“Ultimatum alla Terra” di Robert Wise: oltre la fantascienza, un film che rispecchia le attuali condizioni del nostro pianeta

“Klaatu Barada Nikto”

Ultimatum alla Terra di Robert Wise
Ultimatum alla Terra di Robert Wise

È la celebre frase pronunciata dal protagonista del film Ultimatum alla Terra, e diventata da subito un mantra per i cultori di pellicole di fantascienza.

Film senza dubbio datato, Ultimatum alla terra del regista Robert Wise è liberamente tratto dal racconto Addio al padrone (Farewell to the Master) di Harry Bates.

Realizzato nel 1951, Ultimatum alla terra è pellicola dai contenuti che anticipano le attuali problematiche del pianeta terra. Quasi un’intuizione del declino verso cui, a grandi passi, si sta incamminando il nostro mondo. Nella sua versione originale, quella del 1951 appunto, Ultimatum alla terra è pellicola da ascrivere al genere fantascientifico. Anche se da questo se ne discosta per alcuni messaggi, semplici e profondi al contempo, purtroppo tuttora inascoltati.

La trama del film non è complessa, semmai piuttosto lineare, ma con quel pizzico di fantasia che la rende accattivante e fruibile da spettatori di ogni età.

Un disco volante, definito dagli abitanti di Washington ‘nave astrale’, approda in città. Naturalmente l’evento suscita curiosità, stupore e soprattutto timore.

Un timore che si insinua nei cittadini di Washington, rendendoli impauriti e pronti a rispondere con impeto all’arrivo dell’astronave e dei suoi passeggeri. Che si personificano in Klatu (Michael Rennie), protagonista della narrazione filmica, e nel suo fedele compagno, il robot Gorth.

Nonostante l’apprensione per un evento del tutto nuovo e sconosciuto, il quale suscita molti interrogativi, gli abitanti si precipitano lì, dove la ‘nave astrale’ è parcheggiata. E, sono legittimamente preoccupati quando dall’astronave scende un ‘passeggero’ che nell’immaginario comune è visto come un alieno da cui difendersi.

Le conseguenze di questa venuta richiedono ovviamente l’intervento delle forze armate che, a bordo di carri armati e fucili alla mano, sono pronti a far fuoco sui visitatori del pianeta, considerati una probabile minaccia alla stabilità non solo americana bensì mondiale.

Però loro, gli abitanti della ‘nave astrale’, sono venuti con scopi tutt’altro che bellici. Semmai per far pervenire un messaggio ben preciso da consegnare ai vari rappresentanti della terra. Questo però i militari non lo sanno, e non danno la possibilità a Klatu di spiegarlo.

Ad un gesto innocuo, un fraintendimento che fa pensare all’uso di un’arma, un militare spara su Klatu. Colpito, si accascia a terra, e soccorso viene ricoverato in ospedale.  Qui, l’alieno dalle sembianze umane è sottoposto a vigilanza e interrogato.

Adesso sono le autorità ad occuparsi dello strano episodio e, in fibrillazione per ciò che potrebbe accadere al pianeta terra, si mobilitano vedendo nella figura di Klatu un rischio per l’intera umanità.

Ma, i rappresentanti delle autorità non soltanto si sentono minacciati dai cosiddetti alieni; perché il loro scopo è anche quello di carpire informazioni dettagliate e secretate, patrimonio di una civiltà più evoluta di quella terrestre.

Ultimatum alla Terra di Robert Wise
Ultimatum alla Terra di Robert Wise

Nonostante chieda di comunicare con i tutti i Capi di stato del pianeta, a Klatu viene negata la possibilità di relazionarsi con essi, impedendogli perciò di esporre un messaggio rivolto a tutti gli abitanti della terra.

Ma, quale è il messaggio che tanto sta a cuore a Klatu? Su quali temi avrebbe intenzione di confrontarsi? Mettere in guardia le autorità dai pericoli in cui il pianeta incorre, continuando a fare un uso improprio dei beni preziosi offerti loro dalla terra, senza pretendere nulla in cambio.

Ma soprattutto, ammonire i terrestri affinché non intervengano a livello spaziale per non danneggiare il benessere di altre civiltà, costruite faticosamente dopo aver superato periodi oscuri, animati dalla violenza, al fine di distruggerne il percorso evolutivo. Se mai questo dovesse accadere, avrà modo di ribadire Klatu, gli alieni avrebbero distrutto la terra.

