Resto al Sud: trampolino di lancio per le attività di ristorazione

Resto al Sud è una misura del governo pensata per lanciare nuove attività nel Mezzogiorno e dare così un impulso all’imprenditoria italiana. L’agevolazione ha riscosso sempre più consensi, tant’è che si sono allargati i confini geografici e i limiti d’età.

Resto al sud
Resto al sud

Inizialmente la misura era pensata esclusivamente per le regioni del Sud, poi è stata estesa alle aree del Centro colpite dal sisma, cioè Lazio, Marche e Umbria, e alle isole marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.

Fino a qualche anno fa potevano accedere all’agevolazione i giovani con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, ma la Legge di Bilancio del 2021 ha allargato l’età massima fino a 55 anni. I fondi disponibili ammontano a circa un miliardo e 250 milioni di euro, senza bandi, scadenze o graduatorie. Le domande, di volta in volta, vengono valutate in ordine cronologico e secondo i criteri della fattibilità.

Il bando Resto al Sud ha avuto un grande riscontro come dimostrano i numeri a 5 anni dalla sua nascita: oltre 14.000 imprese finanziate che hanno creato più di 51.000 posti di lavoro. Le domande presentate a Invitalia sono più di 400.000 e gli investimenti attivati equivalgono a quasi un miliardo di euro per 766 milioni di agevolazioni erogate.

La regione più attiva è la Campania con 7.042 imprese, seguita dalla Sicilia con 2.192 imprese. All’ultimo posto c’è invece la Calabria con 1.960 imprese.

É interessante notare il fatto che le attività di ristorazione sono quelle che stanno ottenendo maggiori finanziamenti con il bando Resto al Sud. Considerando le tantissime attività di ristorazione che ci sono in Italia, potrebbe sembrare un controsenso che molti imprenditori si lancino in un mercato già apparentemente saturo.

A tal proposito vanno però fatte due osservazioni. Innanzitutto va sottolineato il boom turistico che l’Italia sta vivendo dopo la fine della pandemia.

Masse di turisti si stanno riversando nel Belpaese, noto per le bellezze artistiche ma anche per le prelibatezze culinarie.

Il pubblico al quale rivolgere l’offerta diventa così più ampio e le attività di ristorazione hanno così trovato terreno fertile per crescere e prosperare.

Inoltre lo stesso settore della ristorazione ha subito una profonda evoluzione e offre esperienze gastronomiche molto variegate. Si va dalle trattorie che offrono piatti tipici locali, sempre apprezzati dagli amanti della tradizione e del made in Italy, ai ristoranti esotici fino ai ristoranti stellati che propongono cucina gourmet per palati più sopraffini. Anche in questo caso la platea alla quale rivolgersi è molto ampia e variegata e quindi c’è posto per tutti.

Pizzerie, creperie, birrerie, pokerie e spaghetterie: sono davvero tante le idee per chi desidera aprire un’attività nel settore ristorazione, l’importante è che il progetto sia fattibile e accompagnato da un business plan dettagliato.

A tal proposito è consigliabile farsi seguire da esperti del settore, come ContributiPMI, che oltre ad occuparsi dell’iter burocratico possono fornire anche preziosi consigli sulla tipologia di attività da lanciare per aumentare le possibilità di ottenere il finanziamento.

 

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