Rosa Parks: eroina dei diritti civili dei neri d’America

“Dicono che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero. Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro. No, l’unica cosa di cui ero stanca era subire”.

Rosa Parks
Rosa Parks

È un ‘no’ storico quello pronunciato da Rosa Parks a bordo di un mezzo pubblico.

Un ‘no’ secco e deciso che negli anni Cinquanta ha dato una svolta significativa alla condizione della comunità afroamericana di Montgomery (Alabama); città segnata da una forte componente razzista rintracciabile nei tanti episodi discriminatori che limitavano la vita dei cittadini neri.

“Il nostro metodo sarà quello della persuasione, non della coercizione… Se protesterete con coraggio, ma anche con dignità e con amore cristiano, nel futuro gli storici dovranno fermarsi e dire: laggiù viveva un grande popolo, un popolo negro, che iniettò nuovo significato e dignità nelle vene della civiltà” Martin Luther King

Ma, veniamo ai fatti che hanno visto Rosa Parks protagonista di un evento di enorme portata. Da sottolineare, che la discriminazione esercitata dai gestori del servizio dei mezzi pubblici in città e nei sobborghi di Montgomery era odiosa. Forse più di altre forme di diversità.

La legge sulle discrepanze fra bianchi e neri sui bus, infatti, frutto di una politica divisiva, si esprimeva con la posizione dei bianchi ad occupare la parte anteriore del mezzo, mentre i neri, maggiori frequentatori dei bus, quella posteriore. Se questi ultimi si fossero seduti, nel momento in cui sul mezzo fosse salito un bianco dovevano cedere il loro posto.

Una forma di sopraffazione da aggiungersi al comportamento degli autisti, i quali apostrofavano gli utenti neri con insolenza; dove parole come ‘nigger’, caproni, scimmie, erano la consuetudine: raffigurazione plastica della negazione dei più elementari diritti.

Erano dunque viaggi della vergogna quelli a cui era obbligata la popolazione nera di Montgomery, che il ‘no’ di Rosa trasformò in viaggi della speranza.

“Sarei terribilmente deluso se qualcuno di voi tornasse dagli autobus schiamazzando: gliel’abbiamo fatta pagare ai bianchi” – Martin Luther King

Era il 1° dicembre 1955 quando Rosa, sarta afroamericana, dopo una faticosa giornata di lavoro rientrava nella propria abitazione. La sua stanchezza fisica era grande ma, come la donna dichiarerà in un’intervista, era stanca soprattutto di dover subire le sopraffazioni dei bianchi.

Nel momento in cui il conducente le intimò di alzarsi per cedere il suo posto a un bianco, Rosa si rifiutò categoricamente di ‘obbedire’ a tale richiesta.

Un rifiuto considerato dalla legge vigente frutto di una ‘condotta impropria’, che immediatamente le aprì le porte del carcere. Anche se verrà rilasciata dietro al pagamento della cauzione da parte di un avvocato impegnato sul fronte dei diritti civili.

Arresto che ovviamente suscitò rumore fra la popolazione nera accendendo una vivace protesta, fino ad assumere il simbolo di uno spartiacque fra un prima e un dopo.

Un prima durante il quale i neri erano costretti a sottostare a regole altamente inique, e un dopo in cui si apriva uno spiraglio su alcuni fondamentali da riconoscere loro.

Già mesi prima, sempre a Montgomery, era accaduto un episodio analogo; vittima era stata una studentessa, tale Claudette Colvin, che come Rosa aveva rinunciato a dare il suo posto a un bianco.

Probabilmente i tempi non erano ancora maturi perché il fatto scatenasse una sollevazione popolare; la vicenda, infatti, rimase in sordina senza causare troppa indignazione.

Claudette Colvin
Claudette Colvin

L’episodio di Claudette non ebbe il clamore di quello della Parks, ma il contributo alla causa dei neri fu comunque importante. Soprattutto per il grande coraggio dimostrato da Claudette: per una ragazzina rifiutarsi di cedere il posto a un bianco, soprattutto negli anni Cinquanta, fu considerato un gesto esemplare.

Mentre il ‘no’ di Rosa fu la cosiddetta goccia che fece traboccare un vaso già colmo dei troppi abusi subiti; un fatto che ancora oggi, a distanza di quasi 70 anni, ha una valenza simbolica straordinaria.

Un gesto che cambiava le sorti della popolazione nera d’America, che da quel momento vedeva riconosciuti alcuni suoi diritti.

