“Guns. Contro le armi” di Stephen King: i mostri sono reali, ed anche i fantasmi lo sono

Guns. Contro le armi” è uscito per la prima volta nel 2012 in seguito all’ennesima strage causata da un ragazzo. Un altro dei famosi spree killer, cioè persone, spesso giovanissime, che imbracciano un’arma e compiono una strage in scuole, centri commerciali, ecc.

Guns. Contro le armi di Stephen King
Guns. Contro le armi di Stephen King

La fine, solitamente, si compie con la morte suicida o per mezzo della polizia, del colpevole.

Il 14 dicembre 2012 un ragazzo di vent’anni uccide 27 persone, tra cui 20 bambini fra i 6 e i 7 anni.

Ecco che King, conosciuto da noi tutti come uno scrittore horror, sente il bisogno di buttare giù questo libretto.

La domanda che più gli preme fare è: “Quanti ancora devono morire, prima che si possa abbandonare questi giocattoli pericolosi?”

Noi europei ci siamo fatti l’idea di un’America amante delle armi, perlomeno questa è l’immagine che la maggior parte di noi ha di questa nazione.

King ci dimostra, tramite ricerche sui gusti letterari, sui film di successo più visti, ecc. che in realtà gli americani vedono e leggono cose che non contengono sparatorie.

Preferiscono i cartoni animati a scene di violenza!

Il problema, sempre secondo King, è che non ci sia nessun controllo sulle armi. Chiunque può comprarle e detenerle senza eccessivi controlli.

Vediamo qualche dato (ovviamente riferiti alla prima stesura del saggio 2012):

  • ogni giorno 8 fra bambini e ragazzi vengono colpiti per sbaglio dalle armi da fuoco in famiglia;
  • Ogni sedici ore 1 donna viene uccisa con un colpo d’arma da fuoco dal suo compagno attuale o da uno precedente;
  • Si stima che la violenza armata costi ogni anno 229 miliardi all’economia americana;
  • Avere un’arma in casa aumenta il rischio di suicidio del 300%;
  • Nelle sparatorie in cui sono coinvolte armi d’assalto o ad alta capacità di fuoco, viene colpito il 155% di persone in più;
  • Il 97% degli americani vuole un controllo dei precedenti più approfondito;
  • Gli americani si uccidono con le armi da fuoco 25 volte in più degli altri stati ricchi.
Stephen King
Stephen King

King scrisse, quando era al liceo, il romanzo “Ossessione” che trattava proprio del problema di un ragazzo che imbraccia un’arma intenzionato a compiere una strage nella sua scuola.

Erano altri anni, dove alcune vicende non erano ancora successe, addirittura nemmeno pensate!

Negli anni, ad alcuni ragazzi responsabili di eventi simili, venne trovato in loro possesso, il romanzo di King.

Ecco perché King tolse dal mercato il suo libro, non perché si sentisse in qualche modo responsabile della loro follia, ma perché ha compreso che, nel suo protagonista, ritrovavano un compagno di sventure.

Perciò “Charlie doveva sparire. Era pericoloso. E per più di un motivo”.

Ritroviamo in questo breve saggio l’uomo Stephen King, con le sue paure, le sue emozioni da persona comune: la rabbia, lo smarrimento, i suoi suggerimenti.

Purtroppo, come sempre, al momento delle tragedie tutti si scandalizzano, ne parlano, se ne fanno questioni; ma poi la vita riprende il suo corso, c’è posto per la notizia di cronaca successiva e, tutte le soluzioni, se ne vanno a farsi benedire.

Ogni voce, comunque, serve, soprattutto se autorevole come quella di uno scrittore conosciuto a livello mondiale.

 

© 2020 Marotta & Cafiero editori

ISBN 9788831379038

Pag. 107

€ 15,00

 

Written by Miriam Ballerini

 

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