Ma, per tornare alla narrazione filmica, peraltro gradevole e con aspetti fantascientifici importanti e specchio dell’attualità, dopo il suo ricovero Klatu elude la sorveglianza e fugge dall’ospedale. Assume una nuova identità, quella di Mister Carpenter, il quale prende in affitto una stanza presso l’abitazione di una signora già attempata. È questa l’occasione per inserirsi in mezzo a gente comune e cercare di conoscere da vicino gli umani, al fine di avere il polso della situazione sul pianeta terra.

A tale gesto ne consegue un rapporto schietto e limpido, che Carpenter stabilisce con Bobby, giovanissimo abitante della casa, con cui vive momenti davvero preziosi. Dalla visione di un film a discussioni inerenti tematiche di ordine scientifico.

Insieme, i due raggiungono l’abitazione di uno scienziato, fra i più eccellenti del pianeta, e nonostante l’assenza di quest’ultimo, Carpenter interviene sulla sua lavagna, zeppa di calcoli matematici irrisolti, per definire una problematica concettuale di non facile soluzione. Successivamente Carpenter, ancora in compagnia del ragazzo, è a colloquio con lo scienziato, che li accoglie con calore e curiosità, anche perché l’alieno ha risolto una questione matematica di fondamentale importanza.

Carpenter detiene una conoscenza superiore, quella posseduta soltanto da una civiltà più evoluta di quella terrestre. Quindi, solo il mondo scientifico sembra in grado di superare le barriere che dividono il genere umano dall’alieno, costretto ad accontentarsi della ‘comunità scientifica’ che gli presta l’attenzione che merita.

In seguito è lo scienziato a farsi tramite affinché Carpenter, portavoce di una Confederazione dei pianeti, si relazioni con gli uomini che detengono il potere. E, ancora una volta chiede una Conferenza mondiale con i capi di Stato al fine di portare il messaggio che lo ha spinto a raggiungere il pianeta terra.

Ovvero, della potenza distruttiva che potrebbero mettere in atto gli alieni, se i terrestri non accogliessero le istanze del rappresentante della Confederazione dei pianeti.  Una potenza dura e aggressiva, per fermare la minaccia costituita dal comportamento dell’uomo. Che, in possesso della scoperta delle forme primordiali di energia atomica, e dei primi lanci spaziali, potrebbe alterare l’equilibrio stabilito da moltissimi anni dalla Confederazione dei pianeti di cui Klatu è portavoce.

“Voi, uomini della terra, non avete raggiunto, e forse non lo raggiungerete mai uno stadio di sviluppo tale da bloccare ogni forma di violenza e sopraffazione, di prevaricazione dell’uomo sull’uomo, e soprattutto della violenza esercitata sulla natura e sulle sue risorse: aria, acqua, foreste”.

Ultimatum alla Terra di Robert Wise
Ultimatum alla Terra di Robert Wise

Lo strumento di cui Carpenter si serve per dimostrare il potere distruttivo in mano alla Confederazione dei pianeti, al fine di fermare un possibile attacco ai loro mondi, è un Black Out totale dell’energia elettrica, che nuoce all’intero pianeta.

Quindi, con un discorso che lascia interdetti i rappresentanti della terra, Mister Carpenter denuncia il vero scopo, quello per cui ha toccato il suolo terrestre: di mettere in guardia gli abitanti della terra del pericolo che li minaccia. Ma, soprattutto diffidarli dal mettere in atto azioni di odio e di violenza appartenenti ai terrestri, grazie all’energia atomica e ai viaggi spaziali che suscitano in quel periodo l’interesse degli umani.

Dunque, un messaggio recitato come un preavviso è quello che i cosiddetti alieni si sentono in dovere di portare ai terrestri.

