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“Incendi” di Antonio Pinna: dialogo tra un nonno e un nipote sui disastri ambientali in Sardegna

“Non possiamo soltanto aspettare il prossimo summit internazionale: la terra brucia oggi, ed è oggi che dobbiamo cambiare, a tutti i livelli.” – Papa Francesco, Assisi, 24.09.2022 ai giovani

Incendi. Dialogo tra un nonno e un nipote sui disastri ambientali di Antonio Pinna
Incendi. Dialogo tra un nonno e un nipote sui disastri ambientali di Antonio Pinna

Nel 2021 in Sardegna si verificavano incendi di grossa portata nell’oristanese, in particolare nel Montiferru e nella Planargia. Ricordo ancora l’attenzione mediatica data a questi eventi, ma ricordo soprattutto che in quello che leggevo o seguivo erano alcune in particolar modo le parole poste al centro delle ricostruzioni dei fatti: incuria, mancanza di manutenzione, negligenza.

Infatti, senza voler negare la gravità delle cause scatenanti gli incendi, era evidente che la ripetuta trascuratezza dei boschi aveva costituito un terreno infelicemente fertile per eventi catastrofici.

Questo tema è tornato nel momento in cui Antonio Pinna, ex preside e giornalista, ha condiviso la notizia della pubblicazione del suo saggio Incendi. Dialogo tra un nonno e un nipote sui disastri ambientali.

Il lessico della trascuratezza, infatti, è un primo passo per considerare gli incendi non un caso, non un accidente eccezionale, non una parentesi, ma un fenomeno estremo determinato da scelte che non tengono in conto della storia dei luoghi e della storia tout-court.

Gli incendi, quindi, non si manifestano mai improvvisamente, nonostante le apparenze, ma come conseguenza di prassi infelici perpetrate a lungo.

Tale consapevolezza, una simile chiave di partenza sono il presupposto della nascita di questo volume: chi scrive, infatti, è un nonno che, in virtù della sua esperienza, della sua saggezza, della sua preparazione culturale, sente di avere un messaggio da lasciare alle giovani generazioni. Il messaggio, detto in molta sintesi, può essere che La Storia Siamo Noi, ovvero che siamo a noi contribuire al nostro futuro.

Questo nonno però non si pone su un piedistallo, ma entra in dialogo con suo nipote, costruendo una “corrispondenza di amorosi sensi”.

Formalmente ciò si realizza su carta nello spazio di quindici capitoli ciascuno dei quali ha un titolo e si organizza come una serie di domande (scritte in grassetto) poste dal bambino a cui il nonno risponde. La risposta ad ogni quesito, scritta non in grassetto, costituisce un paragrafo. Questo è utile, a mio avviso, anche per una lettura selettiva pensata per chi magari sul momento volesse scegliersi i punti da approfondire.

I capitoli sono anticipati da un indice e da una premessa dell’autore e seguiti da bibliografia, sitografia e ringraziamenti.

Che il saggio sia inserito in un progetto vero e proprio è ben ribadito nella premessa: “Un libro non nasce a caso. Questo, come gli altri miei, si sviluppa a partire da una vicenda personale per una sensibilità verso fatti ed esperienze che mi hanno stimolato a conoscere e a comprenderne il senso”.

Personalissima è la scelta di redigere lo scritto in una forma dialogata nella struttura (domanda e risposte) ed epistolare nella suggestione. Infatti l’autore immagina di conversare con suo nipote che però vive in Toscana.

Ciò favorisce la nascita di un dibattito in cui tutti i partecipanti hanno importanza e responsabilità, anche i più giovani, spesso tacciati ingiustamente di indifferenza: “Ho voluto dare a questo piccolo libro la forma di un dialogo con il mio nipote undicenne e in generale con un ragazzino che, superando il ripiegamento su sé stesso, osserva ed esplora, legge e si pone domande su questi temi”.

Sembra di sentirlo questo ragazzino che incalza il suo parente con domande relative a incendi che nel 2021 come in altri anni hanno funestato la Sardegna; e sembra sentirlo questo signore che, ora con uno stile più narrativo, ora con uno stile più divulgativo, ora in modo diretto ora in modo digressivo (nel senso erodoteo del termine) racconta gli eventi di cui è stato testimone in vari momenti della sua vita, a dimostrare l’infausta ciclicità di certi avvenimenti se non vengono monitorati dall’uomo.

Con un velo di ironia, si capisce che il nipotino preferisce lo stile narrativo e non quello troppo nozionistico: “Nonno ora cominci ad usare parole complicate”; “Nonno, però ora basta numeri, voglio una storia”; parimenti il nonno cerca di adeguarsi, con tanta tenerezza, pur avendo a cuore il desiderio di precisione e fondatezza. In molti casi, infatti, il nonno cita parole o libri degli esperti a sostegno delle sue asserzioni e la bibliografia finale è un normale corollario dell’impianto argomentativo.

Da curioso qual è il bambino sa fare domande intelligenti: “Il fuoco è anche un nemico da combattere?”.

Antonio Pinna - Photo by Angelo Capone
Antonio Pinna – Photo by Angelo Capone

Simpatica anche la dialettica fra il bambino che vorrebbe subito le risposte e il nonno che ha bisogno di tempo per argomentare, sul perché ad esempio incendi e riscaldamento globale siano collegati: “Attento, ora la faccio un po’ più lunga”. L’innalzamento progressivo e costante delle temperature rende il terreno arido e se è arido basta poco, una cicca di sigarette buttata (magari volontariamente da parte di criminali!), perché un incendio nasca e si diffonda. Senza voler quindi negare la colpa dei cosiddetti “piromani” (termine forse non proprio esatto), esiste un legame non virtuoso fra riscaldamento e incendi.

L’aridità dei territori si può declinare come abbandono delle attività di allevamento, di agricoltura, ovvero di quelle attività umane che implicano una cura dei luoghi naturali; si può declinare anche come deforestazione; gli alberi invece, come precisa bene Pinna in un capitolo, sono “il nostro respiro”.

La trattazione, infine, non vuole essere solo un’analisi dello stato dell’arte, ma anche un prontuario a cui attingere per contribuire a salvaguardare, per quanto possibile, il nostro Pianeta; del resto in questo viviamo e solo se Lui è in salute possiamo esserlo noi, che ne siamo gli abitanti.

Altro punto di forza del lavoro è quello di avere una visione globale, ovvero di non soffermarsi solo sui casi della Sardegna, ma anche su quelli contestuali avvenuti in altre parti d’Italia, d’Europa, del Mondo.

Buona lettura, buona tutela, ad maiora semper!

 

Written by Filomena Gagliardi

 

Bibliografia

Antonio Pinna, Incendi. Dialogo tra un nonno e un nipote sui disastri ambientali, Iskra, Oristano 2022, centoquindici pagine, 12 euro

 

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