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“Tondo’s” serie di Mauro Moriconi: l’istante sospeso prima dello scatto diventa arte

Se la Polaroid è, per Mauro Moriconi, “genera mater”, che elargisce, all’occhio, le sue intuizioni, come “composizioni fisiche”, narrazione, scelta e sottile, invero, di molteplici “point of wiews” attuali e impegnati, con la serie “Tondo’s”, l’artista di Lucca racconta inediti incipit “esotici”, laddove Victor Segalen docet…

Mauro Moriconi
Mauro Moriconi

Insignito, da Borges, come uno degli intellettuali più illustri del nostro pianeta, Victor Segalen parla dell’“alter” come di colui, che vive e esplora terre sconosciute ai più, la cui innocenza va “scostumatamente” preservata.

Mauro Moriconi, quindi, preserva le “radici”, che lo legano a quella “mater feconda”, ma, da “altro”, da esule, però, consapevole raccoglie le testimonianze di quelle esperienze “straniere”.

“La fotografia è una breve complicità tra la preveggenza e il caso.” – John Stuart Mill

Accade, quindi, che, fortuito, un pensiero si insinui in Mauro Moriconi: la sua vita inespressa conturba, allora, la personalità dell’artista, come “nottivago presentimento”. In un luogo adombrato, così, suoli non ancora nati, e, medesimamente, futuri o ipotetici appaiono, laddove l’autore li attende, per tradurne i lineamenti.

Ciò non “addiviene”, invero, dentro il congegno, bensì in un diastema intimo, ove l’artista ammannisce le circostanze “ambientali”, affinché accada una “diagenesi”.

Ivi, Mauro Moriconi attende quel “vagito” vergine e, allorché esso appare, non è un baccello, come nella camera, a schiudersi, rilasciando gli umori che ne fermeranno le trame, bensì, l’artista stesso trasla l’idea, dal suo incipit di “eterea venere” a “reale apparenza”, seducendo e domando l’alfabeto liquido, in pochi istanti, poiché muti in verso artistico.

“Che cosa è tutto quanto gli uomini han pensato in millenni, di fronte a un solo istante di amore?”Friedrich Hölderlin

Fare all’amore eternamente, dove l’eternità è un momento fugace, solo apparentemente: Mauro Moriconi abbandona la “memoria” degli uomini, dedicandosi, anima e corpo, all’atto amoroso, che è, in quel “hic et nunc”, concepimento d’autore, con quel “muliebre compagno” ideale.

Si aiuta con il legno del “liuto mai concepito”, poiché esso serba il suono delle carezze del vento e dell’erba, oppure, con ferrei “aghi da ricamo”, poiché, in essi, vi è e la mano dell’“orafo ricamatore” e la sua perizia e la sua ricerca, nonché le possibili “gioie”.

Tondos' di Mauro Moriconi
Tondos’ di Mauro Moriconi

Pago, accende i riflettori e osserva i profili: quel giogo, così breve e intenso, lì, innanzi al ciglio, profuma di “volti” policromi e incerti, che aprono orizzonti e illimiti, dove l’io si rispecchia, perdendosi a ritrovandosi “qui e ovunque”, in una relatività personale, o, parimenti corale.

L’artista crea dei “kosmos”, dove sono indovati morphè, forma sensibile, skhēma, modo in cui una cosa si presenta e èidos, forma intelligibile, come parole, “declinate” a suoni cromatici.

Mauro Moriconi circoscrive, poi, la loro possanza, allignandone la verità su tondi di legno: la tradizione dei celebri “tondo” dei Grandi Maestri, nonché il costume rinascimentale, in uso nelle classi aristocratiche, di donare un tondo, definito desco da parto, al primogenito, ne sottolinea la sceltezza e il valore quasi votivo.

L’autore preserva la rudezza del supporto e le sue caratteristiche “in fieri”, come letto, mentre la resina è setoso e ialino drappo.

La “sinossi” è un numero definito che rappresenta la “non finitezza” di un istante, che si è esaurito, ma solo in apparenza: la sua natura intrinseca lo vede, alfine, cambiare.

 

Written by Maria Marchese

 

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