“Istória antigória de Sardigna e su contadu de s’Eneide” di Cristoforo Puddu: le radici di una nobile antica grandezza

Qualche mese fa leggevo e recensivo L’alba e il silenzio. Poesie di Cristoforo Puddu, giornalista pubblicista e scrittore in italiano e sardo, nato a Illorai (SS) nel 1956.

Istória antigória de Sardigna di Cristoforo Puddu
Istória antigória de Sardigna di Cristoforo Puddu

Autore di molti libri e numerosi articoli, sia on line che sul Messaggero Sardo, ha pubblicato recentemente Istória antigória de Sardigna e su contadu de s’Eneide, andato in stampa a marzo di quest’anno, per la Soter editrice di Villanova Monteleone (SS). Si tratta del 48° volumetto della “Piccola collana di memorie”, fondata da Salvatore Tola, con tiratura limitata di 120 copie.

“La storia antica di Sardegna e il racconto dell’Eneide” guarda, brevemente, in prosa e in versi, al passato delle genti sarde e propone, sotto forma di breve racconto, i fatti narrati nell’Eneide.

È un testo interamente scritto in sardo, nessun termine è stato tradotto e anche il breve indice di personaggi e luoghi fornisce informazioni in sardo, mentre alle pagine 71-74 il Glossàriu presenta la traduzione in italiano. Sono, dunque, mie le traduzioni di alcuni passi che qui verranno citati e fin d’ora mi scuso con l’autore se in qualche caso i termini scelti fossero difformi dal suo intendimento.

Il testo, come apprendiamo dal ringraziamento dell’autore, si è giovato anche delle osservazioni del grammatico Mario Puddu, autore del Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda, ed. Condaghes.

L’intento dell’autore si rende chiaro da subito nell’introduzione presente sul risvolto di copertina, dove afferma che s “‘Istória antigória de Sardigna e su contadu de s’Eneide’ ammentat in versos su caminu de sa Sardigna, cultura antiga e tziviltade identitaria, e in prosa contat s’Eneide (…) In su contu de s’Eneide nos devet reguardare su chi podet èssere de importu oe, mescamente s’insinzamentu de umanidade chi su poeta at rapresentadu iscrindhe de sas fitianas tribbulias de s’ànimu. Su poema est dominadu dae s’eternu sentidu de amore e de òdiu; da sinnos de bene e de male; da passiones poderosas e da s’irballu orrorosu de sa gherra. Sa gherra: esperientzia iscassiada e dolorosa, fintzas in dies de oe.”

“‘La storia antica di Sardegna e il racconto dell’Eneide’ ricorda in versi il cammino della Sardegna, cultura antica e civiltà identitaria, e in prosa racconta l’Eneide (…) Nel racconto dell’Eneide ci deve riguardare ciò che può essere importante oggi, soprattutto la lezione di umanità che il poeta ha rappresentato scrivendo dei perenni tormenti dell’animo. Il poema è dominato dall’eterno sentimento di amore e odio; da segnali di bene e di male; da passioni forti e dall’orrendo sbaglio della guerra. La guerra: esperienza folle  e dolorosa, anche ai nostri giorni.”

Forse per alcuni sarà importante indagare e sottolineare “in quale sardo” Cristoforo Puddu abbia scritto questa sua nuova opera, in quel crogiuolo mai spento di fazioni linguistiche, spesso divisive e che, a oggi, non è riuscito a fare fronte comune nel pur comune tentativo di salvaguardare la lingua sarda.

A noi basti osservare che Puddu, scrittore logudorese, è autore consapevole ed esperto dei percorsi lunghi e tortuosi e degli esiti diversi cui è finora giunto il dibattito per la ricerca di uno standard comune per la scrittura del sardo, pur nel rispetto delle varietà locali che devono persistere nel parlato. Infatti la sua scrittura del sardo che fonde la conoscenza attiva del Logudorese, con lessico Goceanino riccamente attestato, unitamente a termini afferenti alla variante Campidanese, si presente coerentemente utilizzata nei suoi testi.

Dunque, per una precisa scelta, tengo fuori dall’orizzonte della presente lettura l’aspetto prettamente linguistico, per esprimere all’autore il mio ringraziamento per avere detto ai Sardi e in sardo cheSos pòpulos, su prus de sas bortas e chentza unu seguru fundhamentu istòricu, ant impreadu e chircadu s’idea de mitu pro esartare una identidade e dàere importànzia culturale in sas orìzines. Custu podet èssere fintzas pro sa Sardigna (…) S’istoriografia at negadu a sa Sardigna meda de sa connoschéntzia archeologica e de s’istória.”

“I popoli, la maggior parte delle volte e senza un fondamento storico certo, hanno usato e cercato l’idea di mito per esaltare un’identità e dare importanza culturale nelle origini. Questo può essere anche per la Sardegna (…) La storiografia ha negato alla Sardegna molta della conoscenza archeologica e della storia.”

Cristoforo Puddu
Cristoforo Puddu

Dunque se le tracce del passato, da letture sempre più attente, paiono confermare ogni giorno di più, che la civiltà sarda ha avuto un ruolo nel Mediterraneo, perché non guardare a come quella grandezza romana s’è formata e per quali motivi?

“Tandho proamus a cumprèndhere e connòschere su mitu erèntzia de sa zente romana.

“Allora proviamo a capire e conoscere il mito della stirpe della gente romana.”

“Su pessamentu andat a sos disterrados e disisperados, a sas mizas de òmines e féminas chi ant surcadu e surcant su Mediterràneu pro fuire a famine e gherras.”

“Il pensiero va ai profughi e disperati, alle migliaia di uomini e donne che hanno solcato e solcano il Mediterraneo per fuggire a fame e guerre.”

Come Enea col figlioletto Ascanio-Iulo e il vecchio padre Anchise e quanti sulle barche salparono da Ilio in fiamme, lasciando indietro tanti che non ce la fecero, come la povera Creusa.

Il mondo in fondo non è mai cambiato, ci dice Cristoforo Puddu, perché il cuore dell’uomo è sempre lo stesso. Nulla di più attuale, dunque, alla luce di quanto sta avvenendo in questi mesi, con l’acuirsi e il dilagare di un conflitto bellico “epocale” che riporta le lotte di civiltà, la brama di potere e di terre, la fuga di popolazione, variegata, dall’orrore della distruzione di case e persone; il miraggio di una nuova vita, dove rifondare sé e la propria identità, senza perdere, ma trovando altro in cui e con cui fondersi.

L’accoglienza e l’ostilità.

Tutto ha raccontato Virgilio nell’Eneide e tutto questo stiamo rivivendo in tante parti della Terra e oggi, ancor più vicino a noi, in Europa.

 

Altri libri dell’Autore:

2002 Pregadorias (Editziones Iscuvudè) silloge poetica in sardo e italiano
2004 De Amores (Domus de Janas editore) raccolta di poesie in lingua sarda, nella variante logudorese
2011 Sai Light in Australia (La Luce di Sai in Australia): narrazione biografica
2013 La casa del poeta (Edizioni Nuova Tipografia Popolare di Pavia), poesie in italiano
Nella “Piccola collana di memorie” della Soter Editrice di Villanova Monteleone (Sassari), ideata da Salvatore Tola: 2014, Oltre. Poesie (20 liriche in italiano in ricordo del padre); 2020, Poesie del distanziamento. Poesie d’amore (22 liriche amorose); 2020, Ora, all’imbrunire. Poesie.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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