“Murina” film di Antoneta Alamat Kusijanović: il tema del sessismo tra padre e figlia

“In Murina ho voluto esplorare la tensione in una famiglia turbata dall’arrivo di un estraneo che spinge Julija e la sua forza interiore a confrontarsi con i limiti di una mentalità che ha conosciuto per tutta la vita…”

Murina film di Antoneta Alamat Kusijanović
Murina film di Antoneta Alamat Kusijanović

In concorso alla 33a edizione del Trieste Film Festival per la sezione lungometraggi, la pellicola Murina, realizzata dalla regista croata Antoneta Alamat Kusijanović nel 2021, vede un produttore esecutivo d’eccezione: Martin Scorsese, già conosciuto dal pubblico quale regista e produttore hollywoodiano.

“Julija intuisce che questa dinamica sia come la murena, un animale che si morde per sfuggire al pescatore. Il suo potere è la fiducia in se stessa, nella natura e nell’ignoto” – Antoneta Alamat Kusijanović

Il titolo del lungometraggio trova la sua origine in una metafora che accosta alla murena il comportamento di Julija (Gracija Filipovic), la giovane protagonista del film.

Il desiderio della murena è di sottrarsi alla cattura del pescatore mordendosi la pelle, così come accade a Julija, che nella narrazione portata in scena dalla regista cerca di sfuggire al potere della figura paterna.

Murina è infatti incentrato sulle tensioni fra un padre ossessivo, che meglio sarebbe definirlo padre-padrone, e la figlia adolescente, in un continuo crescendo di dinamiche familiari assai complesse. Che vedono moglie e figlia di Ante (Leon Lucev) costrette a obbedirgli senza mettere in discussione le sue decisioni.

“Il padre ricorre allo sciovinismo per convenienza, la madre lo sostiene per l’educazione ricevuta. Per Julija lo sciovinismo è una forza antagonista così presente come risposta a ogni sua azione tanto da confondere i limiti con il proprio potenziale…” – Antoneta Alamat Kusijanović

La trama di Murina è piuttosto lineare; escludendo l’attraente ambientazione esterna non contiene effetti spettacolari di rilievo. Se non fosse che Ante considera la figlia e la moglie Nela (Danica Curcic) oggetti di sua proprietà. Rivelandosi ostile a Julija, che desidera esprimersi liberamente secondo un comportamento dettato dalla sua giovane età; il quale, nel corso del film, affronta una battaglia per liberarsi dall’ossessivo controllo paterno.

Una forma di sciovinismo, come afferma la Kusijanović, attribuendo all’uso del termine un’insolita accezione rispetto a quella tradizionale.

“Negli Stati Uniti lo chiamiamo sciovinismo, in Croazia lo chiamiamo mentalità. In altri posti si chiama cultura o costumi. Penso che abbia un solo nome, che è sessismo.” – Antoneta Alamat Kusijanović

A essere sfondo di una narrazione in cui la protagonista cerca di svincolarsi dal padre è il tema del sessismo, frutto di una mentalità arcaica.

Murina film di Antoneta Alamat Kusijanović
Murina film di Antoneta Alamat Kusijanović

Il quale è figura ‘scomoda’ per Julija, in quanto troppo attento alle frequentazioni della ragazza, che nulla fa di illecito se non comportarsi come obbligato dalla sua età: desidera intrecciare con i suoi coetanei relazioni convenzionali.

“Lo sciovinismo è così radicato nella nostra società che spesso lo scambiamo per un tratto culturale…”

Il potere esercitato sulla giovane dal padre è infatti una vera e propria forma di sessismo: in quanto figlia femmina non le è concesso esprimersi con gli altri come più le aggrada.

Ante, invece, al comportamento della figlia dà un’interpretazione alquanto maschilista e soprattutto obsoleta. Esercitando una forma di controllo che va stretta a Julija la spinge a moti di ribellione manifesti in un continuo conflitto con lui, dove libertà e contestazione sono la legittima espressione di complesse dinamiche interpersonali.

È inevitabile che il peso della presenza di Ante e la sua interferenza nella sua vita siano vissuti da Julija come ostacoli ai suoi progetti futuri.

L’occasione di affrancarsi dalla sopraffazione paterna le si presenterà durante una breve vacanza estiva, momento per esprimere desideri e mettere in atto la propria piccola rivoluzione personale. O anche momento di anelata libertà, anche se segnato dalla violenza.

“Jiulija vive un paradiso su un’isola croata, in una società ossessionata dal denaro che svende la propria essenza, in cui la forza della figlia è fraintesa per debolezza dal padre, e il valore della terra è scambiato per profitto” Antoneta Alamat Kusijanović

Murina, inoltre, gode di un’ambientazione alquanto suggestiva: l’ambiente marino in ogni sua espressione. Un habitat, dove sole, mare, vento e vita all’aria aperta sono corollario di una storia davvero significativa; elementi i quali partecipano al racconto conferendo ad esso intensità, grazie soprattutto a esterni davvero suggestivi.

Con sequenze girate nel Parco Nazionale del Kornati, dove l’ambiente naturale si fa tramite di un allusivo parallelo fra la natura selvaggia e il momento adolescenziale della ragazzina. Laddove la natura è disegnata come un elemento forte, a tratti anche violento, che fa il paio con la ribellione manifestata dalla protagonista.

A rendere maggiormente simbolico il racconto filmico è anche la presenza di una grotta, luogo dove la regista andava a fare il bagno da bambina: una sequenza davvero attraente.

Si racconta, in merito a notizie sui trascorsi personali della regista, che il suo rapporto con il mare sia simbiotico, condizione naturale vissuta come continua fonte di ispirazione.

Murina film di Antoneta Alamat Kusijanović
Murina film di Antoneta Alamat Kusijanović

Cresciuta a Dubrovnik, città affacciata sul mare, è lì che fin da piccola la Kusijanovic metteva in scena i suoi primi spettacoli. Ed è proprio il Mare Adriatico, in prossimità della Croazia, con sequenze girate anche sott’acqua, che insieme ai personaggi diventa protagonista delle vicende in cui si consumano confronti durissimi fra Julija e suo padre.

Ed è facendo memoria del suo passato e dei suoi trascorsi vissuti in Croazia (oggi la regista vive a New York) che la regista ha partorito l’idea di realizzare Murina. E, come raccontato dalla stessa, è stata sua nonna ad aiutarla nella scelta dei luoghi in cui ambientare un lungometraggio dal volto umano e dalle vicende molto prossime alla vita reale.

“È stata mia nonna a suggerire le location per le scene subacquee e notturne” – Antoneta Alamat Kusijanović

Ancora, le notizie in merito alla realizzazione della pellicola riportano che il feeling stabilito tra l’attrice e la regista si sia consolidato sul set di Murina; elemento che ha contribuito a fare del lungometraggio una pellicola assolutamente godibile, secondo l’imparziale giudizio della scrivente, spettatrice attenta del film.

“Volevo i personaggi completamente esposti al sole, quasi come lucertole”. – Antoneta Alamat Kusijanović

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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