Intervista di Pietro De Bonis a Maria Capone ed al suo “Il Bacio di vetro”

Adrena pseudonimo di Maria Capone è nata a Taranto e risiede a Brindisi. Ѐ stata curatrice delle antologie “Briciole di senso” 2006, della raccolta “Realfiabe” (Montedit, Melegnano, Milano, 2006)  un progetto letterario da lei ideato e sviluppato con l’ausilio di altri dodici autori.

Tra i suoi romanzi “La ferroviera”, “Una donna come tante (2011), “Fantasticando” (2011), “Il Bacio di vetro” (2011). Ѐ presente nelle antologie “Prove d’autore in terra di Brindisi”, curata dal prof. Massimo Guastella, “Antologia contemporanea 2008” (Antitesi, Mentano, Roma, 2008) “Vuoti a rendere” (Italgrafica Edizioni, Oria, 2010) “Via Maestra” (Hobos Edizioni, Brindisi, 2011). Nel 2007 fonda l’associazione Espressione Libera per la quale cura eventi culturali e artistici. Per la stessa associazione cura la raccolta fotografica “Sotto il cielo di Brindisi” (2011) volta a valorizzare l’invaso del Cillarese, e le antologie “Lunatica: Una terra da scoprire” (2011), “Racconti di umana solidarietà -raccontando il volontariato-“ ( 2011). Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati sul quotidiano SenzaColonne.

Il Bacio di vetro” è il libro di cui parliamo oggi.

 

In ufficio la giornata iniziò lenta. Le sedie vuote, i computer spenti ed il ticchettio dei vertiginosi tacchi a spillo rimbombanti nel vuoto confermavano il cartello esposto sul cancello: Ferie dal primo al venti agosto.

Nel suo ufficio Luana prese la cartelletta rosa e appuntò con la penna indelebile: spedizione da rinviare al 21 agosto dopo le ferie.  Depositò il plico sulla scrivania della segretaria, pensando di modificare il tutto con una piccola postilla sottostante: dopo le ferie del personale ovviamente! Preferì lasciar stare.

 

 

P.D.B.: Ciao Maria! O Adrena, come preferisci?

Maria Capone: Ciao Pietro, preferisco Adrena. Tengo a dirti che il mio nome è Maria Stella e, sebbene sia un nome composto, qualcuno all’ufficio Anagrafe ha pensato bene di mettere una virgola dove non c’era mai stata. Adrena, invece, nasce in un periodo particolare della mia vita, altro non è che l’anagramma di un nome maschile, a me molto caro. 

 

P.D.B.: Un romanzo “Il bacio di vetro” scritto a quattro mani, con Oliviero Angelo Fuina, un amore virtuale, i tuoi due protagonisti Luana e Liol si cercano e si trovano nel web, ci si può innamorare senza tatto, a parole scritte?

Maria Capone: Penso che possa succedere, qualcuno ritiene che il peggior tradimento non sia quello carnale ma quello che rende complice la mente, il pensiero. Tra Liol e Luana sicuramente c’è stato un grandissimo coinvolgimento, ma non posso parlare di amore perché i due protagonisti non l’hanno mai ammesso apertamente. Risponderò alla tua domanda con uno stralcio che ritengo significativo.

“C’è da dire che il desiderio o il piacere femminile, ancor più di quello maschile, è molto influenzato, se non determinato, da fattori psichici. Sarà proprio per questo motivo che le piante afrodisiache al femminile godono, più che di un’azione “idraulica”, di una spiccata azione antidepressiva e ansiolitica, quasi a dire che prima di arrivare al corpo di una donna, bisogna passare attraverso la sua testa!”

 

 

P.D.B.: Scommetto non è stato facile per voi scrivere questo romanzo, raccontare emozioni virtuali, forse perché per “virtuali” si intende minori.

Maria Capone: Penso che Le emozioni “virtuali” senza contatto fisico non possano essere considerate minori rispetto ad altre. Ho conosciuto Oliviero, il coautore de “Il bacio di vetro” in un sito letterario e tra noi è nata una bellissima amicizia. Non penso possa essere considerata un’amicizia di serie B soltanto perché ci siamo conosciuti in modo virtuale. Avevamo e abbiamo soltanto una grande affinità intellettuale e questo ci ha permesso di rendere il nostro lavoro più facile.

 

 

P.D.B.: Secondo te un secondo di realtà non vale più di ore e ore di chat?

Maria Capone: Devo dirti che, prima di definire la trama del romanzo, avevo letto un articolo di stampa riguardante il diverso modo di comunicare con l’altro sesso. Da quel momento mi sono chiesta com’era possibile aver perso il dono della comunicazione verbale lasciandoci così tanto spazio, invece, per tamburellare con i polpastrelli sui tasti di un computer? Abbiamo numerosissimi amici virtuali e poi siamo completamente incapaci di scambiare due chiacchiere, ci infiliamo le cuffiette nelle orecchie, ascoltiamo musica e chiudiamo il resto del mondo fuori. Per me è davvero inconcepibile. Mi sembra che si facciano passi indietro, tornando tutti insieme al periodo dell’adolescenza, quando ci si chiudeva nelle proprie stanze per evitare il contatto con gli altri componenti della propria famiglia. 

 

 

P.D.B.: Qual è lo spunto di riflessione maggiore che vuoi dare al tuo lettore?

Maria Capone: Quello che ho voluto mettere in risalto è il giusto valore che bisognerebbe dare ai valori della vita. Non concepisco il motivo secondo il quale l’attuale comunicazione virtuale, invece, stia tentando di cambiarli. 

P.D.B.: Dove possiamo reperire il libro “Il bacio di vetro”? Hai presentazioni in vista?

Maria Capone: Il libro può essere ordinato in qualsiasi libreria visto che è presente nei circuiti internet tra i quali IBS, Libreria Universitaria, Feltrinelli, ecc. Più che le solite presentazioni ho pensato fosse meglio aprire un gruppo su face book e una pagina interamente dedicata al nostro romanzo. Ritengo sia l’unica maniera per instaurare con il lettore un rapporto più confidenziale e richiedere, per chi lo desiderasse, una copia con autografo.

  

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

https://www.facebook.com/pietrodebonisautore

 

 

 

Info: 

http://msccapone.blogspot.it/

https://www.facebook.com/IlBacioDiVetro

 

 

 

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