“Le spose della Luna” di Emma Fenu: le donne sono rocce con sangue

Nel mondo ci sono confini che non è bene varcare per i mortali. Credetemi, io lo so bene perché per essere una devo essere trina e per svolgere il mio compito devo essere nascita, vita e morte.

Le spose della Luna
Le spose della Luna

Ogni donna, me compresa, scopre, al momento della propria nascita, quale è il suo millenario compito: essere figlia, essere madre, essere colei che sorveglia i trapassi.

Sono stata tante cose, un titano, una dea, una strega e guardiana di cani.

Ho sorvegliato ogni parto, vegliato su ogni plenilunio e intriso di sangue tutte le mie dita per proteggere i miei figli fino al giorno del loro trapasso. Ho insegnato a molte delle mie figlie le antiche arti delle erbe, dei rituali che sovraintendono alla vita quotidiana, ho insegnato loro come chiamarmi.

Alcune di esse sono diventate dee, alcune streghe, tutte sono entrambe. Non è facile per chi è di nascita comune comprendere quella che è stata ed è la natura divina delle cose. Alcune, perché la maggior parte sono donne, hanno compreso il loro posto.

Potete chiamarmi dea, strega o semplicemente Luna ma è della storia di una delle mie figlie che sono qui a parlare.

Tanto tempo fa, nel vostro tempo, agli inizi del ‘900 ci fu una delle mie anime spose, una ragazza dall’animo intrepido e dal coraggio feroce, non era quella che voi vi aspettereste e non era come l’hanno dipinta alla sua epoca.

Sapete essere più crudeli degli dei e nemmeno ve ne rendete conto, ho pietà di voi.

Il nome del mio tesoro era Paska Devaddis e per poter narrare e tramandare la sua voce, ho dato il mio alito di strega ad una mia figlia madre e figlia di storie antiche, di faide cruente e di amori feroci.

Costei, Emma Fenu, ha interpretato la vera storia della Devaddis nella maniera che a me fosse congeniale: al confine tra quello che è stato e quello che è apparso, tra il confine dei vivi e quello delle ancestrali voci dei morti.

Persino in questa storia non ho avuto un solo ruolo, sono stata buona ma sono anche stata crudele e, soprattutto, sono stata dea.

La storia della narrazione parla della vita di Franzisca, accusata di aver ucciso un uomo, di averlo fatto in malafede e per risposta ad un’antica faida tra le genti del suo paese.

Terra aspra, come le montagne della Turchia e come le asperità della Grecia che ricordo.

Le donne sono rocce con sangue che diventa filtro divino e può uccidere il titano più potente.

Donne che sanno come essere parte della propria terra, radici nella roccia e potenti difensori contro le tempeste più oscure.

Franzisca fu accusata in mala fede, per una antica questione, per un cuore spezzato e per uso crudele delle arti che io stesso ho tramandato a coloro che possiedono il dono. Come vi ho anticipato: sono tutte mie figlie, loro sono tutte me.

Per sfuggire alla vendetta della famiglia dell’uomo la ragazza scelse di vivere tra le montagne, come uno spirito e come un’Artemide.

Anima innocente quella di Franzisca che ha sempre vissuto sui miei cancelli tra i mondi senza saperlo e semplicemente ho deciso di tenerla con me.

Questa è la storia e me ne prendo ogni responsabilità.

Emma Fenu
Emma Fenu

Non posso che encomiare la Donna che ha ascoltato la voce di Paska, quella di Franzisca, che è stata la mia e ha deciso di fare da aedo a questa storia che si fonde con la leggenda del mondo degli spiriti.

La sua opera prende il nome di Spose della Luna, i miei tesori e le mie regine.

Quello che è accaduto è frutto del mondo degli uomini e tra gli dei siete il nostro orgoglio e il nostro rimpianto più fervido.

Ecate è il mio nome, quello delle mie figlie ora lo conoscete.

 

Emma Fenu si occupa da anni di Storia delle Donne, di Letteratura e di Iconografia di genere; recensisce libri e intervista scrittori per vari siti web; ha fondato e presiede un sito, “Cultura al femminile”, con rispettivo gruppo facebook, “Letteratura al Femminile”; tiene corsi di scrittura creativa e insegna lingua Italiana agli stranieri.

Il volume “Le spose della Luna” è edito da Officina Milena nel 2020.

 

Written by Altea Gardini

 

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