua infanzia, quando, la sorella gemella era stata trovata morta per affogamento.
Ellen non ha mai superato la morte della sorellina e, ancora adesso, deve tornare a farci i conti.
Proprio mentre sta tornando verso il castello dove abitava da piccola, si imbatte nella morte di una giovane donna. Pare proprio che, nonostante il paesino tranquillo, qualcuno l’abbia uccisa.
Nessuno della stampa e delle tv mostra attenzione al caso, pertanto Ellen comincia a investigare per capire cosa possa essere accaduto.
“Incubo di famiglia” è suddiviso in giornate, dal diciotto al ventotto di agosto. In questi dieci giorni accadono molte cose.
Nei vari giorni troviamo quelli dedicati a Ellen che già sappiamo chi sia. Gli altri sono suddivisi fra Alexandra e Hanna.
Ben presto i vari segreti del luogo vengono a galla: scopriamo che Alexandra e Hanna, coi rispettivi figli, sono entrambe le mogli di Patrick.
La vittima, Liv, avrebbe dovuto essere la terza moglie. Anche lei incinta.
Ellen viene minacciata da una banda molto violenta formata dai figli delle due donne. Ci sono scene davvero forti, come quando costringono Ellen e un suo amico a fare sesso, sotto la costrizione di una pistola puntata alla testa di una bambina.

I giorni si susseguono e ci troviamo a muoverci fra la sede della polizia, a dir poco per niente collaborativa, fino a quando non viene concessa a Ellen un tramite, Carola, che le passerà molte notizie utili.
Fra l’incubo famigliare di Ellen che torna prepotente, la sua vita sentimentale sballottata fra la passione che nutre per il suo capo alla tv, purtroppo sposato; e un rapporto occasionale che avrà col suo amico d’infanzia Ditrick.
Verso il finale i remi vengono tirati in barca e ci verranno svelati tutti i segreti, quelli odierni e quelli del passato.
Come dicevo all’inizio, si scoprirà cosa è accaduto davvero alla sorella gemella di Ellen, ma avrei gradito qualche parola in più. Nonostante ciò, resta un buon thriller. Amaro, a tratti duro, sincero.
© 2017 Newton Compton editori
ISBN 978-88-227-1141-0
Pag. 380
€ 10,00
Written by Miriam Ballerini
