Intervista di Irma Silletti al musicista e compositore Andrea Bandel: la continua ricerca di nuovi stimoli

Lo Spazio Teatro No’Hma a Milano nei giorni 8 e 9 gennaio scorsi ha ospitato il Concerto Movies in Frames di Andrea Bandel Ensemble, quintetto composto da pianoforte, sax, violino, violoncello e batteria.

 

Durante lo spettacolo, pensato e diretto da Charlie Owens, le composizioni di Bandel si sono unite sinergicamente a frammenti di film celebri, memorie cinematografiche in stralci di immagini.

Una carrellata di film del passato, da Ladri di Biciclette, a Divorzio all’italiana, da Nuovo Cinema Paradiso a Roma Città Aperta, per citarne alcuni, in cui le melodie riportano in vita la sensibilità delle immagini scelte.

Incontro Andrea Bandel qualche giorno dopo nella sua casa milanese, dove abbiamo modo di chiacchierare piacevolmente dell’ultimo concerto e della sua attività in generale, che da quasi 30 anni lo vede impegnato come compositore, musicista e insegnante.

 

I.S.: Maestro, innanzitutto complimenti per lo spettacolo a cui ho assistito qualche giorno fa. Vorrei ripercorrere la sua carriera dall’inizio e fissare le tappe fondamentali che l’hanno portata nel corso degli anni a tracciare un percorso in crescendo, molto ricco e variegato.

Andrea Bandel: La mia carriera musicale nasce come violinista, mi diplomo al Conservatorio Verdi di Milano ma lascio lo strumento molto presto, a soli 24 anni, a causa di una distonia professionale. Questo problema, però, non mi impedisce di continuare come pianista e di intraprendere inizialmente una ricca attività concertistica: come solista sono stato impegnato in più di 400 concerti. Anche prima di lasciare il violino, in ogni caso, gli spettacoli mi occupavano principalmente e tra le collaborazioni di quel periodo mi piace ricordare quella con il Maestro Daniele Gatti.

 

I.S.: La sua carriera però, a un certo punto comincia a delineare un percorso specifico, dedicandosi gradualmente alla composizione e in particolare alle colonne sonore cinematografiche…

Andrea Bandel: Proprio così! Nel mio percorso musicale sono sempre andato avanti per immagini, non a caso definisco le mie composizioni “musica per occhi”. Intendo dire che quando compongo tengo sempre a mente una scena, un’idea, un’immagine appunto, che mi permette di creare ispirandomi  a quello che vedo. Comincio quindi a comporre musica per film. In questo momento della mia carriera collaboro con Pino Donaggio arrangiando e scrivendo brani di film come Così fan tutte di Tinto Brass, Trauma di Dario Argento, La Chance di Aldo Lado, per citarne alcuni. Continuo parallelamente questa attività anche per documentari e per spot pubblicitari.

 

I.S.: Ha all’attivo 7 album e oltre alle collaborazioni già citate ce ne sono altre, ad esempio quella con Ennio Morricone (con cui scrive l’album Images) e con Astor Piazzolla per il brano “Fantasia in Re”, al quale dedicherà successivamente un altro album, Tangando. Questo avvalora e arricchisce la sua capacità di avvicinarsi a generi differenti.

Andrea Bandel: Per entrambi i casi citati si tratta di un arricchimento, ovviamente. Quella con Piazzola è stata, a fine anni ‘80, una collaborazione nata grazie al suo editore in Italia, Pagani, che mi ha permesso di avvicinarmi all’originale stile di Piazzolla, in un genere che ho coltivato anche in seguito. Non solo, tra i miei progetti futuri c’è comunque il desiderio di fare un tour in Argentina per presentare anche lì le mie composizioni e mi auguro sinceramente di poterlo fare presto in collaborazione con la Fondazione Piazzolla curata dagli italiani in Argentina.

 

I.S.: Ne seguiremo gli sviluppi, allora. A proposito di lavori recenti, al momento la sua attività si divide tra insegnamento e concerti, avendo cominciato dal 2012 a suonare personalmente le sue composizioni. Riesce a darci qualche anticipazione di quello che potremo aspettarci, a partire dal presente?

Andrea Bandel: L’insegnamento rimane un aspetto fondamentale della mia carriera. Al momento riesco a dividerlo in due fronti. Lavoro presso la Scuola Musicale di Milano, e in più seguo un ambiziosissimo progetto come insegnante di violino presso il Carcere di Bollate (Milano). Ci tengo a sottolineare che il programma è supportato dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino, che ci sostiene concretamente per tutto il necessario. È un’attività molto gratificante e mi auguro, per quelle che sono le mie possibilità, di ampliarla in futuro con la creazione di una Piccola Orchestra da Camera in un Penitenziario. Ciò che un musicista dovrebbe prefiggersi oggi, a mio avviso, con le difficoltà che ci sono nel contesto attuale, è il cercare di trasmettere un messaggio, soprattutto grazie al supporto di organi esterni, che devono poter credere e scommettere nella musica come uno dei veicoli possibili tra cui scegliere. Purtroppo nella società attuale manca un’ offerta completa ed equa nella fruizione musicale e questo fa sì che nella maggioranza dei casi i giovani optino per percorsi più facili e immediati. L’unico modo per invertire la rotta è muoversi concretamente, fare buona musica e lanciare il messaggio che studio e sacrificio sono le premesse per una vita ricca, indipendentemente dalle decisioni che si deciderà di intraprendere.

 

Written by Irma Silletti

 

 

One thought on “Intervista di Irma Silletti al musicista e compositore Andrea Bandel: la continua ricerca di nuovi stimoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: