Scommesse, letteratura e filosofia: da Pascal, Dostoevskij a Deleuze passando per Nietzsche

La scommessa è molto più che semplice attività ludica e rappresenta un termine che abbraccia ad ampio raggio ogni tipo di gioco, affronto, gara e sperimentazione persino teologica.

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Dall’ontologia all’ermeneutica fino ai limiti del linguaggio poetico e della metasemantica, dalle scommesse sportive al mondo dei casino, passando per le scommesse fatte dagli uomini contro gli Dèi dell’antichità fino a quelle che gli stessi Dèi facevano fra di loro.

In chiave filosofica e letteraria, la scommessa è sempre stata al centro delle dispute scientifiche, per esempio, nell’antica Grecia fra il 310 e 230 a.C. Aristarco di Samo scommetteva con forza sul sistema eliocentrico e aveva calcolato già le distanze di Terra, Luna e Sole con una certa precisione.

Bisognerà attendere ancora 1800 anni per avere conferma che è la Terra a girare intorno al Sole e anche Copernico ebbe i suoi grattacapi.

Blaise Pascal: la scommessa su Dio

La scommessa si trova sempre al limite fra Filosofia e Letteratura, il filosofo Pascal azzardò addirittura a scommettere sull’esistenza di Dio. Nel testo omonimo, il filosofo teorizza che un’esistenza vissuta come se Dio esistesse, significa aver vissuto seguendo principi etici e morali.

Se Dio esiste, la scommessa è vinta e dunque il premio è il Paradiso, se Dio non esiste, si sarà vissuti una vita degna e ligia ai principi migliori che caratterizzano l’essere umano.

Fëdor Dostoevskij e la scommessa nella sua esistenza

Nel caso di Dostoevskij il baricentro dell’analisi si sposta fino alla sua intera esistenza, fatta di continue scommesse e gioco d’azzardo.

Lo scrittore raggiunge l’apice quando accetta di scrivere “Il Giocatore” in pochissimi giorni per scommessa con il suo editore, il premio (contratto e denaro ricavato) gli serviva proprio per estinguere i debiti di gioco accumulati.

Scommessa vinta, ma non senza conseguenze.

Friedrich Nietzsche e la scommessa sulla distruzione della Metafisica

Friedrich Nietzsche
Friedrich Nietzsche

Questo filosofo è sicuramente fra i più famosi, proprio perché fa ampio uso dell’aforisma e la sua filosofia diviene pura letteratura, capace di coinvolgere il lettore, farlo riflettere e condurlo come un “funambolo” nei sentieri più contorti del pensiero.

La sua scommessa più grande è stata quella di distruggere 2000 anni di metafisica e uccidere Dio, per questo Nietzsche ha segnato profondamente il pensiero contemporaneo e la maggior parte dei grandi filosofi, scrittori e poeti degli ultimi 120 anni si è ispirata a lui. Certamente per provare a farlo ha dovuto fare i conti con la metafisica senza discostarsi però da essa.

Gilles Deleuze: per giocare bene

Nella sua interpretazione Nietzsche e la filosofia, Deleuze analizza tutto il pensiero nietzschiano senza risparmiarsi sulla scommesse e sulla metafora del gioco dei dadi, fino a scendere nei dettagli dei Frammenti Postumi 1884 – 1885 dove il filosofo col martello dichiara: “per giocare bene è necessaria la certezza che l’universo non ha scopo, che non ci sono fini in cui sperare, né cause da conoscere” (“Deleuze, Nietzsche e la Filosofia”, Einaudi, pag. 42, Il colpo di Dadi)

La scommessa oggi in letteratura

Attualmente sono tantissimi i testi che trattano la scommessa come metodo di gioco o come combine che avvengono nel mondo sportivo.

Come esempi letterari si segnala “Il Giocatore” (Ogni scommessa è debito) di Marco Baldini per Dalai Editore, e “Mannaggia Sant’Antover” di Luca Mirra per Ad est dell’Equatore (Napoli).

 

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