“La girandola e altri racconti” di Silvio Chiaberto: la complessità del vivere
Sono passati pochi mesi da quando avevo recensito l’elegante volumetto “L’eremita e altri racconti”, scritto nel 2021 dall’avvocato Silvio Chiaberto. Pochi mesi e purtroppo l’autore ci ha lasciati, al termine di una vita in cui tanto ha fatto e tanto ancora avrebbe potuto e voluto fare, perché certi alberi nobili e generosi non smettono mai di dare frutto.

Questi tristi giorni hanno visto anche la chiusura della Galleria d’arte torinese La Conchiglia, di cui sua moglie Diana Casavecchia era l’operosa curatrice; un altro pezzo prezioso della mia città che si perde, perché la galleria era diventata un punto di riferimento per i molti artisti, che intorno a Diana e Silvio si erano riuniti in un cenacolo per condividere l’amore dell’arte e della cultura, con amicizia e stima reciproca.
“La girandola e altri racconti”, edito nel 2023, non è il seguito della raccolta precedente; i brani presentati hanno un respiro diverso, pur essendo ovviamente riconoscibile lo stile, la cultura e l’ironia spesso amara dell’autore. Alcuni passi emozionano e sembrano presagire la morte imminente.
In “Ricordi”, il primo dei racconti presentati, Giorgio, il protagonista, uno scrittore cinquantenne, parlando alla propria nonna le confida: “Sapessi quanto tempo mi rimane…” e si riferisce proprio alla sua vita. All’inizio dello stesso racconto, Chiaberto ci affida la propria ricetta da seguire giorno dopo giorno, ponendosi una domanda e dandosi una risposta:
“Che cosa m’interessa, oggi?”
“Non so, ma posso tutto.”
Ecco, dunque! La fiducia dell’uomo arbitro del proprio destino, che non conosce limiti al proprio desiderio di fare, di essere, di imparare. Un uomo illuminista, che non si adagia e non desidera accumulare ricchezze e goderne, ma vuole andare sempre oltre, avido di conoscenze come un Ulisse moderno. Conoscenze che ci portano al futuro, ma le cui radici sono ancorate nel passato, in quella cultura degli uomini saggi che ci hanno preceduto e che oggi sembra destinata a perdersi, a restare patrimonio di pochi inascoltati studiosi oppure, come nel racconto, di una vecchia nonna.
Eppure ascoltare questi ultimi possessori del sapere umanistico è un piacere sottile e intelligente, ascoltarli e leggerli, come nelle pagine gradevoli alla lettura e dense di valori, di stimoli, di emozioni di Chiaberto.
In quel “posso tutto” è evidente, oltre che la consapevolezza dell’avere le qualità per affrontare ogni sfida, anche quella, ancora più importante, di avere sempre la voglia, l’energia, la determinazione di fare. Non rinviare, non perdere tempo nell’inutilità della propria pigrizia, non proclamare per principio che tutto è inutile, che non vale la pena. Non sprechiamo la nostra vita lasciando con indolenza che ci scivoli addosso, e questo è un messaggio per tutti, per chi davanti a sé ha tanti anni e per chi ne ha molti meno.
I dieci racconti sono divisi in quattro sezioni: “Ricordi”, “Tormento”, “Intermezzo” e “Come?”; sezioni agili di due racconti, con l’eccezione di “Tormento” che ne comprende quattro, e che sembrano volere tracciare il progetto di un’opera più grande e complessa, conclusa prematuramente nella consapevolezza che il tempo a disposizione non permetteva di più.
Il risultato è un’opera leggera come una nuvola eppure densissima, che si può leggere in un paio d’ore e che pure si dovrebbe riaffrontare centinaia di volte, scoprendo sempre mille riferimenti e mille nuovi spunti su cui riflettere.
“La girandola e altri racconti” è davvero un libro che ognuno può gustare trovando la chiave di lettura adatta per sé, basta che in questa società tanto evoluta gli uomini non abbiano perso del tutto la capacità di leggere testi superiori ai 300 caratteri e sappiano fermarsi ogni tanto a meditare sui valori che devono guidare le proprie decisioni.
I temi sono vari e tutti affrontati con sicura ed esperta maestria: tre amici all’avventura tra una gita in montagna e… un topo; l’immigrato italiano che torna in Francia e si trova ad affrontare un passato lontano che non ricorda e probabilmente non ha mai vissuto; l’uomo che cade per fatalità e curiosità nel tunnel della droga; l’assassino che confessa un crimine e non viene creduto; l’amicizia tra un asino e un cavallo; il ragazzo che scopre di avere il dono/la maledizione di possedere poteri magici.
Mi soffermo sul racconto “La girandola”, che dà il titolo alla raccolta e, se nel testo sono riconosciuti come ispiratori scrittori come Gogol (“Il naso”) e Kafka (“La metamorfosi”), a me ha fatto venire in mente il miglior Pirandello.
“Poi, preso da improvvisa allegria si diede un colpetto con l’indice della sinistra sulla guancia, come quando i bambini vogliono avviare una girandola, ma posata sul piano orizzontale, la testa si mosse e fece mezzo giro verso destra.”

Mezzo giro? Questa anomalia provoca sorpresa e smarrimento nel protagonista, Vittorio. L’istinto gli suggerisce di nasconderla e, al tempo stesso, di spiare ‘gli altri’ per scoprire se qualcuno tra loro la condivide. Tra divertimento e paura, perplessità e imbarazzo nel sentirsi diverso e forse osservato con sospetto, la storia avanza verso un finale improvviso, inatteso, eppure convincente.
Spesso, nel suo narrare, Silvio Chiaberto ha toni di vera poesia, come nel finale del breve racconto “In guerra”:
“Un orsacchiotto, dal bel pelo dorato, ballando, caricato a molla, passava sorridendo fra le due trincee, pacificate nella penombra e nel silenzio.”
A ogni virgola, è come se un verso si interrompesse e andasse a capo, e, oltre alle immagini, le parole hanno un ritmo modulato, a metà tra un passo cadenzato e una filastrocca per bambini.
Written by Marco Salvario
Bibliografia
Silvio Chiaberto, La girandola e altri racconti, Edizioni Sabinae, 2023