Un atto determinante per accendere una vivace protesta negli animi della popolazione nera di Montgomery, dando fuoco a una polvere pronta a esplodere già da tempo. Che, grazie all’intervento del reverendo Martin Luther King, il quale appoggiò in pieno la battaglia, si trasformò in una forma di ribellione pacifica.

Una rivolta del tutto pacifica che incanalava il malcontento della popolazione attraverso una battaglia lunga ed estenuante della durata di oltre un anno. Definito Montgomery Bus Boycott, con l’obiettivo di boicottare i mezzi pubblici.

Una protesta che anticipò i tempi per intraprendere altre lotte, tutte incentrate su richieste legittime al fine di ottenere per i neri di Montgomery condizioni di vita più eque.

Nata dall’idea di un umile facchino, tale Nixon, il boicottaggio riscosse un consenso unanime e straordinario: i neri aderirono alla protesta andando a piedi, oppure organizzandosi con un servizio di taxi.

Una ribellione non violenta che coinvolse migliaia di persone, fino ad assumere la valenza di un evento politico che poggiava sul metodo della resistenza passiva, già propria del Mahatma Gandhi, di cui Martin Luther King era un seguace fautore. Le cui conseguenze furono innanzitutto le difficoltà economiche in cui venne a trovarsi la compagnia dei mezzi pubblici.

E, risultato notevole, nel maggio del ’56, si risolse con il pronunciamento da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti in cui si dichiarava incostituzionale la segregazione dei neri sui mezzi pubblici.

“Tu devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” Mahatma Gandhi

A seguire, dopo il rifiuto di Rosa ad arrivare furono altri segnali importanti: era il 1960 quando a New Orleans a una bambina nera veniva permesso di frequentare la scuola con i bianchi. Decisione che suscitò riprovazione dei bianchi trasformando la piccola in un obiettivo di feroci proteste.

Sette anni dopo la Corte d’appello degli Stati Uniti ordinava che un ragazzo nero potesse frequentare l’università del Mississippi.

Invece, affinché venisse emanata la legge sul diritto di voto dei neri si dovranno attendere ancora dieci anni. Sarà comunque una legge eclatante, un esito fra i più importanti raggiunti dal movimento per i diritti civili.

“Rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future.” – Martin Luther King

Omaggiata nel corso degli anni da molti leader politici: da Martin Luther King a Bill Clinton fino a Barack Obama, oggi, 4 febbraio 2022, Rosa Parks avrebbe compiuto 109 anni.

Rosa Parks
Rosa Parks

Nata a Montgomery il 4 febbraio 1913 era una sarta di umili origini il cui unico torto era il colore scuro della sua pelle. Fu fino dai primi anni Quaranta che Rosa Parks partecipò alle battaglie del movimento antisegregazionista di Montgomery, città in cui era residente, e dove a tutt’oggi è ricordata come un’eroina.

I suoi detrattori, invece, in seguito al clamore sollevato dalla vicenda di cui fu protagonista, ne fecero un bersaglio da odiare, rivolgendole anche minacce di morte. Situazione che la spinse all’inizio degli anni ’60, perché disoccupata, a trasferirsi a Detroit dove riprese la sua attività di sarta. Ricoprendo in seguito l’incarico di segretaria di un membro del Congresso. Fino ad ottenere nel 1999 la maggiore onorificenza civile degli Stati Uniti: la Medaglia d’oro del Congresso, consegnatale dal presidente Bill Clinton.

A Detroit, il 24 ottobre 2005, all’età di 92 anni, si concludeva la lunga vita di Rosa Parks, lasciando del suo passaggio un’orma indelebile.

In conclusione, un paio di curiosità per fare memoria di una delle più importanti campagne per i diritti civili intraprese dalla popolazione nera d’America.

L’Henry Ford Museum di Dearborn nel 2010 acquistò il bus numero 2857, lo stesso su cui Rosa aveva pronunciato il rifiuto che cambiò la storia dei neri.

Sempre lì, sullo stesso bus, oggi trova spazio una foto diventata storica: il Presidente Barack Obama, primo presidente americano di pelle nera, che nel 2012 siede al posto occupato da Rosa.

Inoltre, alla vicenda di Rosa è stato dedicato un cortometraggio animato dal titolo The hidden life of Rosa Parks, realizzato per ricordare una donna che con un solo gesto ha cambiato il percorso dei neri d’America. Al fine di ottenere gli stessi diritti dei bianchi.

“Il gesto di Rosa fu l’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà…” – Martin Luther King

 

Written by Carolina Colombi

 

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