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“The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese: il Sogno Americano incarnato da un broker senza scrupoli

The Wolf of Wall Street del regista Martin Scorsese: una carrellata di immagini eccessive per riassumere una vita all’insegna dell’eccesso.

Eccesso di cosa?

Soldi, ovviamente.

Leonardo di Caprio non delude: anche questa volta è capace di indossare i panni del personaggio senza farsene soffocare. Anzi, Jordan Belfort è fin troppo umano per essere quello che è: un agente di borsa che, passo dopo passo, riesce a costruirsi un impero dal nulla.

La realizzazione del vecchio ma mai appassito sogno americano? Assolutamente sì. Ma nella sua peggiore estremizzazione.

Jordan compare sulla scena come un giovane più o meno ingenuo che si fa, consenziente, fagocitare dalle dure leggi di Wall Street. L’aggressività, il cinismo, la volgarità dei brokers che gli fanno da mentori lo affascinano – come tutto ciò che è in qualche modo collegato al suo grande sogno.

Il suo grande sogno? Semplice: arricchirsi.

Ma Wall Street lo sbatte fuori il giorno stesso in cui lo ha accolto: è il Lunedì Nero del 1987. Dopo aver sfiorato l’empireo, Jordan sprofonda, ritrovandosi più povero di quanto fosse all’inizio. Non solo non ha un lavoro, ma – dopo il crollo della borsa – nessuno cerca brokers.

Ma il nostro (anti)eroe, irriducibile, riesce a trovare uno spiraglio e a questo si aggrappa: ricomincia da zero, lavorando in un minuscolo call center a cui, pochi giorni prima, avrebbe guardato con disprezzo e arroganza. Ma è il sogno americano, no? Jordan si rimbocca le maniche e dà il meglio di sé, e in breve riesce a fatturare settantaduemila dollari al mese.

Qual è il segreto del figliol prodigo del sogno americano? Jordan sa vendere. Jordan sa vendere perché sa creare bisogni.

E così, per mostrare ai suoi futuri collaboratori come si divenga venditori di successo, chiede a uno di loro:

«Vendimi questa penna.»

«Mi faresti un favore? Scrivi il tuo nome su quel tovagliolo.»

«Non ho una penna…»

«Eccola! Basta che domandi, no?» 

Mescolate questa capacità a una certa mancanza di scrupoli, a una creatività encomiabile e a una certa attitudine alla recitazione e avrete il broker perfetto: Jordan Belfort.

Eppure, questo personaggio amorale da ogni punto di vista (il film è anche una carrellata del suo abusare di sesso e stupefacenti per condurre una vita ben lontana da ogni pericolosa riflessione), rimane al contempo un perfetto esempio del figliol prodigo del sogno americano.

Jordan è un self-made man: non c’è trucco né inganno né scorciatoia nel suo divenire, da uomo qualunque, un broker schifosamente ricco. C’è illegalità, certo, ma non serve che a riconfermare il suo genio: Jordan ha dalla sua un’intelligenza capace di comprendere il sistema e fregarlo. Poco etico, forse?

Ma The Wolf of Wall Street complica il quadro, impedendoci di catalogare tutti i broker speculatori e dalla discutibile morale sotto l’etichetta “cattivi”.

Memorabile è la scena in cui una broker della Stratton Oakmont, società fondata da Jordan ed emblema del suo genio, racconta ai colleghi riuniti la sua storia. Madre single, con tre mensilità arretrate d’affitto da pagare, andò a chiedere lavoro a Jordan, chiedendogli anche un prestito di 5000 dollari per poter pagare gli studi della prole. Jordan, allora, le diede 25000 dollari. Perché? Perché credeva in lei.

C’è una grossa critica, qui, a una caratteristica strutturale degli Stati Uniti che procede parallelamente al sogno americano, ma con cui di rado viene rappresentata: il welfare state. Quello che, nel Paese del libero mercato per eccellenza, non solo finisce in secondo piano, ma viene anche visto come una minaccia alla società vigente.

La morale?

Difficile trovarne una a questo film che mette nel calderone decine di elementi contrastanti. Quel che The Wolf of Wall Street si “limita” a fare è mostrare una dinamica: si entra nel mercato della truffa finanziaria, come brokers o come papabili vittime dei brokers, nel momento in cui si vogliono soldi. Tanti o pochi che siano. I miliardi cui auspica Jordan, o le migliaia necessarie a una donna single per mandare i figli a scuola.