“Fino a che vi limitavate a uccidervi fra voi, a devastare il pianeta, che comunque non è vostro, noi, rappresentanti di una confederazione di mondi esterni al vostro sistema solare, abbiamo assistito come spettatori. Però, da quando avete iniziato a utilizzare forme primordiali, comunque letali, di energia atomica, quando avete iniziato a lanciare missili e satelliti nello spazio, allora ci siamo allarmati e siamo intervenuti, affinché il cancro della violenza, della guerra e dell’odio, non giungesse fino a noi. Voi rappresentate una minaccia per la stabilità dell’intero universo. Quindi, è molto semplice: o cambiate rotta, o verrete spazzati via, affinché questo bubbone sparisca e con esso la minaccia che rappresentate per la confederazione dei mondi che rappresento. Molte, ma molte migliaia di anni fa eravamo all’incirca come voi, poi ci rendemmo conto che guerre civili e interplanetarie non portavano a nulla e decidemmo di comune accordo di cambiare rotta, istituimmo un corpo di polizia interplanetaria fondata da robot incorruttibili e programmati una sola volta i quali sarebbero intervenuti per stroncare anche con l’uso della forza, ogni minaccia alla pace”.

Infine, a conclusione del film, Carpenter viene smascherato dal fidanzato della madre del ragazzino che, spinto dalla brama di diventare un ‘eroe’ e acquisire notorietà, e ingelosito dal rapporto che l’alieno ha stabilito con Bobby e con sua madre Helen, fa di tutto per denunciarlo. La cui conseguenza porta i militari sulle tracce di Carpenter che, sicuro di non essere osservato, si avvicina nottetempo alla ‘nave astrale’.

Raggiunto da più proiettili, e ferito a morte, è grazie all’intervento del fedele Gorth che Carpenter si salva.

Il robot vorrebbe distruggere ogni cosa, ma Carpenter rivela ad Helen un comando vocale per fermare il robot, il quale è programmato per la distruzione del pianeta terra, in seguito alla violenza subita da Klatu.

Ed è con la storica frase Klaatu Barada Nikto, che Helen interrompe il circuito del robot, e si esaurisce temporaneamente la missione di Klatu.

Film dai contenuti molto significativi, Ultimatum alla terra può risultare gradevole anche per coloro che non sono veri e propri cultori della fantascienza.

Un elogio all’eccellente interpretazione degli attori, tutti, e nessuno escluso.

A commento, alcune brevi considerazioni.

Il contenuto di Ultimatum alla terra è di un’attualità sconcertante, nonostante sia stato realizzato negli anni ’50. La modernità del messaggio che gli inquilini della ‘nave astrale’ portano ai terrestri, con il fine di farli desistere dai loro folli comportamenti, e minacciandoli di una ‘rappresaglia’ caso mai avessero intenzione di estendere le loro forme di prevaricazione anche oltre i confini della terra, è l’elemento che più di altri si evince dalla narrazione filmica.

Considerazioni queste che arrivano tramite una pellicola realizzata molto tempo addietro, e che danno la misura del tempo trascorso senza che si facesse nulla per arginare le catastrofiche condizioni della terra.

Oggi, superato l’anno Duemila, la situazione del pianeta e dell’umanità sono peggiorate, perché l’uomo non ha fatto nulla per rimediare alla mala gestione della terra.

Ultimatum alla Terra di Robert Wise
Ultimatum alla Terra di Robert Wise

Basti pensare alle cosiddette isole di plastica che galleggiano nei mari provocando una morìa di pesci e di ogni altro essere vivente che abita i mari.

Per non parlare poi dell’inquinamento atmosferico, causa di molte malattie di cui non si conosce il rimedio.

Per non citare il riscaldamento globale del pianeta, responsabile dello scioglimento dei ghiacciai, le cui conseguenze sono devastanti per tutto il genere umano.

Disastri tutti, di cui l’uomo sembra non avere consapevolezza. Sicuramente per interessi economici di coloro che detengono il potere a livello mondiale, e a cui nulla importa della distruzione di un patrimonio che non appartiene soltanto a pochi. Ma è un bene collettivo che riguarda tutti.

Infine, una chiusa che racchiude una curiosità della pellicola di cui si è raccontato.

La frase già citata Klaatu Barada Nikto fa parte di un patrimonio comune appartenente al mondo della cinematografia. È stata infatti usata e associata a svariati film. Uno per tutti è il film Il ritorno dello Jedi di George Lucas.

“La conoscenza di alcune persone virtuose, affidando loro anche il compito di vigilare sulla politica impedisce al momento la drastica decisione. Essa è però soltanto rimandata. Che i terrestri imparino a vivere in pace tra loro, rispettandosi a vicenda e rispettando il pianeta che li ‘ospita’ e che non gli appartiene affatto”.

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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