Cosa rende un individuo come Jordan un accumulatore compulsivo di denaro? Il sistema.

Quel sistema che fa sì che, anche nell’ipotesi in cui Jordan si dovesse trovare in prigione, non sarebbe un prigioniero uguale agli altri: i soldi hanno potere ovunque, più potere della legge, soprattutto nelle carceri.

Cosa rende una madre single desiderosa di diventare una broker senza scrupoli? Il sistema, quel sistema che la lascia sola con un figlio a carico per la cui educazione è necessario pagare.

La conclusione?

Non è vero che i soldi non hanno un valore reale: ne hanno eccome, nella misura in cui riescono a garantire o non garantire benessere al singolo individuo. E nelle società capitaliste, ovviamente, è più probabile che i soldi abbiano questa magica proprietà.

E così, in quest’epoca post crisi finanziaria del 2007, The Wolf of Wall Street sembra dare un’unica, frustrante, risposta alla domanda:

Cosa ha affossato il sistema?

Il sistema.

E il sistema, fortunatamente o sfortunatamente, è fatto di esseri umani.

Come suggerito nel finale, sta a tutti – a ognuno – decidere se cadere nella grande tentazione offerta da Jordan:

Vendimi questa penna.

 

Written by Serena Bertogliatti

 

 

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“The Wolf of Wall Street”, “I, Frankestein” e tutti i film al cinema da giovedì 23 gennaio 2014

Ecco le sette nuove uscite nelle sale cinematografiche. Troviamo dopo 200 anni il neo Frankestein alle prese con la sua lotta centenaria tra le forze del bene e del male. Esce anche il super chiacchierato “The Wolf of Wall Street” con Leonardo Di Caprio. Ma vediamo assieme tutti i film che escono al cinema oggi giovedì 23 gennaio 2014. Buona lettura!

Per chi volesse cimentarsi in recensioni di film, diamo l’opportunità di inviare alla nostra redazione (oubliettemagazine@hotmail.it) per la possibile pubblicazione nel magazine.

FILM AL CINEMA

I, Frankenstein” scritto e diretto da Stuart Beattie. Nel cast troviamo  Aaron Eckhart, Bill Nighy, Yvonne Strahovski, Miranda Otto, Caitlin Stasey, Jai Courtney, Aden Young, Socratis Otto, Deniz Akdeniz, Virginie Le Brun, Chris Pang, Steve Mouzakis, Mahesh Jadu. La fotografia è stata curata da Ross Emery. La colonna sonora da Johnny Klimek. Genere azione, fantasy prodotta in USA nel 2014, della durata di 93 minuti circa.

200 anni dopo la sua scioccante creazione, Adam, la creatura portata in vita dal dottor Frankenstein, vive ancora sulla terra, dove è in atto una lotta tra le forze del Bene e del Male: da un lato i demoni che vogliono conquistare la terra, dall’altro i Gargoyles che hanno giurato di proteggere l’umanità. Adam, dopo aver scoperto di possedere la chiave che potrebbe distruggere il genere umano, diventerà protagonista di questa guerra epica e spettacolare e dovrà decidere da che parte schierarsi. Con il supporto di una scienziata (Yvonne Strahovski), unico personaggio umano della storia, Frankenstein farà i conti con la propria coscienza e comprenderà finalmente l’essenza della sua natura.

 

The Wolf of Wall Street” diretto da Martin Scorsese. Nel cast troviamo  Leonardo Di Caprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal, Jon Favreau, Jean Dujardin, Joanna Lumley,Christine Ebersole. La sceneggiatura è stata scritta da Terence Winter. La fotografia è stata curate da Rodrigo Prieto. Genere drammatico prodotto in USA nel 2013, della durata di 179 minuti circa.

Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio) di giorno riesce a guadagnare migliaia di dollari al minuto che con la stessa velocità sperpera in droga, sesso e viaggi intorno al mondo. Passato dal vendere gelati ad essere il capo di un ufficio di stockbroker, Jordan è avido, ama il potere e ogni forma di eccesso. Mentre conduce la sua attività con metodi alquanti discutibili, vive una burrascosa relazione con la moglie (Margot Robbie) da cui ha due figli fino a quando, negli anni Novanta, il suo appetito insaziabile, la dissolutezza e la partnership con il designer di scarpe Steve Madden (Jake Hoffman) gettano il suo nome nel fango.

 

Tutta colpa di Freud” scritto e diretto da Paolo Genovese. Nel cast troviamo  Marco Giallini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini,Claudia Gerini, Vinicio Marchioni, Laura Adriani, Daniele Liotti, Alessandro Gassman, Edoardo Leo,Giulia Bevilacqua, Dario Bandiera, Maurizio Mattioli, Alessia Barela, Antonio Manzini, Paolo Calabresi, Francesca Apolloni, Michela Andreozzi, Gian Marco Tognazzi, Lucia Ocone. La fotografia è stata curata da Fabrizio Lucci. Il montaggio da Irma Misantoni. Genere commedia prodotta in Italia nel 2014, della durata di 120 minuti circa.

Dopo aver mescolato la realtà con la finzione in Una famiglia perfetta, Paolo Genovese va a scomodare il padre della psicanalisi in Tutta colpa di Freud, storia di un padre alle prese con tre figli decisamente particolari. E’ la storia di un analista alle prese con tre casi disperati: una libraia che si innamora di un ladro di libri; una gay che decide di diventare etero; e una diciottenne che perde la testa per un cinquantenne. Ma il vero caso disperato sarà quello del povero analista, se calcolate che le tre pazienti sono le sue tre adorate figlie.

 

Tutto sua madre” scritto e diretto da Guillaume Gallienne. Nel cast troviamo  Guillaume Gallienne, Diane Kruger, Carole Brenner, Yvon Back, Yves Jacques, Oscar Copp, Pierre Derenne, Françoise Fabian. La fotografia è stata curata da Glynn Speeckaert. Il montaggio da Valerie Deseine. Genere commedia prodotta in Francia nel 2013, della durata di 85 minuti circa.

Guillaume, fin da bambino viene considerato da tutti diverso da com’è. La sua battaglia contro tutti, e in particolare contro sua madre, dura circa trent’anni, finché incontra quella che diventerà la seconda donna più importante della sua vita.

 

Last Vegas” diretto da Jon Turtelraub. Nel cast troviamo  Robert De Niro, Morgan Freeman, Michael Douglas, Kevin Kline, Mary Steenburgen, Weronika Rosati, Jerry Ferrara, Romany Malco, Roger Bart. La sceneggiatura è stata scritta da Dan Fogelman. La fotografia è stata curata da David Hennings. La colonna sonora è stata curata dal regista. Gener commedia prodotta in USA nel 2013, della durata di 105 minuti circa.

I quattro amici Billy (il premio Oscar Michael Douglas), Paddy (il premio Oscar Robert De Niro), Archie (il premio Oscar Morgan Freeman) e Sam (il premio Oscar Kevin Kline) si conoscono da sempre; in occasione dell’addio al celibato di Billy, lo scapolo incallito del gruppo, decidono di partire per Las Vegas con il proposito di rivivere i loro giorni di gloria dimenticandosi della loro vera età. Billy finalmente si è deciso a sposare la sua compagna (ovviamente molto più giovane di lui). Ben presto però i quattro si renderanno conto che la Città del Peccato è molto cambiata da come la ricordavano; la loro amicizia sarà messa a dura prova. I Rat Pack possono aver calcato il palcoscenico del “Sands” e il Cirque du Soleil può adesso dominare la “Strip”, ma i nostri protagonisti la faranno ancora da padrone a Las Vegas.

 

Red Krokodil” diretto da Domiziano Cristopharo. Nel cast troviamo  Francesco Scardone, Brock Madson, Valerio Cassa, Simone Destrero, Viktor Karam. La sceneggiatura è stata scritta da Francesco Scardone. La fotografia è stata curata dal regista. Il montaggio è statao curatato da Alessandro Redaelli. Genere drammatico prodotto in Italia nel 2012, della durata di 82 minuti circa.

La storia di un uomo dipendente dal Krokodil (una delle droghe sintetiche più pericolose e distruttive in commercio) che si ritrova improvvisamente solo, in una città post nucleare simile a Chernobyl, il cui disfacimento fisico provocato dalla massiccia assunzione di droga si sviluppa parallelamente a quello interiore, così come la realtà si mescola prepotentemente alle sue allucinazioni.

 

A spasso con i dinosauri” diretto da Neil Nightingale. Genere animazione, family rpsotto in Australia, Gran Bretagna ed USA nel 2013, della durata di 87 minuti circa. Formato 2D e 3D.

Ambientato 70 milioni di anni fa, al tempo in cui i dinosauri dominavano la Terra, la storia segue le avventure di Patchi, l’ultimo nato della sua famiglia. Lungo il cammino che lo porterà all’età adulta, Patchi dovrà sopravvivere in un mondo selvaggio e imprevedibile affrontando alcuni tra i predatori più pericolosi. Quando suo padre viene ucciso, il giovane Patchi, suo fratello maggiore Scowler e una giovane amica di nome Juniper si ritrovano separati dal resto della mandria, i tre dovranno superare molti ostacoli e vivere un’emozionante avventura durante la quale Patachi dimostrerà il suo immenso coraggio.

 

http://youtu.be/Q5L1-U5H_Z8

 

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"Hugo Cabret", film di Martin Scorsese – recensione di Rebecca Mais

“Se ti sei mai chiesto dove nascono i sogni, allora guardati attorno!”

(Hugo, USA 2011) Regia: Martin Scorsese

Interpreti: Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfeld,  Chloë Grace Moretz, Jude Law.

Uscito nelle sale cinematografiche il 3 febbraio, Hugo Cabret è un’affascinate favola moderna, tratta dal romanzo  “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick, che vanta un cast di tutto rispetto: protagonista il sempre straordinario Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen (noto principalmente per il ruolo di Borat) ed i giovani, ma con già una discreta filmografia alle spalle, Asa Butterfeld e  Chloë Grace Moretz, che forse ricorderete come protagonisti rispettivamente de “Il bambino con il pigiama a righe”e “Blood Story”. A curare le scenografie, inoltre, il grande Dante Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo,  più volte vincitori del premio Oscar ed in lizza anche per questo film. Sono infatti 11 le nominations per Hugo agli Academy Awards 2012 (tra le quali miglior film e miglior regia), ma c’è da aspettare il 26 febbraio per sapere quante statuette riuscirà ad aggiudicarsi.

Ambientato in una Parigi magica, culla del cinema, è la storia di Hugo, un bambino orfano che vive negli oscuri meandri della stazione di Montparnasse. Una serie di sfortunati eventi lo porteranno a vivere una bellissima avventura con una ragazza sua coetanea dal carattere curioso e stravagante ed appassionata di libri. Parallelamente farà la conoscenza con un signore burbero e piuttosto duro, proprietario di un negozio di giocattoli che si chiama Georges Mélièrs ma di cui Hugo ignora completamente il passato. Inoltre lungo tutta la vicenda sarà sempre centrale il tentativo da parte del protagonista di aggiustare un automa, unico ricordo del defunto padre, che nasconde un misterioso segreto collegato ad una chiave a forma di cuore.

E’ una storia che vi farà commuovere, vi farà venir voglia di partire per Parigi, vi farà sognare tra antiche biblioteche e piccole librerie stipate di libri all’interno delle quali Hugo verrà trascinato dalla travolgente amica. Ma non è solo questo: con Hugo farete un viaggio nel tempo alla scoperta o ri-scoperta delle prime pellicole della storia del cinema. Ripercorrerete in modo particolare ed amabile la nascita del cinema e la storia di uno dei personaggi che il cinema lo realizzarono, Georges Méliès, considerato il  padre del cinema (insieme ai fratelli Lumières) e degli effetti speciali. Sorprendete la somiglianza tra Ben Kingsley e lo stesso Méliès.

Unica nota dolente il pessimo doppiaggio che in particolare rende poco credibile l’ispettore Gustav, il personaggio interpretato da Sacha Baron Cohen.

Inoltre, il trailer, piuttosto ingannevole, può dare l’impressione che si tratti di un film per bambini e rende forse difficile l’accostamento ad un pubblico adulto. Ma forse è meglio così, poiché si tratta di un film rivolto a chi ha voglia e capacità di sognare. Ma se l’intento di Scorsese era quello di far avvicinare le nuove generazioni al cinema del passato, allora ci è riuscito.

Concludendo, il film merita di essere visto in 3D poiché girato interamente con questa tecnica e non convertito successivamente come spesso accade.

“Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!”

Written by Rebecca Mais